{"id":21090,"date":"2012-08-10T00:00:00","date_gmt":"2012-08-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/vice-mitt-ha-limbarazzo-della-scelta\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:40","slug":"vice-mitt-ha-limbarazzo-della-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/08\/vice-mitt-ha-limbarazzo-della-scelta\/","title":{"rendered":"Vice, Mitt ha l&#8217;imbarazzo della scelta"},"content":{"rendered":"<p>Dick Cheney ha consigliato a Mitt Romney di non ripetere l\u2019errore fatto, nel 2008, da John McCain al momento di scegliere il suo vice-presidente: McCain punt\u00f2 su Sarah Palin, governatore dell\u2019Alaska, e sbagli\u00f2, spiega Cheney alla Abc, perch\u00e9 Sarah mancava d\u2019esperienza &#8211; e non solo, a dirla tutta. Cheney \u00e8 uno che di vice se n\u2019intende: quel mestiere, lui l\u2019ha fatto per otto anni, dal 2001 al 2008, quando alla Casa Bianca c\u2019era George W, Bush &#8211; Bush gli aveva chiesto di fargli da talent scout per quel ruolo e lui non aveva trovato altri di meglio che se stesso.<\/p>\n<p><b>Il toto vice<\/b><br \/>La scelta del vice, che il candidato repubblicano Mitt Romney, mormone e moderato, deve ancora fare, \u00e8 un passaggio importante, ma non decisivo, della campagna presidenziale. I nomi che circolano sui media sono ancora una dozzina o gi\u00f9 di l\u00ec &#8211; spesso, si tratta di autopromozione &#8211; ma quelli che meritano attenzione sono una manciata. E l\u2019intervento di Cheney sembra proprio teso a ridurre le possibilit\u00e0 di outsider senza passato di spessore e senza neppure un presente particolarmente brillante, come i governatori del New Mexico Susana Martinez &#8211; qualit\u00e0, \u00e8 donna e ispanica &#8211; o quello della South Carolina Nikki Halei &#8211; qualit\u00e0, \u00e8 donna e \u2018nativa americana\u2019, cio\u00e8 noi diremmo indiana.<\/p>\n<p>Forse, Cheney ce l\u2019ha pure col governatore del New Jersey Christ Christie, di cui s\u2019\u00e8 parlato assai in queste settimane &#8211; molto pi\u00f9 che della Martinez e della Halei &#8211; e che pareva a un certo punto essere in \u2018pole position\u2019. Ma Christie, che il presidente del Consiglio Mario Monti ha recentemente incrociato a Sun Valley, nell\u2019Idaho, a una convention di guru della Societ\u00e0 dell\u2019Informazione e magnati dei media, avr\u00e0 un posto di primissimo piano nella convention repubblicana di Tampa, in Florida, dal 27 al 30 agosto: difficile, a quel punto, pensarlo nel ticket di Romney &#8211; verrebbe meno l\u2019effetto sorpresa. A Tampa, Christie pronuncer\u00e0 il discorso politico chiave, come fece Obama alla convention democratica del 2004: un ruolo che \u00e8 un trampolino di lancio per un\u2019eventuale candidatura presidenziale 2016.<\/p>\n<p>La sortita di Cheney \u00e8 stata invece interpretata come un assist a due figure grigie ma solide: Rob Portman, senatore dell\u2019Ohio, e Tim Pawlenty, governatore del Minnesota e gi\u00e0 candidato alla nomination repubblicana (rinunci\u00f2, per\u00f2, prima ancora che la conta dei voti cominciasse). Sia Portman che Pawlenty potrebbero aiutare Romney a conquistare l\u2019Ohio, uno degli Stati chiave di Usa 2012.<\/p>\n<p>Ma il toto vice non si ferma qui &#8211; non passa settimana senza che un media annunci che Romney ha scelto e che sta per fare il suo annuncio: circolano ancora i nomi di Marco Rubio, un senatore della Florida vicino al Tea Party, che \u00e8 sostenuto da Jeb Bush, l\u2019ex governatore della Florida, figlio e fratello di ex presidenti; del deputato del Michigan Paul Ryan; e, soprattutto, di Condi Rice, la favorita dell\u2019establishment del partito. Mentre la Casa Bianca non crede che il generale David Petraeus, protagonista dei conflitti in Iraq e in Afghanistan, poi chiamato da Obama a capo della Cia, possa schierarsi al fianco di Romney, come taluni ipotizzano, nonostante le smentite. Su blog e giornali, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 quasi traccia, invece, dell\u2019ex senatore Rick Santorum, l\u2019ultra-conservatore cattolico che \u00e8 stato l\u2019antagonista principale di Romney per la nomination, o della deputata Michele Bachmann, messa fuori gioco dalle sue gaffes e dalla sua impreparazione.<\/p>\n<p><b>Lo status quo<\/b><br \/>A meno di tre mesi dall\u2019Election Day negli Stati Uniti, il 6 novembre, l\u2019attesa del vice di Romney anima una gara quasi in surplace: il presidente Barack Obama resta in testa nelle intenzioni di voto degli americani, stando agli ultimi sondaggi pubblicati, e si conferma dunque favorito rispetto al suo rivale. Il pi\u00f9 recente rilevamento <i>Washington Post<\/i> \/ <i>Abc<\/i> attribuisce ad Obama 53% d\u2019opinioni favorevoli, contro 40% a Romney; mentre il 43% degli intervistati ha un\u2019opinione negativa del presidente, contro il 49% dello sfidante.<\/p>\n<p>Obama fa meglio dell\u2019avversario fra gli elettori indipendenti, quelli cio\u00e8 non dichiaratamente repubblicani o democratici, il che conferma la sua maggiore capacit\u00e0 di fare presa sull\u2019elettorato di centro. Il presidente, invece, \u00e8 in difficolt\u00e0 con gli elettori \u2018transfughi\u2019, quelli cio\u00e8 delusi dall\u2019esito del suo mandato; e lui se la prende con i media, che darebbero poco spazio ai risultati conseguiti.<\/p>\n<p>Un altro sondaggio della Quinnipiac University di New York, per conto del <i>New York Times<\/i> e della <i>Cbs<\/i>, si concentra, settimana dopo settimana, sugli Stati in bilico, quelli che oscillano tra democratici e repubblicani. L\u2019ultimo rilevamento d\u00e0 Obama in vantaggio su Romney in due Stati chiave per l\u2019assegnazione della Casa Bianca, il Wisconsin e la Virginia, mentre il presidente \u00e8 indietro nel Colorado.<\/p>\n<p>Secondo gli esperti, gli Stati chiave sono quest\u2019anno una decina, al massimo una dozzina. A fine luglio, lo stesso sondaggio aveva tastato il polso degli elettori di Florida, Ohio e Pennsylvania: anche l\u00ec il presidente era nettamente in testa sul rivale. Dal 1960, nessun presidente \u00e8 stato eletto senza averla spuntata in almeno due di questi tre Stati.<\/p>\n<p>Obama il problema del vice non ce l\u2019ha, a meno di non volerselo creare: Joe Biden, gi\u00e0 senatore di lungo corso del piccolo Delaware, \u00e8 quasi perfetto in quel ruolo, dove non gli fa ombra e non fa neppure danni e dove offre un\u2019immagine rassicurante se mai dovesse un giorno assumersi una responsabilit\u00e0 maggiore.<\/p>\n<p>Eppure c\u2019\u00e8 chi pensava a un avvicendamento tra Biden e Hillary Clinton, avversaria di Obama per la nomination 2008, poi per quatto anni segretario di Stato quasi inappuntabile. La Clinton ha gi\u00e0 fatto sapere che lascer\u00e0 l\u2019incarico, anche se il presidente dovesse ottenere un secondo mandato: alcuni suoi recenti atteggiamenti rilassati sembrano indicare che abbia voglia di \u2018staccare\u2019, almeno per un po\u2019, salvo poi valutare se ricandidarsi alla nomination nel 2016, nonostante l\u2019et\u00e0 cominci a essere un handicap.<\/p>\n<p>Giorni fa, in Sud Africa, a un party in suo onore, s\u2019era esibita in una danza su un ritmo africano; e, ad aprile, a Cartagena, in Colombia, dove si teneva il Vertice delle Americhe, fu fotografata mentre ballava la salsa in un bar cubano con il suo seguito. In un\u2019intervista televisiva, la Clinton ha detto: \u201cMi sento sollevata perch\u00e9 sono a un punto della mia vita che se voglio mettermi gli occhiali da \u201ccatwoman\u201d lo faccio e se voglio tirarmi i capelli indietro lo faccio\u201d.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 lo stato d\u2019animo di Hillary, bisogna rinunciare al gioco pur suggestivo delle coppie incrociate: Obama e la Clinton da una parte; Romney e la Rice dall\u2019altra; il nero e la donna bianca; il bianco e la donna nera. Condoleezza, prima consigliere per la sicurezza di Bush jr, poi segretario di Stato, darebbe solidit\u00e0 e robustezza al ticket repubblicano e porterebbe in dote al candidato presidenze competenza internazionale e pure un tocco conservatore. Ma chi ne osteggia la scelta obietta che non ha mai affrontato un test elettorale e non ha un serbatoio di voti in cui pescare.<\/p>\n<p>Per\u00f2, se il blog Politico.com punta su Portman, un sondaggio di Fox News, l\u2019emittente \u201call news\u201d vicina ai repubblicani, dice che la favorita degli elettori registrati repubblicani sarebbe proprio la Rice, ben davanti a Rubio e a Christie e Ryan, entrambi sotto il 10%. La Rice farebbe anche risalire, se prescelta, le quotazioni presidenziali di Romney e, a priori, non sfigurerebbe di sicuro nel dibattito televisivo di cui i due vice saranno protagonisti: il momento forte della loro campagna, l\u201911 ottobre al Centre College di Danville in Kentucky.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dick Cheney ha consigliato a Mitt Romney di non ripetere l\u2019errore fatto, nel 2008, da John McCain al momento di scegliere il suo vice-presidente: McCain punt\u00f2 su Sarah Palin, governatore dell\u2019Alaska, e sbagli\u00f2, spiega Cheney alla Abc, perch\u00e9 Sarah mancava d\u2019esperienza &#8211; e non solo, a dirla tutta. 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