{"id":21190,"date":"2012-09-10T00:00:00","date_gmt":"2012-09-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-testa-a-testa-che-spacca-lamerica\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:37","slug":"il-testa-a-testa-che-spacca-lamerica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/09\/il-testa-a-testa-che-spacca-lamerica\/","title":{"rendered":"Il testa a testa che spacca l\u2019America"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 finito 1 a 1 il derby delle convention Usa: ha segnato Clint Eastwood per i repubblicani, ha pareggiato Bill Clinton per i democratici, due azioni personali spettacolari. Vicini al gol sono andati Paul Ryan, che cercava il rigore, ma ha simulato in area e s\u2019\u00e8 fatto ammonire, e Michelle Obama. Invece, i due capitani, i campioni pi\u00f9 attesi, Mitt Romney e Barack Obama, si sono tenuti lontani dalla porta: mai un tiro, attenti pi\u00f9 a non perdere la palla che ad andare in gol.<\/p>\n<p>E anche le notizie che accompagnano la conclusione delle convention non modificano gli equilibri, perch\u00e9 sono di segni contrastanti. I dati sulla disoccupazione di fine agosto (8,1% i senza lavoro, con la creazione di 96mila posti di lavoro nel mese) deludono gli analisti e non sono, quindi, favorevoli all\u2019Amministrazione democratica, mentre sale la pressione per misure di sostegno all\u2019economia da parte della Fed. <\/p>\n<p>Per\u00f2, i dati sulla raccolta di fondi per la campagna segnalano che, proprio ad agosto, dopo essere stato sotto il rivale negli ultimi mesi, Obama ha sopravanzato Romney, nonostante l\u2019eco di Tampa: 114 milioni di dollari il ricavato da 317mila donatori, con 250 dollari in media l\u2019uno, contro 111 milioni per Romney, con meno donatori e una media pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p><b>11 settembre<\/b><br \/>E, nell\u2019anniversario degli attacchi terroristici contro l\u2019America dell\u201911 Settembre, il presidente abbandona, per un momento, i sentieri dell\u2019economia e cavalca il tema della sicurezza, che, contrariamente a tutte le previsioni di inizio mandato, \u00e8 diventato un cavallo di battaglia democratico, specie dopo il ritiro dall\u2019Iraq e l\u2019eliminazione di Osama bin Laden. Gli Stati Uniti, dice Obama, sono oggi pi\u00f9 forti, sicuri e rispettati di allora, e pure di quattro anni or sono &#8211; quel che conta, per lui; e conferma il piano di ritiro dall\u2019Afghanistan entro il 2014. \u201cCi siamo rifiutati \u2013 afferma &#8211; di vivere nella paura\u201d, ma anche in un clima di guerra continuo.<\/p>\n<p>Il presidente e lo sfidante hanno entrambi scelto di chiudere la rispettiva convention con discorsi senza toni messianici, misurando le promesse &#8211; a parte i 12 milioni di posti di lavoro che, sbandierati dal suo vice Ryan, Romney non poteva rinnegare &#8211; e parlando, pi\u00f9 che a quei sostenitori gi\u00e0 acquisiti, ai moderati e agli indecisi, puntando sul linguaggio della verit\u00e0 e del realismo. <\/p>\n<p>Obama cerca di rinnovare per altri quattro anni il suo patto con la classe media: dice, proprio come Romney, che \u00e8 in gioco il futuro, che la scelta del 6 novembre sar\u00e0 una scelta epocale, che ci vorranno anni per uscire dalla crisi. Ma lui cita Clinton e il new deal di Roosevelt, lo sforzo comune fatto per superare la crisi del \u201929; e promette un patto per il lavoro fra le generazioni: \u201cDatemi un altro mandato e vi porter\u00f2 fuori dalla crisi, in un posto migliore\u201d. Pare il titolo di un film; e, del resto, c\u2019\u00e8 molta Hollywood dietro Obama, anche sul palco della convention. Mentre Romney evoca il reaganesimo, ma senza esasperarne i toni &#8211; a quello, aveva pensato il suo vice.<\/p>\n<p>Passate le convention, di cui molti si chiedono a che cosa ormai servano, perch\u00e9 i giochi sono gi\u00e0 fatti e l\u2019attenzione mediatica evapora nel week-end successivo, i sondaggi non indicano variazioni sostanziali e significative: Obama in testa, ma Romney vicino, spesso entro il margine d\u2019errore dei rilevamenti; per\u00f2 il presidente \u00e8 avanti allo sfidante in alcuni Stati incerti, quelli che davvero apriranno la porta della Casa Bianca.<\/p>\n<p>La mappa costantemente aggiornata del sito 270t0win assegna a Obama 201 Grandi Elettori sicuri, a Romney 191. Gli incerti sono 146, quelli di 11 Stati: da Nord a Sud e da Est a Ovest, New Hampshire, Pennsylvania, Michigan, Ohio, Iowa, Wisconsin, Virginia, North Carolina, Florida, Colorado e Nevada. Le battaglie cruciali, ancora una volta, appaiono quelle dell\u2019Ohio e della Florida.<\/p>\n<p><b>Sorpresa d\u2019ottobre<\/b><br \/>A deciderle saranno i tour e i comizi delle prossime otto settimane, ma soprattutto i quattro dibattiti televisivi, incluso quello fra i candidati vice presidenti. I dibattiti si terranno in Colorado, New York, Florida e Kentucky: Obama e Romney si affronteranno in tre occasioni in tre settimane. Ecco di seguito gli appuntamenti: 3 ottobre, dibattito presidenziale fra Obama e Romney all&#8217;Universit\u00e0 di Denver, in Colorado, moderatore Jim Leher, caporedattore di <i>Pbs Newshour<\/i> (diviso in sei segmenti di 15 minuti l&#8217;uno); 11 ottobre, dibattito fra Joe Biden e Ryan al Centre College di Danville, in Kentucky, moderatrice Martha Raddatz di <i>Abc News<\/i>; 16 ottobre, dibattito presidenziale all&#8217;Universit\u00e0 di Hofstra a Hempstead, nello stato di New York, moderatrice Candy Crowley della<i> Cnn<\/i> (sotto forma di assemblea in cui saranno i cittadini a porre le domande); 22 ottobre, terzo ed ultimo dibattito presidenziale all&#8217;Universit\u00e0 di Lynn, a Boca Raton, in Florida, moderatore Bob Schieffer di <i>Cbs News<\/i> (diviso in sei segmenti da 15 minuti l&#8217;uno).<\/p>\n<p>Giochi fatti, ma solo a quel punto. A meno che, di l\u00ec al 6 novembre, l\u2019<i>Election Day<\/i>, non arrivi quella che tutti evocano, la \u2018sorpresa d\u2019ottobre, un mito delle presidenziali statunitensi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 finito 1 a 1 il derby delle convention Usa: ha segnato Clint Eastwood per i repubblicani, ha pareggiato Bill Clinton per i democratici, due azioni personali spettacolari. Vicini al gol sono andati Paul Ryan, che cercava il rigore, ma ha simulato in area e s\u2019\u00e8 fatto ammonire, e Michelle Obama. 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