{"id":20980,"date":"2012-07-31T00:00:00","date_gmt":"2012-07-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-banca-al-servizio-delleuropa\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:43","slug":"una-banca-al-servizio-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/una-banca-al-servizio-delleuropa\/","title":{"rendered":"Una banca al servizio dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>Le autorit\u00e0 di governo europee hanno di recente deciso di mobilitare circa 120 miliardi euro per misure immediate a favore della crescita. In particolare, un aumento pari a 10 miliardi di euro della Banca europea degli investimenti (Bei) dovrebbe accrescere la capacit\u00e0 totale di prestito della Banca di 60 miliardi di euro, importo che dovr\u00e0 \u201cessere disponibile in tutta Europa, compresi i paesi pi\u00f9 vulnerabili, e aiutare le imprese a uscire dalla crisi in un percorso di crescita\u201d. Ma quale pu\u00f2 essere concretamente il contributo della Bei al rilancio della crescita?<\/p>\n<p><b>Sinergia<\/b><br \/>Istituita nel 1958 nel quadro del Trattato di Roma, la Bei, fu tra le prime istituzioni comunitarie, e, in base ai Trattati e al suo statuto, ha il compito di contribuire, facendo appello al mercato dei capitali e alle proprie risorse, allo sviluppo equilibrato e senza scosse del mercato interno. A tal fine la Bei facilita, principalmente mediante la concessione di prestiti a lungo termine, il finanziamento di a) progetti per la valorizzazione delle regioni meno sviluppate; b) progetti per l&#8217;ammodernamento o la riconversione di imprese o la creazione di nuove attivit\u00e0; c) progetti di interesse comune per pi\u00f9 Stati membri. Deve trattarsi, negli ultimi due casi, di progetti che, per la loro ampiezza o natura, non possono essere completamente finanziati dagli Stati membri. Nello svolgimento dei suoi compiti, la Banca agisce in sinergia con i fondi strutturali e gli altri strumenti finanziari dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>La Banca opera quindi essenzialmente come co-finanziatore, con partecipazioni che di solito non superano il 40% del totale investito, e quindi mobilizzando fondi di terzi (Stati membri, grandi banche di sviluppo, imprese, fondi Ue). Spesso si tratta di progetti di grandi dimensioni, d\u2019iniziativa sia pubblica, sia privata; nel settore invece delle piccole e medie imprese &#8211; che negli ultimi anni ha avuto uno sviluppo assai rilevante &#8211; gli interventi vengono effettuati mediante la concessione di linee di credito aperte in favore di banche nazionali, che le utilizzano esclusivamente per progetti di piccole e medie imprese (Pmi) che rispettino  criteri fissati dalla stessa Bei.<\/p>\n<p>Il capitale sottoscritto della Bei, di propriet\u00e0 dei 27 Stati membri, \u00e8 stato aumentato di oltre il 40% nel 2009, per reagire alla crisi, passando da 164,8 a 232,4 miliardi di euro. Solo il 5% del capitale sottoscritto viene effettivamente versato; il residuo 95% viene mobilitato solo nella misura in cui ci\u00f2 si renda necessario per consentire alla Banca di adempiere alle proprie obbligazioni. I primi quattro partecipanti, con quote paritetiche del 16,7%, sono Germania Francia Italia e Regno Unito; i primi dieci partecipanti ne detengono oltre il 90%. Tenuto conto del rilevante accumulo di riserve, dal 31 dicembre 2005 al 31 dicembre 2011 i mezzi propri effettivamente disponibili della Bei sono aumentati da \u20ac24,3 a 42,5 miliardi (+75% circa) e l\u2019aumento programmato li porter\u00e0 a 43 miliardi (+1% circa).<\/p>\n<p><b>Criteri stringenti<\/b><br \/>I criteri operativi della Bei sono assai vincolanti. \u00c8 percezione diffusa che le obbligazioni emesse dalla Bei rappresentino \u201c<i>the full faith and credit<\/i>\u201d dell\u2019Europa, ossia obbligazioni dell\u2019Unione europea, dato che la Banca \u00e8 una sua istituzione: ma non \u00e8 cos\u00ec. E neppure esse comportano la garanzia \u2013 congiunta o disgiunta &#8211; degli Stati membri, che \u00e8 anch\u2019essa espressamente esclusa. Gli Stati membri infatti sono responsabili soltanto fino a concorrenza dell&#8217;ammontare della loro quota di capitale sottoscritto e non versato.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 importante limite prudenziale imposto alla Bei dal suo statuto \u00e8 che il totale degli impegni derivanti dai prestiti e dalle garanzie accordati dalla Banca non deve essere superiore al 250% del capitale sottoscritto, delle riserve, degli accantonamenti non assegnati e dell&#8217;eccedenza del conto profitti e perdite. \u00c8 in base alla rigida osservanza di questo e di altri criteri prudenziali, alla sua natura sovranazionale e alle prerogative di cui gode statutariamente, che la Bei gode del <i>rating <\/i>massimo (ormai superiore a quello di molti degli Stati membri) \u2013 che pure alla fine del 2011 \u00e8 stato messo sotto osservazione, con un <i>outlook <\/i>in alcuni casi negativo &#8211; e pu\u00f2 indebitarsi per assolvere ai suoi compiti.<\/p>\n<p>Alcune cifre essenziali sintetizzano lo sviluppo e le attivit\u00e0 della Banca negli ultimi anni (flussi dell\u2019anno e situazioni al 31 dicembre, in miliardi di euro) e le sue risposte al mutare dell\u2019economia:<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/pesce_tab.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>* oltre a 81,8 miliardi di euro da erogare alla fine del 2009, 90,6 alla fine del 2010 e 85 miliardi alla fine del 2011, per impegni assunti negli esercizi precedenti.<\/p>\n<p>Nel dicembre del 2011, il Consiglio di Amministrazione della Banca ha approvato il Piano triennale operativo del Gruppo per il 2012-2014, prevedendo, dopo l\u2019aumento eccezionale delle operazioni nel 2009-2010 &#8211; deciso a sostegno dell\u2019economia dell\u2019Eu &#8211; livelli di attivit\u00e0 decrescenti. La riduzione degli impegni creditizi \u00e8 gi\u00e0 visibile nel 2011, in cui la firma di nuovi prestiti \u00e8 diminuita a 61 miliardi. Per la firma di nuovi prestiti, nel programma definito dalla Banca, il livello medio annuo per il triennio 2012-2014 \u00e8 previsto sui 48 miliardi di euro. Nelle valutazioni della Banca, tali decisioni suggeriscono probabili benefici per i principali rapporti finanziari, inclusi quelli relativi all\u2019effetto leva e al capitale. Il piano operativo contiene anche varie altre misure in linea con una gestione prudenziale del rischio e per mantenere la solidit\u00e0 finanziaria della Bei.<\/p>\n<p><b>Avversione al rischio<\/b><br \/>Le indicazioni che si possono trarre dai bilanci e dagli altri documenti pubblici predisposti dalla Banca indicano che, oltre a interpretare assai prudenzialmente i suoi vincoli statutari, la Banca sia tendenzialmente, anche se motivatamente, avversa al rischio e che anzi ritenga di essere andata persino oltre i limiti ad essa assegnati e che quindi consideri necessario \u2013 sotto vari aspetti (ricorso al mercato per la provvista, qualit\u00e0 degli impieghi creditizi e di tesoreria) \u2013 tornare a livelli di attivit\u00e0 pi\u00f9 consoni alla sua natura di ente creditizio.<\/p>\n<p>Non va sottaciuto che la qualit\u00e0 degli <i>assets <\/i>della Banca \u00e8 elevata solo in parte per la qualit\u00e0 tecnica dei progetti e per i <i>cash flow <\/i>da essi generati: dipende anche dalle garanzie degli Stati nei quali i progetti sono localizzati, dal fatto che i prestiti vengono erogati per il tramite di banche di grandi dimensioni e spesso di natura pubblica, nonch\u00e9 dalla priorit\u00e0 di cui la Bei gode rispetto ad altri creditori. Un\u2019entit\u00e0 che dipende, anche in periodi di crisi, dalla fiducia che vi ripongono gli investitori, non pu\u00f2 non valutare con grande cautela i rischi che il mercato ritiene di dover assegnare ai suoi garanti, ai suoi debitori bancari, e agli emittenti dei titoli in portafoglio.<\/p>\n<p>Tenuto quindi conto della sua qualit\u00e0 di cofinanziatore &#8211; sia con gli Stati membri e le banche, sia con l\u2019utilizzo dei fondi dell\u2019Ue &#8211; e del fatto che il previsto aumento di capitale le consente in base allo Statuto maggiori erogazioni dirette di soli 25 miliardi (il 250% dell\u2019aumento), e non di 60 &#8211; le cifre invocate dal Consiglio europeo saranno effettivamente mobilizzabili solo se gli Stati e gli operatori economici saranno in grado di erogare altri 35 miliardi e se non ci saranno duplicazioni riguardo ai 55 miliardi di fondi Eu destinati alla crescita ma sostitutivi di fondi stanziati in passato per la crescita ma non effettivamente erogati.<\/p>\n<p><b>Accelerazione<\/b><br \/>La Bei, inoltre, ha approvato crediti non ancora erogati per oltre 80 miliardi di euro. Un immediato impulso all\u2019economia, nella misura in cui ci\u00f2 fosse compatibile con i vincoli tecnici cui ogni grande progetto \u00e8 soggetto, potrebbe derivare non tanto da nuove operazioni quanto da una accelerazione dei lavori e delle relative erogazioni, dall\u2019attribuzione ai progetti Bei di corsie preferenziali, normative ed esecutive, e da una pi\u00f9 rapida e migliore capacit\u00e0 di erogazione delle aziende di credito che gestiscono i prestiti Bei alle Pmi.<\/p>\n<p>Nel valutare l\u2019apporto che la Bei pu\u00f2 dare ai \u201cpiani per la crescita\u201d sul tappeto, \u00e8 opportuno ricordare che, malgrado essa non fissi limiti rigidi per paese, la distribuzione dei prestiti concessi dalla Banca riflette grosso modo il peso economico dei diversi paesi dell\u2019Ue, sia pure con qualche eccezione, oltre alla competitivit\u00e0 del costo dei fondi e della disponibilit\u00e0 delle altre fonti di finanziamento che con i suoi crediti la Banca \u00e8 tenuta a mobilizzare. Tali criteri distributivi hanno importanti implicazioni in termini di rischio e di valutazione e gestione dei progetti finanziati. Data la fungibilit\u00e0 del denaro, infine, e l\u2019elevato indebitamento di alcuni Stati membri, non \u00e8 affatto detto che ulteriore debito sia il modo pi\u00f9 efficace di stimolare la crescita, in particolare se la qualit\u00e0 dei nuovi progetti da finanziare fosse marginale. Sar\u00e0 essenziale che essi creino in tutti i casi flussi di reddito rilevanti ai fini del rimborso.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le autorit\u00e0 di governo europee hanno di recente deciso di mobilitare circa 120 miliardi euro per misure immediate a favore della crescita. 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