{"id":21580,"date":"2012-10-21T00:00:00","date_gmt":"2012-10-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/qatar-alla-conquista-della-finanza-egiziana\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:29","slug":"qatar-alla-conquista-della-finanza-egiziana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/qatar-alla-conquista-della-finanza-egiziana\/","title":{"rendered":"Qatar alla conquista della finanza egiziana"},"content":{"rendered":"<p>La Qatar national bank (Qnb) ha avviato le trattative per acquisire il 77% della sussidiaria egiziana di Soci\u00e9t\u00e9 G\u00e9n\u00e9rale, la Nsgb, ovvero il secondo gruppo bancario privato egiziano. La penetrazione strategica dell\u2019emirato del Golfo prosegue nei paesi interessati dalla Primavera araba. Lo fa a 360 gradi volgendo lo sguardo anche ai mercati finanziari del Nord Africa scalzando gli istituti europei in affanno. E anche la competizione lanciata all\u2019Europa nel settore della ricostruzione e delle infrastrutture si preannuncia serrata. Ecco come il Qatar trae vantaggio dalla crisi delle banche europee.<\/p>\n<p><b>Offensiva<\/b><br \/>\nQuando alla fine dell\u2019estate scorso la Qnb ha sottoposto all\u2019<i>Egyptian Financial Supervisory Authority <\/i>(Efsa) un\u2019Espressione di interesse per acquistare il 77,17% della Nsgb, il titolo della succursale egiziana di Soci\u00e9t\u00e9 G\u00e9n\u00e9rale ha registrato un\u2019impennata dei titoli azionari senza precedenti dall\u2019inizio della rivolta. La Qnb non \u00e8 un istituto bancario qualsiasi. Il governo qatariota ne detiene una compartecipazione pari al 50% e i vertici del colosso creditizio, tra i pi\u00f9 grandi della regione mediorientale, entrano ed escono dal palazzo dell\u2019Emiro di Doha.<\/p>\n<p>Il \u201cpiccolo\u201d Qatar continua dunque a mostrare i muscoli nel teatro della Primavera araba, raccogliendo e mettendo insieme i resti dei Paesi martoriati dalle rivolte. Ora i tempi sembrano maturi per puntare al settore bancario. D\u2019altra parte, in due mesi il presidente egiziano Morsi ha viaggiato in lungo e in largo per il mondo per testimoniare che investire ora in Egitto \u00e8 un affare, soprattutto nel lungo periodo.<\/p>\n<p>Ma non vale lo stesso per tutti. In Europa la crisi economica si \u00e8 fatta sentire molto pi\u00f9 che a Pechino. Le nuove disposizioni stabilite dal \u201cComitato di Basilea per la vigilanza bancaria\u201d nel 2010 avevano posto dei limiti inderogabili cui le banche dei principali paesi europei dovevano conformarsi per preservare il patrimonio e scongiurare ulteriori ricadute finanziarie. In pratica, il cosiddetto \u201cBasilea III\u201d ha portato i maggiori istituti di credito europei a sbarazzarsi delle attivit\u00e0 ad alta intensit\u00e0 di capitale. I mercati emergenti, quali ad esempio quello egiziano, prevedono rischi potenziali maggiori per il capitale e pertanto gli europei accettano di buon grado le offerte provenienti dal Golfo Persico e non solo. Recentemente, anche Bnp Paribas ha messo in vendita il proprio comparto di<i> retail banking <\/i>e i tra i probabili acquirenti ci sarebbe <i>Credite Agricole Egypt<\/i>.<\/p>\n<p>Con tali presupposti i ricchi emirati del Golfo restano in prima fila nella corsa alla ricostruzione della sponda meridionale del Mediterraneo. Oltre al settore finanziario, quelli delle infrastrutture e delle nuove tecnologie stanno diventando terreno fertile su cui investire.<\/p>\n<p>Gas, petrolio, energie rinnovabili sono gi\u00e0 tra i \u201cnuovi orizzonti\u201d di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Il Qatar in particolare, per bocca del primo ministro al-Thani, ha annunciato a inizio settembre investimenti per circa 18 miliardi di dollari in Egitto. Un flusso di denaro di enorme impatto che punter\u00e0 al settore energetico, siderurgico e turistico.<\/p>\n<p><b>Affidabilit\u00e0<\/b><br \/>\nE gli altri? In un paese in cui il deficit \u00e8 pari all\u20198,6% e dove il piano di privatizzazione e apertura al capitale privato estero annunciato da Morsi \u00e8 temperato dall\u2019irriducibile nazionalismo dei militari, le condizioni imposte da Unione europea e Stati Uniti per garantire gli aiuti economici sono estremamente pi\u00f9 rigide.<\/p>\n<p>La corsa all\u2019Egitto \u00e8 gi\u00e0 in salita per l\u2019amministrazione Obama. Gli Usa, seppur forti della storica unit\u00e0 di intenti con il Cairo, si sono fermati ad un aiuto di 1,5 miliardi di dollari a beneficio della Banca centrale egiziana. Mentre l\u2019Unione europea ha versato nelle casse egiziane un prestito di 500 milioni di euro. Spiccioli, se si pensa che negli ultimi mesi l\u2019Egitto ha ricevuto da Qatar e Arabia Saudita prestiti pari a 5 miliardi di dollari. Intanto Morsi sta cercando di far capire alla comunit\u00e0 internazionale perch\u00e9 l\u2019intesa tra Fratelli musulmani e militari \u00e8 affidabile e duratura, al fine di ottenere un maggiore impegno da parte del Fondo monetario internazionale per colmare il deficit egiziano.<\/p>\n<p>Intanto Doha ha doppiato tutti e dal sostegno logistico e politico alle rivolte \u00e8 passata ad una nuova fase, gi\u00e0 ampiamente pronosticata sin dall\u2019inizio delle manifestazioni. In realt\u00e0 la strategia di penetrazione finanziaria del Qatar era gi\u00e0 iniziata ad aprile di quest\u2019anno, quando la Qnb ha acquisito il 49% della Banca libica del Commercio e dello Sviluppo basata a Bengasi. Non solo, ma ha anche avanzato un\u2019offerta di 250 milioni di dollari per rilevare il 60% della EFG-Hermes uno dei principali istituti finanziari della regione. Sebbene la trattativa sia ancora in corso di definizione, l\u2019enorme disponibilit\u00e0 di capitale dell\u2019emirato del Golfo si sta ormai riversando nell\u2019intera regione, dalla Tunisia all\u2019Iraq.<\/p>\n<p>La buona notizia, quindi, \u00e8 che se i grandi istituti di credito mediorientali stanno tornando a guardare all\u2019Egitto vuol dire che nel Golfo serpeggia un certo ottimismo sulla stabilizzazione politica del paese. I dubbi tuttavia restano. L\u2019attuale dibattito economico al Cairo \u00e8 incentrato sulle prospettive di un\u2019eventuale svalutazione della sterlina egiziana: se da un lato incoraggerebbe le esportazioni, dall\u2019altro farebbe perdere la fiducia degli investitoti esteri generando inflazione. Morsi ha recentemente smentito qualsiasi intervento svalutativo ma la cautela \u00e8 d\u2019obbligo vista la drastica riduzione del credito dall\u2019inizio della rivoluzione.<\/p>\n<p>In Qatar invece, secondo Standard &amp;Poor\u2019s, l\u2019elevato prezzo del petrolio e la graduale diversificazione economica assicureranno con ogni probabilit\u00e0 bassi rischi per il capitale dell\u2019emirato. Ma il sostegno del Golfo potrebbe non essere sufficiente a dimostrare anche agli altri paesi arabi che la strada delle riforme democratiche sia la pi\u00f9 vantaggiosa. Se da una parte la strategia di espansione del Qatar nelle piazze infuocate dalla Primavera araba sta portando i frutti sperati, l\u2019Egitto \u00e8 cosciente che l\u2019aiuto occidentale \u00e8 imprescindibile.<\/p>\n<p>La tanto temuta deriva islamista \u00e8 stata pi\u00f9 volte ridimensionata da Morsi durante il suo recente viaggio in Cina, ribadendo allo stesso tempo l\u2019intoccabilit\u00e0 degli accordi di pace con Israele. Ad oggi, la linea di Morsi e l\u2019apertura agli investimenti privati esteri sembrano prevalere. Ma saranno le riforme strutturali annunciate dal presidente neo-eletto, a dimostrare se la Fratellanza e i militari riusciranno a trovare una reale intesa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Qatar national bank (Qnb) ha avviato le trattative per acquisire il 77% della sussidiaria egiziana di Soci\u00e9t\u00e9 G\u00e9n\u00e9rale, la Nsgb, ovvero il secondo gruppo bancario privato egiziano. 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