{"id":21420,"date":"2012-10-04T00:00:00","date_gmt":"2012-10-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lasse-venezuela-iran-alla-prova-del-voto\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:31","slug":"lasse-venezuela-iran-alla-prova-del-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/lasse-venezuela-iran-alla-prova-del-voto\/","title":{"rendered":"L\u2019asse Venezuela-Iran alla prova del voto"},"content":{"rendered":"<p>Le relazioni tra l\u2019Iran e il Venezuela hanno subito un forte incremento durante l\u2019ultimo decennio, soprattutto grazie all\u2019affinit\u00e0 ideologica tra il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e quello venezuelano Hugo Ch\u00e1vez. Un\u2019affinit\u00e0 radicata in una visione delle relazioni internazionali che prevede la creazione di un nuovo ordine mondiale volto a spezzare l&#8217;egemonia degli Stati Uniti. Nel corso degli ultimi anni, l\u2019Iran e il Venezuela hanno, infatti, creato un vero e proprio asse strategico.<\/p>\n<p><b>Convergenza economica<\/b><br \/>\nIl sostegno incondizionato del presidente venezuelano all\u2019Iran per lo sviluppo di un programma nucleare civile e il suo deciso rifiuto ad applicare le sanzioni promosse dalle Nazioni Unite costituiscono un fattore di estrema importanza per la Repubblica islamica per cercare di allentare il proprio isolamento internazionale. Il ruolo che il Venezuela potrebbe svolgere nell\u2019aiutare l\u2019Iran ad eludere le sanzioni internazionali rappresenta una fonte di grande preoccupazione per i governi occidentali.<\/p>\n<p>Il <i>Country Reports on Terrorism 2011<\/i>, l\u2019annuale pubblicazione con la quale la diplomazia americana informa il Congresso sullo stato del terrorismo nel mondo, ha ripetuto per il sesto anno consecutivo come il Venezuela continui a non collaborare con gli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo. Nella relazione si afferma, in particolare, che il <i>Banco Internacional de Desarrollo<\/i> (Bid), una sussidiaria indipendente dell\u2019<i>Export Development Bank of Iran<\/i>, ha continuato ad operare in Venezuela nonostante fosse stata inserita nel 2008 dal Tesoro degli Stati Uniti in una lista nera di istituzioni finanziarie che sostengono il programma nucleare iraniano. Nel 2010, l\u2019Unione europea ha ordinato a tutte le banche e istituzioni finanziarie dei propri stati membri il congelamento dei conti del Bid.<\/p>\n<p>L\u2019affinit\u00e0 ideologica e strategica tra Ahmadenejad e Ch\u00e1vez si estrinseca in un apparente aumento delle relazioni economiche tra i due paesi, che interessa soprattutto i volumi commerciali e gli investimenti, tra i quali le <i>joint-venture<\/i>, in forte crescita. L\u2019Iran e il Venezuela hanno firmato pi\u00f9 di 200 accordi bilaterali, tra cui uno che prevede la creazione di una commissione a formazione congiunta per coordinare e integrare le economie di entrambi i paesi ed i rispettivi impianti di produzione.<\/p>\n<p>Alcune di queste <i>joint-venture<\/i>, come quelle nel settore del petrolio, delle costruzioni, dei trasporti e persino della difesa, sembrano essere solo una copertura per transazioni finanziarie volte ad eludere le sanzioni internazionali e a fornire all&#8217;Iran accesso ai fondi necessari. Questo spiegherebbe perch\u00e9, nonostante il Venezuela sia un alleato fondamentale dell\u2019Iran in America Latina, Caracas non sia il principale partner commerciale di Teheran nella regione.<\/p>\n<p><b>Coperture<\/b><br \/>\nSecondo un rapporto del Fondo monetario internazionale, il commercio bilaterale tra l\u2019Iran e il Venezuela non \u00e8 cresciuto come per altri paesi dell&#8217;America Latina. Infatti, mentre il commercio brasiliano e argentino con l&#8217;Iran \u00e8 aumentato dal 2007 rispettivamente dell\u201988 e del 96 per cento, quello del Venezuela \u00e8 aumentato solo del 31 per cento nello stesso periodo.<\/p>\n<p>Da quanto sopra illustrato si evince che la presenza dell&#8217;Iran in Venezuela abbia una valenza che potremmo definire pi\u00f9 politica che economica, con la duplice finalit\u00e0 di aggirare i tentativi di isolare l\u2019Iran e di contrastare le pressioni degli Stati Uniti e dell\u2019Europa. Tuttavia, il Venezuela beneficia dell\u2019assistenza tecnica iraniana nel settore industriale, un tipo di collaborazione che, in realt\u00e0, non risponde ad un\u2019effettiva necessit\u00e0 del paese, tanto pi\u00f9 che le economie dei due alleati non sono complementari.<\/p>\n<p>Le relazioni privilegiate con l&#8217;Iran sembrano, quindi, essere finalizzate pi\u00f9 ad eludere le sanzioni internazionali e a giustificare la retorica &#8220;anti-imperialista&#8221; di Ch\u00e1vez che a promuovere un proficuo scambio commerciale tra i due paesi. Una presa di posizione anti-americana, che per\u00f2 non impedisce al Venezuela di vendere la maggior parte del petrolio prodotto proprio agli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Eppure, i servizi d\u2019<i>intelligence <\/i>occidentali ritengono che il legame economico e commerciale, sempre pi\u00f9 stretto, tra i due paesi sia una copertura per altri scopi nascosti.<\/p>\n<p>L&#8217;11 giugno 2012, pochi giorni prima della visita ufficiale di Ahmadinejad in Venezuela, il quotidiano spagnolo <i>ABC <\/i>ha riportato la notizia che il governo di Ch\u00e1vez si era dotato di tre aerei senza pilota, risultato di un memorandum d\u2019intesa iraniano-venezuelano firmato nel 2007. Sempre a quanto riportato dal periodico spagnolo, questi aerei sarebbero parte di un pi\u00f9 vasto programma militare clandestino, che coinvolgerebbe ingegneri militari e societ\u00e0 di comodo gi\u00e0 sanzionate dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>L&#8217;amministrazione del presidente Ch\u00e1vez ha subito precisato che i tre aerei erano destinati esclusivamente alla sorveglianza e non erano dotati di armamenti, ma la rivelazione di <i>ABC<\/i> ha comunque costretto il governo ad ammettere per la prima volta la formazione di ingegneri militari venezuelani in Iran. Il 13 giugno, infatti, il Generale Julio Cesar Morales, presidente della societ\u00e0 di difesa <i>Compa\u00f1ia de Industrias Militares de Venezuela<\/i> (Cavim), ha spiegato che gli aerei sono stati prodotti interamente in Venezuela da ingegneri addestrati in Iran. Un altro elemento a favore della tesi che inquadra la cooperazione tra i due paesi nel settore della difesa non solo come espressione di una retorica anti-imperialista.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, i rapporti tra la Cavim e la Repubblica islamica e le implicazioni di tale collaborazione, ivi inclusa, la possibile reazione degli Stati Uniti, non sono ancora del tutto chiari. Al momento, non sembrano esserci elementi fondanti per affermare che tra Teheran e Caracas vi sia &#8211; al di l\u00e0 della presunta collaborazione nel settore della difesa &#8211; molto pi\u00f9 che sospette operazioni finanziarie.<\/p>\n<p><b>Bivio elettorale<\/b><br \/>\n\u00c8 molto probabile che il governo di Ch\u00e1vez continui a sfidare le pressioni internazionali e a manifestare il proprio sostegno al regime iraniano. Una politica che comporta il rischio di ulteriori sanzioni da parte degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Altri elementi, quali, le elezioni presidenziali venezuelane del 7 ottobre, l\u2019incerto futuro della rivoluzione bolivariana, l\u2019assenza di un chiaro successore politico al presidente Ch\u00e1vez e le gravi condizioni di salute di quest\u2019ultimo hanno ultimamente spinto la Repubblica islamica a valutare le implicazioni di un possibile spostamento di potere all\u2019interno del regime del suo pi\u00f9 stretto alleato e a intensificare i propri legami con altri paesi dell\u2019America Latina, quali Bolivia, Cuba, Ecuador e Nicaragua.<\/p>\n<p>Se, invece, Ch\u00e1vez dovesse prevalere alle prossime presidenziali, allora \u00e8 molto probabile che l&#8217;Iran e il Venezuela continueranno a rafforzare i loro legami. Anche se non vi \u00e8 motivo per credere che Ch\u00e1vez rischierebbe l&#8217;isolamento internazionale, intensificando la propria cooperazione militare con la Repubblica islamica o consentendo all&#8217;Iran di lanciare attacchi dal Venezuela, i membri dell\u2019amministrazione Ch\u00e1vez potrebbero continuare a permettere l\u2019uso del paese come base per condurre operazioni finanziarie al fine di evadere le stringenti norme imposte dalla comunit\u00e0 internazionale alla Repubblica islamica. Ch\u00e1vez deve fare, per\u00f2, particolare attenzione a non spingere l\u2019attuale collaborazione con l&#8217;Iran oltre i limiti di tolleranza degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Se, invece, l&#8217;opposizione dovesse vincere, non solo la collaborazione tra l&#8217;Iran e il Venezuela subirebbe una brusca frenata, con l\u2019importante eccezione di quella nel settore energetico, ma la stessa alleanza ideologica e strategica subirebbe un profondo ripensamento critico. La nuova amministrazione potrebbe, in questo caso, decidere di svolgere un\u2019indagine sulle ambigue transazioni finanziarie intercorse tra i due paesi in questi ultimi anni. La vittoria elettorale dell\u2019opposizione potrebbe anche determinare un\u2019immediata ripresa delle relazioni diplomatiche con Israele, con cui il Venezuela in passato ha sempre intrattenuto buoni rapporti.<\/p>\n<p>La collaborazione tra l\u2019Iran e il Venezuela resta, dunque, molto controversa. Anche se sembra possibile che la collaborazione nel settore militare possa andare al di l\u00e0 della mera retorica anti-imperialista, il vero problema resta la definizione delle sospette operazioni finanziarie finalizzate ad aiutare l\u2019Iran a eludere le sanzioni internazionali e a sviluppare il proprio programma nucleare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le relazioni tra l\u2019Iran e il Venezuela hanno subito un forte incremento durante l\u2019ultimo decennio, soprattutto grazie all\u2019affinit\u00e0 ideologica tra il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e quello venezuelano Hugo Ch\u00e1vez. Un\u2019affinit\u00e0 radicata in una visione delle relazioni internazionali che prevede la creazione di un nuovo ordine mondiale volto a spezzare l&#8217;egemonia degli Stati Uniti. 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