{"id":20970,"date":"2012-07-28T00:00:00","date_gmt":"2012-07-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lultima-ridotta-di-assad\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:43","slug":"lultima-ridotta-di-assad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/lultima-ridotta-di-assad\/","title":{"rendered":"L\u2019ultima ridotta di Assad"},"content":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come ogni giorno ci vengono presentate le cose, la Siria degli al-Assad potrebbe finire, e anche abbastanza presto. Oppure durare ancora, ma per finire comunque in tempi un po\u2019 pi\u00f9 lunghi. Oppure rimanere, ma con degli Assad trasformati, come pare vorrebbero &#8211; non lo si si capisce ancora bene &#8211; la Russia, la Cina e forse anche noi. \u00c8 vero, il numero dei condizionali sembra eccessivo, ma nessuna delle informazioni che arrivano ai nostri media, che tuttavia sembrano solitamente privilegiare quelle provenienti dai ribelli, \u00e8 davvero credibile e comprovata. <\/p>\n<p>\tIl padre di Bashar, Hafez, generale dell\u2019aviazione rimasto in carica come presidente dal 1971 al 2000, nel 1982 aveva represso a cannonate la rivolta organizzata dai Fratelli musulmani nella citt\u00e0 di Hama, radendola al suolo con oltre 30 mila morti tra i residenti sunniti, combattenti o privati cittadini che fossero. Ma l\u2019opinione pubblica mondiale rimase silente, permettendo ad Hafez di salvarsi. Solo perch\u00e9 non erano ancora stati inventati telefonini, televisioni private (come al-Jazeera e al-Arabiya) e <i>social network<\/i>, tutte cose molto adatte a far circolare nel mondo un tipo particolare di informazione, che i tecnici chiamano \u201cdisinformazione\u201d. <\/p>\n<p>\tIn effetti la vera dominatrice di questa guerra civile \u00e8 la vecchia <i>disinform\u00e0zia<\/i>, oggi usata dai lealisti, ben assimilata anche dai rivoltosi, dopo tanti anni di presenza russo-sovietica nel paese. Il figlio Bashar, probabilmente mal pilotato  dall\u2019<i>entourage <\/i>alauita, sotto quest\u2019aspetto \u00e8 stato invece davvero sfortunato, ed alla lunga i cannoni e gli elicotteri russi ereditati dal padre potrebbero non essergli pi\u00f9 sufficienti.<\/p>\n<p><b> Responsabilit\u00e0 di proteggere<\/b><br \/>          Quando poi questa tecnica disinformante viene utilizzata in un qualunque paese del Medioriente, dove gi\u00e0 di per s\u00e9 le cose non sono mai come si vedono o come si raccontano, ecco che si spiega la cortina fumogena che rende difficile a noi occidentali capire cosa stia davvero accadendo. Quali siano gli attori veri e quelli presunti, quali i reali interessi in gioco e da che parte, chi tragga reale vantaggio da questa situazione, perch\u00e9 l\u2019Onu non sia in grado di intervenire, se sia davvero corretto per Unione europea e Stati Uniti parteggiare cos\u00ec sfacciatamente per le forze della rivolta, delle quali neppure conosciamo con esattezza vera natura e composizione. <\/p>\n<p>Sar\u00e0 forse per onorare la cosiddetta <i>responsibility to protect<\/i>, concetto inoppugnabile, ma che dopo la Libia sembra diventato ormai una vera e propria foglia di fico, sotto la quale ogni interferenza negli affari altrui diventa lecita,<i> regime change <\/i>compreso? <\/p>\n<p>\tSappiamo invece che, anche nel mondo arabo, stabilit\u00e0 e democrazia non sempre coincidono.  Certo, siamo appena all\u2019inizio di un lungo processo, e la possibilit\u00e0 di essere ottimisti ancora non c\u2019\u00e8. Ma in Siria, si dir\u00e0, si tratta di decine di migliaia di sfollati, che tutti vedono, e di molte migliaia di morti, che invece \u00e8 abbastanza difficile vedere e sapere chi sono. N\u00e9 l\u2019Onu n\u00e9 la Lega araba sono stati davvero in grado di saperlo, mentre la stessa <i>Amnesty International<\/i>, che usualmente si colloca, almeno sotto il profilo ideologico, dalla parte opposta a quella della repressione, <i>obtorto collo <\/i>\u00e8 costretta ad ammettere che, se molte sono le vittime dei lealisti, probabilmente altrettante sono quelle delle stragi compiute dai ribelli. Tra queste, vengono citate anche testimonianze di fucilazione di intere guarnigioni, dopo l\u2019occupazione di alcuni posti di frontiera.<\/p>\n<p><b>Chi vince e chi perde<\/b><br \/>\t In ogni modo, le distruzioni ci sono, i morti anche e Bashar al-Assad, che aveva cercato di prendere tempo con poche riforme e maldestri tentativi di avviare nuovi processi democratici, \u00e8 caduto nella trappola predisposta da tempo dai vicini di casa e dalle monarchie del Golfo, supportate dall\u2019Occidente. Ormai Bashar non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile in alcun modo, anche se una parte della popolazione, inclusi i cristiani, gli \u00e8 ancora favorevole. Poteva salvarsi, ma \u00e8 stato spinto \u2013 e l\u2019attentato di stampo qaedista al suo <i>entourage <\/i>\u00e8 servito anche a questo \u2013 a seguire le orme del padre Hafez, e cos\u00ec ha commesso l\u2019errore della sua vita. <\/p>\n<p>\tOra il tempo, inesorabile, lavora contro di lui, ma purtroppo non a nostro favore. Anche noi abbiamo sbagliato a voler misurare tutto e tutti con il metro occidentale, e ne pagheremo le conseguenze. Alcune le stiamo gi\u00e0 vedendo, altre non ancora, ma sono ineluttabili. Pur restando, come in tutta questa faccenda, nel campo dell\u2019opinabile e pronti a ritrattare tutto, piuttosto che tentare improbabili ipotesi sugli scenari dell\u2019avvicendamento, occorre prima far mente locale, magari con un po\u2019di spregiudicatezza, sul \u201cchi vince e chi perde\u201d.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti perdono perch\u00e9 avanzer\u00e0 l\u2019islamismo salafita, ma guadagnano anche qualcosa visto che senza la cerniera siriana, la posizione iraniana nella regione mediorientale sar\u00e0 pi\u00f9 debole. <\/p>\n<p>La Cina, convitato di pietra oggi, pu\u00f2 ci pu\u00f2 guadagnare domani. Israele da un lato ci guadagna e dall\u2019altro ci rimette: se \u00e8 vero che l\u2019indebolimento del mondo sciita porter\u00e0 ad un certo grado di devitalizzazione delle velleit\u00e0 iraniane, Tel Aviv avr\u00e0 come vicino di casa non pi\u00f9 l\u2019ambiguo clan di Assad il temporeggiatore, che aveva persino proposto di trattare sul Golan, ma i ben pi\u00f9 scomodi duri e puri sunniti, con ogni probabilit\u00e0 succubi &#8211; anche se non da subito &#8211; dei salafiti e di al-Qaeda. <\/p>\n<p>\tLa Russia, che certamente ci avrebbe guadagnato in caso di restaurazione di qualcosa di equivalente agli Assad, avvicinandosi cos\u00ec alla realizzazione del suo antico sogno geopolitico, avrebbe invece tutto da perdere dall\u2019avvento di una Siria sunnita, legata alle monarchie del Golfo, a loro volta legate all\u2019Occidente solo dagli affari e da un evidente e poco confortevole rapporto di amore e di odio. Il peggioramento, pi\u00f9 sensibile qualora finissero per prevalere gli estremisti (cattivo esempio per Cecenia e repubbliche caucasiche), potrebbe tuttavia essere compensato da un ancora pi\u00f9 stretto rapporto, sotto il profilo economico-commerciale &#8211; con l\u2019Iran degli Ayatollah.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia \u00e8 vicina<\/b><br \/>           Le considerazioni conclusive riguardano l\u2019Occidente, l\u2019Unione europea ed l\u2019Italia, che, con una girandola di dichiarazioni e pochissimi fatti (alcune sanzioni mirate, ma somministrate con il contagocce), si sono limitati ad invocare ora la \u201cresponsabilit\u00e0 di proteggere\u201d prevista dall\u2019Onu, ora ad inseguire le posizioni dei lontani Stati Uniti e, sempre, ad accogliere acriticamente gli annunci dei sedicenti capi degli insorti. Rifugiati a Londra, a Parigi o in Turchia, ma sovente misconosciuti dagli stessi  combattenti. E senza mai dare almeno un minimo di retta ad Assad, quando si diceva convinto del rischio che la vera battaglia, fomentata dall\u2019estero, fosse soprattutto condotta da qaedisti e salafiti, che prima o poi avrebbero reclamato un dividendo. <\/p>\n<p>Certo, il regime finir\u00e0 per crollare, Bashar se ne andr\u00e0 e noi occidentali, purtroppo assieme a cattivi compagni di strada, potremo  ancora una volta cantare vittoria. Come per la Libia.<\/p>\n<p>          Mentre l\u2019Europa \u00e8 lontana, l\u2019Italia \u00e8 vicina: spero di sbagliarmi, ma davvero temo che alla distanza potremmo essere proprio noi i veri perdenti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come ogni giorno ci vengono presentate le cose, la Siria degli al-Assad potrebbe finire, e anche abbastanza presto. Oppure durare ancora, ma per finire comunque in tempi un po\u2019 pi\u00f9 lunghi. 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