{"id":21170,"date":"2012-09-07T00:00:00","date_gmt":"2012-09-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-nuove-frontiere-dellartico\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:38","slug":"le-nuove-frontiere-dellartico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/09\/le-nuove-frontiere-dellartico\/","title":{"rendered":"Le nuove frontiere dell\u2019Artico"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 passata pressoch\u00e9 ignorata dalla stampa nazionale la notizia che il 26 agosto scorso i ghiacci nell&#8217;Oceano artico hanno raggiunto la loro estensione minima stagionale mai registrata finora &#8211; e la stagione estiva non \u00e8 ancora terminata! &#8211; con 4,10 milioni di chilometri quadrati, ancora meno dei 4,17 milioni di km2 registrati nel 2007, che costituiva il precedente record stagionale.<\/p>\n<p>\tDalla fine degli anni &#8217;70, in cui \u00e8 iniziato il monitoraggio dell&#8217;artico mediante le rilevazioni satellitari, si stima che l&#8217;estensione dei ghiacci nell&#8217;Oceano artico durante l&#8217;estate si sia ridotta del 40%. Gli scienziati seguono con apprensiva attenzione il fenomeno, le cui cause vengono attribuite principalmente alle emissioni di anidride carbonica (CO2) nell&#8217;atmosfera. Lo scioglimento dei ghiacci marini favorisce l&#8217;erosione delle coste, minaccia con ritmo crescente anche i ghiacci &#8216;terrestri&#8217;, in particolare in Groenlandia, e mette in pericolo l&#8217;ecosistema della regione, inclusa la fauna, simbolicamente rappresentato da un orso polare alla deriva su una lastra di ghiaccio.<\/p>\n<p><b>Rivoluzione<\/b><br \/>\tLe valutazioni degli scienziati sui tempi di scomparsa stagionale dei ghiacci nel Mar glaciale artico divergono. Secondo calcoli basati su modelli matematici, se le emissioni di CO2 continueranno ad aumentare ai ritmi attuali nella stagione estiva, questo mare sar\u00e0 libero dai ghiacci intorno alla met\u00e0 del secolo in corso. Proiezioni pi\u00f9 pessimistiche indicano che tale situazione potrebbe verificarsi gi\u00e0 entro un paio di decadi. Prospettive comunque non incoraggianti tenendo presenti gli effetti globali dell&#8217;innalzamento della temperatura nell\u2019artico.<\/p>\n<p>\tTutto ci\u00f2 fa aumentare l&#8217; attenzione e l&#8217;interesse per la regione artica e dischiude potenziali scenari per nuove rotte marittime, per un pi\u00f9 facile accesso alle ingenti riserve petrolifere e di altri minerali racchiuse nel sottosuolo artico, al patrimonio ittico, alla penetrazione turistica, mentre potrebbe riaccendere contenziosi per la delimitazione dell&#8217;artico e per l&#8217; utilizzo delle sue risorse.<\/p>\n<p>\tCertamente, sia la possibile apertura almeno stagionale, di rotte commerciali artiche che lo sfruttamento del ricco sottosuolo sono subordinati a vari fattori di ordine giuridico, logistico, infrastrutturale perch\u00e9 in ogni caso si tratta di navigare o di condurre operazioni di ricerca, perforazione, estrazione in condizioni ambientali estreme: ci\u00f2 che richiede mezzi, tecnologie, risorse materiali, finanziarie ed umane adeguate che si riflettono sui relativi costi.<\/p>\n<p><b>Eldorado<\/b><br \/>\tMa la prospettiva di un cargo di 40 mila tonnellate in rotta dall&#8217;oceano Atlantico al Pacifico attraverso l&#8217;artico con tempi di navigazione abbreviati  di una ventina di giorni rispetto all&#8217;attuale rotta via canale di Suez e con un risparmio di circa 850 mila dollari e mille tonnellate di carburante  \u00e8 allettante e gi\u00e0 ora gli Stati Uniti stimano che soltanto il trasporto-cargo attraverso il &#8216;Passaggio a Nord Est&#8217; (di cui la Russia rivendica la sovranit\u00e0) potrebbe aumentare dagli 1,8 milioni di tonnellate nel 2010 ai 64 milioni di tonnellate nel 2020.<\/p>\n<p>\tAnche la pesca in artico si sta rivelando una promettente opportunit\u00e0 (ma anche una potenziale fonte di attriti), dal momento che gli esperti prevedono una massiccia migrazione di fauna marina nelle pi\u00f9 tiepide acque artiche che, unita alla crescente carenza di pescosit\u00e0 in altre aree, far\u00e0 verosimilmente registrare nei prossimi anni una ingombrante presenza di flotte pescherecce da altre regioni.<\/p>\n<p>\tE che dire delle risorse energetiche? Secondo le stime dell&#8217;Istituto geologico americano, nel sottosuolo artico si troverebbero il 13% del petrolio ancora inesplorato a livello mondiale, il 30% di gas naturale ed il 20% di gas naturale liquido per un totale del 22% di riserve mondiali di idrocarburi. Alle quali vanno aggiunti estesi giacimenti di minerali preziosi.<\/p>\n<p>\t\u00c8 scontato che questo nuovo <i>Eldorado <\/i>stimoli l&#8217; attenzione crescente di paesi quali Cina, Giappone, Corea del Sud (tutti e tre aspiranti al rango di osservatori permanenti nel Consiglio artico), che  hanno le potenzialit\u00e0 economiche, finanziarie e tecnologiche per inserirsi nella \u201ccorsa all&#8217;artico\u201d ormai iniziata. Ed \u00e8 altrettanto comprensibile che da parte degli otto paesi membri del Consiglio artico (Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Federazione russa, Stati Uniti, Svezia) si voglia affermare che \u201cl&#8217;artico \u00e8 nostro\u201d, come ribadito nella riunione ministeriale del Consiglio artico di Nuuk (Isole Faroe\/Danimarca) nel maggio 2011.<\/p>\n<p><b>Sicurezza<\/b><br \/>\tMa con lo scioglimento dei ghiacci e lo sfruttamento in prospettiva delle ingenti risorse della regione va assumendo rilievo anche la dimensione geopolitica e della sicurezza della regione artica, strategica ai tempi della guerra fredda. Ci\u00f2 \u00e8 testimoniato da due imponenti esercitazioni militari &#8211; una della Nato, l&#8217;altra della Federazione russa &#8211; svoltesi rispettivamente dal 12 al 21 marzo scorso in Norvegia e dal 9 al 15 aprile in Carelia in condizioni climatiche estreme.<\/p>\n<p>\tPur se l&#8217;immensa distesa di ghiacci (in via di scioglimento) richiama l&#8217;immagine di una realt\u00e0 immobile e cristallizzata, in effetti l&#8217;artico \u00e8 una regione che racchiude latenti conflittualit\u00e0 e  competizioni accanto a solenni riaffermazioni di cooperazione. A differenza dell&#8217;antartide &#8211; che \u00e8 un continente ed \u00e8 retto dal Trattato di Washington del 1959 &#8211; per l&#8217;artico, che \u00e8 un mare, non esiste un trattato analogo ed il regime giuridico di riferimento \u00e8 costituito dalla Convenzione sul diritto del mare (Unclos) di Montego Bay del 12 dicembre 1982, sottoscritta da oltre 160 paesi (firmata anche dagli Stati Uniti, ma non ancora ratificata dal Senato americano).<\/p>\n<p>\tNumerose sono le dispute che rimangono irrisolte: il regime giuridico dei passaggi a nord ovest e nord est, considerati acque interne rispettivamente da Canada e Russia; il mare di Beaufort (rivendicato  da Canada e Stati Uniti); l&#8217;isola di Hans (rivendicata da Danimarca e Canada); la dorsale di Lomonosov (disputata tra Russia, Danimarca e Canada perch\u00e9 consentirebbe lo sfruttamento esclusivo delle ingenti risorse dei fondali marini circostanti).<\/p>\n<p>\tCostituito nel 1996 con la Dichiarazione di Ottawa &#8211; dopo il Consiglio di cooperazione del mar Baltico nel 1992 ed il Consiglio euro-artico di Barents nel 1993 -, il Consiglio artico \u00e8 il terzo organismo di cooperazione regionale sorto a seguito del collasso dell&#8217;Urss. \u00c8 un foro intergovernativo che ha lo scopo di promuovere la cooperazione, il coordinamento e l&#8217;interazione fra gli otto Stati artici sopra ricordati con il coinvolgimento delle popolazioni indigene su temi di comune interesse, dallo sviluppo sostenibile alla tutela ambientale.<\/p>\n<p>\tMentre viene riconosciuto il ruolo svolto in questi anni dal Consiglio artico per accrescere a consapevolezza delle tematiche artiche anche attraverso una cospicua attivit\u00e0 documentale, \u00e8 stata avviata una riflessione al suo interno per verificare se la struttura possa operare pi\u00f9 come foro di \u2018<i>policy making<\/i>\u2019 che, come avvenuto finora, di \u2018<i>policy shaping<\/i>\u2019.<\/p>\n<p><b>Italia<\/b><br \/>\tE l&#8217;Italia? Il nostro paese ha una lunga ed indiscussa tradizione di presenza nell&#8217;artico, che risale alle prime esplorazioni della fine del XIX secolo ed \u00e8 fra i firmatari originari del Trattato delle Svalbard del 1920, che ha riconosciuto la piena sovranit\u00e0 della Norvegia un tutto l&#8217;arcipelago delle isole Svalbard o Spitznbergen. Per tali ragioni ed a giusto titolo l&#8217;Italia aspira allo status di osservatore permanente nel Consiglio artico.<\/p>\n<p>\tMentre l&#8217; apprezzata comunit\u00e0 scientifica italiana, ed in primo luogo il Cnr, ed alcuni settori  imprenditoriali e tecnologicamente avanzati &#8211; ad es. Eni, Agenzia spaziale italiana, Telespazio, Thales Alenia &#8211; seguono con attenzione i mutamenti climatici in atto nell&#8217;artico ed operano attivamente nella regione, non sembra che altri settori imprenditoriali  interessati &#8211; quello ittico, turistico, della cantieristica, dei trasporti marittimi &#8211; ne abbiano colto tutte le potenziali opportunit\u00e0, come viceversa hanno compreso analoghi settori di altri paesi.<\/p>\n<p>\tAnche per l&#8217;artico &#8211; uno spazio geopolitico di 30 milioni di chilometri quadrati, un sesto della superficie terrestre, abitato, coperto per met\u00e0 dal mar Glaciale artico e che collega l&#8217;atlantico con il pacifico &#8211; occorre <i>fare sistema <\/i>con un approccio nazionale sinergico e con il supporto istituzionale. Era l&#8217;obiettivo del \u2018Tavolo di coordinamento\u2019 ad hoc istituito nel 2009 e coordinato dal Mae, che riuniva le amministrazioni pubbliche e gli enti di ricerca ed imprenditoriali gi\u00e0 attivi o interessati nell&#8217;artico in una prospettiva di <i>policy planning<\/i>. <\/p>\n<p>Un esperimento positivo che andrebbe rilanciato per potenziare la presenza italiana nella regione e darle maggiore visibilit\u00e0 e per suscitare consapevolezza nell&#8217;opinione pubblica sulle tematiche artiche, anche attraverso l&#8217;organizzazione di iniziative di alto livello su temi di grande attualit\u00e0 (ad. es. prevenzione di catastrofi ambientali, cooperazione o <i>governance<\/i> nella regione artica), sui quali potrebbe essere fornito un originale contributo propositivo da parte delle \u2018eccellenze italiane\u2019 nei vari settori. <\/p>\n<p>  \t.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 passata pressoch\u00e9 ignorata dalla stampa nazionale la notizia che il 26 agosto scorso i ghiacci nell&#8217;Oceano artico hanno raggiunto la loro estensione minima stagionale mai registrata finora &#8211; e la stagione estiva non \u00e8 ancora terminata! &#8211; con 4,10 milioni di chilometri quadrati, ancora meno dei 4,17 milioni di km2 registrati nel 2007, che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[70,84,96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21170"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61981,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21170\/revisions\/61981"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}