{"id":20770,"date":"2012-07-04T00:00:00","date_gmt":"2012-07-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/a-tappe-forzate-verso-lunione-bancaria\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:49","slug":"a-tappe-forzate-verso-lunione-bancaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/a-tappe-forzate-verso-lunione-bancaria\/","title":{"rendered":"A tappe forzate verso l\u2019Unione bancaria"},"content":{"rendered":"<p>Il vertice europeo del 28-29 giugno ha rappresentato un deciso passo avanti nella gestione della crisi europea. L\u2019aspetto forse pi\u00f9 positivo \u00e8 che si \u00e8 trattato di un vero vertice, con una trattativa serrata e con decisioni cruciali. Per una volta, non abbiamo assistito al solito rito dei vertici inutili, che si concludono senza alcuna vera decisione ma solo con un comunicato che ha come unico scopo quello di \u201ccalmare\u201d i mercati finanziari, guadagnando un po\u2019 di tempo fino al vertice successivo. <\/p>\n<p>\t Per quanto riguarda l\u2019area euro, le decisioni fondamentali possono essere riassunte come segue: <\/p>\n<p>&#8211;\tla supervisione sulle banche passer\u00e0 dalle autorit\u00e0 nazionali alla Banca centrale europea (Bce); <br \/>&#8211;\tsolo dopo che tale trasferimento di sovranit\u00e0 sar\u00e0 attuato, il Fondo europeo di stabilit\u00e0 finanziaria (Esm) potr\u00e0 intervenire direttamente nelle operazioni di salvataggio e ricapitalizzazione delle banche, previa firma di un Memorandum contenente le condizioni per l\u2019assistenza finanziaria;<br \/>&#8211;   il fondo europeo Esm potr\u00e0 intervenire sul mercato (primario e secondario) dei titoli di stato per stabilizzarne i rendimenti, a patto che i paesi interessati firmino un Memorandum contenente le condizioni per l\u2019assistenza finanziaria, nelle quali saranno inclusi gli impegni presi nell\u2019ambito del semestre europeo e del <i>fiscal compact<\/i>, nonch\u00e9 in eventuali procedure per disavanzi eccessivi.<\/p>\n<p><b>Procedura speciale <\/b><br \/> \tIl trasferimento della supervisione bancaria alla Bce \u00e8 un tassello importante del cammino verso la \u201cunione bancaria\u201d. Gli altri tasselli dovrebbero essere: una assicurazione europea dei depositi e un fondo europeo per la gestione delle crisi bancarie. <\/p>\n<p>L\u2019assegnazione della supervisione alla Bce potr\u00e0 avvenire con una decisione del Consiglio europeo (seppure dopo avere consultato il Parlamento e la Bce stessa): potr\u00e0 quindi essere fatta in tempi relativamente rapidi per gli standard europei. Al contrario, gli altri due tasselli del nuovo disegno istituzionale dovranno passare per il solito tortuoso procedimento, che prevede una proposta di direttiva da parte della Commissione Ue e poi l\u2019approvazione da parte del Parlamento e del Consiglio europeo: sono prevedibili tempi lunghi.<\/p>\n<p>Per ora, sul fronte della gestione delle crisi bancarie abbiamo solo una proposta di Direttiva, presentata dalla Commissione il 6 giugno scorso. Essa prevede una procedura speciale per gestire le crisi bancarie, diversa dalle normali procedure fallimentari. Tale procedura dovr\u00e0 assicurare che una banca in crisi finanziaria possa continuare ad operare, evitando cos\u00ec che si interrompa la sua partecipazione al sistema dei pagamenti, dei prestiti e dei depositi. <\/p>\n<p>Nello stesso tempo, essa dovr\u00e0 imporre ad alcuni soggetti gli stessi costi che avrebbero sopportato in un normale fallimento: i manager, gli azionisti, i creditori non garantiti. In questo modo si eviterebbero i rischi sistemici dei fallimenti bancari e allo stesso tempo il rischio morale dei salvataggi. Tuttavia, la direttiva prevede solo il coordinamento tra le regole e le autorit\u00e0 nazionali, senza un trasferimento di sovranit\u00e0. <\/p>\n<p>L\u2019intervento diretto dello Esm nelle operazioni di ricapitalizzazione delle banche in crisi ha un duplice vantaggio: 1) evita che il passaggio dei fondi europei tramite il governo nazionale del paese interessato faccia salire il debito pubblico di quel paese; 2) consente allo Esm di porre precise condizioni alle banche interessate per l\u2019accesso ai fondi europei.<\/p>\n<p>Tuttavia, la Spagna non potr\u00e0 per ora usufruire di questa modalit\u00e0 di intervento, che \u00e8 subordinata al trasferimento della supervisione alla Bce. L\u2019intervento diretto dello Esm non \u00e8 previsto dallo statuto dello stesso. Potrebbe quindi rendersi necessaria una revisione dello statuto per rendere operativa la decisione del 29 giugno: questo comporterebbe ovviamente un ritardo di applicazione. <\/p>\n<p><b>Tra Roma e Atene<\/b><br \/>La terza decisione \u00e8 quella che ci riguarda pi\u00f9 da vicino, ed \u00e8 stata caldeggiata dal governo italiano. Il nostro governo premeva per introdurre maggiore flessibilit\u00e0 nell\u2019utilizzo del fondo europeo Esm, in modo che esso potesse intervenire sul mercato dei titoli di stato e porre un argine agli <i>spread <\/i>dei paesi in regola con gli accordi europei in tema di finanza pubblica. Il risultato del vertice \u00e8 stato un compromesso. Esso prevede che, per usufruire dell\u2019intervento dello Esm, anche nella forma di acquisto di titoli sul mercato, si passi tramite una richiesta del governo interessato e una trattativa, che porti alla firma del Memorandum di intesa. Sotto questo profilo non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 previsto dallo statuto dello Esm. La novit\u00e0 potrebbe essere l\u2019esclusione di condizioni aggiuntive rispetto a quelle gi\u00e0 concordate nell\u2019ambito del semestre europeo, ma questo aspetto \u00e8 al momento ancora oggetto di trattativa.<\/p>\n<p>Problemi di procedura e di risorse renderanno prevedibilmente poco efficace il meccanismo anti-spread fornito dallo Esm. Sarebbe molto pi\u00f9 efficace un meccanismo fornito dalla Bce. La Banca centrale \u00e8 l\u2019unica istituzione dotata delle risorse e della flessibilit\u00e0 per mettere un freno agli<i> spread<\/i>. Tale compito rientra nella sua responsabilit\u00e0 di assicurare condizioni monetarie uniformi nell\u2019area euro. Tuttavia questa evoluzione \u00e8 stata sempre osteggiata dalla Bundesbank, che ha ottenuto l\u2019abbandono del programma di acquisto di titoli di stato da parte della Bce (<i>Securities Market Program<\/i>). <\/p>\n<p>Il giudizio sui risultati del vertice \u00e8 nel complesso positivo, nonostante i limiti appena illustrati. Certo il cammino verso l\u2019unione bancaria \u00e8 ancora lungo, ma almeno \u00e8 stato iniziato. Al contrario, il percorso verso una maggiore integrazione fiscale e politica tra i paesi dell\u2019area euro rimane ancora tutto da disegnare, ed \u00e8 stato completamente assente dal vertice di fine giugno. Rimangono quindi importanti questioni di fondo da risolvere, insieme ai problemi pi\u00f9 urgenti da affrontare, a cominciare dal caso della Grecia. <\/p>\n<p>Il nuovo governo greco chieder\u00e0 presto una revisione sostanziale del Memorandum; se l\u2019atteggiamento della Troika rimarr\u00e0 intransigente, la Grecia sar\u00e0 spinta verso una insolvenza disordinata. La prospettiva di una uscita dall\u2019area euro della Grecia danneggia i paesi ad alto debito come l\u2019Italia, che continuano a pagare alti tassi d\u2019interesse sul debito anche per compensare gli investitori esteri di un rischio di cambio, dovuto alla possibilit\u00e0 di un break-up della zona euro.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vertice europeo del 28-29 giugno ha rappresentato un deciso passo avanti nella gestione della crisi europea. L\u2019aspetto forse pi\u00f9 positivo \u00e8 che si \u00e8 trattato di un vero vertice, con una trattativa serrata e con decisioni cruciali. 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