{"id":21140,"date":"2012-08-30T00:00:00","date_gmt":"2012-08-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-mali-torna-a-sperare\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:38","slug":"il-mali-torna-a-sperare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/08\/il-mali-torna-a-sperare\/","title":{"rendered":"Il Mali torna a sperare"},"content":{"rendered":"<p>Mentre la zona settentrionale del Mali continua ad essere ostaggio dei gruppi terroristi islamici, a Bamako il presidente Dioncounda Traor\u00e9 cerca di dare un segnale forte alla comunit\u00e0 internazionale formando un nuovo governo di unit\u00e0 nazionale. Dopo mesi di difficili trattative, il 20 agosto il presidente ad interim ha annunciato ufficialmente la creazione di un nuovo organico formato da 32 ministri, 8 in pi\u00f9 rispetto al precedente. <\/p>\n<p>In questo modo, il Mali cerca di trovare quella stabilit\u00e0 istituzionale che era venuta a mancare dopo il colpo di stato del 22 marzo. All&#8217;inizio di luglio, la Comunit\u00e0 economica degli stati dell&#8217;Africa dell&#8217;ovest (Cedeao) aveva imposto alle istituzioni maliane una sorta di ultimatum, obbligandole a formare un governo che potesse contrastare i gruppi ribelli del nord. La Cedeao \u00e8 intenzionata ad intervenire con l&#8217;invio di un contingente di 3.300 soldati che affiancherebbero l&#8217;esercito nazionale, ma per fare ci\u00f2 ha bisogno di una solidit\u00e0 politica nazionale.<\/p>\n<p><b>Un governo che fa discutere<\/b><br \/>La costituzione del nuovo esecutivo \u00e8 stata accompagnata da una scia di polemiche che sembrano non volersi attenuare. L&#8217;obiettivo principale delle critiche \u00e8 il Primo Ministro Cheick Mobido Diarra, personaggio controverso che in questi ultimi mesi si \u00e8 reso protagonista di una politica giudicata da molti insufficiente e superficiale. Il suo atteggiamento in sede di elezione ha provocato una serie di proteste da parte di una larga fetta della societ\u00e0 civile, che ha denunciato un abuso di potere da parte del primo ministro. <\/p>\n<p>Tra i 32 ministri eletti, 18 facevano gi\u00e0 parte del precedente governo. Un cambiamento che sembra essere pi\u00f9 un leggero rimpasto, soprattutto se si pensa che le cariche che sono state rielette sono politici fedeli a Diarra. L&#8217;influenza che il Primo Ministro ha esercitato nella nomina del nuovo governo mostra come il presidente della repubblica Dioncounda Traor\u00e8 non riesca ad imporsi a livello politico-istituzionale. Nonostante le accuse, Diarra \u00e8 riuscito a mantenere la sua carica senza scendere a compromessi con i diversi partiti.<\/p>\n<p>La Cedeao per\u00f2, sembra non aver dato molto peso a questi dibattiti interni, invitando il nuovo governo ad agire il pi\u00f9 rapidamente possibile. Il presidente della commissione, D\u00e9sir\u00e9 Ou\u00e9draogo, ha dichiarato in un comunicato ufficiale che \u201csi dovranno prendere le misure necessarie per risolvere al pi\u00f9 presto i problemi attuali\u201d. Per uscire dalla crisi geopolitica che in questi ultimi mesi ha destabilizzato il Mali, bisogner\u00e0 agire su due linee guida: l&#8217;organizzazione di elezioni nazionali e la liberazione delle regioni del nord. La formazione di un nuovo governo \u00e8 solo un primo passo verso la risoluzione dei problemi che stanno mettendo in ginocchio il paese.<\/p>\n<p><b>Tentativi di dialogo<\/b><br \/>Mentre le istituzioni nazionali stanno cercando una via d&#8217;uscita, in questo ultimo mese si \u00e8 cercato di instaurare un dialogo con i due gruppi islamici pi\u00f9 importanti: quello di Ansar Dine e il Mujao ( Movimento per l&#8217;unicit\u00e0 della jihad nell&#8217;Africa dell&#8217;ovest ), entrambi legati ad Al Qaeda. Lo scopo principale di questi due gruppi \u00e8 quello di instaurare la <i>sharia <\/i>(legge islamica) in tutta la zona del Sahel. <\/p>\n<p>Il 7 agosto, il ministro degli Affari Esteri del Burkina Faso, Djibrill Bassol\u00e9, si \u00e8 recato nei territori occupati in veste di mediatore della Cedeao. L&#8217;emissario \u00e8 andato nelle citt\u00e0 di Gao e Kidal, occupate rispettivamente dal Mujao e da Ansar Dine. Dopo lunghi colloqui intrattenuti con i leader dei movimenti islamici, Bassol\u00e8 ha dichiarato che i djihadisti \u201channo confermato il loro impegno nel trovare una via d&#8217;uscita pacifica\u201d e che \u201cbisogna sperare che i movimenti armati scelgano la via del dialogo\u201d. <\/p>\n<p>Anche la societ\u00e0 civile si \u00e8 mossa in questo senso. Tra il 17 e il 24 agosto, tre delegazioni della Coalizione per il Mali sono andate nei territori del nord per cercare un punto di contatto con gli occupanti. I delegati erano rappresentanti di diverse associazioni e partiti politici contrari ad un intervento armato. Nonostante i colloqui si siano svolti in un clima disteso, in cui entrambe le parti si sono dimostrate aperte al dialogo e alla collaborazione, non si \u00e8 riusciti a trovare un compromesso. Lo scopo principale dei ribelli \u00e8 quello di imporre la legge islamica alla popolazione locale che, dopo una serie di episodi di violenza da parte degli islamici, si sta mostrando sempre pi\u00f9 intollerante nei confronti degli invasori islamici.<\/p>\n<p><b>L&#8217;orgoglio nazionale del Mali<\/b><br \/>A tal proposito, in questi giorni si stanno raggruppando molti giovani nella regione di Mopti, nella parte centro-settentrionale del paese. Il loro scopo \u00e8 quello di unirsi all&#8217;esercito maliano per combattere gli occupanti che da mesi tengono in scacco le regioni del nord. Pi\u00f9 di 300 ragazzi si stanno addestrando sotto la guida di istruttori militari che gestiscono questo piccolo centro di reclutamento. Secondo Mamado\u00f9 Traor\u00e9, uno dei responsabili del campo, \u201cbisogna capire la fierezza dei maliani. Si pu\u00f2 essere povero e fiero e rifiutare tutto quello che pu\u00f2 sembrare una dominazione\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;esercito nazionale e buona parte della popolazione \u00e8 contraria all&#8217;intervento di forze esterne come la Cedeao. Molti soldati e civili fanno appello alla \u201cfierezza nazionale\u201d degli abitanti del Mali che da sola basterebbe a liberare il paese. A quanto pare, questi volenterosi giovani sembrano sottovalutare il potenziale dei gruppi islamici che ricevono un continuo appoggio da Al Qaeda. In questo caso, la paura di essere nuovamente colonizzati  da una potenza esterna \u00e8 forse pi\u00f9 forte di quella nei confronti degli attuali invasori.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la zona settentrionale del Mali continua ad essere ostaggio dei gruppi terroristi islamici, a Bamako il presidente Dioncounda Traor\u00e9 cerca di dare un segnale forte alla comunit\u00e0 internazionale formando un nuovo governo di unit\u00e0 nazionale. 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