{"id":20800,"date":"2012-07-09T00:00:00","date_gmt":"2012-07-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-vacilla-larabia-saudita\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:48","slug":"se-vacilla-larabia-saudita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/se-vacilla-larabia-saudita\/","title":{"rendered":"Se vacilla l\u2019Arabia Saudita"},"content":{"rendered":"<p>La nomina, a giugno, del nuovo principe ereditario in Arabia Saudita, Salman ibn Abdulaziz, \u00e8 avvenuta in un momento in cui, il paese, nonostante varie difficolt\u00e0, sembra stia prendendo consapevolezza sia delle crescenti difficolt\u00e0 economiche e sociali, sia delle pressioni regionali e internazionali  verso una maggiore apertura e cambiamento.<\/p>\n<p>L\u2019Arabia Saudita, in effetti, sta cercando di consolidare un dialogo strategico con i principali partner internazionali per far fronte all\u2019instabilit\u00e0 regionale seguita alla \u201cprimavera araba\u201d e al conseguente rafforzamento delle tensioni tra sciiti e sunniti. Queste ultime hanno avuto dei riflessi evidenti anche nella provincia orientale del paese, dove la minoranza sciita duodecimana, che rappresenta tra il 6 e il 12 per cento popolazione totale del Regno, non \u00e8 rimasta immune dalle turbolenze del vicino Bahrein, dove la questione delle riforme politiche si intreccia in modo complesso e sottile con il consolidamento di una rete transnazionale sciita sempre pi\u00f9 influente.<\/p>\n<p><b>Ristrutturazione<\/b><br \/>Le inquietudini di una fase tanto delicata, pur ponendo l\u2019Arabia Saudita di fronte a nuovi rischi, non possono tuttavia non tenere in conto anche le importanti potenzialit\u00e0 che si aprono. Molto dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 della classe dirigente di rispondere alle esigenze e alle crescenti frustrazioni della popolazione, espresse soprattutto da un ceto medio che aspira a servizi sociali migliori, a pi\u00f9 attente politiche per il lavoro e per l\u2019ambiente, e ad una pubblica amministrazione meno segnata dalla corruzione e dalla <i>wasta <\/i>(favoritismi fondati sulle conoscenze).<\/p>\n<p>Queste sono infatti le priorit\u00e0 di buona parte dei sauditi, molto meno sensibili che non altrove all\u2019idea di aperture politiche in senso \u201cdemocratico\u201d, e ancora piuttosto impreparati, nell\u2019insieme, all\u2019abolizione di quei \u201cvincoli sociali tradizionali\u201d, quali il divieto di guida per le donne, per altro pi\u00f9 osteggiati dalle <i>elites <\/i>politiche che non dalla effettiva maggioranza del paese.<\/p>\n<p>Si tratta di sfide che nascono da una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 globalizzata, che ha investito appieno anche il Regno saudita, e che richiede risposte efficaci non solo da parte del governo, ma anche della societ\u00e0 civile e del settore privato, in un quadro di integrazione con gli altri paesi del <i>Gulf Cooperation Council<\/i> (Gcc), come sottolineato, tra l\u2019altro, anche nel corso della prima conferenza internazionale organizzata a maggio dalla Facolt\u00e0 di Economia e Amministrazione dell\u2019Universit\u00e0 Re Abdulaziz di Jeddah.<\/p>\n<p><b>Riforme<\/b><br \/>Su questo sfondo, il giudizio sull\u2019attuale erede al trono, ritenuto da pi\u00f9 parti il pi\u00f9 adeguato a gestire la delicata fase di transizione dei prossimi anni, non pu\u00f2 ignorare l\u2019abilit\u00e0 politica da lui dimostrata nel lungo periodo in cui \u00e8 stato governatore di Riyadh: riuscire a mantenere aperto un canale di comunicazione costante con la popolazione attraverso un<i> majlis<\/i> (sistema tradizionale di udienze) non \u00e8 un aspetto da sottovalutare in un contesto fortemente segnato dall\u2019autoreferenzialit\u00e0 della politica.<\/p>\n<p>In questo quadro, le prospettive di un avanzamento delle riforme avviate da re Abdullah sembrerebbero destinate ad accrescersi, sia pure con gradualit\u00e0. La preparazione della nuova generazione degli Al Saud alla successione sar\u00e0 certo un altro compito arduo per Salman, consapevole che il \u201cbuon governo\u201d, richiesto oggi pi\u00f9 insistentemente, non pu\u00f2 prescindere da una ristrutturazione complessiva del sistema amministrativo.<\/p>\n<p>In una realt\u00e0 economica ancora dominata dal settore petrolifero e costretta sempre pi\u00f9 a far fronte a una serie di problematiche economiche e sociali &#8211; dalla crescente disoccupazione giovanile in un paese in cui il 32 percento circa dei locali ha meno di quindici anni, all\u2019ancora troppo bassa percentuale di Investimenti diretti esteri (Ide), alla questione dell\u2019inquinamento ambientale, al basso livello di investimenti in ricerca e sviluppo, al permanere di evidenti carenze sul piano dell\u2019istruzione e della formazione, allo scarso supporto istituzionale alle Piccole e medie imprese (Pmi), peraltro sempre pi\u00f9 vitali &#8211; le politiche volte a rafforzare il processo di diversificazione acquistano nuova centralit\u00e0 nei dibattiti interni.<\/p>\n<p><b>Risorse umane<\/b><br \/>Con una popolazione che, agli attuali tasso di crescita, potrebbe raggiungere i cinquanta milioni di abitanti in meno di venticinque anni, la questione demografica si intreccia quindi sempre pi\u00f9 al \u201cil fattore risorse umane\u201d, inteso sia come formazione sia come inserimento nel mondo del lavoro di giovani uomini e donne, con ripercussioni anche sull\u2019ancora preponderante presenza di lavoratori immigrati nel settore produttivo.<\/p>\n<p>La realizzazione di grandi progetti economici e per la formazione, come la creazione di nuove \u201ccitt\u00e0 industriali ed economiche\u201d (si pensi alla <i>King Abdullah Economic City <\/i>nei pressi di Jeddah, o universit\u00e0 concepite come punto d\u2019incontro tra il settore della ricerca scientifica e il settore industriale, quali la <i>King Abdullah University for Science and Technology<\/i>) sono progetti pilota di sicuro interesse. Ma necessitano, tuttavia, di un maggior supporto delle istituzioni per esercitare un impatto pi\u00f9 evidente nel sociale, in coordinamento oggi scarso o del tutto inesistente con il sistema scolastico statale nel suo complesso.<\/p>\n<p>Al-Ghofaili, sottosegretario per gli affari economici presso il Ministero delle finanze, in un recente intervento ha sottolineato \u201cla solidit\u00e0 dell\u2019economia saudita\u201d, citando un significativo tasso di crescita del 6,8 per cento nell\u2019ultimo anno &#8211; il pi\u00f9 elevato dal 2003 &#8211; con un\u2019ascesa del settore non-petrolifero che si aggira intorno all\u20198.3 per cento. Il dato di per s\u00e9 \u00e8 incoraggiante, ma rappresenta solo un primo passo in una direzione tesa al superamento del \u201crentierismo\u201d, che ripropone l\u2019importanza di una gestione attenta e responsabile, in grado di rispondere adeguatamente alle spinte evolutive e, nel contempo, di fornire garanzie di stabilit\u00e0 e sicurezza nell\u2019interesse di tutti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nomina, a giugno, del nuovo principe ereditario in Arabia Saudita, Salman ibn Abdulaziz, \u00e8 avvenuta in un momento in cui, il paese, nonostante varie difficolt\u00e0, sembra stia prendendo consapevolezza sia delle crescenti difficolt\u00e0 economiche e sociali, sia delle pressioni regionali e internazionali verso una maggiore apertura e cambiamento. 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