{"id":21560,"date":"2012-10-18T00:00:00","date_gmt":"2012-10-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/al-qaeda-allassalto-del-mali\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:30","slug":"al-qaeda-allassalto-del-mali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/al-qaeda-allassalto-del-mali\/","title":{"rendered":"Al-Qaeda all\u2019assalto del Mali"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attacco al consolato americano a Bengasi l\u2019undici settembre scorso e le proteste per la diffusione del video su Maometto hanno indotto molti a sentenziare che la \u201cPrimavera araba\u201d si sia trasformata in un \u201cInverno islamico\u201d. Il rischio c\u2019\u00e8: il passaggio da un regime autoritario ad uno democratico \u00e8 complesso e irto d\u2019ostacoli. Il principale, nel caso del Mali, \u00e8 Al-Qaeda e l\u2019estremismo salafita. <\/p>\n<p><b>Azawad<\/b><br \/>L\u2019organizzazione diretta da Al-Zawahiri utilizza una tattica specifica per infiltrarsi nelle insurrezioni islamiche. Primo, crea una sua presenza in regioni remote, a maggioranza musulmana sunnita e destabilizzate da continue insurrezioni. Un esempio: Al-Qaeda nel Maghreb Islamico o Jemaah Islamyiah nel Sud-Est Asiatico. Secondo, le sue affiliate regionali si infiltrano nelle comunit\u00e0 locali ribelli attraverso unioni tribali. Al-Qaeda nel Maghreb Islamico \u00e8 entrato nel mondo Tuareg attraverso un matrimonio. Terzo, compie ripetuti atti terroristici contro la popolazione locale, in modo da soggiogarla al suo potere e cercare di internazionalizzare il conflitto. <\/p>\n<p>In sintesi, agendo come un Signore della Guerra internazionale, Al-Qaeda punta a stabilirsi come nuovo potere locale, sfruttando la strategia della violenza. La conquista della regione dell\u2019Azawad lo scorso aprile \u00e8 la dimostrazione del successo di questa tattica. <\/p>\n<p>L\u2019Azawad \u00e8 la regione settentrionale del Mali, circa due\/terzi dell\u2019intero paese, ricco d\u2019uranio e senza controlli alle frontiere con Mauritania, Algeria e Niger. Un paradiso per i traffici transnazionali. Dal 6 aprile 2012 Ansar Dine, gruppo estremista salafita, ha preso il controllo dello Stato indipendente per il quale i Tuareg combattono dal periodo post-coloniale. Ha imposto la shari\u2019a e distrutto i simboli dell\u2019islamismo sufita a Timbuctu, citt\u00e0 patrimonio dell\u2019Unesco. <\/p>\n<p>Ansar Dine \u00e8 parente di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico: Iyag ag Ghaly, leader di Ansar Dine e delle precedenti insurrezioni Tuareg, \u00e8 cugino di Hamada ag Hama, comandante della filiale africana di Al-Qaeda. In precedenza, questa si chiamava Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento. Il suo fondatore Mokhtar ben Mokhtar si \u00e8 legato al mondo tribale sposando quattro donne di preminenti famiglie Tuareg.<\/p>\n<p><b>Guerra civile<\/b><br \/>I Tuareg sono un\u2019etnia nomade del Sahara, frazionata e di minoranza nei paesi del Sahel-Maghreb. Come conseguenza della decolonizzazione, si \u00e8 trovata inclusa in Stati con confini arbitrari. Da pi\u00f9 di mezzo secolo combatte per l\u2019indipendenza della regione dell\u2019Azawad, dove vivono pi\u00f9 di un milione di Tuareg. Dopo aver fiancheggiato Gheddafi (da sempre sensibile alle loro richieste), le milizie Tuareg sono rientrate nella loro terra d\u2019origine con un arsenale pronto per fomentare l\u2019ennesimo tentativo di ribellione.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo il colpo di stato militare contro il presidente maliano A.T. Tour\u00e9, i Tuareg (riuniti sotto il nome di Movimento Nazionale di Liberazione dell\u2019Azawad) sono riusciti a dichiarare l\u2019indipendenza dell\u2019Azawad. Ansar Dine, alleato dei Tuareg nella lotta contro il governo centrale maliano, si \u00e8 dissociato dalla dichiarazione d\u2019indipendenza. Poco numerosi ma ben armati e sponsorizzati, gli estremisti di Iyag ag Ghaly sono riusciti a prendere il controllo dell\u2019Azawad ed imporre la legge islamica. Da oramai sei mesi si sta combattendo una guerra civile in uno stato non riconosciuto e nelle mani di Al-Qaeda.<\/p>\n<p>Il ruolo di Al-Qaeda in Mali pu\u00f2 rappresentare una lezione per il futuro della \u201cPrimavera araba\u201d. Durante le rivolte dell\u2019inverno 2010-2011 i gruppi estremisti salafiti si sono mischiati con i ribelli che combattevano per un cambio di regime, cos\u00ec come in Mali. Al-Qaeda \u00e8 riuscita ad infiltrarsi ed ora a prendere in ostaggio queste rivolte. \u00c8 improbabile che Al-Qaeda non abbia supportato sia a livello finanziario che logistico i suoi affiliati, come fatto in tanti altri scenari (Mali, Indonesia, Iraq, India, etc.). <\/p>\n<p><b>Strategia del terrore<\/b><br \/>Inoltre, le bombe contro la popolazione locale, cos\u00ec come gli attacchi ai simboli del potere occidentale, vanno avanti da prima dell\u2019estate. \u00c8 difficile trovare una soluzione di continuit\u00e0 tra le rivolte e le violenze post-conflitto. Infine, l\u2019ideologia salafita era diffusa dagli anni venti in tutti i paesi musulmani sunniti, partendo dall\u2019Egitto fino all\u2019Indonesia e al Sahara Occidentale. Cos\u00ec come gli stessi gruppi estremisti salafiti. In questo scenario Al-Qaeda pu\u00f2 facilmente portare a termine la sua strategia. Pertanto, ridurre gli eventi tragici degli ultimi giorni a semplice conseguenza di un periodo di transizione politica significa aver perso di vista Al-Qaeda. <\/p>\n<p>Al-Qaeda non \u00e8 risorta improvvisamente dalle macerie di Abbottabad, dove fu ucciso bin Laden. Sono quasi sei mesi che si combatte in uno Stato non riconosciuto ed in mano a questa organizzazione terroristica. Non \u00e8 pi\u00f9 solo un gruppo sovversivo come il terrorismo tradizionale. Non \u00e8 nemmeno un semplice \u201cpredatore\u201d in situazioni post-conflitto. Sfrutta insurrezioni locali e tribali per imporsi come nuovo signore della guerra. In quanto tale, usa la violenza come strategia per controllare la popolazione, aumentare i propri profitti e i suoi membri.<\/p>\n<p>Il Mali ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante, ma gi\u00e0 dimenticato. In Mali Al-Qaeda \u00e8 riuscita a sfruttare la rivolta Tuareg, capeggiandola. Se riesce a destabilizzare cos\u00ec i paesi coinvolti nelle rivolte islamiche, si rischia una riproduzione virale dello scenario dell\u2019Azawad. L\u2019Inverno Islamico \u00e8 Al-Qaeda.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attacco al consolato americano a Bengasi l\u2019undici settembre scorso e le proteste per la diffusione del video su Maometto hanno indotto molti a sentenziare che la \u201cPrimavera araba\u201d si sia trasformata in un \u201cInverno islamico\u201d. Il rischio c\u2019\u00e8: il passaggio da un regime autoritario ad uno democratico \u00e8 complesso e irto d\u2019ostacoli. 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