{"id":21150,"date":"2012-09-03T00:00:00","date_gmt":"2012-09-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/romney-allinseguimento-dellamerican-dream\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:38","slug":"romney-allinseguimento-dellamerican-dream","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/09\/romney-allinseguimento-dellamerican-dream\/","title":{"rendered":"Romney all\u2019inseguimento dell\u2019American Dream"},"content":{"rendered":"<p>Lavoro, crescita, ritorno al \u201csogno americano\u201d: i cavalli di battaglia della Convention repubblicana appena conclusasi a Tampa (Florida), che ha accusato Obama di aver gravemente impoverito l\u2019America, evocando un netto cambio di rotta all\u2019insegna del ticket presidenziale Mitt Romney-Paul Ryan.<\/p>\n<p>Momenti chiave della Convention sono stati l\u2019intervento dell\u2019ex segretario di stato Condoleezza Rice, del carismatico candidato vice-presidente Ryan e, ovviamente, del candidato alla Casa Bianca Romney, dai quali \u00e8 emersa la visione del mondo del <i>Gran Old Party<\/i>, le paure contro cui si batte e i segmenti di elettorato cui si rivolge di pi\u00f9. Nonch\u00e9, nel caso di Mitt Romney, quale immagine di leader far passare per conquistare, prima ancora dei voti, la fiducia degli americani.<\/p>\n<p><b><i>Economy <\/i>pi\u00f9 che mai<\/b><br \/>Nel solco di un\u2019ormai consolidata retorica politica, Romney ha dedicato una parte rilevante del suo discorso all\u2019intreccio tra la propria biografia e i temi che stanno pi\u00f9 a cuore agli americani. Ha insistito sulla sua dura esperienza nell\u2019avviare un\u2019impresa di successo, la Bain Capital, che investe nello <i>start up <\/i>e nella ristrutturazione di altre imprese, per accreditarsi come colui in grado di aiutare la ripresa economica americana. Ma anche per dimostrarsi umanamente vicino ai tanti piccoli imprenditori americani in difficolt\u00e0 per la crisi economica, criticando allo stesso tempo Obama per la sua totale assenza di esperienza in fatto di impresa.<\/p>\n<p>Critica che fa il paio con l\u2019accusa di non aver saputo contribuire alla crescita dell\u2019economia americana, che oggi conta pi\u00f9 disoccupati, pi\u00f9 poveri, pi\u00f9 debito pubblico, pi\u00f9 inflazione di quattro anni fa, quando Obama vinse le elezioni. Un quadro a tinte fosche che secondo Romney impedisce al presidente uscente di poter dire agli americani \u201coggi state meglio di quando mi avete eletto\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019economia e l\u2019occupazione sono il cuore dell\u2019offerta politica di Romney, con tutte le altre promesse &#8211; l\u2019autosufficienza energetica entro il 2020, la riforma dell\u2019istruzione primaria, la stipula di nuovi accordi commerciali internazionali, la riduzione di deficit e debito pubblico, il sostegno alle piccole imprese, persino la cancellazione della riforma sanitaria di Obama &#8211; presentate come funzionali a creare opportunit\u00e0 di lavoro. Opportunit\u00e0 e non posti di lavoro, perch\u00e9 la narrativa di Romney si richiama soprattutto al valore del fare impresa e del correre il rischio, all\u2019importanza di creare ricchezza piuttosto che alla sua redistribuzione.<\/p>\n<p>Nella visione repubblicana delineata a Tampa passano quindi in secondo piano tanto la politica estera quanto le questioni etiche o religiose. Due altri temi emergono invece dal discorso del candidato repubblicano. In primo luogo il richiamo a una nazione di figli e nipoti di immigrati &#8211; tra cui anche il padre di Romney, nato in Messico &#8211; che non solo accoglie chi arriva in cerca di un futuro migliore, ma trae vigore da ogni nuova generazione in cerca del suo <i>American Dream<\/i>, del \u201csogno americano\u201d. <\/p>\n<p>Richiamo importante in chiave elettorale perch\u00e9 \u00e8 tra le minoranze etniche, in primo luogo quella ispanica, che Romney deve recuperare il terreno perso su Obama. Lo stesso svantaggio \u00e8 accusato dai repubblicani tra l\u2019elettorato femminile, a cui erano probabilmente rivolti non solo gli ampi riferimenti di Romney alla moglie &#8211; tipici di ogni candidato alla Casa Bianca &#8211; ma a donne in carriera come sua madre, che si candid\u00f2 per un seggio al Senato, la sua vice quando era governatore del Massachusetts, le tre governatrici repubblicane intervenute alla Convention di Tampa e, infine, Condoleezza Rice.<\/p>\n<p>\t\t<b>Dall\u2019Alabama al mondo<\/b><br \/>La Rice \u00e8 partita invece dalla politica estera e di difesa, accusando Obama di non aver sostenuto abbastanza gli alleati chiave come Israele o gli oppositori democratici nei regimi tirannici e spingendosi anche a mettere in dubbio la coerenza morale degli Usa: \u201cda che parte sta davvero l\u2019America?\u201d. Un\u2019accusa sul piano ideale, riferita in particolare alle Primavere arabe, cui segue il pragmatico riconoscimento che i cittadini americani oggi sono stanchi del peso &#8211; in termini umani ed economici &#8211; degli interventi militari all\u2019estero. Secondo la Rice, tuttavia, l\u2019America non ha alternative ad esercitare pienamente la sua leadership mondiale e non pu\u00f2 pi\u00f9 farlo &#8211; come Obama &#8211; in modo indiretto (\u201cfrom behind\u201d): un minor ruolo Usa corrisponderebbe infatti ad un aumento del caos internazionale o all\u2019ascesa di potenze con interessi e valori opposti a quelli americani.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, secondo la narrativa repubblicana, alla fine ne sarebbe fortemente danneggiata tanto la sicurezza che la prosperit\u00e0 economica del paese, cos\u00ec come quello che anche secondo Rice \u00e8 il vero \u201csogno americano\u201d: l\u2019idea che una persona di origini modeste possa realizzare una carriera scintillante, come ha fatto la figlia di colore di una maestra dell\u2019Alabama segregazionista, che da piccola non poteva neanche andare al cinema, diventata la prima segretaria di stato afro-americana nella storia degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>La forza del vice<\/b><br \/>\tPaul Ryan &#8211; 42enne deputato del Wisconsin eletto al Congresso a soli 28 anni &#8211; si \u00e8 invece concentrato maggiormente sulla politica economica attuata da Obama e su quella promessa dai repubblicani. Senza attacchi eccessivamente fuori le righe &#8211; uno standard minimo di<i> fair play <\/i>adottato anche da Romney &#8211; Ryan ha evidenziato come i pacchetti di stimolo all\u2019economia e la riforma sanitaria adottati da Obama abbiano aumentato il debito pubblico del 60% in quattro anni (da 10 a 16 mila miliardi di dollari), senza far uscire l\u2019America dalla crisi economica e soprattutto occupazionale. L\u2019autore di diverse proposte di legge in fatto di welfare ha anche promesso di rafforzare il programma pubblico di aiuto agli anziani, <i>Medicare<\/i>, cercando cos\u00ec di evitare l\u2019immagine di un partito repubblicano sordo alle esigenze di protezione sociale, impegnandosi per\u00f2 allo stesso tempo a ridurre la spesa federale al 20% del Pil.<\/p>\n<p>\tIl discorso di Ryan, cos\u00ec come altri tenuti alla Convention repubblicana, ha puntato sull\u2019elettorato deluso da Obama dopo le grandi aspettative del 2008, cercando di presentarlo come un presidente che \u201cdeve rendere conto\u201d della pessima situazione economica attuale.<\/p>\n<p>\tNel complesso, la Convention ha sciolto diversi nodi sull\u2019identit\u00e0 e l\u2019offerta politica del ticket Romney-Ryan, fornendo le linee guida della strategia dei repubblicani nei prossimi due mesi. Che saranno chiave per il futuro non solo degli Usa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavoro, crescita, ritorno al \u201csogno americano\u201d: i cavalli di battaglia della Convention repubblicana appena conclusasi a Tampa (Florida), che ha accusato Obama di aver gravemente impoverito l\u2019America, evocando un netto cambio di rotta all\u2019insegna del ticket presidenziale Mitt Romney-Paul Ryan. 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