{"id":2080,"date":"2006-10-12T00:00:00","date_gmt":"2006-10-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/poche-luci-e-ancora-molte-ombre-nel-bilancio-della-difesa\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:16","slug":"poche-luci-e-ancora-molte-ombre-nel-bilancio-della-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/10\/poche-luci-e-ancora-molte-ombre-nel-bilancio-della-difesa\/","title":{"rendered":"Poche luci e ancora molte ombre nel bilancio della Difesa"},"content":{"rendered":"<p>La manovra di bilancio 2007 dovrebbe nelle intenzioni del Governo chiudere il pi\u00f9 tragico biennio finanziario nella storia delle Forze Armate, riportandoci alla situazione monetaria del 2004. Basterebbe, forse, questa considerazione per giudicare il livello dell\u2019impegno italiano nel campo della difesa e le difficolt\u00e0 delle Forze Armate nel far fronte ai compiti assegnati: in quell\u2019anno, dopo un periodo di incrementi molto limitati, si sosteneva che il bilancio avrebbe dovuto essere aumentato del 50% per coprire tutte le esigenze. Con due ulteriori aggravanti: nel 2004 all\u2019esercizio e investimento andava il 47% (mentre la quota ottimale era stimata nel 60%) mentre nel 2007 vi andr\u00e0 circa il 28% e, nel frattempo, l\u2019inflazione ha tagliato i valori in termini reali. <\/p>\n<p>\t<b>Intervento straordinario<\/b><br \/>Di fronte al drammatico problema dell\u2019impossibilit\u00e0 di rispettare programmi e contratti in corso, il Governo ha deciso un indispensabile intervento straordinario a favore degli investimenti che porter\u00e0 il valore di esercizio ed investimenti a circa il 39%  e il totale delle spese per la \u201cfunzione difesa\u201d a circa 14 miliardi e mezzo di euro. Il rischio era, altrimenti, quello di un blocco dell\u2019approvvigionamento dei nuovi mezzi e del pagamento di pesanti penali. <\/p>\n<p>Si pu\u00f2 stimare che il 90% delle risorse destinate agli investimenti saranno assorbite dai programmi in corso e che, di conseguenza, per le nuove esigenze nel campo della ricerca e dell\u2019acquisizione resteranno disponibili un paio di centinaia di milioni di euro. Il rinnovamento del pattugliamento marittimo, dell\u2019attacco al suolo, dei veicoli blindati, del Csar, oltre che il rafforzamento delle componenti pi\u00f9 deboli o incomplete, a partire dagli equipaggiamenti elettronici per le forze di terra, rischia cos\u00ec di non trovare copertura finanziaria. Se non fosse per i finanziamenti destinati all\u2019innovazione tecnologica da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, l\u2019ammodernamento del nostro strumento militare, cos\u00ec come il mantenimento e lo sviluppo delle aree di eccellenza dell\u2019industria italiana aerospaziale e della difesa, non avrebbero speranza. Anche perch\u00e9 il quadro del bilancio di cassa resta pesantissimo col rischio di non poter onorare le fatture gi\u00e0 emesse dalle imprese italiane ed estere.<\/p>\n<p>Ad uscire anche peggio dalla manovra saranno le spese per l\u2019esercizio. All\u2019appello manca circa un miliardo di euro, pari a circa un terzo di quanto ritenuto indispensabile per il mantenimento dello strumento militare e a quanto stanziato fino al 2004. Questo significa che la manutenzione dei mezzi sar\u00e0 impostata sulla base dell\u2019indispensabilit\u00e0, anzich\u00e9 sull\u2019opportunit\u00e0 e il risultato sar\u00e0 un loro maggiore logoramento con necessit\u00e0 di sostituzione anticipata. Ma, soprattutto, questo comporter\u00e0 una ridotta attivit\u00e0 di addestramento (poche ore di volo e di navigazione, esercitazioni terrestri ridotte in numero ed estensione). Ed \u00e8 evidentemente una scelta incompatibile con il forte impegno delle Forze Armate nelle operazioni internazionali dove il successo e la sicurezza del personale dipendono, oltre che dalla disponibilit\u00e0 di equipaggiamenti adeguati, dal livello di preparazione degli uomini. E cos\u00ec come i mezzi non si possono n\u00e9 sviluppare n\u00e9 acquisire dall\u2019oggi al domani, nemmeno il personale pu\u00f2 essere formato se non con un lento e costante addestramento.<\/p>\n<p><b>Correzioni di rotta<\/b><br \/>Per quanto riguarda il logoramento accelerato dei mezzi nelle missioni internazionali, se ne \u00e8 finalmente preso atto e, nell\u2019impostazione dell\u2019operazione in Libano, si \u00e8 prevista una correzione di rotta attraverso lo storno dei rimborsi Onu. Ma per tutte le altre, destinate anch\u2019esse a prolungarsi nel tempo, il problema resta irrisolto.<\/p>\n<p>Il prossimo bilancio dovrebbe, quindi, riportarci al di fuori dell\u2019emergenza, ma non di un preoccupante livello di allarme. Una piccola boccata d\u2019ossigeno non risolve i nodi strutturali anche se \u00e8 indispensabile per una riflessione pi\u00f9 serena sul futuro della sicurezza e della difesa del nostro paese. Va dato atto al Ministro della Difesa della sua volont\u00e0 di svolgere il suo ruolo istituzionale, facendosi carico dei problemi delle Forze Armate, e di essere stato capace di trovare ascolto nel Governo e, in particolare, nei suoi pi\u00f9 autorevoli componenti. Questo non pu\u00f2, per\u00f2, essere considerato il punto di arrivo, ma solo quello di partenza per poter affrontare la necessaria ristrutturazione dello strumento militare. I vertici delle Forze Armate possono gestire tecnicamente ed operativamente questo processo: hanno bisogno di chiare indicazioni politiche su cosa il paese si aspetta e della disponibilit\u00e0 a sostenerne finanziariamente i costi al di fuori del Bilancio della Difesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La manovra di bilancio 2007 dovrebbe nelle intenzioni del Governo chiudere il pi\u00f9 tragico biennio finanziario nella storia delle Forze Armate, riportandoci alla situazione monetaria del 2004. 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