{"id":20660,"date":"2012-06-21T00:00:00","date_gmt":"2012-06-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/corsa-allultimo-vertice-per-salvare-lue\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:53","slug":"corsa-allultimo-vertice-per-salvare-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/06\/corsa-allultimo-vertice-per-salvare-lue\/","title":{"rendered":"Corsa all\u2019ultimo Vertice per salvare l\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 tornata la \u2018verticite\u2019, afferma Emma Bonino, vice-presidente del Senato, leader radicale, federalista da sempre. E, stavolta, la \u2018verticite\u2019 ci d\u00e0 un senso di ebbrezza, perch\u00e9, della sfilza d\u2019incontri fra leader per uscire dalla crisi, quello pi\u00f9 atteso e pi\u00f9 significativo, l\u2019unico da cui potrebbe uscire qualcosa che non sia acqua fresca, \u00e8 il Consiglio europeo di fine mese, a Bruxelles, il Vertice della Crescita, com\u2019\u00e8 stato gi\u00e0 catalogato a priori. <\/p>\n<p>Nella successione \u2018ansiogena\u2019 di G8, G20 e Consiglio europeo, \u201cil fallimento che avrebbe pi\u00f9 contraccolpi sarebbe proprio l\u2019europeo &#8211; constata la Bonino, in un\u2019intervista a EurActiv. Pi\u00f9 che esserne orgogliosi, bisogna esserne consapevoli e affrontare l\u2019appuntamento in modo responsabile\u201d.<\/p>\n<p><b>Pacchetto di compromesso<\/b><br \/>I presupposti ci sono, dopo che n\u00e9 il G8 di Camp David in maggio n\u00e9 il G20 di Los Cabos all\u2019inizio della settimana hanno davvero lasciato il segno, a riprova del deficit di <i>governance<\/i> internazionale che accentua le difficolt\u00e0 della situazione. La preparazione del Consiglio di Bruxelles sta passando attraverso una serie di tappe delicate: Eurogruppo ed Ecofin a Lussemburgo, il Quadrangolare a Roma tra Italia, Francia, Germania e Spagna voluto dal premier Mario Monti.<\/p>\n<p>Svoltosi nella scia dell\u2019esito positivo, o almeno non drammatico, per l\u2019euro e per l\u2019Ue delle elezioni politiche greche bis, l\u2019incontro messicano ha avuto il merito di non acuire, anzi di stemperare, almeno a parole, tensioni e polemiche fra i protagonisti della crisi, l\u2019America e l\u2019Europa, la Cina e i Brics.<\/p>\n<p>I lavori si sono chiusi con un attestato di fiducia all\u2019Unione del presidente statunitense Barack Obama: un atto forse dovuto, dopo le punture di spillo transatlantiche della vigilia e dell\u2019apertura. \u201cL\u2019Europa ce la far\u00e0\u201d, dice Obama, dopo avere finalmente incontrato i leader dell\u2019Ue &#8211; bilaterale saltato il primo giorno per il protrarsi della plenaria: \u201c\u00c8 pronta a misure coraggiose e non imploder\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il professor Monti avverte che i dieci giorni tra il G20 e il Consiglio europeo di fine mese \u201csaranno decisivi\u201d,  ammette che l\u2019Eurozona \u201cha un problema serio\u201d, ma rileva che \u201cnon \u00e8 l\u2019unico squilibrio dell\u2019economia mondiale\u201d. I Grandi dell\u2019Euro lavorano a un pacchetto di compromesso che potrebbe tenere conto delle priorit\u00e0 di ciascuno e di cui il premier italiano potrebbe essere demiurgo e mallevadore: il rigore tedesco e la diversificazione \u2018all\u2019italiana\u2019 tra spese e investimenti; misure d\u2019ulteriore liberalizzazione e di completamento del mercato interno, come chiesto da Roma, Londra e numerose altre capitali; stimoli alla domanda e investimenti in infrastrutture con strumenti europei tipo i \u2018project bonds\u2019 e i fondi Bei, come sollecitato dalla Francia;  miglioramenti della <i>governance<\/i>, sia economica &#8211; l\u2019Unione bancaria &#8211; che politica.<\/p>\n<p><b>Unione politica<\/b><br \/>La cancelliera Merkel  rilancia l\u2019Unione politica e da Berlino vengono proposte d\u2019elezione diretta del presidente della Commissione europea, che potrebbe cumulare in una sola persona le funzioni di presidente del Consiglio europeo: magari sono solo mosse per \u2018spostare la palla\u2019, ma forse merita \u2018vedere\u2019 il gioco dei tedeschi, se \u00e8 un bluff o se, invece, chiamano il bluff di altri, come la Francia, sempre restia a cedere porzioni di sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel documento finale, il G20 indica le priorit\u00e0 della crescita e dell\u2019occupazione e delinea un piano d\u2019azione coordinato. Sul fronte della difesa dalle crisi, il Fondo monetario internazionale (Fmi) vede le proprie risorse rafforzate, grazie a un\u2019iniezione di 456 miliardi di dollari, un sesto dei quali (75 miliardi) provenienti dai Brics. Nella sua analisi, l\u2019Fmi giudica \u201curgente e cruciale per la stabilit\u00e0 la crescita dell\u2019Eurozona\u201d; e indica, per l&#8217;Italia, le priorit\u00e0 della riforma del lavoro e della competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni \u2018post Vertice\u2019 degli europei sono un po\u2019 cacofoniche. Monti dice che ci vogliono pi\u00f9 crescita e investimenti. Il presidente francese Francois Hollande giudica eccessivi gli spread di Italia e Spagna e vuole che l\u2019Ue esca dal vicolo cieco \u2018banche &#8211; debito\u2019. La Merkel abbina crescita e rigore nel risanamento dei conti e nel consolidamento dei bilanci e insiste sulla necessit\u00e0 d\u2019una maggiore integrazione europea, ricordando, pure, alla Grecia che bisogna stare ai patti. E il premier britannico David Cameron rinnova il \u2018no\u2019 alla \u2018tobin tax\u2019, cio\u00e8 a una forma di tassazione delle transazioni finanziarie.<\/p>\n<p><b>Piano G20<\/b><br \/>Le conclusioni del Gruppo destinato ad assicurare la <i>governance <\/i>economica internazionale nell\u2019ora della crisi delineano un piano di crescita e sviluppo destinato alla creazione di posti di lavoro e basato sulla spesa pubblica, non pi\u00f9 solo sui tagli ai bilanci: indicazioni che possono incidere sulla trattativa interna all\u2019Unione europea, dando una spinta al \u2018partito\u2019 del rilancio degli investimenti, composto da Italia e Francia, e segnando una battuta d\u2019arresto per l\u2019alfiere del rigore, la Germania.<\/p>\n<p>\u201cVogliamo promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro\u201d; e, per farlo, bisogna tirare anche la leva della spesa a debito. \u00c8 quanto si legge nella dichiarazione finale, che, senza per\u00f2 entrare nel dettaglio delle soluzioni, costituisce una sorta di \u201cLos Cabos growth and jobs action plan\u201d, un piano d\u2019azione in materia di crescita e lavoro, lungi per\u00f2 dall\u2019essere una \u2018road map\u2019 credibile per la zona euro.<\/p>\n<p>Dietro l\u2019accelerazione per la crescita, ci sono i paesi emergenti e gli Stati Uniti. Le nuove economie cominciano a guardare con preoccupazione l\u2019avvitarsi della crisi europea e, soprattutto, l\u2019atteggiamento pregiudiziale a qualsiasi cambiamento di strategia da parte della Germania. C\u2019\u00e8, dunque, un <i>pressing <\/i>perch\u00e9 l\u2019Europa prenda rapidamente decisioni. Ma tutti i rappresentanti dell\u2019Ue al G20 hanno rivendicato la propria autonomia ed evocato le responsabilit\u00e0 americane nella genesi della crisi. <\/p>\n<p>Il presidente della Commissione europea Jos\u00e9 Manuel Barroso ha detto: \u201cQuesta crisi \u00e8 stata originata in Nord America e molti dei nostri istituti finanziari sono stati contaminati a causa delle non ortodosse pratiche delle strutture finanziare Usa. Non siamo venuti qui al G20 a prendere lezioni da nessuno\u201d. E pure Monti \u00e8 stato chiaro: \u201cNessuno pensa che l\u2019Ue sia la fonte del problema\u201d, facendo riferimento agli squilibri finanziari di cui gli Usa sono \u201cprotagonisti\u201d.<\/p>\n<p>Ma Los Cabos \u00e8 gi\u00e0 lontana. E il \u2018Vertice della Crisi\u2019 vicinissimo: i dieci giorni che Monti contava si stanno consumando.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 tornata la \u2018verticite\u2019, afferma Emma Bonino, vice-presidente del Senato, leader radicale, federalista da sempre. 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