{"id":20900,"date":"2012-07-19T00:00:00","date_gmt":"2012-07-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lexport-italiano-riprende-respiro\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:46","slug":"lexport-italiano-riprende-respiro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/lexport-italiano-riprende-respiro\/","title":{"rendered":"L\u2019export italiano riprende respiro"},"content":{"rendered":"<p>Ad aprile il governo italiano ha pubblicato il <i>Rapporto in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d\u2019armamento<\/i> riferito al 2011. Passato in sordina sui media nazionali, il documento &#8211; di oltre 100 pagine &#8211; riporta le iniziative istituzionali e legislative alla base del rilascio delle autorizzazioni alle esportazioni e compara la <i>performance <\/i>del 2011 con quella degli anni precedenti, fornendo un\u2019efficace radiografia dello stato di salute dell\u2019industria della difesa. <\/p>\n<p><b>Inversione<\/b><br \/>Il documento puntualizza che \u201clo sfasamento temporale che esiste tra l\u2019autorizzazione ad esportare, l\u2019effettiva spedizione del materiale prodotto ed i pagamenti effettuati non consente un\u2019immediata correlazione tra i valori monetari totali, relativi rispettivamente alle autorizzazioni concesse, alle esportazioni effettivamente avvenute nell\u2019anno ed alle autorizzazioni ad effettuare le transazioni bancarie\u201d. Pertanto, solo i movimenti doganali indicano l\u2019ammontare finanziario di quanto l\u2019Italia abbia esportato, mentre le autorizzazioni concesse costituiscono una parte del portafoglio ordini con l\u2019estero. <\/p>\n<p>Rispetto alla contrazione registrata nel 2010, le autorizzazioni rilasciate nel 2011 indicano un\u2019inversione di tendenza grazie alla ripresa di alcuni programmi intergovernativi. Il valore delle esportazioni definitive risulta pari a 3.060 milioni di euro (2.906 milioni nel 2010), mentre l\u2019importo delle autorizzazioni relative ai programmi intergovernativi ammonta a 2.201,8 milioni di euro (345 milioni nel 2010). <\/p>\n<p>L\u2019analisi statistica del rapporto \u00e8 stata tuttavia condotta senza considerare i dati delle singole autorizzazioni per i programmi intergovernativi, bens\u00ec illustrando esclusivamente quelli relativi alle autorizzazioni all\u2019esportazione definitiva. Nel corso del 2011 sono state rilasciate 2.497 autorizzazioni (2.210 nel 2010) di cui 1.615 definitive e il restante suddiviso tra temporanee e proroghe di autorizzazioni precedentemente rilasciate.<\/p>\n<p>Quasi la totalit\u00e0 di quelle definitive, 1.543 ossia il 95%, corrisponde a materiali di valore <i>inferiore a 10 milioni di euro <\/i>per un ammontare complessivo di 306 milioni (992,5 milioni nel 2010), ossia il 6% del valore totale delle esportazioni definitive; un 3% (48) riguarda autorizzazioni inerenti materiale di valore <i>compreso fra i 10 e 50 milioni di euro <\/i>per un totale di 1.073,6 milioni di euro pari al 20,4% del valore totale delle esportazioni definitive autorizzate. <\/p>\n<p>Il restante 1,5% (24) delle autorizzazioni \u00e8 relativo a materiali di valore <i>superiore a 50 milioni di euro <\/i>per un ammontare complessivo di 3.881,9 milioni (1.355 milioni di euro nel 2010), pari al 73,8% del valore totale delle esportazioni definitive autorizzate. Da ci\u00f2 si possono trarre due considerazioni di carattere generale: <br \/>1) si denota la crescita del comparto industriale nella fornitura di sistemi completi, dal momento che oltre il 70% delle autorizzazioni riguarda materiali con un valore <i>superiore <\/i>ai 50 milioni di euro;<br \/>2) dato il numero piuttosto elevato di autorizzazioni <i>inferiori <\/i>a dieci milioni di euro (coprono quasi il 100% delle autorizzazioni totali), si conferma che i livelli di export dipendano dalla possibilit\u00e0 di acquisire nuove commesse di sistemi o sottosistemi.<\/p>\n<p>Come per i precedenti rapporti, anche quest\u2019anno il documento \u00e8 stato bersaglio di numerose critiche in quanto ritenuto ancora poco dettagliato e trasparante. Diversamente dalla versione del 2010, in effetti, la nuova non fornisce un elenco delle categorie dei prodotti esportati per paesi di destinazione, limitando la possibilit\u00e0 di realizzare ulteriori e importanti valutazioni. <\/p>\n<p><b>Agusta S.p.A e Algeria sul podio<\/b><br \/>Agusta \u00e8 la principale azienda esportatrice per volume finanziario &#8211; pari a 756,2 milioni di euro &#8211; seguita da Orizzonte Sistemi Navali, Iveco, Alenia Aermacchi(1) e Alenia Aeronautica. Tra i paesi destinatari delle autorizzazioni alle esportazioni definitive, l\u2019Algeria \u00e8 al primo posto con 477,5 milioni di euro seguita da Singapore (395 milioni), Turchia (170 milioni), Arabia Saudita (166 milioni), Francia (161 milioni) e Messico (136 milioni). Anche in questo caso non rientrano nell\u2019analisi le operazioni relative ai programmi intergovernativi le cui destinazioni rimangono principalmente i paesi europei. <\/p>\n<p>Un dato su tutti riguarda i paesi asiatici, India e Singapore <i>in primis<\/i>. A dimostrazione di quanto il mercato internazionale della difesa stia mutando, il numero delle autorizzazioni all\u2019esportazione rilasciate verso \u201cnuovi\u201d mercati di destinazione \u00e8 cresciuto in modo significativo, cos\u00ec come il valore delle transazioni: dai quasi 300 milioni di euro del 2010, si \u00e8 passati a 701,8 milioni di euro nel 2011, pari ad un incremento del 136%. Un\u2019analisi per aree geografiche rivela che circa il 36% delle nostre esportazioni \u00e8 diretto verso i paesi Nato\/Ue ed Osce, mentre \u00e8 in continuo aumento la fetta relativa ad altre aree geopolitiche tra cui l\u2019Africa Settentrionale e il Vicino e Medio Oriente con il 24% e l\u2019Asia con il 23%. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/ungaro.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Nuovi orizzonti<\/b><br \/>Sembra ormai chiaro che la parola d\u2019ordine per l\u2019industria nazionale sia diventata <i>export<\/i>, dato che le aziende della difesa europee ed americane faranno sempre pi\u00f9 leva sulle potenzialit\u00e0 dei mercati emergenti per compensare le difficolt\u00e0 interne. Assecondare le esigenze dei clienti esteri \u00e8 per il momento il motore principale del comparto industriale. Oltre ad aprire nuovi orizzonti, questa opzione potrebbe spingere i paesi europei, specie quelli presenti in consorzi (come l\u2019Eurofighter) a consolidare le strategia aziendali, per penetrare pi\u00f9 efficacemente nei mercati del futuro. <\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> (1) Il 1\u00b0 gennaio 2012 tutte le societ\u00e0 del Settore Aeronautico sono state fuse sotto il nome di Alenia Aermacchi. Dal sito di Alenia Aermacchi, http:\/\/www.aleniaaermacchi.it\/ita\/chisiamo\/Pages\/History.aspx.<\/font><\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad aprile il governo italiano ha pubblicato il Rapporto in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d\u2019armamento riferito al 2011. 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