{"id":21280,"date":"2012-09-17T00:00:00","date_gmt":"2012-09-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/basi-italiane-per-combattere-al-qaida\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:35","slug":"basi-italiane-per-combattere-al-qaida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/09\/basi-italiane-per-combattere-al-qaida\/","title":{"rendered":"Basi italiane per combattere Al Qaida"},"content":{"rendered":"<p>I recenti eventi che hanno insanguinato i paesi islamici sono ancora in corso. Gli Usa, ma non solo, sono l\u2019obiettivo dei terroristi islamici che si sono infiltrati nelle masse che protestano per l\u2019offesa all\u2019Islam, perpetrata da uno sconsiderato filmetto prodotto negli Stati Uniti. L\u2019ambasciatore americano in Libia \u00e8 stato ucciso a Bengasi e il timore \u00e8 che la primavera araba finisca per diventare ostaggio di Al Qaida e altri gruppi terroristici mediorientali. Gli Usa hanno ripetuto che agiranno con fermezza e neutralizzeranno, come hanno gi\u00e0 fatto, i terroristi. Intanto scaldano i motori dei droni presenti nella base di Sigonella, che \u00e8 una delle otto basi Usa site in Italia, ma che pu\u00f2 essere anche usata dall\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p><b>Legittimit\u00e0<\/b><br \/>Sigonella verrebbe utilizzata per operazioni antiterrorismo nella riva Sud del Mediterraneo e in primo luogo per colpire obiettivi in Libia. Droni sono gi\u00e0 stati usati contro le armate di Gheddafi, lo scorso anno. Ma c\u2019era l\u2019autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cds) a usare la forza per \u201cscopi umanitari\u201d.  Questa volta l\u2019autorizzazione non c\u2019\u00e8 e il 15 settembre i membri del Cds si sono limitati a condannare , sia pure in termini fermi, gli attacchi contro le rappresentanze diplomatiche e consolari avvenuti il 13 e 14 settembre.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 un\u2019azione armata in partenza da Sigonella coinvolgerebbe la responsabilit\u00e0 italiana sarebbe opportuno aprire un dibattito sulle misure che s\u2019intendono intraprendere. In particolare, se queste debbano essere effettuate con o senza la partecipazione italiana. In ogni caso, anche se l\u2019Italia non dovesse essere direttamente coinvolta, il nostro paese dovrebbe comunque autorizzare una missione coercitiva, essendo Sigonella sotto sovranit\u00e0 italiana. Ognuno ricorder\u00e0 l\u2019incidente che ebbe luogo nel 1985, dopo il dirottamento dell\u2019aereo egiziano che trasportava in Tunisia i dirottatori dell\u2019Achille Lauro. L\u2019Italia neg\u00f2 l\u2019assenso e imped\u00ec il trasferimento dei terroristi su un aereo della Delta Force per il successivo avvio negli Stati Uniti. <\/p>\n<p>Tre sono i nodi giuridici da sciogliere: la sovranit\u00e0 dello Stato dove sono stanziati i terroristi, la legalit\u00e0 dell\u2019azione militare secondo il diritto internazionale, l\u2019applicabilit\u00e0 del diritto internazionale umanitario (come viene eufemisticamente chiamato il diritto dei conflitti armati) e il rispetto dei diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p><b>Sovranit\u00e0 dello stato che ospita i terroristi<\/b><br \/>L\u2019uso della forza per operazioni di polizia in territorio altrui postula il consenso del sovrano territoriale. Altrimenti un intervento pu\u00f2 essere effettuato solo se in legittima difesa o autorizzato dal Cds. La Libia ha dato l\u2019assenso agli Usa per operazioni di polizia, ma il Sudan e lo Yemen (in quest\u2019ultimo caso il parlamento) lo hanno negato. Il Pakistan ha protestato quando il commando Usa penetr\u00f2 nel suo territorio per uccidere Bin Laden. Difficilmente il Cds voterebbe una risoluzione che autorizzi l\u2019uso della forza in territorio altrui allo scopo di procedere ad uccisioni mirate.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile anche pretendere che si possa intervenire con una semplice operazione di polizia quando lo Stato, sul cui territorio sono stanziati i terroristi, non sia in grado o non voglia neutralizzarli. Ci\u00f2 giustificherebbe un\u2019azione a protezione dei propri connazionali in pericolo di vita, per salvarli e riportarli in patria, ma non un\u2019azione di polizia quando la tragedia si \u00e8 ormai consumata, che somiglierebbe ad una rappresaglia armata, vietata dal diritto internazionale. Non resta quindi che l\u2019esimente della legittima difesa.<\/p>\n<p><b>Legittima difesa<\/b><br \/>L\u2019amministrazione americana invoca a fondamento delle uccisioni mirate il diritto di legittima difesa. In ci\u00f2 Obama non si differenzia molto dal suo predecessore, Bush, che aveva invocato la tesi della guerra preventiva, ampiamente teorizzata. Il problema \u00e8 che la legittima difesa \u00e8 esercitabile nei confronti di uno stato, responsabile di un attacco armato, quando questo sia stato sferrato o nell\u2019imminenza dello stesso. Le organizzazioni terroriste non sono uno stato e, tranne il caso in cui agiscano per conto di un governo, l\u2019azione in legittima difesa si prefigura come un\u2019azione armata contro un attore non statale.<\/p>\n<p>A parere di chi scrive questo \u00e8 ammissibile, ma vi sono autorevoli opinioni contrarie. Inoltre l\u2019attacco armato, per consentire la reazione in legittima difesa deve avere un congruo spessore, e la reazione contro le bande terroriste \u00e8 ammissibile solo se si adotta la teoria dell\u2019evento cumulativo, per cui una serie di azioni di minore entit\u00e0 finiscono per configurare un attacco armato (c.d. teoria della ripetizione dei colpi di spillo). Quanto all\u2019imminenza dell\u2019attacco, occorre provare, come pretendono gli Stati Uniti, che il terrorismo \u00e8 un attacco permanente, che conosce talune pause ma \u00e8 legato da un continuo filo conduttore.<\/p>\n<p><b>Diritto dei conflitti armati e i diritti dell\u2019uomo <\/b><br \/>Le modalit\u00e0 dell\u2019azione cambiano a seconda che venga applicato il diritto dei conflitti armati o quello relativo ai diritti umani.<\/p>\n<p>Il diritto dei conflitti armati consente di singolarizzare l\u2019obiettivo militare e quindi non vieta le uccisioni mirate, purch\u00e9 il nemico sia un obiettivo legittimo (ad es. un combattente), non si sia arreso o sia fuori combattimento. La prospettiva cambia se trovano applicazione i diritti dell\u2019uomo. Uccisioni mirate sono proibite e le azioni di polizia debbono essere volte alla cattura del terrorista e alla sua consegna all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. Tra l\u2019altro l\u2019Italia \u00e8 membro della Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo al cui rispetto \u00e8 vincolata anche per operazioni extraterritoriali.<\/p>\n<p>Come si vede i nodi da risolvere non sono di poco conto e investono l\u2019annoso problema, mai del tutto risolto, dell\u2019uso delle basi militari in territorio italiano. In un intervento a fine aprile di quest\u2019anno l\u2019assistente del presidente Usa per la sicurezza interna e antiterrorismo, John O. Brennan, ha affermato che l\u2019uso dei droni per le uccisioni mirate dei terroristi \u00e8 \u201clegale\u201d (legal), \u201cetico\u201d (ethical) e, bont\u00e0 sua, perfino \u201csaggio\u201d (wise). Ne ha spiegato la regione con dovizia di motivazioni e citazione di autorit\u00e0 giuridiche. La posizione dell\u2019amministrazione americana \u00e8 chiara. Si pu\u00f2 accettare o respingere. Quello che si vorrebbe \u00e8 che il nostro governo prendesse una posizione decisa, senza nascondersi dietro i soliti equilibrismi o, peggio, scegliesse il silenzio. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I recenti eventi che hanno insanguinato i paesi islamici sono ancora in corso. Gli Usa, ma non solo, sono l\u2019obiettivo dei terroristi islamici che si sono infiltrati nelle masse che protestano per l\u2019offesa all\u2019Islam, perpetrata da uno sconsiderato filmetto prodotto negli Stati Uniti. 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