{"id":21100,"date":"2012-08-12T00:00:00","date_gmt":"2012-08-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/romney-sceglie-un-giovane-falco\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:39","slug":"romney-sceglie-un-giovane-falco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/08\/romney-sceglie-un-giovane-falco\/","title":{"rendered":"Romney sceglie un giovane &#8216;falco&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 stata una sorpresa, perch\u00e9 il suo nome compariva da tempo in tutte le liste di \u2018papabili\u2019. Ma non \u00e8 stata neppure una scelta scontata, perch\u00e9, fino all\u2019ultimo, la rosa era fluida. Paul Ryan, deputato del Wisconsin, \u00e8 il vice di Mitt Romney, candidato repubblicano alla Casa Bianca: un giovane \u2013 ha 42 anni-, bello come un attore, conservatore, cattolico \u2013 e, come tale, contro l\u2019aborto e le unioni dei gay, vicino al Tea Party, alfiere del rigore e autore di un progetto di bilancio draconiano bloccato in Congresso.<\/p>\n<p>Il ticket Romney-Ryan ha elemento di forza indubbi. Con Ryan, Romney consolida le sue posizioni sui fronti conservatore e religioso: lui, cos\u00ec, potrebbe ora cercare di spostare al centro la sua campagna, che fatica, fin qui, ad attrarre gli elettori indecisi e, soprattutto, gli indipendenti. Ryan, poi, viene dal Wisconsin, uno degli Stati in bilico cruciali: i sondaggi danno il presidente davanti allo sfidante a livello nazionale, con margini per\u00f2 risicati, ma indicano che Obama fa meglio di Romney in vari Stati chiave, come Ohio, Pennsylvania, Virginia, Florida e proprio Wisconsin. Portarglielo via, per Romney sarebbe essenziale.<\/p>\n<p>Ma alla coppia repubblicana manca pure qualcosa: ad esempio, l\u2019esperienza internazionale; e, ancora, un tocco etnico, che poteva fare pensare a un ispanico o a un nero; e, pure, quello \u2018di genere\u2019, che poteva suggerire una donna. Fra i \u2018finalisti\u2019, c\u2019erano, e non a caso, un\u2019ispanica \u2013 la governatrice del New Mexico Susana Martinez, un\u2019indiana d\u2019America \u2013la governatrice della South Carolina Nikki Halei e una nera \u2013 l\u2019ex segretario di Stato Condoleezza Rice, che avrebbero coperto Romney su tutti e tre i fronti deboli.<\/p>\n<p><b>Pro e contro<\/b><br \/>E se Ryan pu\u00f2 sottrarre a Obama qualche consenso elettorale femminile, presta per\u00f2 il fianco all\u2019attacco subito venuto dalla Casa Bianca: Mitt aggiunge un posto a tavola per un amico dei paperoni d\u2019America, cui vuole abbonare le tasse come fece George W. Bush. Volto asciutto, quasi scavato, fisico slanciato, sposato con tre figli, Ryan, dotato di carisma, anche se relativamente poco noto a livello nazionale, \u00e8 giovane, ma non \u00e8 politicamente di primo pelo: \u00e8 gi\u00e0 stato eletto sette volte alla Camera, dove ha quindi trascorso quasi 14 anni, e ne \u00e8 dall\u2019anno scorso uno dei membri pi\u00f9 influenti, avendo assunto la presidenza della commissione bilancio, dove porta avanti la sua ricetta anti-debito. Nel discorso d\u2019accettazione dell\u2019investitura, Ryan, che ha talento nel fare campagna, ha sostenuto: \u201cLa disoccupazione elevata, i redditi in calo, il debito schiacciante non devono costituire la nuova regola\u201d degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il ticket repubblicano, insomma, gioca tutto sull\u2019economia, che resta l\u2019unico tema forte di Usa 2012. Scegliendo Ryan, Romney non avr\u00e0 magari fatto un errore: questo si vedr\u00e0. Ma, presentandolo, un errore l\u2019ha sicuramente fatto: il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ha infatti introdotto con un lapsus il suo vice: \u201cDiamo il benvenuto al prossimo presidente degli Stati Uniti\u201d, ha detto, annunciando la sua scelta a Norfolk in Virginia. Poi \u00e8 scoppiato in una risata e ha ammesso la gaffe, che, per\u00f2, ha un precedente illustre (e di buon auspicio): nel 2008, presentando a Springfield, nell\u2019Illinois, il suo vice, Joe Biden, anche Barack Obama fece lo stesso lapsus. E, poi, vinse.<\/p>\n<p>Il 6 novembre, l\u2019Election Day, sapremo se la storia si ripete. Per ora, sappiamo che Romney ha messo termine a mesi di voci e di pressioni, puntando sul deputato del Wisconsin. A favore di Ryan, o di qualcuno come lui, s\u2019era pronunciato Dick Cheney, preoccupato che i repubblicani non ripetessero l\u2019errore fatto, nel 2008, da John McCain, che punt\u00f2 come vice su Sarah Palin, governatore dell\u2019Alaska: uno sbaglio, spiegava Cheney alla Abc, perch\u00e9 Sarah mancava d\u2019esperienza \u2013 e non solo, a dirla tutta. Cheney \u00e8 uno che di vice se n\u2019intende: quel mestiere, lui l\u2019ha fatto per otto anni, dal 2001 al 2008, quando alla Casa Bianca c\u2019era George W, Bush \u2013 Bush gli aveva chiesto di fargli da talent scout per quel ruolo e lui non aveva trovato altri meglio di se stesso.<\/p>\n<p><b>Toto vice repubblicano<\/b><br \/>La scelta del vice \u00e8 un passaggio importante, ma raramente determinante, della campagna presidenziale. Fino a sabato, i nomi che circolavano erano ancora una dozzina o gi\u00f9 di l\u00ec \u2013 spesso, per\u00f2, si trattava d\u2019autopromozione. L\u2019intervento di Cheney pareva proprio teso a ridurre le chances di outsider senza passato di spessore e senza neppure un presente particolarmente brillante, come la Martinez o la Halei.<\/p>\n<p>La sortita di Cheney era stata invece interpretata come un assist a due figure grigie ma solide: Rob Portman, senatore dell\u2019Ohio, e Tim Pawlenty, governatore del Minnesota e gi\u00e0 candidato alla nomination repubblicana (rinunci\u00f2, per\u00f2, prima ancora che la conta dei voti cominciasse). Ma il toto vice non si fermava qui: c\u2019era Marco Rubio, un senatore della Florida vicino al Tea Party, sostenuto da Jeb Bush, l\u2019ex governatore della Florida, figlio e fratello di ex presidenti; e c\u2019era, soprattutto, la Rice, la favorita dell\u2019establishment del partito. Mentre la Casa Bianca non credeva che il generale David Petraeus, protagonista dei conflitti in Iraq e in Afghanistan, poi chiamato da Obama a capo della Cia, potesse schierarsi al fianco di Romney, come taluni ipotizzavano, nonostante le smentite.<\/p>\n<p>Un discorso a parte merita il governatore del New Jersey Christ Christie, che pareva a un certo punto essere in \u2018pole position\u2019. Christie, che il presidente del Consiglio Mario Monti ha recentemente incrociato a Sun Valley, nell\u2019Idaho, a una convention di guru della hi-tech e di magnati dei media, avr\u00e0 un posto di primissimo piano nella convention repubblicana di Tampa, in Florida, dal 27 al 30 agosto, dove pronuncer\u00e0 il discorso politico chiave, come fece Obama alla convention democratica del 2004: un ruolo che \u00e8 un trampolino di lancio per un\u2019eventuale candidatura presidenziale 2016.<\/p>\n<p><b>La Clinton abbandona?<\/b><br \/>Obama il problema del vice non ce l\u2019ha, a meno di non volerselo creare: Joe Biden, gi\u00e0 senatore di lungo corso del piccolo Delaware, \u00e8 quasi perfetto in quel ruolo, dove non gli fa ombra e non fa neppure danni e dove offre un\u2019immagine rassicurante se mai dovesse un giorno assumersi una responsabilit\u00e0 maggiore. Eppure c\u2019\u00e8 chi pensava a un avvicendamento tra Biden e Hillary Clinton, avversaria di Obama per la nomination 2008, poi per quatto anni segretario di Stato quasi inappuntabile. La Clinton ha gi\u00e0 fatto sapere che lascer\u00e0 l\u2019incarico, anche se il presidente dovesse ottenere un secondo mandato: alcuni suoi recenti atteggiamenti rilassati sembrano indicare che abbia voglia di \u2018staccare\u2019, almeno per un po\u2019, salvo poi valutare se ricandidarsi alla nomination nel 2016, nonostante l\u2019et\u00e0 cominci a essere un handicap.<\/p>\n<p>Giorni fa, in Sud Africa, a un party in suo onore, s\u2019era esibita in una danza su un ritmo africano; e, ad aprile, a Cartagena, in Colombia, dove si teneva il Vertice delle Americhe, fu fotografata mentre ballava la salsa in un bar cubano con il suo seguito. In un\u2019intervista televisiva, la Clinton ha detto: \u201cMi sento sollevata perch\u00e9 sono a un punto della mia vita che se voglio mettermi gli occhiali da catwoman lo faccio e se voglio tirarmi i capelli indietro lo faccio\u201d. Lo stato d\u2019animo di Hillary e la scelta di Romney ci costringono a rinunciare al gioco pur suggestivo delle coppie incrociate: Obama e la Clinton da una parte; Romney e la Rice dall\u2019altra; il nero e la donna bianca; il bianco e la donna nera.<\/p>\n<p>Saranno, quindi, Biden e Ryan ad affrontarsi nel dibattito televisivo che sar\u00e0 il momento forte della loro campagna, l\u201911 ottobre al Centre College di Danville in Kentucky.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 stata una sorpresa, perch\u00e9 il suo nome compariva da tempo in tutte le liste di \u2018papabili\u2019. Ma non \u00e8 stata neppure una scelta scontata, perch\u00e9, fino all\u2019ultimo, la rosa era fluida. Paul Ryan, deputato del Wisconsin, \u00e8 il vice di Mitt Romney, candidato repubblicano alla Casa Bianca: un giovane \u2013 ha 42 anni-, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[85,138,102,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21100"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21100"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63412,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21100\/revisions\/63412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}