{"id":20780,"date":"2012-07-05T00:00:00","date_gmt":"2012-07-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-nuovo-volto-dellegitto\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:49","slug":"il-nuovo-volto-dellegitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/il-nuovo-volto-dellegitto\/","title":{"rendered":"Il nuovo volto dell\u2019Egitto"},"content":{"rendered":"<p>Strano destino, quello di Mohammed Morsy. \u00c8 il primo presidente (civile) democraticamente eletto in una storia &#8211; quella dell\u2019Egitto repubblicano &#8211; ormai lunga oltre mezzo secolo. Morsy \u00e8 anche l\u2019uomo che, in un certo qual senso, riscatta un\u2019altra lunga storia egiziana, vecchia di oltre ottant\u2019anni: quella della Fratellanza Musulmana, una storia fatta di repressioni, retate, arresti, scontri con tutti i presidenti che si sono succeduti da Gamal Abdel Nasser a Hosni Mubarak. Eppure, Mohammed Morsy non incarna n\u00e9 la figura del leader carismatico n\u00e9 quella del rivoluzionario. Non \u00e8 Nasser e non \u00e8 neanche uno dei ragazzi di Piazza Tahrir.<\/p>\n<p><b>Nuovo conformismo<\/b><br \/>Mohammed Morsy Issa al Ayat \u00e8 in fondo, oggi, l\u2019uomo meno invidiato di un Egitto ostaggio di una transizione viziata <i>ab origine<\/i>. Poco meno della met\u00e0 di coloro che si sono recati alle urne ha preferito un nome del tutto organico al vecchio regime, un ex militare di carriera come Ahmed Shafiq, che il giorno dopo la sconfitta ha preferito lasciare l\u2019Egitto mentre girava la voce di un\u2019indagine nei suoi confronti per corruzione. <\/p>\n<p>E molti di coloro che Morsy lo hanno invece votato, non hanno nascosto la loro distanza dalla Fratellanza Musulmana. Lo hanno scelto solo per segnare la discontinuit\u00e0 con il regime guidato da Hosni Mubarak, votando il leader del Partito Giustizia e Libert\u00e0 solo per fermare Shafiq.<\/p>\n<p>E allora? Chi rappresenta Morsy? Quale parte del paese? Non certo i vecchi <i>clientes <\/i>del regime, e neanche coloro che in questo anno e mezzo sono stati spinti a credere che il passato fosse meglio dell\u2019insicurezza del presente. Non certo una parte dell\u2019elettorato copto, quella stessa parte che nel periodo precedente aveva difeso i propri diritti e talvolta alcuni privilegi negoziando con il regime di Mubarak una sorta di <i>status quo<\/i>.<\/p>\n<p>Eppure, Morsy rappresenta una parte non piccola del paese. Lui stesso un ingegnere, Morsy incarna nel suo <i>cursus honorum <\/i>e nella sua stessa professione un settore importante sia dell\u2019elettorato sia della base di consenso della Fratellanza Musulmana. I professionisti, la media borghesia in odor di islamismo che si \u00e8 ritrovata in un conformismo religioso diverso da quello imposto dal regime, e che dal sistema clientelare dei Mubarak era stato tenuto ai margini.<\/p>\n<p>Certo, questo tipo di consenso non \u00e8 determinante, per il destino di Morsy. \u00c8 per\u00f2 un puntello importante, perch\u00e9 \u00e8 espressione anche della politica del compromesso che il nuovo presidente egiziano ha dichiarato di voler seguire. \u00c8 quel consenso necessario a dare un\u2019impronta &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; <i>democristiana <\/i>alla presidenza di Morsy. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 Morsy deve cercare, se vuol resistere il pi\u00f9 a lungo possibile come primo capo di Stato civile dell\u2019Egitto, di non farsi sconfiggere nel braccio di ferro in corso con il Consiglio militare supremo (Scaf). E per superare l\u2019impasse di una presidenza dimezzata dagli emendamenti costituzionali imposti dallo Scaf, Morsy deve cercare alleati altrove. Nella sua base di consenso classica, e cio\u00e8 nei militanti e nella maggioranza silenziosa che ha, negli anni scorsi, segretamente sostenuto la Fratellanza Musulmana. Soprattutto, per\u00f2, Morsy deve cercare pi\u00f9 sponde possibili all\u2019interno del variegato mondo della rivoluzione egiziana.<\/p>\n<p><b>Piazza e potere<\/b><br \/>Andare a piazza Tahrir prima ancora di andare a giurare di fronte alla Corte costituzionale come nuovo presidente egiziano, \u00e8 stato per Morsy pi\u00f9 di un gesto simbolico. \u00c8 stata una necessaria mossa politica. La chiave \u00e8 tutta nella richiesta di legittimazione da parte della piazza, riconoscendo alla rivoluzione del 25 gennaio (e alle altre rivoluzioni arabe) di aver segnato una discontinuit\u00e0 nella definizione del potere.<\/p>\n<p>Il popolo ha chiesto la fine del regime, come recitava lo slogan primo del Secondo Risveglio arabo. E dunque \u00e8 il popolo a dover legittimare chi al regime succede. Solo riconoscendo al popolo di essere di nuovo la fonte della legittimit\u00e0 del potere, Morsy pu\u00f2 diminuire il ruolo del Consiglio Militare Supremo e della stessa magistratura egiziana. Un contrappeso che, seppur variegato com\u2019\u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8 emerso da Piazza Tahrir, \u00e8 fondamentale per poter superare un\u2019impasse lunga mesi e mesi.<\/p>\n<p>Cosa risponde Piazza Tahrir? Per il momento \u00e8 troppo impegnata a comprendere la sconfitta segnata proprio dalla vittoria di Morsy, cio\u00e8 a dire la sconfitta dei candidati alle presidenziali che erano stati espressione della piazza: Hamdeen Sabbahi, Abdel Moneim Abul Futuh, Khaled Ali.<\/p>\n<p>Morsy, comunque, pu\u00f2 beneficiare di una luna di miele sulla quale si sono trovati d\u2019accordo tutti, all\u2019interno del fronte rivoluzionario. Una luna di miele in cui, comunque, Morsy dovr\u00e0 accontentare la rivoluzione, sia con gesti simbolici (per esempio, la liberazione di coloro che attendono di esser processati dalla giustizia militare), sia cooptando alcune delle personalit\u00e0 forti della piazza nel nuovo governo. Andando, certo, oltre la figura di Mohammed el Baradei come possibile primo ministro.<\/p>\n<p>La tenaglia \u00e8 evidente. Da una parte i militari, decisi a mantenere il potere e il controllo dello Stato, nonostante la sconfitta di Shafiq alle presidenziali. Dall\u2019altra il negoziato in corso tra Morsy e le personalit\u00e0 di piazza Tahrir, per tessere alleanze e capire meglio il da farsi. In mezzo, lo stesso Morsy, probabilmente consapevole di subire i contraccolpi dall\u2019una e dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strano destino, quello di Mohammed Morsy. \u00c8 il primo presidente (civile) democraticamente eletto in una storia &#8211; quella dell\u2019Egitto repubblicano &#8211; ormai lunga oltre mezzo secolo. 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