{"id":21490,"date":"2012-10-11T00:00:00","date_gmt":"2012-10-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ue-tra-fughe-in-avanti-e-battute-darresto\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:32","slug":"ue-tra-fughe-in-avanti-e-battute-darresto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/ue-tra-fughe-in-avanti-e-battute-darresto\/","title":{"rendered":"Ue tra fughe in avanti e battute d\u2019arresto"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019entrata in funzione del nuovo fondo salva Stati permanente, l\u2019Esm, ed i progressi nelle ratifiche del Patto di Bilancio; le proposte della Commissione europea per realizzare l\u2019Unione bancaria e completare il mercato unico; la coraggiosa iniziativa di cooperazione rafforzata per la Tobin Tax, cio\u00e8 per una tassazione delle transizioni finanziarie. Ci sono un sacco di ingredienti per sperare che il Consiglio europeo del 18 e 19 sia una bella e franca discussione sulle prospettive dell\u2019Unione, con la Gran Bretagna di David Cameron a opporsi alla Tobin Tax e ipotizzare scorpori di bilancio tra Ue ed Eurozona. Il tutto senza l\u2019ansia di decisioni sul contingente.<\/p>\n<p><b>Grecia e Spagna<\/b><br \/>E, invece, potete scommetterci che a Bruxelles la prossima settimana i leader europei parleranno, soprattutto, di Grecia e Spagna: se versare ad Atene la prossima tranche di aiuti scadenzati e se concederle la proroga di due anni che chiede per completare il risanamento dei conti pubblici (dal 2014 al 2016); e se sia meglio per Madrid sollecitare l\u2019intervento europeo, ora disponibile, o cercare di farcela da sola, a parte i 100 miliardi di euro gi\u00e0 concessile per salvare le banche.<\/p>\n<p>Eppure, l\u2019Unione europea pareva uscita dall\u2019estate a tutto turbo: la decisione della Bce di acquistare senza limiti sul mercato titoli dei paesi in difficolt\u00e0 per ridurre gli spread pareva di per s\u00e9 sufficiente a raffreddare le tensioni: e, poi, c\u2019era stato il \u2018mercoled\u00ec da leoni\u2019, il 12 settembre, quando la Corte suprema tedesca da Karlsruhe dava un via libera, seppur condizionato, a Esm e Patto di Bilancio e l\u2019Olanda decretava, alle urne, l\u2019arretramento delle forze xenofobe e anti-euro. Sempre quel giorno, a Strasburgo, il presidente della Commissione Barroso rilancia la prospettiva federale, pronunciando, in Parlamento, il discorso sullo stato dell\u2019Unione. L\u2019Ue ne usciva pi\u00f9 forte e pi\u00f9 legittimata, democraticamente e giuridicamente.<\/p>\n<p>Pareva abbastanza per rendere obsoleta la proposta appena lanciata a Cernobbio dal premier italiano Mario Monti e dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy: un vertice straordinario in Campidoglio, luogo simbolo dell\u2019integrazione, contro gli euro-scetticismi e i populismi che proliferano nell\u2019Unione. Anche se sarebbe illusorio gridare allo scampato pericolo: dalla Francia alla Grecia, dall\u2019Ungheria all\u2019Italia, nella stessa Germania, le forze qualunquiste e anti-europeiste restano agguerrite. <\/p>\n<p><b>La crisi pi\u00f9 grave<\/b><br \/>Ma, subito dopo quel giorno memorabile, invece di costruire baldanzosa sui propri successi, l\u2019Unione s\u2019\u00e8 di nuovo fermata, rimettendo in discussione punti che parevano gi\u00e0 acquisiti e restituendo fibrillazione ai mercati e nervosismo allo spread. E, in Italia, c\u2019\u00e8 chi si mette d\u2019impegno a screditare politica ed europeismo: scandali come quelli che scoppiano a catena nella Regioni, scrive il <i>Wall Street Journa<\/i>l, \u201crischiano di spingere gli elettori tra le braccia dei partiti populisti anti-euro\u201d.<\/p>\n<p>Parlando dalla tribuna dell\u2019Onu, all\u2019apertura dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite, Monti, il 26 settembre, dava un giudizio drastico sulle difficolt\u00e0 dell\u2019Unione: \u201cQuello che stiamo vivendo non \u00e8 un ricorrente squilibrio ciclico\u2026 \u00c8 la crisi peggiore e pi\u00f9 grave dell\u2019integrazione europea\u201d. E, bocciando ogni ipotesi isolazionista o euroscettica, affermava: \u201cOrmai \u00e8 chiaro che avere pi\u00f9 Europa sia un interesse globale\u201d. Del resto, superare le difficolt\u00e0, osservava Monti, \u00e8 nel dna dell\u2019Unione: \u201cAltre crisi hanno minacciato di cacciare l\u2019Europa indietro, nel passato. E, ogni volta, gli europei hanno trovato modo di riprendete il loro cammino\u201d. Ormai, \u201cil mondo ha imparato quanto sia essenziale un\u2019Europa forte e credibile per affrontare le sfide globali dell\u2019economia e della sicurezza. E quanto sia importante l\u2019area Euro nella ripresa dell\u2019economia mondiale. E l\u2019Italia \u201ccontinuer\u00e0 a fare la sua parte\u201d sul doppio binario del rigore e della crescita.<\/p>\n<p><b>Iato dei leader<\/b><br \/>Ma c\u2019\u00e8 uno iato tra i discorsi da statisti dei leader europei, all\u2019Onu o nei momenti solenni, come quando il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel celebravano i riti dell\u2019amicizia franco-tedesca, anche come motore dell\u2019integrazione europea, e i comportamenti al tavolo del negoziato. Per settimane, tra agosto e settembre, Monti, Hollande, la Merkel e, ancora, i premier spagnolo Mariano Rajoy e greco Antonio Samaras si sono incontrati in varie formazioni; e Van Rompuy, Barroso, il presidente dell\u2019Eurogruppo Jean-Claude Junckler, il presidente della Bce Mario Draghi e pure la presidente dell\u2019Fmi Christine Lagarde sono stati protagonisti di questa fase di diplomazia economica.<\/p>\n<p>Ma quando \u00e8 l\u2019ora di decidere, la dinamica si rallenta, le trattative quasi s\u2019impantanano. E l\u2019Unione rid\u00e0 fiato ai suoi detrattori, spazio a chi le specula contro. In questo semestre, i lavori del Consiglio sono gestititi da una presidenza oggettivamente debole, Cipro, con un trittico di vertici cruciali il 18 e 19 ottobre, si far\u00e0 il punto sul Patto per la Crescita deciso a fine giugno e sui progressi verso l\u2019Unione bancaria, ma il dibattito sar\u00e0 in larga misura dirottato dalle questioni contingenti, Spagna e Grecia; il 22 e 23 novembre si dovrebbe definire il quadro finanziario Ue settennale -e gi\u00e0 Londra ne anticipa i dissensi-; e il 13 e 14 dicembre dovrebbero maturare le decisioni sull\u2019Unione bancaria.<\/p>\n<p><b>Esm e Tobin Tax<\/b><br \/>La via del primo Vertice \u00e8 stata lastricata, negli ultimi giorni, da tensioni sociali in Grecia e Spagna, ma pure in Francia, Italia e altrove: i cittadini europei sollecitano con impazienza i loro leader perch\u00e9 li conducano fuori dalla crisi. E, a rassicurarli, non bastano le novit\u00e0 istituzionali maturate nelle riunioni di Eurogruppo ed Ecofin in settimana, a Lussemburgo.<\/p>\n<p>L\u2019Esm, cio\u00e8 il nuovo fondo salva Stati permanente, \u00e8 una realt\u00e0: il meccanismo di stabilit\u00e0 europeo \u00e8 entrato in vigore, con la prima riunione del suo consiglio dei governatori, presenti anche Draghi e la Lagarde. \u00c8 \u201cuna tappa storica nella costruzione dell\u2019Unione monetaria\u201d, afferma il presidente dell\u2019Eurogruppo Jean-Claude Juncker: la zona euro \u201c\u00e8 ora dotata di una porta antincendio permanente ed efficace\u201d. Il commissario all&#8217;economia Olli Rehn si dichiara \u201cmeno pessimista oggi che a primavera\u201d sull&#8217;uscita dalla crisi dell&#8217;Eurozona.<\/p>\n<p>Se il varo dell\u2019Esm era ormai scontato, la brusca accelerazione sulla Tobin Tax \u00e8 relativamente sorprendente. Dopo l\u2019iniziativa di Francia e Germania, che avevano lanciato la conta per applicare della procedura di cooperazione rafforzata, anche l\u2019Italia e altri otto Stati hanno detto s\u00ec &#8211; ce ne volevano almeno nove. \u00c8 un passaggio storico: mai finora s\u2019\u00e8 tentata una cooperazione rafforzata in ambito fiscale. Gli 11 Governi invieranno congiuntamente una lettera con cui solleciteranno l\u2019Esecutivo comunitario ad agire in tempi rapidi: per l\u2019Italia, la firma sar\u00e0 del ministro dell\u2019Economia Vittorio Grilli.<\/p>\n<p>Poi, si lavorer\u00e0 sulla proposta della Commissione europea. Uno schema prevedeva che si proceda con un\u2019aliquota dello 0,1% sui valori azionari e obbligazionari, e dello 0,01% sui derivati: sarebbero cos\u00ec arrivati nelle casse comunitarie 57 miliardi di euro su scala Ue, cio\u00e8 a 27 paesi. Se saranno 11 o pi\u00f9, il flusso di denaro sar\u00e0 ridotto: il \u2018fronte del s\u00ec\u2019 comprende, per ora, Germania, Francia, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo, Grecia, Slovenia, Slovacchia, Estonia. Fuori tutti gli altri, soprattutto la Gran Bretagna, da sempre la pi\u00f9 ostile alla tassa, e la Svezia.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, la decisione \u00e8 stata sofferta, perch\u00e9 l\u2019applicazione ristretta presenta rischi oggettivi: un pericolo \u00e8 disincentivare i grandi investitori finanziari internazionali; un altro \u00e8 rendere pi\u00f9 costosa la vendita dei titoli italiani; un terzo costringere i consumatori a sopportare il costo finale, che sar\u00e0 loro immancabilmente scaricato dalle banche. Ma, su questi timori, ha prevalso il desiderio d\u2019allineare l\u2019Italia sul fronte pi\u00f9 avanzato dell\u2019integrazione europea. Anche se il tema Tobin Tax incresper\u00e0 le acque del Vertice, non facilitando di certo il dialogo con Londra.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019entrata in funzione del nuovo fondo salva Stati permanente, l\u2019Esm, ed i progressi nelle ratifiche del Patto di Bilancio; le proposte della Commissione europea per realizzare l\u2019Unione bancaria e completare il mercato unico; la coraggiosa iniziativa di cooperazione rafforzata per la Tobin Tax, cio\u00e8 per una tassazione delle transizioni finanziarie. 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