{"id":20790,"date":"2012-07-06T00:00:00","date_gmt":"2012-07-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tabella-di-marcia-per-lunione-politica\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:48","slug":"tabella-di-marcia-per-lunione-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/tabella-di-marcia-per-lunione-politica\/","title":{"rendered":"Tabella di marcia per l\u2019Unione politica"},"content":{"rendered":"<p>Che il Consiglio europeo (Ce) del 28-29 giugno scorsi fosse un appuntamento cruciale per l\u2019euro e per l\u2019Unione era chiaro anche al pi\u00f9 distratto degli osservatori delle vicende europee. Che il risultato sia stato positivo \u00e8 opinione largamente condivisa, anche se non mancano autorevoli voci meno entusiaste.<\/p>\n<p>Tre sono gli elementi importanti usciti dalla riunione di Bruxelles: la <i>Dichiarazione del Vertice della zona euro <\/i>sul ricorso agli strumenti Fesf\/Mes (Meccanismo europeo di stabilit\u00e0) per \u201cspezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano\u201d, con un \u201cmeccanismo di vigilanza unico\u201d che coinvolga la Bce; il <i>Patto per la crescita e l\u2019occupazione<\/i>, approvato dal Ce, primo sforzo concreto per concentrare risorse sullo sviluppo a livello comunitario; la relazione <a href= \"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_data\/docs\/pressdata\/it\/ec\/131298.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Verso un\u2019autentica Unione economica e monetaria<\/u><\/b><\/a>, predisposta dai presidenti del Consiglio europeo (Herman Van Rompuy), della Commissione (Jos\u00e9 Manuel Barroso), dell\u2019Eurogruppo (Jean-Claude Juncker) e della Bce (Mario Draghi).<\/p>\n<p>In qualche commento a caldo si \u00e8 sostenuto che la relazione \u201cdei quattro presidenti\u201d era stata ignorata dal Consiglio europeo. Ma le Conclusioni del Ce parlano chiaro: dai capi di Stato e di Governo \u00e8 venuto un mandato a Van Rompuy, d\u2019intesa con gli altri tre presidenti, a \u201celaborare (\u2026) una tabella di marcia specifica e circoscritta nel tempo per la realizzazione di un&#8217;autentica Unione economica e monetaria\u201d, che esamini \u201cci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto nell\u2019ambito dei trattati vigenti e quali misure richiederebbero una loro modifica\u201d, associandovi gli Stati membri e consultando il Parlamento europeo. Il rapporto finale dovr\u00e0 essere presentato prima della fine del corrente anno.<\/p>\n<p><b><i>Road map <\/i>federale<\/b><br \/>Pi\u00f9 \u00e8 forte l\u2019emergenza economico-finanziaria, pi\u00f9 \u00e8 chiaro che l\u2019euro e l\u2019Ue ne usciranno solo se sapremo darci una bussola che offra al progetto europeo &#8211; e anzitutto all\u2019eurozona &#8211; un solido approdo economico e istituzionale: verso un\u2019Unione federale, in tempi e con passaggi definiti e credibili. \u00c8 questa l\u2019opportunit\u00e0 che pu\u00f2 aprire, oggi, la relazione \u201cVerso un\u2019autentica Uem\u201d.<\/p>\n<p>Il documento dei quattro presidenti definisce gli elementi costitutivi per \u201cun\u2019architettura forte e stabile nei settori finanziario, di bilancio, economico, politico\u201d che \u201cdovr\u00e0 essere realizzata nel corso del prossimo decennio\u201d. \u00c8 un\u2019architettura basata su quattro pilastri: \u201cun quadro finanziario integrato\u201d, teso a costruire un\u2019unione bancaria; \u201cun quadro di bilancio integrato\u201d, verso un\u2019unione di bilancio, che possa contare, a medio termine, su \u201cun\u2019emissione comune del debito\u201d e un \u201cufficio del tesoro\u201d europeo; un \u201cquadro integrato di politica economica\u201d, orientato verso crescita sostenibile, occupazione e competitivit\u00e0; un\u2019adeguata \u201clegittimit\u00e0 e responsabilit\u00e0 democratica\u201d del processo decisionale nel quadro dell\u2019Uem.<\/p>\n<p>Ne esce confermato che unione economica e unione politica sono parti interdipendenti di un disegno complessivo. Il <i>Fiscal Compact <\/i>e il Trattato sul Mes (approvati ad ampia maggioranza dal Bundestag tedesco subito dopo il Ce di Bruxelles) vi contribuiscono definendo un quadro condiviso per la stabilit\u00e0 delle finanze pubbliche nazionali, senza la quale non vi pu\u00f2 essere una credibile Unione federale. Ora si tratta di compiere gli altri passi, in un contesto di crisi profonda, coinvolgendo il pi\u00f9 possibile i cittadini europei.<\/p>\n<p><b>Parlamento europeo<\/b><br \/>Nel concerto delle istituzioni comunitarie che hanno redatto la relazione esaminata dal Ce mancava il (Presidente del) Parlamento europeo. Ma l\u2019assemblea che rappresenta i cittadini dell\u2019Unione ha saputo far sentire la propria voce, sia con i suoi esponenti pi\u00f9 impegnati per un\u2019Europa federale, nel Gruppo Spinelli, sia attraverso il voto della grande maggioranza degli europarlamentari.<\/p>\n<p>Il Gruppo Spinelli, nelle conclusioni del suo \u201cConsiglio europeo ombra\u201d, convocato a Bruxelles il giorno stesso di quello ufficiale, ha fatto esplicito riferimento ai \u201cquattro blocchi\u201d indicati dai quattro presidenti e ha chiesto di arrivare urgentemente a un \u201c<i>Federal Act<\/i>\u201d che porti a un\u2019Unione bancaria, un\u2019Unione economica e fiscale e un\u2019Unione politica. Ha anche individuato dodici elementi chiave per dare sostanza all\u2019<i>Act <\/i>e ha invitato la Commissione europea a prendere l\u2019iniziativa per trasformarli in proposte legislative.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo, il 4 luglio scorso, in seduta plenaria ha approvato una risoluzione molto positiva sulle Conclusioni del Ce e sulla relazione dei quattro presidenti e ha fatto proprio l\u2019invito alla Commissione a presentare un pacchetto di proposte legislative, entro settembre 2012. Per la definizione della tabella di marcia \u201cverso un\u2019autentica Uem\u201d, il Pe \u201cinsiste sulla necessit\u00e0 di essere pienamente coinvolto, su un piano di parit\u00e0\u201d e chiede che al processo di riforma \u201cpartecipino non soltanto le istituzioni europee e i parlamenti nazionali ma anche le parti sociali, la societ\u00e0 civile e altri soggetti interessati nell&#8217;ambito di un vasto dibattito pubblico sull\u2019approfondimento dell\u2019integrazione politica, economica, sociale e di bilancio dell\u2019Unione europea\u201d.<\/p>\n<p><b>Trattati e democrazia<\/b><br \/>Anche per i<i> think tank <\/i>si apre una fase appassionante, in cui cercare di contribuire con idee e proposte al rapporto finale dei quattro presidenti. Sar\u00e0, ad esempio, fondamentale approfondire che cosa pu\u00f2 gi\u00e0 essere fatto a trattati vigenti e che cosa invece richieder\u00e0 modifiche (e quali) dei trattati. Importantissima sar\u00e0 anche la fase successiva, di messa in atto dei passaggi istituzionali definiti nella<i> road map<\/i> verso l\u2019Uem.<\/p>\n<p>Sul piano nazionale, rassicura e incoraggia aver visto l\u2019Italia tornare a un ruolo rispettato e propositivo nella costruzione europea. Sul piano comunitario, il progetto di Unione federale dovr\u00e0 essere al centro del dibattito nelle elezioni europee del 2014: inizia da l\u00ec lo sforzo di maggiore \u201clegittimit\u00e0 e responsabilit\u00e0 democratica\u201d e di sovranit\u00e0 condivisa che chiedono i quattro presidenti.<\/p>\n<p> Certo non mancheranno spinte populistiche e nazionalistiche che tenteranno di minare il percorso verso il traguardo dell\u2019Unione federale. \u00c8 peraltro molto probabile che i fatti si incaricheranno di mostrare ai cittadini europei, ai loro rappresentanti e ai loro governanti che quel traguardo dovr\u00e0 essere tagliato ben prima del decennio ipotizzato.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che il Consiglio europeo (Ce) del 28-29 giugno scorsi fosse un appuntamento cruciale per l\u2019euro e per l\u2019Unione era chiaro anche al pi\u00f9 distratto degli osservatori delle vicende europee. 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