{"id":20680,"date":"2012-06-26T00:00:00","date_gmt":"2012-06-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tutte-le-strade-portano-a-roma\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:52","slug":"tutte-le-strade-portano-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/06\/tutte-le-strade-portano-a-roma\/","title":{"rendered":"Tutte le strade portano a Roma?"},"content":{"rendered":"<p>Nella riunione informale di Roma dei Capi di Stato e di governo di quattro grandi paesi dell\u2019eurozona sono stati fatti passi avanti significativi in vista del Consiglio europeo del 28-29 giugno a Bruxelles. I quattro si sono trovati d\u2019accordo sul lancio di un piano per la crescita pari all\u20191% del Pil europeo, sulla prospettiva di una cooperazione rafforzata per il varo di una tassa sulle transazioni finanziarie, sulla necessit\u00e0 di garantire la stabilit\u00e0 finanziaria dell\u2019eurozona, e infine sull\u2019esigenza di avanzare gradualmente verso una pi\u00f9 forte unione politica. <\/p>\n<p>Sono state riprese anche le conclusioni del G20 di Los Cabos che riportavano le intenzioni degli europei di considerare passi concreti verso un\u2019unione bancaria, che preveda un\u2019architettura finanziaria integrata, inclusiva di una struttura europea di vigilanza, di un\u2019assicurazione comune dei depositi, della ricapitalizzazione delle banche in sofferenza e di procedure per la liquidazione delle banche insolventi.<\/p>\n<p><b>Contro azzardi morali<\/b><br \/>Si tratta certamente di un risultato importante, che dovr\u00e0 essere tradotto in termini di provvedimenti concreti al prossimo Vertice. Dopo l\u2019approvazione del<i> fiscal compact<\/i>, con l\u2019impegno comune a rispettare la disciplina finanziaria, riportando in pareggio il bilancio e riducendo progressivamente lo stock di debito, appare ormai possibile che anche il governo tedesco approvi le proposte francesi per un nuovo \u201cpatto per la crescita\u201d, anche se la Merkel ha sottolineato nella conferenza stampa di Roma la necessit\u00e0 di un controllo comune sui comportamenti degli Stati della zona euro. <\/p>\n<p>Il che presuppone che vengano compiuti passi significativi verso un rafforzamento dei poteri dell\u2019Unione. In questa prospettiva possono essere rese compatibili le richieste francesi di una maggiore solidariet\u00e0 e le esigenze tedesche di evitare che gli aiuti ai paesi pi\u00f9 deboli generino fenomeni di azzardo morale, con l\u2019abbandono degli obiettivi di consolidamento fiscale.<\/p>\n<p>Se questi sono gli aspetti positivi dell\u2019incontro di Roma, \u00e8 comunque inevitabile sottolinearne i limiti. Per contrastare gli effetti destabilizzanti degli attacchi nei confronti dei paesi pi\u00f9 deboli dell\u2019eurozona si richiede certamente una maggiore solidariet\u00e0, ma una svolta effettiva si avr\u00e0 soltanto con una decisione politica, e non soltanto tecnica. Anche se i paesi aggrediti dai mercati osservano politiche rigorose e avviano processo di riforma, per loro lo <i>spread <\/i>rimane troppo ampio e il costo della raccolta troppo elevato, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 difficile il percorso di risanamento.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, le misure restrittive adottate hanno gi\u00e0 provocato una nuova fase di recessione, con caduta dell\u2019occupazione, ristagno della domanda e quindi della produzione, tensioni sociali e riduzione del gettito delle imposte. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 il mercato, e chi specula contro la moneta europea, \u00e8 convinto di poter mettere in ginocchio paesi con un rapporto debito\/Pil troppo elevato e costretti a emettere masse ingenti di nuovi titoli di debito.<\/p>\n<p>La sfida del mercato pu\u00f2 essere vinta se viene riaffermato con chiarezza che nessun paese dell\u2019eurozona verr\u00e0 abbandonato a s\u00e9 stesso e lasciato fallire. E questo presuppone che la solidariet\u00e0 fra i paesi dell\u2019eurozona venga consolidata con un patto che dia vita a un vera e propria Unione fiscale federale.<\/p>\n<p><b>Federazione leggera<\/b><br \/>Le stesse considerazioni valgono per le banche. Anche in Spagna &#8211; dove le banche si sono impegnate in modo eccessivo a sostenere la bolla immobiliare &#8211; come negli altri paesi dell\u2019eurozona, la crisi del settore \u00e8 strettamente legata alla crisi del debito sovrano. Le banche hanno acquistato masse ingenti di titoli del debito pubblico del proprio paese per sostenerne i corsi e contenere la crescita dei tassi. <\/p>\n<p>Un sostegno europeo alle banche, o addirittura un salvataggio come nel caso delle banche spagnole, non sar\u00e0 sufficiente a spegnere l\u2019incendio che, tra l\u2019altro, non riguarda soltanto le banche dei paesi deboli. Ma con un chiaro annuncio di voler procedere verso un\u2019Unione politica si render\u00e0 chiaro al mercato che non c\u2019\u00e8 spazio per un <i>default <\/i>di un paese dell\u2019euro. Il superamento della crisi dei debiti sovrani aiuter\u00e0 il salvataggio delle banche, che potranno ritornare finalmente ad adempiere alla loro funzione fondamentale di offrire un sostegno alle famiglie e all\u2019attivit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>La decisione di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie, anche se non venisse approvata da tutti i paesi dell\u2019Unione &#8211; e quindi attraverso una cooperazione rafforzata &#8211; viene incontro ad un sentimento molto diffuso nell\u2019opinione pubblica che vede nella finanza la causa della crisi attuale, e rappresenta un primo passo verso un rafforzamento del bilancio e per l\u2019avvio di una finanza federale. <\/p>\n<p>Ma anche in questo caso passi avanti sul terreno istituzionale sono ineludibili. Un\u2019imposta europea, e altres\u00ec un piano di sviluppo pari all\u20191% del Pil europeo, devono essere gestiti da un Tesoro federale, sotto il controllo del Parlamento europeo. Occorre quindi prevedere in tempi rapidi la creazione di un\u2019Unione fiscale che rappresenti il secondo braccio dell\u2019Unione, accanto all\u2019Unione monetaria, nell\u2019ambito inizialmente della zona euro.<\/p>\n<p>In definitiva, se si vuole risolvere definitivamente la crisi del debito sovrano e promuovere un processo di crescita sostenibile dell\u2019economia europea, gli accordi di Roma sono importanti, ma non sono sufficienti. Occorre avviare con immediatezza un processo costituente che deve portare finalmente alla costruzione degli Stati Uniti d\u2019Europa. <\/p>\n<p>Questo termine non \u00e8 pi\u00f9 un tab\u00f9. Se si vuole sul serio che il rafforzamento da tutti auspicato dell\u2019Unione politica abbia un significato concreto occorre dire con chiarezza che si vuole che l\u2019Europa diventi uno Stato, dotato di un potere politico reale, in un ambito di competenze limitato per ora all\u2019economia, ma destinato ad estendersi in futuro alla politica estera e alla difesa. Una federazione leggera, come la definisce Emma Bonino, ma dotata dei poteri necessari.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella riunione informale di Roma dei Capi di Stato e di governo di quattro grandi paesi dell\u2019eurozona sono stati fatti passi avanti significativi in vista del Consiglio europeo del 28-29 giugno a Bruxelles. 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