{"id":21340,"date":"2012-09-25T00:00:00","date_gmt":"2012-09-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/come-cambia-la-cooperazione-italiana\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:33","slug":"come-cambia-la-cooperazione-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/09\/come-cambia-la-cooperazione-italiana\/","title":{"rendered":"Come cambia la cooperazione italiana"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia deve puntare sempre di pi\u00f9 oltre i confini nazionali, superando la tendenza all\u2019introversione e valorizzando le sua numerose capacit\u00e0 di proiezione esterna. L\u2019Italia deve portare la propria cultura solidale, personalista e creativa al centro del confronto internazionale e favorire sempre pi\u00f9 lo sviluppo di nuovi legami tra paesi e comunit\u00e0. Con un rinnovato protagonismo in Europa e con una nuova ampia visione del suo ruolo globale.<\/p>\n<p>A sottolinearlo sono i coordinamenti delle Organizzazioni non governative (Ong) italiane in un documento presentato il 20 settembre a Roma \u201c<a href=\"http:\/\/www.ongs.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/AOI-CINI-LINK-Documento-DEF-x-201.9.12.pdf\" target=\"blank\"><b><u>La cooperazione internazionale che vogliamo<\/u><\/b><\/a>\u201d. Il documento vuole fornire analisi e proposte sia al prossimo <a href=\"http:\/\/www.forumcooperazione.it\/events\/2012\/it\/Pagine\/Home.aspx\" target=\"blank\"><b><u> Forum della cooperazione internazionale<\/u><\/b><\/a>, sia al Parlamento che sta rinnovando radicalmente la materia, tuttora inquadrata da una legge del 1987, quando il contesto internazionale era completamente diverso.<\/p>\n<p><b>Salto culturale<\/b><br \/>\nLa politica e le relazioni internazionali dell\u2019Italia, paese che non ha obiettivi egemonici di potenza, non possono esprimersi che come rapporti di cooperazione, in ogni ambito di comune interesse, politico, economico, culturale, ambientale, della sicurezza etc.<\/p>\n<p>Anche la cooperazione allo sviluppo deve divenire una componente qualificante delle relazioni internazionali del paese, dato che contribuisce ad incidere sulle dinamiche della globalizzazione per ridurre i problemi e le cause della povert\u00e0 e degli squilibri globali, che rischiano di coinvolgerci tutti. \u00c8 doverosa, per dare credibilit\u00e0 e riconoscimento politico al ruolo dell\u2019Italia nel mondo ed \u00e8 di vitale interesse stabilire relazioni di cooperazione con paesi che, se adeguatamente sostenuti, potrebbero non solo accelerare il processo di emancipazione economica e sociale ormai avviato, ma anche divenire partner preziosi in processi di sviluppo a vantaggio reciproco.<\/p>\n<p>Si tratta, per l\u2019Italia, di un salto culturale imposto dalla globalizzazione e indispensabile per interpretarne e gestirne i problemi e le opportunit\u00e0. Le Ong parlano con l\u2019autorevolezza acquisita in pi\u00f9 di 60 anni di rapporti di solidariet\u00e0 e di sforzo innovativo e attenti ai continui mutamenti dei contesti operativi. Il percorso di analisi delle Ong \u00e8 stato rilanciato il primo marzo scorso con il messaggio programmatico: \u201c<a href=\"http:\/\/www.ongs.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Documento-1-marzo.pdf\" target=\"blank\"><b><u>La cooperazione internazionale dell\u2019Italia: una risorsa da valorizzare, modernizzare, rilanciare<\/u><\/b><\/a>\u201d.<\/p>\n<p><b>Scure sui fondi pubblici<\/b><br \/>\nLa cooperazione allo sviluppo non \u00e8 riuscita ad acquisire un ruolo centrale nella politica internazionale dell\u2019Italia, fino ad essere ridotta ai minimi termini e ad essere spesso vissuta in modo strumentale e subalterno ad altre priorit\u00e0, non sempre coerenti con una forte politica umanitaria e con la costruzione di solidi partenariati.<\/p>\n<p>Insieme agli impegni non mantenuti, tale sottovalutazione, ha reso spesso ininfluente l\u2019azione italiana, fino a logorarne l\u2019immagine e la credibilit\u00e0. La ritrovata affidabilit\u00e0 europea e internazionale dell\u2019esecutivo Monti, deve ora portare ad un cambio di rotta, adeguando progressivamente gli stanziamenti agli impegni assunti a livello internazionale.<\/p>\n<p>I dati riportati dalle Ong sono abbastanza impressionanti: gli stanziamenti per la cooperazione gestita dal Ministero degli affari esteri (Mae) negli ultimi quattro anni sono diminuiti dell\u201988%. Mentre a livello europeo la media degli stanziamenti per lo sviluppo ha superato lo 0,4% del Pil, l\u2019Italia \u00e8, nella realt\u00e0, al di sotto dello 0,15%.<\/p>\n<p><b>Priorit\u00e0<\/b><br \/>\nLa qualit\u00e0 della cooperazione allo sviluppo \u00e8 una delle grandi preoccupazioni delle Ong, condivisa ormai dalle istituzioni e organizzazioni a livello internazionale. Essa pu\u00f2 essere garantita solo assumendo un insieme di principi: la coerenza delle politiche ai fini dello sviluppo, la relazione di partenariato, l\u2019<i>ownership <\/i>democratica dei paesi, comunit\u00e0 e soggetti partner, la verifica dell\u2019efficacia degli aiuti e dello sviluppo, la garanzia dei finanziamenti, adeguati e senza discontinuit\u00e0, la professionalit\u00e0, la trasparenza e l\u2019<i>accountability <\/i>di tutti gli attori della cooperazione, per renderne responsabilmente conto.<\/p>\n<p>Quanto agli attori della cooperazione, le Ong invitano a distinguere tra i soggetti di relazioni internazionali, pur fondamentali, tra gruppi di persone, comunit\u00e0, territori, al fine della reciproca conoscenza in rapporti di tipo sociale, politico, culturale, e i soggetti della cooperazione allo sviluppo, pubblici e privati, a cui \u00e8 richiesto qualcosa di pi\u00f9 impegnativo e vincolante: condividere le finalit\u00e0, i principi, le modalit\u00e0 relazionali della cooperazione allo sviluppo, saper leggere e valorizzare le diverse realt\u00e0, dimostrare competenze e professionalit\u00e0 per il raggiungimento degli obiettivi, saper costruire partnership efficaci, mettersi in discussione e accettare verifiche e valutazioni.<\/p>\n<p>L\u2019Europa assumer\u00e0, nell\u2019analisi delle Ong, un ruolo crescente nello sforzo di coerenza e coordinamento dell\u2019insieme delle cooperazioni degli Stati membri, anche nel quadro di una divisione del lavoro concordata e delegata.<\/p>\n<p>La dimensione europea dovr\u00e0 in ogni caso trovare una maggiore attenzione e un crescente ruolo dell\u2019Italia: pi\u00f9 presente e attivo nella definizione delle politiche e scelte e nell\u2019attuazione della cooperazione comunitaria; assumendo i principi e le linee politiche ed operative adottati a livello europeo. Lo stesso ruolo andrebbe ritrovato presto anche al livello delle cooperazioni multilaterali, dove l\u2019Italia sta perdendo credibilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Strumenti istituzionali<\/b><br \/>\nLe Ong considerano l\u2019istituzione del Ministro della cooperazione internazionale e dell\u2019integrazione come un\u2019innovazione positiva, perch\u00e9 ha ridato peso politico alla cooperazione allo sviluppo, come parte integrante e qualificante della politica internazionale dell\u2019Italia. Sottolineano tuttavia che occorre mettere fine ai quindici anni di tentativi falliti di riforma legislativa, chiudendo definitivamente la fase della legge 49 del 1987. Le richieste, espresse da tempo, riguardano in particolare:<\/p>\n<p>&#8211; una nuova legge gi\u00e0 in questa legislatura, concludendo l\u2019iter di approvazione al Senato del testo della Commissione esteri, recependo le proposte condivise che emergeranno dal Forum;<br \/>\n&#8211; un alto riferimento politico: ministro alla presidenza del Consiglio, con uno specifico dipartimento, o, in subordine, viceministro agli esteri, con delega sull\u2019intera materia e partecipazione al Consiglio dei ministri;<br \/>\n&#8211; un comitato interministeriale, al fine di definire gli indirizzi e la programmazione e garantire la coerenza delle politiche ai fini dello sviluppo;<br \/>\n&#8211; un fondo che dia unitariet\u00e0 ai capitoli di spesa per attivit\u00e0 di cooperazione nei bilanci delle differenti amministrazioni;<br \/>\n&#8211; un comitato inter-istituzionale che valorizzi la soggettivit\u00e0 degli attori pubblici e privati, profit e non profit, la loro capacit\u00e0 propositiva, favorendo l\u2019approccio di sistema;<br \/>\n&#8211; un\u2019agenzia attuativa, in ogni caso, distinguendo il momento politico-diplomatico da quello gestionale e garantendo professionalit\u00e0 e autonomia gestionale e procedurale pur nella severit\u00e0 della gestione;<br \/>\n&#8211; la piena valorizzazione dei soggetti pubblici e privati della cooperazione allo sviluppo, ed in particolare della specificit\u00e0 delle organizzazioni non governative che si sono distinte per competenza ed esperienza, anche con la messa in atto di misure fiscali e normative che ne facilitino e favoriscano l\u2019azione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia deve puntare sempre di pi\u00f9 oltre i confini nazionali, superando la tendenza all\u2019introversione e valorizzando le sua numerose capacit\u00e0 di proiezione esterna. 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