{"id":20670,"date":"2012-06-25T00:00:00","date_gmt":"2012-06-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lue-sulle-ginocchia-di-zeus\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:52","slug":"lue-sulle-ginocchia-di-zeus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/06\/lue-sulle-ginocchia-di-zeus\/","title":{"rendered":"L\u2019Ue sulle ginocchia di Zeus"},"content":{"rendered":"<p>Non sembra che la stampa anglosassone abbia dato importanza alla riunione del G20 che sotto presidenza messicana si \u00e8 tenuta a Los Cabos il 17 e 18 giugno. Almeno a giudicare dal <i>New York Times <\/i>(che il 19 giugno trattava in un articolo dell\u2019incontro del presidente Obama col suo collega Putin a proposito della Siria) o dal settimanale britannico <i>The Economist<\/i>, che il 7 giugno citava la riunione del B20 (Business 20) che si sarebbe tenuta in contemporanea col vertice proprio per trasmettere ai leader mondiali il punto di vista del mondo degli affari.<\/p>\n<p>Eppure questa riunione non \u00e8 stata, nella sua agenda, meno completa di quelle che l\u2019hanno preceduta (con riferimento, ad esempio, al rafforzamento dell\u2019architettura finanziaria internazionale e alla riforma del settore finanziario), anche se nel tempo si \u00e8 molto venuto attenuando il senso di urgenza che pervase i primi incontri: dopo lo scoppio della crisi finanziaria, con la necessit\u00e0 di potenziare la liquidit\u00e0 internazionale, ripristinare la funzionalit\u00e0 del sistema finanziario mondiale, cercare di riavviare la crescita.<\/p>\n<p><b>Imperativo crescita<\/b><br \/>La massima priorit\u00e0 del G20 resta proprio uno sviluppo \u201cforte, sostenibile e bilanciato\u201d, attraverso l\u2019impegno ad adottare tutte le misure di politica economica per rafforzare la domanda, sostenere la crescita globale e restaurare la fiducia, controllare i rischi di breve e medio termine, rafforzare la creazione di posti di lavoro e ridurre la disoccupazione. Tutto questo programma \u00e8 riassunto nel Piano di azione per la crescita e l\u2019occupazione di Los Cabos. Ovviamente, non manca l\u2019impegno a monitorare rigorosamente la loro realizzazione attraverso un apposito processo di valutazione.<\/p>\n<p>In questo quadro, era ovvio che l\u2019Unione europea e soprattutto l\u2019Eurozona divenissero l\u2019oggetto di un attento scrutinio. Si \u00e8 riconosciuto quanto \u00e8 stato gi\u00e0 realizzato con i nuovi Trattati e con le azioni per assicurare la stabilit\u00e0 finanziaria, promuovere una politica di bilancio pi\u00f9 responsabile, effettuare i salvataggi bancari, che la Spagna richiede non vadano a gravare sul debito pubblico. <\/p>\n<p>Il G20 condivide le azioni dell\u2019Eurozona per procedere verso il completamento dell\u2019Unione economica e monetaria. In questo quadro, si valuta con favore l\u2019intenzione di realizzare una pi\u00f9 integrata struttura finanziaria con riferimento alla supervisione bancaria, alla ricapitalizzazione e alla liquidazione delle banche e all\u2019assicurazione dei depositi. <\/p>\n<p>Ovviamente, la proposta di Monti di utilizzare i fondi Efsf e Ems per allentare la pressione al rialzo dei tassi di interesse sul debito pubblico italiano e spagnolo non ha trovato spazio, poich\u00e9 il disaccordo \u00e8 ancora forte all\u2019interno dell\u2019Eurozona e nella stessa Commissione per i vincoli legali e per i limiti quantitativi dei due strumenti.<\/p>\n<p>Sul fronte dell\u2019aggiustamento reale, si sottolinea che i membri dell\u2019Eurozona lo favoriranno attraverso riforme strutturali che rafforzino la competitivit\u00e0 dei paesi in disavanzo e rilancino la domanda e la crescita in quelli in situazione opposta. Per la crescita in tutta l\u2019Unione europea, si fa assegnamento non solo sul completamento del mercato unico, operazione non indolore quando la recessione morde e gli interessi locali tendono a rinserrare le difese, ma anche sulla Banca europea degli investimenti (Bei), su uno schema pilota di <i>project bonds<\/i>, sull\u2019utilizzazione dei fondi strutturali e di coesione.<\/p>\n<p><b>Vertice di Roma<\/b><br \/>Pu\u00f2 anche dispiacere vedere sciorinati in un contesto mondiale i mali e le terapie che l\u2019Europa o l\u2019Eurozona sta faticosamente elaborando, ma la loro analisi e soprattutto la condivisione in un pi\u00f9 ampio contesto dovrebbero rendere pi\u00f9 facile la definizione di una strategia da seguire non solo per superare la crisi, ma soprattutto per affrontare quell\u2019ulteriore cessione di sovranit\u00e0 nazionale che la Germania reclama e che \u00e8 nell\u2019interesse di tutti per stabilizzare l\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>Come si vede, i risultati del vertice a quattro (Francia, Germania, Italia e Spagna) del 22 giugno a Roma erano in maturazione gi\u00e0 a Los Cavos. I 120-130 miliardi di euro che si \u00e8 deciso di mobilitare verranno da un rafforzamento del bilancio della Bei, dalle obbligazioni di progetto per realizzare infrastrutture e dall\u2019utilizzazione di fondi europei non ancora impegnati. <\/p>\n<p>L\u2019Unione bancaria sembra avere ottenuto ulteriore sostegno a Roma, ma la sua realizzazione non potr\u00e0 essere immediata, richiedendo un\u2019integrazione dei Trattati e soprattutto una condivisione del rischio che difficilmente potr\u00e0 essere incondizionato. <\/p>\n<p>Mentre la proposta Monti per utilizzare i fondi salva-stati nell\u2019acquisto sul mercato secondario di titoli di stato dei paesi sotto pressione lascia &#8211; volendo essere buoni &#8211; ancora tiepida la Germania, all\u2019introduzione della <i>Tobin tax <\/i>sulle transazioni finanziarie \u00e8 stato dato un caloroso benvenuto dai quattro leader.<\/p>\n<p><b>Londra fuori dall\u2019Ue<\/b><br \/>Al di l\u00e0 delle difficolt\u00e0 che un\u2019imposta sulle transazioni finanziarie incontra nell\u2019individuare e nel delimitare l\u2019oggetto da tassare e soprattutto nelle cautele per evitare la migrazione della finanza verso lidi pi\u00f9 ospitali al di fuori dell\u2019Ue, si pone un problema con il Regno Unito e con gli altri paesi che hanno fatto della finanza il caposaldo della propria economia. Di gi\u00e0 il primo ministro britannico David Cameron si \u00e8 dichiarato felice di invitare i ricchi francesi colpiti dall\u2019imposta patrimoniale a stabilirsi nel Regno Unito, e certamente si batter\u00e0 come un leone per ottenere che il suo paese venga esentato dall\u2019applicazione del tributo, diventando cos\u00ec ancor pi\u00f9 appetibile per finanzieri e investitori.<\/p>\n<p>L\u2019approfondimento dell\u2019Eurozona e dell\u2019Unione \u00e8 stato sempre malvisto dalla Gran Bretagna, ma il 23 giugno <i>The Economist <\/i>ha dedicato un articolo al \u201cBrexit\u201d (sull\u2019uscita della Gran Bretagna dall\u2019Ue), neologismo creato sulle orme del \u201cGrexit\u201d,  che dopo le ultime elezioni in Grecia si \u00e8 allontanato verso l\u2019orizzonte, pur senza scomparire del tutto. Eppure, l\u2019autorevole settimanale sottolinea che nessun grande partito politico \u00e8 favorevole all\u2019uscita dall\u2019Europa, ma che questa appare sempre pi\u00f9 probabile, particolarmente ora che l\u2019Unione sembra orientata ad assumere una pi\u00f9 ampia funzione ridistributiva.<\/p>\n<p>Chi scrive non ha dimenticato le perentorie richieste della Thatcher e del suo ministro degli esteri per il \u201cjuste retour\u201d che portarono all\u2019accordo per il rimborso alla Gran Bretagna di parte del suo contributo annuale. Questa volta Londra cercher\u00e0 di rinegoziare pi\u00f9 favorevoli condizioni per la sua permanenza nell\u2019Unione? Saranno gli altri membri disponibili a concessioni ancora pi\u00f9 onerose e scarsamente rispettose della \u201ccapacit\u00e0 contributiva\u201d in un momento in cui l\u2019Unione fiscale sembra delinearsi come unico sbocco per la sopravvivenza e per la stabilizzazione dell\u2019Unione monetaria? Anche un referendum potrebbe intervenire nel Regno Unito per decidere dell\u2019appartenenza all\u2019Europa. Il futuro e la configurazione di quest\u2019ultima restano sulle ginocchia di Zeus, per usare un\u2019espressione dei poemi omerici.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sembra che la stampa anglosassone abbia dato importanza alla riunione del G20 che sotto presidenza messicana si \u00e8 tenuta a Los Cabos il 17 e 18 giugno. 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