{"id":21000,"date":"2012-08-01T00:00:00","date_gmt":"2012-07-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/100-al-voto-obama-e-vulnerabile\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:42","slug":"100-al-voto-obama-e-vulnerabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/08\/100-al-voto-obama-e-vulnerabile\/","title":{"rendered":"100 al voto, Obama \u00e8 vulnerabile"},"content":{"rendered":"<p>Obama esce dai blocchi dei cento con l\u2019handicap dell\u2019Europa: l\u2019immagine del presidente americano come un Bolt impastoiato alla partenza risente delle suggestioni olimpiche di questi giorni, ma ha elementi di verit\u00e0. La partita a due tra il presidente uscente Barack Obama, democratico, primo nero alla Casa Bianca, e lo sfidante repubblicano Mitt Romney, mormone, moderato, appare, oggi, molto pi\u00f9 incerta di quanto non si pensasse all\u2019inizio di questa campagna maratona: Obama resta favorito, ma \u00e8 vulnerabile.<\/p>\n<p><b>Tallone d\u2019Achille<\/b><br \/>Proprio una sua \u2018grande elettrice\u2019, quell\u2019Europa che, per\u00f2, non depone schede nelle urne, \u00e8 divenuta negli ultimi mesi il maggiore handicap del presidente Obama: dopo avere \u2018importato\u2019 dall\u2019America la crisi del 2008, l\u2019Europa fatica a rilanciare la crescita e compromette, con i suoi modesti risultati, anche la ripresa americana, che pure \u00e8 stata nella prima met\u00e0 del 2012 un po\u2019 migliore del previsto. Ma i tassi di disoccupazione restano nettamente al di sopra della soglia di rielezione dei presidenti del passato: siamo all\u20198,2% e non dovremmo scendere di molto di qui alla fine dell\u2019anno, se proprio va bene al 7,9%.<\/p>\n<p>L\u2019ansia europea del presidente e della sua squadra sono evidenti: Obama ha appena inviato nell\u2019Ue il segretario al Tesoro Timothy Geithner, uno che non far\u00e0 di sicuro il secondo mandato, a chiedere ai leader dell\u2019Unione di mettere in pratica le indicazioni del Vertice del G20 e le decisioni adottate dal Consiglio europeo di fine giugno. Che gli americani, se c\u2019\u00e8 una cosa che non capiscono, \u00e8 proprio questa: per loro, uno decide una cosa e la fa; per gli europei, prima si decide una cosa e poi sui decide di farla &#8211; almeno, cos\u00ec sta avvenendo con le conclusioni del Vertice della Crescita.<\/p>\n<p>Parlando a New York, a una raccolta di fondi per la campagna, il presidente, informato da Geithner sull\u2019andamento dei colloqui, dice: \u201cL&#8217;Europa deve compiere azioni decisive: prima lo far\u00e0, meglio sar\u00e0\u2026 Continueremo ad avere venti contrari nei prossimi mesi\u2026&#8221;. Obama si dichiara convinto che &#8220;gli europei non lasceranno deragliare l&#8217;euro\u201d, ma riconosce che \u201cl\u2019Europa \u00e8 un problema\u201d e aggiunge: &#8220;Spendo molto tempo cercando di lavorare&#8221; con loro e il segretario al Tesoro &#8220;sta facendo altrettanto\u201d.<\/p>\n<p>Il confronto \u00e8 tra come la sua Amministrazione e i leader dell\u2019Unione hanno reagito alla crisi economica: &#8220;Nonostante la loro impopolarit\u00e0, noi abbiamo preso misure decisive nel 2008 e nel 2009&#8221;, evitando d\u2019incappare nell&#8217;enorme problema che sta affliggendo non solo l&#8217;Europa, ma &#8220;l&#8217;intera economia globale&#8221;; &#8220;Se stabilizziamo l&#8217;Europa e ci riposizioniamo nell&#8217;istruzione, nella scienza, nell&#8217;energia e in altre aree come la riforma dell&#8217;immigrazione, allora non c&#8217;\u00e9 motivo perch\u00e9 l&#8217;America non prosperi nei decenni a venire&#8221;.<\/p>\n<p><b>Conto alla rovescia<\/b><br \/>Mancano meno di 100 giorni ormai di qui al 6 novembre, l\u2019Election Day negli Stati Uniti. Quel d\u00ec, gli americani andranno alle urne per eleggere il loro presidente, per rinnovare la Camera e un terzo del Senato e per scegliere decine di governatori, oltre che per una miriade di voti statali e locali e pure di referendum. Eppure, l\u2019ora della scelta per la Casa Bianca pare lontanissima, sul calendario e anche nell\u2019interesse dei media nazionali e internazionali. Conclusasi in aprile la competizione per la \u2018nomination\u2019 repubblicana, l\u2019attenzione \u00e8 calata. In Europa, c\u2019\u00e8 la crisi dell\u2019euro; in Medio Oriente, c\u2019\u00e8 la repressione dell\u2019insurrezione in Siria; e, ora, c\u2019\u00e8 l\u2019estate e ci sono pure i Giochi di Londra, a distrarre giornali e opinione pubblica. Con la fine dell\u2019estate, la campagna torner\u00e0 a concentrarsi sull\u2019unico vero tema, l\u2019economia.<\/p>\n<p>I sondaggi pi\u00f9 affidabili continuano ad attribuire al presidente un vantaggio sullo sfidante, statisticamente poco rilevante, ma costante. Per\u00f2 il margine si va riducendo, man mano che la fiducia nel presidente si erode su dossier decisivi, in particolare sulla sua capacit\u00e0 di rilanciare l\u2019economia (e qui l\u2019handicap dell\u2019Europa pesa). Secondo alcuni fra gli analisti pi\u00f9 accreditati, Obama conserva due possibilit\u00e0 su tre di essere confermato, soprattutto perch\u00e9 \u00e8 avanti nella dozzina di Stati in bilico che detengono le chiavi del successo &#8211; Florida, Ohio e Pennsylvania sono i pi\u00f9 delicati. Dalla parte di Romney, c\u2019\u00e8 invece la massa di denaro che i grandi gruppi e la finanza stanno facendo confluire nelle sue casse, armandolo per la fase pi\u00f9 intensa della campagna.<\/p>\n<p>Che, a &#8211; 100 dal D-Day, conosce una fase di stanca. \u00c8 normale che sia cos\u00ec: questo tra luglio e agosto \u00e8 periodo di vacanza e di rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 anche negli Usa. E la competizione si sposta fuori dal territorio nazionale: si guarda alla visita di Romney in Israele, che diventa una sorta di spot in un paese alleato, ma il cui governo non s\u2019\u00e8 mai inteso con l\u2019Amministrazione Obama. O si accendono fiammate nella scia della cronaca, come il dibattito, destinato a scemare, sul controllo delle armi dopo la strage di Batman a Denver. Oppure si intrecciano chiacchiere e anticipazioni su chi saranno i \u2018team mates\u2019 dei due candidati, se Obama far\u00e0 ancora ticket con Joe Biden o cambier\u00e0 squadra e punter\u00e0, eventualmente, al \u2018dream team\u2019 con Hillary Clinton; e se Romney si metter\u00e0 al fianco un numero due complementare &#8211; ultra-conservatore?, donna?, nero?, o ispanico?.<\/p>\n<p><b>Appuntamenti chiave<\/b><br \/>Le luci sulla campagna torneranno ad accendersi con le conventions, a cavallo tra fine agosto e inizio settembre &#8211; a Tampa, i repubblicani; a Charlotte, i democratici; e, poi, ci saranno i dibattiti, tre fra i candidati presidente e uno fra i loro vice, in Colorado, nel Kentucky, a New York, in Florida.  Sempre nell\u2019attesa, o nella speranza, a seconda di come si mettono le cose, di quella sorpresa d\u2019ottobre che tutti aspettano sempre e che non arriva quasi mai.<\/p>\n<p>Queste le date da segnarsi sull\u2019agenda. La convention repubblicana si svolger\u00e0 dal 27 al 30 agosto, a Tampa Bay: l\u2019assise designer\u00e0 formalmente Romney candidato; e Chris Christie, governatore del New Jersey, pronuncer\u00e0 il \u2018keynote speech\u2019, cio\u00e8 l&#8217;intervento politicamente pi\u00f9 importante, dopo quelli del candidato presidente e del suo vice, ancora da scegliere (proprio Christie \u00e8 fra i papabili). La convention democratica si far\u00e0 dal 3 al 6 settembre a Charlotte: qui, a presiedere la kermesse, sar\u00e0 Antonio Villaraigosa, il sindaco di Los Angeles, di origini messicane; e il keynote speech toccher\u00e0 a un altro sindaco ispanico, Julian Castro, 37 anni, di San Antonio (Texas), due scelte che sono un chiaro segnale di attenzione del candidato Obama per il voto dei &#8216;latinos&#8217;.<\/p>\n<p>I dibattiti, invece, sono in programma il 3 ottobre all&#8217;Universit\u00e0 di Denver, in Colorado; l\u201911 ottobre, fra i vice-presidenti, al Centre College di Danville, nel Kentucky; il 16 ottobre all&#8217;Universit\u00e0 di Hofstra a Hempstead, nello Stato di New York; e, infine, il 22 ottobre, all\u2019Universit\u00e0 di Lynn, a Boca Raton, in Florida, uno degli Stati decisivi per il risultato finale. Dopo, resteranno solo due settimane di campagna e di spot: i soldi rimasti in cassa, a quel punto, potrebbero essere determinanti nel rush finale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Obama esce dai blocchi dei cento con l\u2019handicap dell\u2019Europa: l\u2019immagine del presidente americano come un Bolt impastoiato alla partenza risente delle suggestioni olimpiche di questi giorni, ma ha elementi di verit\u00e0. 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