{"id":21400,"date":"2012-10-02T00:00:00","date_gmt":"2012-10-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lultima-spiaggia-di-mitt-romney\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:32","slug":"lultima-spiaggia-di-mitt-romney","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/lultima-spiaggia-di-mitt-romney\/","title":{"rendered":"L\u2019ultima spiaggia di Mitt Romney"},"content":{"rendered":"<p>Cinque settimane all\u2019<i>Election Day<\/i>, il 6 novembre; quattro dibattiti televisivi, il primo mercoled\u00ec 3 ottobre; tre incognite &#8211; l\u2019economia, l\u2019Europa e la \u2018sorpresa d\u2019ottobre\u2019; due candidati, Barack Obama e Mitt Romney; e un favorito, il presidente uscente. <\/p>\n<p>La <a href= \" http:\/\/www.270towin.com\/2012-election-polling-map\/obama-romney\/\" target= \"blank\"><b><u>mappa di 270towin<\/u><\/b><\/a>, il sito che tiene costantemente aggiornata la conta dei Grandi Elettori, ne d\u00e0 a Obama 237 sicuri &#8211; gliene mancano 33 per essere certo della conferma -, contro i 191 di Romney, fermo al palo dalle conventions.  A settembre, gli Stati in bilico sono scesi da 11 a 9: New Hampshire nel New England; Virginia, North Carolina e Florida nel Sud; Ohio, Iowa e Wisconsin tra MidWest e Grandi Laghi; Nevada e Colorado lungo le Montagne Rocciose; mentre Pennsylvania e Michigan sono ormai democratici.<\/p>\n<p>Il presidente \u00e8 avanti nei sondaggi su scala nazionale e pure negli Stati in bilico chiave, come Ohio (18 Grandi Elettori) e Florida (29): vincere l\u00ec, gli basterebbe per garantirsi il successo finale &#8211; in realt\u00e0, gli bastano la Florida e il piccolo New Hampshire, 4. I sondaggi pi\u00f9 affidabili danno a Obama un vantaggio tra i 5 e i 7 punti su scala nazionale, abbondantemente superiore al margine d\u2019errore; un giudizio che la Fox condivide, nonostante l\u2019emittente \u2018all news\u2019 del Gruppo Murdoch strizzi l\u2019occhio allo sfidante. Per\u00f2, i due candidati sarebbero pi\u00f9 vicini, testa a testa, sulle ricette per rilanciare l\u2019economia e creare posti di lavoro, che saranno il piatto forte del loro primo dibattito televisivo, all\u2019Universit\u00e0 di Denver nel Colorado.<\/p>\n<p>Prima di andare in ritiro proprio in vista del dibattito &#8211; ore di studio dei dossier e delle risposte migliori e pure della posa da tenere davanti alle telecamere e dei gesti da fare &#8211; Obama e Romney si sono incrociati nel fine settimana facendo campagna in due degli Stati pi\u00f9 controversi, l\u2019Ohio e la Virginia, mentre rilevamenti locali danno Obama in vantaggio nettamente nel New Hampshire e pure davanti, ma solo di un\u2019incollatura,  in North Carolina e in Nevada, dove un successo repubblicano sarebbe pi\u00f9 normale.<\/p>\n<p><b>Passo del gambero<\/b><br \/>Cos\u00ec, il duello di Denver \u00e8 gi\u00e0 divenuta l\u2019 \u2018ultima spiaggia\u2019 del miliardario mormone, che, tra gaffes e dichiarazioni dei redditi non propriamente esemplari, ha avuto proprio un brutto settembre. Si calcola che almeno 60 milioni di telespettatori &#8211; un pubblico da \u2018Super Bowl\u2019, la finale del campionato di football Usa &#8211; seguiranno il duello di 90\u2019 in prima serata, moderato da Jim Lehrer della Pbs, il servizio pubblico televisivo. <\/p>\n<p>A Romney, il pareggio non basta: il candidato repubblicano deve andare all\u2019attacco, segnare e stare attento a non beccare reti in contropiede, n\u00e9 farsi autogol, come gli accade abbastanza spesso. Chris Christie, governatore del New Jersey, repubblicano rampante &#8211; segnatevi il suo nome, sull\u2019agenda 2016 &#8211; assicura che \u201cda gioved\u00ec mattina tutto lo scenario della campagna elettorale sar\u00e0 diverso\u201d. Ma le frasi di Christie sembrano pi\u00f9 un atto di fede dovuto che il frutto maturo di una convinzione profonda. Anche perch\u00e9 Obama, se non sar\u00e0 troppo frenato, come alla convention, ha una capacit\u00e0 dialettica superiore al rivale.<\/p>\n<p>Romney, a settembre, non ha neppure goduto dell\u2019 \u2018effetto Ryan\u2019: la scelta come vice di Paul Ryan, deputato del Wisconsin, doveva galvanizzare l\u2019ala pi\u00f9 conservatrice dell\u2019elettorato potenzialmente repubblicano; e, forse, cos\u00ec \u00e8 stato. Ma l\u2019aggressivit\u00e0 \u2018ultra-reaganiana\u2019 del giovane economista, 42 anni, non ha certo facilitato la \u2018conquista del centro\u2019 da parte del ticket repubblicano, spaventando, anzi, moltissimi moderati. Tant\u2019\u00e8 vero che, dopo la convention di Tampa a fine agosto, sul vice \u00e8 di colpo calata la sordina. Una netta maggioranza di probabili elettori, poi, ritiene che Joe Biden, il vice di Obama, 69 anni, sia pi\u00f9 qualificato di Ryan per assumere la presidenza, in caso di decesso o impossibilit\u00e0 del \u2018titolare\u2019.<\/p>\n<p>Certo, le tre incognite hanno il loro peso, sull\u2019Election Day, e possono ancora modificare i rapporti di forza tra i candidati. Settimana dopo settimana, l\u2019andamento dell\u2019economia e dell\u2019occupazione viene controllato, perch\u00e9 segnali di peggioramento della congiuntura potrebbero compromettere la candidatura Obama e rilanciare quella Romney. <\/p>\n<p>E se poi l\u2019Eurozona cincischiasse ancora a tirarsi fuori dalla crisi e, anzi, ritornasse alle fibrillazioni pre-estive, dopo un mese di settembre calmo e positivo, la propaganda repubblicana avrebbe buon gioco a descrivere il presidente democratico come colui che porta l\u2019America \u201csulla strada dell\u2019Europa\u201d, come ha gi\u00e0 detto Romney, adesso che gli ultimi dati di crescita del Pil americano somigliano pi\u00f9 a quelli europei che a quelli cinesi. <\/p>\n<p>Quanto alla sorpresa d\u2019ottobre, \u00e8 un classico di tutte le campagne presidenziali statunitensi: l\u2019asso nella manica del candidato in difficolt\u00e0 per rovesciare le sorti della contesa. Solo che, spesso, chi dice di averlo bara, perch\u00e9 poche volte c\u2019\u00e8 stata davvero &#8211; ma nel 2008 ci fu: lo scoppio della crisi finanziaria, che seppell\u00ec le speranze gi\u00e0 fievoli di John McCain.<\/p>\n<p><b>Fattore internazionale<\/b><br \/>Una sorpresa sarebbe l\u2019emergere di un fattore internazionale, in una campagna finora dominata quasi esclusivamente dall\u2019economia. La scorsa settimana, in coincidenza con l\u2019apertura dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite, s\u2019\u00e8 visto qualche duello sul Medio Oriente tra Obama e Romney, pi\u00f9 filo-israeliano e pi\u00f9 cauto sul dialogo in Medio Oriente. Ma l\u2019eco degli scambi di battute sulla volont\u00e0 di pace dei palestinesi e i presunti programmi nucleari militari iraniani s\u2019\u00e8 rapidamente attutito, perch\u00e9 Obama e Romney hanno entrambi scelto il ritiro pre-dibattito.<\/p>\n<p>Che, poi, in realt\u00e0, quello che accade di qui al 6 novembre potrebbe pure risultare irrilevante, con o senza la sorpresa d\u2019ottobre. Perch\u00e9, dal 6 settembre, e in circa la met\u00e0 degli Stati, le urne sono gi\u00e0 aperte: si pu\u00f2 votare per posta o in seggi speciali, messi a disposizione di chi non pu\u00f2 lasciare il lavoro il giorno fatidico o sar\u00e0 altrove; e per posta possono pure votare gli americani all\u2019estero &#8211; una \u2018constituency\u2019 particolarmente numerosa sono i militari &#8211; le cui schede saranno poi aperte e scrutinate dopo la chiusura dei seggi.<\/p>\n<p>L\u2019 \u2018Early Voting\u2019 interess\u00f2, nel 2008, circa il 30% dei votanti e potrebbe, quest\u2019anno, coinvolgere un terzo dei votanti, toccare il 35%. Nello Stato forse pi\u00f9 combattuto di questa campagna, l\u2019Ohio, i repubblicani cercano, con manovre ostruzionistiche, di limitarne l\u2019impatto, perch\u00e9 sono soprattutto i giovani e gli anziani ad approfittare delle opportunit\u00e0 di votare in anticipo: elettorati statisticamente acquisiti in maggioranza alla causa democratica e al presidente Obama. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinque settimane all\u2019Election Day, il 6 novembre; quattro dibattiti televisivi, il primo mercoled\u00ec 3 ottobre; tre incognite &#8211; l\u2019economia, l\u2019Europa e la \u2018sorpresa d\u2019ottobre\u2019; due candidati, Barack Obama e Mitt Romney; e un favorito, il presidente uscente. 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