{"id":21480,"date":"2012-10-10T00:00:00","date_gmt":"2012-10-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-nuovo-vento-della-georgia\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:32","slug":"il-nuovo-vento-della-georgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/il-nuovo-vento-della-georgia\/","title":{"rendered":"Il nuovo vento della Georgia"},"content":{"rendered":"<p>Contrariamente alle previsioni, le elezioni parlamentari in Georgia hanno segnato la sconfitta del Movimento Nazionale Unito del presidente Michail Saakashvili ad opera del movimento di opposizione Sogno Georgiano che fa capo al miliardario Bidzina Ivanishvili. Un evento politicamente clamoroso perch\u00e9 apre, per la prima volta nella storia del paese, ad un cambio di governo secondo la regola aurea dell\u2019alternanza democratica.<\/p>\n<p><b>Fine di un\u2019era<\/b><br \/>Nonostante la contrapposizione frontale ai risultati non hanno fatto seguito violente contestazioni, come si temeva da pi\u00f9 parti, mettendo fine in forma pacifica al monopolio di potere impersonato da Saakashvili fin dalla \u201crivoluzione delle rose\u201d del 2003. La sua leadership \u00e8 stata sostenuta  dall\u2019occidente, e in primo luogo, dagli Stati Uniti, perch\u00e9 garantiva una serie di vantaggi allo stesso tempo strategici &#8211; la presenza di un alleato come la Georgia nell\u2019area cruciale del Caucaso &#8211; economici &#8211; in vista della sua funzione di snodo di condotte per i rifornimenti energetici all\u2019 Europa &#8211; e politici &#8211; considerato il ruolo conferitogli di alfiere dei valori democratici nello spazio post-sovietico.<\/p>\n<p> Le cause dell\u2019inattesa svolta, con le incertezze che ne conseguono per gli equilibri interni e internazionali, sono da attribuire alla complessa evoluzione politico sociale del paese sotto il regime di Saakashvili. Analogamente ad altri paesi della regione come Ucraina, Moldova e ora la stessa Russia, una leadership fortemente personalizzata, accentratrice e impegnata in un contradditorio processo di democratizzazione, ha suscitato istanze sociali molto eterogenee cui la politica ufficiale non \u00e8 riuscita a dare pienamente voce.<\/p>\n<p>Costituito in larga parte dalle \u00e9lites professionali e intellettuali concentrate nella capitale Tbilisi e escluse da posizioni potere e dall\u2019ampia fascia di ceti popolari confinati in condizioni di povert\u00e0, l\u2019elettorato georgiano ha votato in modo massiccio contro il governo in carica. A trarne vantaggio, anche grazie all\u2019ingente disponibilit\u00e0 di mezzi finanziari l\u2019opposizione raccolta intorno allo spregiudicato Ivanishvili, uomo nuovo nel panorama nazionale, che ha saputo farsi interprete del diffuso disagio del paese presentandosi come paladino del rinnovamento.<\/p>\n<p><b>Passaggio di consegne<\/b><br \/>Il governo Saakashvili ha cos\u00ec pagato interamente il prezzo del crescente degrado del clima politico, caratterizzato alla vigilia della consultazione dalle accuse di malversazione e di illecite pressioni rivolte alle autorit\u00e0. Un governo a forte impronta antirussa, rimasto sostanzialmente aperto alla competizione democratica, il cui bilancio d\u2019altra parte \u00e8 risultato sempre pi\u00f9 compromesso da pratiche autoritarie in diversi settori dell\u2019amministrazione, della sicurezza, e dell\u2019informazione, motivata dall\u2019esigenza di promuovere rapidamente consolidamento istituzionale e sostenuta crescita economica.<\/p>\n<p>Obiettivi in parte anche raggiunti, come testimoniano i progressi nella modernizzazione delle strutture pubbliche, nella razionalizzazione delle forze di polizia, nella lotta alla corruzione, nella crescita dell\u2019economia che nell\u2019anno in corso ha conosciuto un incremento del Pil di circa l\u2019otto per cento. Da questi risultati dipende la valutazione sostanzialmente positiva degli occidentali su Saakashvili, tradottasi in ingenti aiuti economici e forte sostegno politico, oltre che militare, al governo.<\/p>\n<p>La Georgia si trova dunque ad affrontare oggi i problemi di un cambio di governo che coincide anche con la fine di una lunga stagione politica. Che la situazione richieda una pausa di riflessione da parte delle forze che si sono cos\u00ec aspramente combattute in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 polarizzata, \u00e8 indubbio. <\/p>\n<p>I richiami alla moderazione per garantire che il trasferimento delle competenze di governo avvenga nel rispetto della legalit\u00e0 e evitando gli eccessi della logica \u201c di chi vince piglia tutto\u201d, confermano le preoccupazioni di americani e europei, oltre che degli stessi russi, sul rischio di involuzione del processo politico. Che invece, almeno fino ad oggi, \u00e8 rimasto entro i limiti della libera competizione.<\/p>\n<p><b>Aperture<\/b><br \/>L\u2019avvio di negoziati diretti fra Ivanishvili e Saakashvili, lascia presagire una soluzione di compromesso che possa contenere le rivendicazioni pi\u00f9 radicali emerse dalle ali estreme dei rispettivi partiti. Il fatto che Saakashvili, pur sconfitto a livello parlamentare, conservi la presidenza fino al 2013, implica che la sua azione verr\u00e0 condotta nel quadro di una costretta coabitazione con il vincitore. Quale potr\u00e0 essere l\u2018atteggiamento di Ivanishvili, forte della popolarit\u00e0 ma con proposte programmatiche ancora molto vaghe, non \u00e8 facile a dirsi.<\/p>\n<p>L\u2019accusa di essere l\u2019uomo di Mosca, rivoltagli per la passata appartenenza all\u2019\u00e9lite oligarchica russa, appare pretestuosa, anche se non rafforza certo le sue credenziali democratiche. \u00c8 comunque significativo che, pur dichiarandosi a favore di una normalizzazione dei rapporti con la Russia &#8211; rimasti ostaggio di una insuperabile contrapposizione dopo il conflitto del 2008 &#8211; egli abbia manifestato la ferma volont\u00e0 di proseguire nella collaborazione con gli Usa e l\u2019Ue. A conferma di una continuit\u00e0 in campo internazionale con il precedente governo che non potr\u00e0 non riflettersi anche sulle scelte di politica interna.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dire quanto poi questa presa di posizione, che risponde alla volont\u00e0 di un bilanciamento dei rapporti con il mondo esterno, determinato dalla collocazione geopolitica del paese in un area soggetta alle contrastanti influenze delle grandi potenze oltrech\u00e9 dai condizionamenti determinati dal nodo irrisolto della presenza delle province secessioniste dell\u2019Abchasia e dell\u2019Ossetzia del Sud, sia efficace.<\/p>\n<p>Superata la prova delle libere elezioni la Georgia affronta con il nuovo governo di Binashvili la sfida rappresentata dalla messa in opera di un corso politico impegnato, stando alle dichiarazioni ufficiali, in una linea di continuit\u00e0 e di perfezionamento del processo di consolidamento democratico delle istituzioni e di liberalizzazione dell\u2019economia nazionale avviato in precedenza. <\/p>\n<p>Un corso politico giudicato con una certa perplessit\u00e0 quanto al suo sviluppo, verosimilmente destinato ad andare incontro a forti resistenze, considerato l\u2019intreccio fra posizioni contrapposte e radicati personalismi che caratterizzano il panorama politico giorgiano. <\/p>\n<p>A favore di un nuovo corso, d\u2019altra parte, dovrebbe contribuire l\u2019interesse comune sia alle forze politiche attive all\u2019interno, che a quelle riconducibili alle grandi potenze, affinch\u00e9 la Georgia non diventi un focolaio di tensione e di instabilit\u00e0, che minaccia la sicurezza del Caucaso. <\/p>\n<p>Una prospettiva ottimistica sarebbe che, come conseguenza di una positiva sinergia fra sviluppi interni e esterni, il paese possa trasformarsi da terreno di scontro fra Russia, Stati Uniti e Europa, come era stato finora, in un\u2019area se non di cooperazione, perlomeno di controllata competizione fra le parti all\u2019insegna di un realismo condiviso.<\/p>\n<p>.    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contrariamente alle previsioni, le elezioni parlamentari in Georgia hanno segnato la sconfitta del Movimento Nazionale Unito del presidente Michail Saakashvili ad opera del movimento di opposizione Sogno Georgiano che fa capo al miliardario Bidzina Ivanishvili. 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