{"id":21020,"date":"2012-08-02T00:00:00","date_gmt":"2012-08-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/siria-il-peggio-deve-ancora-venire\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:42","slug":"siria-il-peggio-deve-ancora-venire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/08\/siria-il-peggio-deve-ancora-venire\/","title":{"rendered":"Siria, il peggio deve ancora venire"},"content":{"rendered":"<p>A un anno e mezzo dallo scoppio della rivolta popolare in Siria non s\u2019intravvedono vie d\u2019uscita, e la crisi peggiora di giorno in giorno. Nessuno vuole un intervento armato, ma con l\u2019aumento degli attacchi e della repressione, una soluzione politico-diplomatica diventa sempre pi\u00f9 difficile. <\/p>\n<p>La dinamica settaria del conflitto e gli elevati livelli di violenza fanno da tempo parlare di guerra civile, con ripercussioni preoccupanti per la stabilit\u00e0 dell\u2019intera regione. Dopo il recente attentato che ha colpito al cuore i centri di potere del regime, causando la morte del ministro della Difesa e tre alti ufficiali siriani, la posta in gioco \u00e8 aumentata e il regime di Bashar al-Assad sta ora conducendo una controffensiva senza esclusione di colpi. Da quasi una settimana il numero di morti \u00e8 superiore alle 100 vittime giornaliere e, mentre ci\u00f2 potrebbe far pensare che il conflitto stia alla fase finale, \u00e8 presto per ipotizzare un imminente crollo del regime di Assad.<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"IMAGE\/dessi2.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/dessi.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/a><\/p>\n<p><b>Inasprimento <\/b><br \/>Dopo giorni di duri sconti a Damasco, il regime sembra ora aver ripreso il controllo di molti quartieri della capitale. Il Libero esercito siriano, principale gruppo armato d\u2019opposizione composto da volontari civili e membri delle forze armate siriane che hanno abbandonato il regime, sembra aver optato per una ritirata \u2018tattica\u2019 dalla capitale per evitare ulteriori vittime tra i civili. Ma la decisa reazione del regime all\u2019uccisione degli alti ufficiali indica che gran parte \u00e8 ancora fedele  ad Assad. <\/p>\n<p>Le defezioni sono aumentate, ma non abbastanza da mettere a repentaglio l\u2019apparato repressivo: come dimostra la recente <i>escalation <\/i>di violenza in tutto il territorio siriano, \u00e8 difficile pensare che il conflitto si risolva in tempi brevi. Poich\u00e9 nessuna delle parti pu\u00f2 sperare in una vittoria schiacciante sul campo di battaglia, si teme un prolungato periodo di violenza durante i mesi caldi dell\u2019estate, un periodo che coincide anche con l\u2019inizi del mese sacro di Ramadan. Data la centralit\u00e0 geostrategica della Siria nella regione, tutto ci\u00f2 pu\u00f2 avere ripercussioni preoccupanti non soltanto in Libano, ma anche in Iraq, Giordania e perfino Israele. <\/p>\n<p>Dagli inizi della sommossa popolare in Siria, scoppiata l\u201911 marzo 2011 nel villaggio di Dar\u2019a nel sud del paese, si stima che almeno 14.000 siriani abbiano perso la vita negli scontri (19.000 secondo gli attivisti siriani). Stando ai dati rilasciati dall\u2019Osservatore siriano per i diritti dell\u2019uomo, una Ong legata all\u2019opposizione con base a Londra, nel solo mese di luglio i morti sarebbero stati 2.750, il numero pi\u00f9 alto di vittime mensili dall\u2019inizio della rivolta(1). Secondo stime dell\u2019Onu, inoltre, il conflitto ha causato pi\u00f9 di un milione di sfollati all\u2019interno del paese, mentre l\u2019Agenzia dell\u2019Onu per i rifugiati (Acnur), che svolge operazioni di prima assistenza lungo i confini della Siria, dichiara che 36.600 rifugiati siriani sono ora in Giordania, quasi 33.000 in Libano e altri 8.445 in Iraq. A questi si aggiungono i 43.387 che hanno trovato rifugio in Turchia secondo dati forniti dal governo di Ankara(2). <\/p>\n<p><b>Battaglia per Aleppo<\/b><br \/>Mentre nella capitale Damasco sembra essere tornata una certa calma, pi\u00f9 al nord, nella citt\u00e0 di Aleppo, lo snodo commerciale pi\u00f9 importante del paese, da giorni si sta svolgendo una dura battaglia . Con 2,5 milioni di abitanti, Aleppo \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 grande della Siria. Il regime sta ora inviando rinforzi verso la citt\u00e0, inclusi carri armati e mezzi corazzati, e mentre i ribelli dichiarano di aver in mano quasi la met\u00e0 di Aleppo, si prospetta per i prossimi giorni un duro scontro armato tra esercito e rivoltosi. Secondo vari media, il regime sta usando anche l\u2019aviazione per bombardare le postazioni dei ribelli. \u00c8 la prima volta dall\u2019inizio della rivolta che il regime fa un uso cos\u00ec massiccio dell\u2019aviazione(3).<\/p>\n<p> In altre zone della Siria i ribelli hanno pi\u00f9 libert\u00e0 di manovra grazie anche alla scelta del regime di concentrare gran parte delle proprie forze militari nelle due citt\u00e0 principali, Damasco e Aleppo. Contemporaneamente, i ribelli hanno occupato i tre valichi di frontiera e questi si trovano lungo i confini con la Turchia nel nord del paese e a est verso l\u2019Iraq. A fine luglio, inoltre, il governo turco ha annunciato la chiusura definitiva al commercio tra i due paesi, precisando per\u00f2 che i valichi di frontiera rimarranno aperti ai rifugiati che continuano ad affluire in massa dalle zone pi\u00f9 colpite dal conflitto.<\/p>\n<p><b>Spettro Al-Qaeda<\/b><br \/>A far ulteriormente lievitare la preoccupazione internazionale sono le notizie di una crescente penetrazione di elementi jihadisti affiliati ad Al-Qaeda. Fonti dei servizi d\u2019<i>intelligence <\/i>irachene, ma anche tedesche, americane e britanniche hanno dato l\u2019allarme, e nonostante le dichiarazioni (impossibili da verificare) dell\u2019ex-ambasciatore siriano in Iraq ormai alleato dell\u2019opposizione, secondo cui il regime di Assad sta utilizzando gruppi di fondamentalisti islamici per terrorizzare la popolazione, lo spettro di un risveglio di Al-Qaeda in Medio Oriente non pu\u00f2 essere ignorato.<\/p>\n<p>Dal dicembre 2011 sono scoppiate in territorio siriano almeno 35 autobombe e sono stati compiuti dieci attentati suicidi, quattro dei quali rivendicati dal gruppo Al Nursa (<i>Al Nusra Front for the People of the Levant<\/i>) che \u00e8 legato ad Al-Qaeda. A questo gruppo si aggiungono altre due milizie armate attive in Siria, le Brigate Abdullah Azzam (<i>Abdullah Azzam Brigades<\/i>) e le Brigate dei martiri di Al Baraa ibn Malik (<i>Al Baraa ibn Malik Martyrdom Brigades<\/i>) di cui si conosce ancora molto poco. A dare ulteriore credito alla tesi di un incremento di infiltrazioni jihadiste in Siria, vi sono le dichiarazioni del capo di Al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, che ha pi\u00f9 volte esortato i seguaci a recarsi in Siria per aiutare i ribelli, elogiati da lui come i \u201cleoni del levante\u201d.<\/p>\n<p>Il timore \u00e8 che questi gruppi mirino a fomentare lo scontro etnico-religioso in Siria per radicalizzare le posizioni, con sviluppi simili a quanto avvenuto in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein. Tale scenario complicherebbe molto qualsiasi tentativo di stabilizzazione del paese, o di maturazione di una soluzione politica, mentre aumenterebbe ulteriormente il rischio contagio nella regione. Specialmente in Iraq e in Libano, dove le divisioni settarie sono da sempre fonte di profonde tensioni. <\/p>\n<p><font size=\"1\"> (1) Vedi http:\/\/www.guardian.co.uk\/world\/2012\/jul\/22\/syria-death-toll-tops-19000?newsfeed=true.<br \/>(2) Vedi http:\/\/data.unhcr.org\/syrianrefugees\/regional.php.<br \/>(3) Vedi http:\/\/www.washingtonpost.com\/world\/middle_east\/syrian-aircraft-bomb-aleppo-as-rebels-fight-for-city\/2012\/07\/24\/gJQApanF7W_story.html.<\/font><\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un anno e mezzo dallo scoppio della rivolta popolare in Siria non s\u2019intravvedono vie d\u2019uscita, e la crisi peggiora di giorno in giorno. Nessuno vuole un intervento armato, ma con l\u2019aumento degli attacchi e della repressione, una soluzione politico-diplomatica diventa sempre pi\u00f9 difficile. 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