{"id":21220,"date":"2012-09-12T00:00:00","date_gmt":"2012-09-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-somalia-volta-pagina\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:37","slug":"la-somalia-volta-pagina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/09\/la-somalia-volta-pagina\/","title":{"rendered":"La Somalia volta pagina"},"content":{"rendered":"<p>Il lungo percorso politico patrocinato dalle Nazioni Unite per ridare alla Somalia istituzioni statali credibili, ha avuto fine il 10 settembre con l\u2019elezione del presidente della Repubblica. Il governo di transizione, in funzione da venti anni,  ha cos\u00ec terminato ufficialmente il proprio mandato.<\/p>\n<p>Il Parlamento ha scelto con maggioranza assoluta Hassan Sheick Mohamud, 56 anni, professore universitario, accademico conosciuto in varie organizzazioni internazionali, tra cui il <i>Contact Group on Piracy off the Coast of Somalia<\/i> (Cgpcs), foro che periodicamente si riunisce a Copenhagen per analizzare le pi\u00f9 efficaci forme di contrasto alla pirateria, ove ha partecipato in qualit\u00e0 di capo delegazione degli esperti somali. <\/p>\n<p><b>Rinnovamento<\/b><br \/>La nomina del nuovo Presidente, non appartenente ad alcun partito politico ma legato al movimento al-Islah, braccio somalo dei Fratelli Musulmani, \u00e8 stata accolta da tutto il paese con manifestazioni di euforia ed ha smentito i timori che si erano ventilati riguardo a possibili ulteriori rinvii.<\/p>\n<p>Lo stesso rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la Somalia, Augustine Mahiga, dapprima preoccupato per i disaccordi intervenuti tra i componenti dell\u2019Assemblea costituente incaricata della selezione dei membri del Parlamento e i leader tribali che avevano il compito di proporre le nomine, si \u00e8 ora dichiarato soddisfatto del compimento del difficile percorso, imposto, per ultimo, dagli accordi di Addis Abeba del 23 maggio.<\/p>\n<p>Dopo la puntuale approvazione della nuova Costituzione, lo scorso 20 giugno, la nomina dei membri del Parlamento ha subito numerose dilazioni sino a giungere alla definizione di ogni contrasto solo il 20 agosto. In quella data, inizialmente prevista quale termine dell\u2019assetto istituzionale provvisorio, hanno potuto prestare giuramento 275 parlamentari, di cui il 56% laureati e il 16% donne.<\/p>\n<p>La speranza di una favorevole prosecuzione dei lavori si \u00e8 poi rafforzata con l\u2019elezione a portavoce del Parlamento, equivalente del nostro presidente, di Mohamed Osman Jawari, fine giurista, per anni avvocato e docente universitario in Norvegia, nonch\u00e9 membro di diverse commissioni contro le discriminazioni e il razzismo. <\/p>\n<p>   <b>Sicurezza<\/b><br \/>L\u2019imponente dispiegamento di forze militari e di polizia in Mogadiscio ha consentito un normale svolgimento delle operazioni elettorali, con pochi episodi di violenza, tra cui un attentato senza vittime ad un veicolo della missione dell\u2019Unione africana in Somalia (Amisom).<\/p>\n<p>  Il trend positivo nel settore sicurezza registratosi gi\u00e0 da tempo nella capitale ha raggiunto nuovi indicativi risultati: secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite i casi di conflitti armati dall\u2019inizio dell\u2019anno sono diminuiti del 70%, mentre gli attacchi terroristici sono scesi del 50%.<\/p>\n<p>Dopo aver perso il controllo di Mogadiscio, le forze di Al Shabab negli ultimi giorni hanno subito pesanti sconfitte anche nelle roccaforti del sud a causa di una indiscutibile superiorit\u00e0 militare delle unit\u00e0 dell\u2019Unione africana, ma anche delle numerose defezioni di militanti, diventate preziosa fonte per l\u2019<i>intelligence<\/i>. Al Qaeda stessa ha criticato i militanti di Al Shabab per comportamenti anti-islamici che li rendono impopolari agli occhi della popolazione somala.<\/p>\n<p><b>Lungo cammino<\/b><br \/>Sicuramente il paese \u00e8 a una svolta, si inaugura una nuova stagione per tutta la nazione grazie al felice compimento delle elezioni presidenziali, ma le cifre del disastro somalo sono ancora impressionanti: negli Stati confinanti si contano un milione di profughi e all\u2019interno gli sfollati sono circa un milione e mezzo.<\/p>\n<p> Gli analisti ritengono quindi difficile normalizzare nel breve periodo la situazione socio-economica in Somalia, mentre il giurista Jawari nella sua prima intervista ha dichiarato che il popolo somalo \u00e8 per definizione pacifico, tollerante e liberale, pronto a imparare presto la democrazia e che una volta ripristinati la pace e il rispetto delle regole seguir\u00e0 in pochi anni la crescita economica.<\/p>\n<p>Anche la lotta alla pirateria, fenomeno derivante dall\u2019assenza di autorit\u00e0 governative e giudiziarie e da una guerra civile durata oltre venti anni, potr\u00e0 cambiare strategia ed essere condotta a terra anzich\u00e9 in mare. Il nuovo presidente, per la sua pregressa partecipazione al Cgpcs, \u00e8 ben consapevole delle aspettative che la Comunit\u00e0 internazionale ripone nel nuovo corso e il contrasto alla particolare attivit\u00e0 criminosa sar\u00e0 uno degli aspetti su cui pi\u00f9 dovr\u00e0 concentrare il proprio impegno.<\/p>\n<p>In un quadro cos\u00ec delineato, i primi passi mossi dalla nuova amministrazione, la responsabilit\u00e0 dei nuovi leader e l\u2019enorme sostegno fornito dalla Comunit\u00e0 internazionale &#8211; che ha dato prova di buona compattezza &#8211; inducono a ben sperare. Anche se, indubbiamente, la strada da percorrere \u00e8 ancora in salita.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lungo percorso politico patrocinato dalle Nazioni Unite per ridare alla Somalia istituzioni statali credibili, ha avuto fine il 10 settembre con l\u2019elezione del presidente della Repubblica. 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