{"id":21550,"date":"2012-10-17T00:00:00","date_gmt":"2012-10-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/offensiva-salafita-in-tunisia\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:31","slug":"offensiva-salafita-in-tunisia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/offensiva-salafita-in-tunisia\/","title":{"rendered":"Offensiva salafita in Tunisia"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019indomani dell\u2019assalto alle ambasciate americane ad opera di estremisti salafiti, nello scorso settembre, sui siti internet di molti giornali sono apparsi commenti pesanti. \u201cBarbari\u201d, \u201cmedioevo\u201d, \u201csono tutti fanatici\u201d, \u201cnon esiste un Islam moderato\u201d. L\u2019incomprensione genera incomprensione. Per questo \u00e8 importante conoscere pi\u00f9 approfonditamente, e riflettere.<\/p>\n<p>I fatti sono noti. La pubblicazione di un film americano di infima qualit\u00e0 su Maometto, e le vignette di un settimanale satirico francese hanno suscitato un vasto moto di indignazione in tutto il mondo musulmano. Sono state assaltate sedi diplomatiche americane e francesi in quasi tutte le capitali arabe, causando a Tunisi ben quattro vittime.<\/p>\n<p><b>Antiamericanismo<\/b><br \/>Bench\u00e9 le violenze fossero opera di pochi, la riprovazione per il video contro Maometto \u00e8 apparsa assolutamente condivisa, anche da coloro che non approvavano gli assalti alle ambasciate. Sincero, nelle vie di Tunisi, era piuttosto lo stupore per come l\u2019Occidente non capisca le ragioni di tale sdegno.<\/p>\n<p>Le proteste contro le ambasciate statunitensi rivelano poi il permanere di un diffuso sentimento anti-americano. Non solo fra i religiosi, ma tra la cittadinanza diffusa e molti insospettabili esponenti della borghesia francofona di Tunisi accade frequentemente di udire frasi violentemente anti-americane. Chiunque conosca le societ\u00e0 musulmane ha imparato a non stupirsi di questo livore, le cui ragioni storiche trascendono senz\u2019altro la penosa vicenda del film su Maometto.<\/p>\n<p>A seguito delle pressioni americane, il governo tunisino, guidato dal partito islamico moderato En-Nahda (in arabo \u201cla Rinascita\u201d), ha emesso mandati di arresto nei confronti dei pi\u00f9 violenti sceicchi salafiti. Ma a Tunisi, nella moschea di Al-Fath, l\u2019imam Abou Iyadh \u00e8 riuscito a fuggire, travestito da donna, proprio sotto il naso della polizia giunta ad arrestarlo. Nuove accuse, da parte dei partiti laici di sinistra del Front Populaire, si sono quindi riversate sul governo di En-Nahda.<\/p>\n<p><b>Rinascita<\/b><br \/>En-Nahda \u00e8, sostanzialmente, un partito confessionale e di esuli. I suoi leader, da Rashid Gannushi a Ali Laarayedh, hanno conosciuto carceri, torture ed esilio sotto il regime laico ma dittatoriale di Ben Ali. L\u2019Islam e il Corano, negli anni della clandestinit\u00e0, sono divenuti per En-Nahda fonte di \u201crinascita\u201d, morale prima ancora che politica, da contrapporre all\u2019affarismo corrotto e filo-occidentale del passato regime.<\/p>\n<p>All\u2019indomani della rivoluzione del 14 gennaio 2011 (la \u201cprimavera\u201d di Tunisi \u00e8 stata precocissima, dicono i tunisini con giusto orgoglio!) En-Nahda ha sfruttato l\u2019organizzazione offertale dal tessuto religioso. Grazie alla libert\u00e0 di stampa e di parola ha cos\u00ec vinto largamente le elezioni democratiche dell\u2019ottobre 2011.<\/p>\n<p>Della stessa libert\u00e0 si sono tuttavia giovati anche altri movimenti religiosi pi\u00f9 radicali, genericamente definiti \u201csalafiti\u201d. Il salafismo, \u00e8 opportuno ricordarlo, costituisce una corrente minoritaria dell\u2019islamismo. I pi\u00f9 rilevanti movimenti dell\u2019Islam politico &#8211; il Nahda tunisino, l\u2019Hamas palestinese, i Fratelli Musulmani d\u2019Egitto &#8211; mirano anzi a distinguersene politicamente in modo sempre pi\u00f9 deciso.<\/p>\n<p><b>Governo al bivio<\/b><br \/>Il salafismo &#8211; che in origine resta un movimento di riforma religiosa non necessariamente violento &#8211; non \u00e8 inevitabilmente sinonimo di terrorismo o di quaedismo, come molti in Occidente credono o vorrebbero far credere. Oggi i salafiti intendono piuttosto utilizzare gli strumenti della nuova democrazia (libert\u00e0 di parola, di propaganda, di riunione, al Cairo perfino di rappresentanza parlamentare) per instaurare un sistema politico teocratico antitetico a quello democratico-islamico, che i Fratelli Musulmani egiziani ed il Nahda tunisino vorrebbero &#8211; pur fra mille contraddizioni &#8211; promuovere e difendere.<\/p>\n<p>Inizialmente cauto, talvolta ambiguo nel condannarne la violenza, finora En-Nahda non ha saputo (o voluto, dicono le opposizioni) contrastare efficacemente i movimenti salafiti. Solo all\u2019indomani dell\u2019attacco all\u2019ambasciata Usa il leader di En-Nahda, Rashid Gannushi, ha definito l\u2019esistenza dei salafiti un \u201cpericolo\u201d per la democrazia tunisina. Ed il premier Jebali &#8211; uomo moderato e colto &#8211; ha dato s\u00e9guito alle parole, ordinando arresti contro i leader islamici radicali.<\/p>\n<p>A meno di un anno dal suo insediamento, il primo governo islamico-democratico tunisino si trova oggi ad un bivio. Non v&#8217;\u00e8 quotidiano tunisino che in questi giorni non ne critichi l\u2019operato. La disoccupazione \u00e8 in crescita, il turismo occidentale stenta a ripartire, la svalutazione del dinaro (-5% dal 2011) non riesce a frenare gli effetti della crisi europea sulle esportazioni delle manifatture. Il 27 settembre il quotidiano \u201c<i>La Presse<\/i>\u201d ha rilanciato l\u2019allarme dell\u2019agenzia di rating Standard&#038;Poor\u2019s su un \u201crischio assai elevato\u201d di un crack del debole sistema creditizio tunisino.<\/p>\n<p><b>Islam e democrazia<\/b><br \/>Ancor pi\u00f9 acceso, nell\u2019opinione pubblica tunisina, \u00e8 il dibattito sulla capacit\u00e0 di En-Nahda di conciliare Islam e democrazia. En-Nahda in pi\u00f9 occasioni si \u00e8 dimostrato restio a prendere risolutamente le distanze dagli estremisti islamici, condividendone in origine non certo i metodi, ma piuttosto l\u2019ispirazione religiosa. Lo stesso En-Nahda aveva proposto una bozza di costituzione, poi ritirata, che definiva i diritti delle donne \u201ccomplementari\u201d e non \u201cuguali\u201d a quelli degli uomini, sollevando proteste e manifestazioni di piazza dei partiti laici e delle associazioni femminili. La Tunisia del resto, sotto Ben Ali, godeva di una legislazione assai avanzata in fatto di diritti civili: divorzio, divieto della poligamia, uguaglianza uomo-donna, divieto del velo nella pubblica amministrazione, istruzione laica e gratuita.<\/p>\n<p>En-Nahda, criticato sulla stampa liberale di lingua francese, risulta ancora forte nelle campagne, dove le moschee &#8211; \u00e8 un dato che nel paesaggio colpisce anche visivamente &#8211; appaiono nella miseria generale gli unici edifici ben curati e restaurati, centri aggregatori della vita sociale e politica delle provincie.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 Tunisi, dunque, e un\u2019altra la Tunisia. E composito \u00e8 anche il partito di governo, ormai vero e proprio \u201cpartito di massa\u201d, da molti paragonato alla Democrazia Cristiana italiana della ricostruzione post-fascista. Non privo di alcuni meriti &#8211; una coerente opzione democratica, una politica estera equilibrata che pur riavvicinandosi a Turchia e Egitto intende mantenere solidi rapporti con Usa e Europa &#8211; En-Nahda esibisce nei suoi leader un volto moderato, rassicurante per gli \u201camici\u201d americani e la colta e laica \u00e9lite borghese della capitale.<\/p>\n<p>In periferia invece esso alimenta una corruzione dilagante; mostra, nelle campagne, un volto pi\u00f9 conservatore, confessionale e tradizionalista. Forse l\u2019inasprirsi dell\u2019opposizione salafita nei confronti di En-Nahda potr\u00e0 finalmente aiutare i suoi dirigenti a risolvere le contraddizioni che ancora lo caratterizzano.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019indomani dell\u2019assalto alle ambasciate americane ad opera di estremisti salafiti, nello scorso settembre, sui siti internet di molti giornali sono apparsi commenti pesanti. \u201cBarbari\u201d, \u201cmedioevo\u201d, \u201csono tutti fanatici\u201d, \u201cnon esiste un Islam moderato\u201d. L\u2019incomprensione genera incomprensione. Per questo \u00e8 importante conoscere pi\u00f9 approfonditamente, e riflettere. I fatti sono noti. 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