{"id":20910,"date":"2012-07-20T00:00:00","date_gmt":"2012-07-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-politica-estera-non-fa-piu-notizia\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:46","slug":"la-politica-estera-non-fa-piu-notizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/la-politica-estera-non-fa-piu-notizia\/","title":{"rendered":"La politica estera non fa pi\u00f9 notizia"},"content":{"rendered":"<p>La parola eclissi indica un temporaneo oscuramento, parziale o totale, di un astro, dovuto all&#8217;interposizione di un altro corpo celeste. Mettiamo che l\u2019astro sia la diplomazia e che il corpo celeste sia rappresentato dalla politica interna. Ecco spiegato che cosa succede sulle pagine di esteri dei quotidiani italiani: la diplomazia si sta eclissando. E non si sa quanto il fenomeno durer\u00e0, perch\u00e9 il corpo che le sta passando davanti, la politica interna, \u00e8 quanto mai ingombrante.<\/p>\n<p>In questo fenomeno, un po\u2019 di responsabilit\u00e0 l\u2019ha la stessa diplomazia, inadeguata al sistema mediatico, che mal si coniuga con il riserbo tradizionale di contatti e negoziati. Nel 2011, le Primavere arabe e la vicenda di <i>Wikileaks <\/i>hanno accelerato la trasformazione del ruolo degli ambasciatori, avvicinandoli sempre pi\u00f9 a una trasparenza e, quindi, a una democratizzazione delle loro azioni.<\/p>\n<p><b>Occasioni mancate<\/b><br \/>\nMa \u00e8 pur vero che la trattazione mediatica dei fatti di politica estera testimonia una responsabilit\u00e0 dei mezzi di comunicazione nel processo di eclissi: media e giornalisti sono pi\u00f9 sensibili ai temi interni che a quelli internazionali e spesso leggono i secondi in funzione dei primi. Il caso dei rapporti tra Italia e Libia all\u2019inizio del XXI secolo \u00e8 solo un esempio di quanto sulle pagine dei quotidiani sia facile assistere ad una \u201cmediatizzazione dell\u2019effimero\u201d, piuttosto che trovarvi approfondimenti sullo stato e sull\u2019evoluzione delle relazioni fra i due paesi.<\/p>\n<p>Analizzando gli articoli riconducibili ai rapporti tra Italia e Libia apparsi su <i>Corriere della Sera<\/i>, <i>Libero <\/i>e <i>L\u2019Unit\u00e0<\/i> tra il 2003 e il 2010, emerge una scarsa presenza dei pezzi in prima pagina: a sottrarre spazio al tema sono soprattutto la cronaca e la politica interna; se ne pu\u00f2 dedurre un certo provincialismo dei giornalisti italiani, che dedicano poca attenzione alla politica estera, contribuendo al disinteresse da parte del pubblico.<\/p>\n<p>Nel periodo osservato, i fatti che hanno ottenuto una maggior copertura sono le visite di Gheddafi a Roma e la vicenda delle vignette offensive nei confronti di Maometto stampate su una maglietta indossata in pubblico dall\u2019ex ministro Roberto Calderoli: ben pi\u00f9, ad esempio, della firma del Trattato d\u2019 Amicizia fra i due paesi, coronamento di anni di trattative e momento di superamento del passato coloniale.<\/p>\n<p><b>Berlusconi e Gheddafi<\/b><br \/>\nLe visite del leader libico costituiscono dei veri e propri eventi mediatici. Gheddafi \u00e8 stato accolto in Italia con grande fasto due volte, nel 2009 e nel 2010: in questi casi, l\u2019attenzione dei cronisti \u00e8 stata tutta rivolta alla teatralit\u00e0 degli eventi, oltre che ad alcuni particolari oggettivamente minori, pi\u00f9 che alle motivazioni di fondo degli incontri tra il Qaid e il premier italiano &#8211; in entrambi i casi Silvio Berlusconi. Cos\u00ec, tutti sapevano dove Gheddafi aveva piantato la tenda, di quanto era giunto in ritardo all\u2019appuntamento con il presidente della Camera Gianfranco Fini e quante \u2018amazzoni\u2019 lo avevano scortato una volta atterrato a Roma o quante \u2018vergini\u2019 avevano seguito le sue lezioni di Corano. Il colore diventa il vero soggetto degli articoli, mentre i colloqui politici e il loro contenuto fanno solo da sfondo a queste notizie accattivanti.<\/p>\n<p>Analogamente, nella vicenda delle vignette i veri protagonisti sono l\u2019ex ministro leghista costretto alle dimissioni e il suo partito, mentre restano ai margini le cronache delle reazioni dei libici e pure le considerazioni sulla estrema sensibilit\u00e0 del mondo islamico a certe provocazioni. E questo nonostante le protesta, a Bengasi in particolare, abbiano provocato una decina di vittime e danneggiamenti.<\/p>\n<p>Sorprende, inoltre, la mancata trattazione, nei quotidiani analizzati, del baciamano di Berlusconi a Gheddafi, avvenuto durante un vertice della Lega Araba alla Sirte &#8211; il premier italiano era l\u2019unico leader occidentale invitato. \u00c8 difficile credere che la vicenda non fosse nota ai giornalisti. Pare, piuttosto, trattarsi di scelte di comodo, seppur suggerite da motivazioni diverse, da parte di<i> Libero <\/i>e del <i>Corriere della Sera<\/i>, mentre per <i>l\u2019Unit\u00e0<\/i> viene piuttosto da pensare a un\u2019occasione di critica mancata da parte del giornale &#8211; una lacuna forse favorita dalla latitanza sulla notizia delle agenzie di stampa.<\/p>\n<p><b>Provincialismo<\/b><br \/>\nDopo lo scoppio delle rivolte del 2011, quando forse pareva pi\u00f9 opportuno o comunque meno scomodo parlarne, la vicenda \u00e8 stata riportata in primo piano. La rivoluzione libica e il coinvolgimento dell\u2019Occidente hanno suscitato un interesse e provocato un cambiamento d\u2019atteggiamento tali da indurre a \u2018rivisitare\u2019 i rapporti tra Italia e Libia, servendosi anche di fatti precedentemente lasciati in secondo piano come, appunto, il baciamano in questione.<\/p>\n<p>Nella vicenda italo-libica, non sarebbero certo mancate le occasioni per utilizzare i mezzi di comunicazione di massa per costruire fiducia, avanzare proposte in funzione dei negoziati e costruire il sostegno dell\u2019opinione pubblica agli accordi in fieri: \u00e8 quella che lo studioso Eytan Gilboa chiama \u201cmedia diplomacy\u201d e cui sempre pi\u00f9 spesso si richiamano le diplomazie occidentali.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 sembrata mancare la consapevolezza dell\u2019apporto che i media possono dare al successo e alla comprensione dei processi diplomatici: cos\u00ec, fatti che dovrebbero essere secondari diventano il fulcro delle notizie, oscurando cause ed effetti delle trattative a scapito non solo di politici e negoziatori, ma anche, magari, del buon esito dei processi. E l\u2019informazione, in tutto ci\u00f2? Fin quando un titolo \u2018furbo\u2019 val pi\u00f9 di una notizia \u2018scomoda\u2019, c\u2019\u00e8 da farci poco conto.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parola eclissi indica un temporaneo oscuramento, parziale o totale, di un astro, dovuto all&#8217;interposizione di un altro corpo celeste. Mettiamo che l\u2019astro sia la diplomazia e che il corpo celeste sia rappresentato dalla politica interna. Ecco spiegato che cosa succede sulle pagine di esteri dei quotidiani italiani: la diplomazia si sta eclissando. 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