{"id":20730,"date":"2012-06-30T00:00:00","date_gmt":"2012-06-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/egitto-sul-piano-inclinato\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:50","slug":"egitto-sul-piano-inclinato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/06\/egitto-sul-piano-inclinato\/","title":{"rendered":"Egitto sul piano inclinato"},"content":{"rendered":"<p>Per la prima volta nella storia dell\u2019Egitto, un islamico, esponente della Fratellanza musulmana, \u00e8 stato eletto presidente democraticamente con il 51,73% dei voti. Mohamed Morsi, ingegnere formatosi negli Usa e membro di Libert\u00e0 e Giustizia, ha avuto la meglio su Ahmet Shafiq, candidato dei militari. La transizione egiziana si arricchisce dunque di un nuovo, e probabilmente cruciale, protagonista, cui spetta ora la non facile impresa di traghettare il paese oltre le secche dell\u2019eredit\u00e0 Mubarak. Gli equilibri dell\u2019Egitto sono destinati a ripercuotersi in tutto il mondo arabo. Le sfide della presidenza sono numerose e le aspettative dell\u2019opinione pubblica alte. Cos\u00ec come le minacce alla stabilit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p><b>Montagna da scalare<\/b><br \/>La societ\u00e0 egiziana \u00e8 divisa sul piano politico e religioso, l\u2019opinione pubblica \u00e8 stanca e delusa della confusa transizione e del progressivo deterioramento della sicurezza. Stando alle prime dichiarazioni, Mohamed Morsi intende dar vita a un governo di unit\u00e0 nazionale guidato da una personalit\u00e0 estranea alla Fratellanza musulmana e con un copto, una donna e una personalit\u00e0 vicina a piazza Tahrir alla vicepresidenza. <\/p>\n<p>La Fratellanza sembra infatti non poter prescindere dal sostegno delle altre forze politiche per governare il paese, e la presenza delle componenti pi\u00f9 liberali potrebbe rassicurare chi teme una eccessiva \u201cislamizzazione\u201d del quadro politico. Non ultima la comunit\u00e0 internazionale. <\/p>\n<p>Secondo Khaled Elgindy, della <i>Brookings Institution<\/i> di Washington, la nascita di un governo di coalizione consentirebbe a Morsi di iniziare ad arginare il potere dei militari, ancora incombente. Se la Fratellanza decidesse invece di fare a meno dei liberali, confermerebbe la linea intransigente degli ultimi sedici mesi, rischiando di indebolirsi rapidamente. <\/p>\n<p>Sul piano regionale, la vittoria di Morsi contribuisce al rimescolamento dei rapporti di forza in corso da oltre un anno. Il nuovo presidente, ad esempio, avrebbe gi\u00e0 mandato timidi segnali di apertura (alcuni poi smentiti) verso l\u2019Iran, infiammando l\u2019opposizione interna e rischiando di accrescere le tensioni con gli alleati occidentali dell\u2019Egitto, a partire dagli Stati Uniti. <\/p>\n<p>Come sostiene Martin Indyk, direttore del programma di politica estera della Brookings, sebbene gli Usa abbiano perso influenza in Egitto e nella regione, il rapporto con Washington rimane determinante per ragioni che vanno ben oltre il pur rilevante prestito di oltre due miliardi di dollari (di cui oltre la met\u00e0 in aiuti militari) l\u2019anno che Il Cairo riceve. <\/p>\n<p>Nelle sue prime uscite Morsi ha anche cercato di rassicurare Israele, annunciando il rispetto dei trattati internazionali in vigore: un chiaro riferimento agli Accordi di Camp David, pi\u00f9 volte oggetto di polemica durante la campagna elettorale. Tel Aviv ha risposto diplomaticamente, pur rimanendo preoccupata dei legami dei Fratelli musulmani con Hamas. La nomina di un ministro degli esteri esterno alla Fratellanza potrebbe giovare ai rapporti con Israele e con l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Tra le priorit\u00e0 del nuovo presidente c\u2019\u00e8 anche l\u2019esigenza di rassicurare le monarchie del Golfo, dai cui investimenti di decine di miliardi di dollari dipende il lavoro di milioni di egiziani. Le monarchie sono infatti sempre pi\u00f9 preoccupate dell\u2019espansione della \u201cprimavera araba\u201d all\u2019interno dei loro confini (a partire dall\u2019Arabia Saudita).<\/p>\n<p><b>Economia e moschetto<\/b><br \/>La pi\u00f9 grande emergenza di Morsi, tuttavia, \u00e8 la crisi economica. La stabilit\u00e0 politica \u00e8 imprescindibile per sanare il bilancio fiscale 2012-2013 (che presenta un deficit di 22,5 miliardi di dollari), cercare di combattere la disoccupazione dilagante e rilanciare settori chiave come turismo e infrastrutture. <\/p>\n<p>Nelle ultime settimane la borsa egiziana ha registrato un calo del 4,6%, il pi\u00f9 grave da novembre 2011. Gli investitori sono alla finestra per vedere cosa accade, ma l\u2019incertezza potrebbe protrarsi per diversi mesi. I fondi internazionali promessi all\u2019Egitto sono dunque fondamentali per il suo rilancio. Con l\u2019elezione di Morsi dovrebbe essere confermata l\u2019erogazione del prestito di tre miliardi di dollari del Fondo monetario internazionale (condizionato all\u2019elezione di un parlamento e governo democratici e alla formulazione di un piano di riforme economiche) e di altri prestiti e donazioni, in particolare da parte di Ue, Banca centrale europea e Banca europea per la ricostruzione.<\/p>\n<p>I militari, che guidano il paese dalla caduta di Mubarak attraverso il Consiglio militare supremo (Cms), hanno riconosciuto la vittoria di Morsi, ma sono comunque riusciti a mantenere ampi poteri. Alla vigilia del ballottaggio il parlamento &#8211; dominato dai Fratelli musulmani dopo le ultime elezioni &#8211; \u00e8 stato sciolto su decisione della Corte Costituzionale. I militari si sono quindi attribuiti i poteri legislativi e di bilancio, e potranno nominare una nuova Commissione costituzionale, disponendo del potere di veto nella stesura della Costituzione per tutte le questioni attinenti al \u201csupremo interesse nazionale\u201d e mantenendo competenza esclusiva nel settore della sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>I militari continuano inoltre ad avere il controllo diretto del 35-40% dell\u2019economia nazionale, essendo a capo della produzione militare, industriale e agricola, dell\u2019amministrazione pubblica e di altri settori. Condividono rilevanti interessi con l\u2019industria civile egiziana e anche il settore giudiziario non \u00e8 immune dal loro controllo. La maggior parte dei diciotto giudici della Corte Suprema \u00e8 stata nominata durante il regime di Hosni Mubarak. Lo stesso presidente, Farouq Sultan, ex ufficiale dell\u2019esercito, \u00e8 a capo della commissione elettorale.<\/p>\n<p><b>Tacito accordo <\/b><br \/>Morsi non ha grande carisma e per la sua elezione deve in gran parte ringraziare la forza della macchina elettorale della Fratellanza. Il movimento ha saputo intercettare il favore di un\u2019opinione pubblica frammentata e di una parte delle organizzazioni protagoniste della \u201cprimavera egiziana\u201d, ed ora pu\u00f2 utilizzare questo consenso per arginare le ambizioni nostalgiche e restauratrici dei vertici militari. <\/p>\n<p>Migliaia di persone, infatti, presidiano da giorni Piazza Tahrir, protestando contro l\u2019arroganza dei militari e chiedendo il ripristino del parlamento democraticamente eletto. Morsi si \u00e8 associato ai manifestanti chiedendo ai militari di prestare giuramento davanti al potere legislativo ripristinato, ma nei suoi primi discorsi ha anche espresso profondo rispetto verso l\u2019esercito. Ci\u00f2 rende verosimile l\u2019ipotesi di un tacito accordo tra Fratellanza musulmana e Cms a favore della stabilit\u00e0 nazionale. Sin dalla caduta di Mubarak, del resto, i due attori si sono in pi\u00f9 occasioni sostenuti a vicenda in un gioco delle parti non sempre trasparente.<\/p>\n<p>Un accordo potrebbe rappresentare un vantaggio per i militari, che condividerebbero la responsabilit\u00e0 politica ed economica del paese, e giovare alla Fratellanza, che potrebbe trovare un alleato fondamentale per affrontare le difficili sfide imposte dalla crisi. Il nodo \u201cparlamento\u201d rappresenta il primo banco di prova del rapporto tra presidenza e esercito. La Corte costituzionale ne discuter\u00e0 il 7 luglio, rispondendo ai numerosi appelli che le sono giunti. In caso di intesa, Morsi chieder\u00e0 ai cittadini di accettare lo <i>status quo<\/i>, sacrificando, per il momento, il ripristino del parlamento. <\/p>\n<p>L\u2019Egitto \u00e8 un punto di riferimento per tutti i paesi attraversati dalla primavera araba. L\u2019esito del dialogo in corso tra le principali forze nazionali sar\u00e0 fondamentale per il futuro della regione. L\u2019esercito rimane pienamente in campo, ma non sembra voler bloccare la transizione democratica, mirando piuttosto a tenerla sotto controllo. I militari vogliono mantenere un \u201cruolo speciale\u201d che gli garantisca i privilegi economici di cui hanno sempre goduto. <\/p>\n<p>Uno scenario simile a quello turco degli anni ottanta, ma aggravato da una crisi economica che rischia di mantenere il paese in ginocchio ancora per molti anni. Con conseguenze estremamente pericolose non soltanto per l\u2019Egitto.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta nella storia dell\u2019Egitto, un islamico, esponente della Fratellanza musulmana, \u00e8 stato eletto presidente democraticamente con il 51,73% dei voti. Mohamed Morsi, ingegnere formatosi negli Usa e membro di Libert\u00e0 e Giustizia, ha avuto la meglio su Ahmet Shafiq, candidato dei militari. 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