{"id":21590,"date":"2012-10-22T00:00:00","date_gmt":"2012-10-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-valore-del-nobel-allue\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:29","slug":"il-valore-del-nobel-allue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/il-valore-del-nobel-allue\/","title":{"rendered":"Il valore del Nobel all\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>I commenti che hanno fatto seguito al conferimento del Nobel per la pace all\u2019Unione europea costituiscono un termometro assai preciso &#8211; entusiasticamente caldo, gentilmente tiepido o gelidamente imbarazzato se non addirittura risentito- dell\u2019europeismo nei vari Stati membri. Il sarcasmo usato soprattutto dai giornali inglesi cerca di sminuire, non potendolo negare, il fatto che il Nobel ha colto l\u2019essenza del processo di integrazione europea.<\/p>\n<p><b>Interdipendenza<\/b><br \/>L\u2019Unione \u00e8 al contempo ordinamento e processo, o meglio un ordinamento che evolve secondo un processo ancora <i>in fieri<\/i>. Ed \u00e8 appunto all\u2019Unione come processo di pace e come metodo di integrazione che il Nobel \u00e8 stato attribuito. Il metodo europeo va ben al di l\u00e0 delle sue connotazioni istituzionali e delle sempre pi\u00f9 sfumate dicotomie fra metodo comunitario e metodo intergovernativo. \u00c8 un metodo che crea un\u2019interdipendenza profonda e costringe tutti gli Stati membri, grazie agli intrecci che esso crea a tutti i livelli, a sedersi attorno ad un tavolo per risolvere i problemi.<\/p>\n<p>\u00c8 un metodo, inoltre, che tende replicare ed estendere, aprendosi a nuovi Stati membri, i successi ottenuti sul piano interno ognuno dei quali a suo tempo ha costituito una sfida enorme: la pacificazione fra Francia e Germania, la stabilizzazione democratica di Stati che uscivano da dittature (Grecia, Spagna e Portogallo), la riunificazione fra le due Germanie, l\u2019integrazione degli Stati dell\u2019Est europeo. <\/p>\n<p>La sfida aperta al momento \u00e8 quella di creare una pacificazione profonda e definitiva fra gli Stati dei Balcani. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che nella guerra della ex Jugoslavia l\u2019incapacit\u00e0 di intervento dell\u2019Ue \u00e8 stata evidente, tanto quanto la sua necessit\u00e0 di appellarsi alla Nato, \u00e8 altres\u00ec vero che la pace come tregua militare non basta se non \u00e8 poi seguita da un processo di reale pacificazione e riconciliazione.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 appunto il metodo dell\u2019Unione: creare non semplice coesistenza pacifica ma integrazione e agire non solo per la pace come assenza di guerre, ma per una vera e duratura riconciliazione. L\u2019attribuzione del Nobel deve essere un momento per ricordare tutto questo, soprattutto per far riflettere le nuove generazioni che danno per scontati i benefici che l\u2019Unione europea ha apportato. \u00c8 importante dunque che alla cerimonia di consegna l\u2019Unione partecipi con una rappresentanza che sottolinei la solennit\u00e0 dell\u2019evento.<\/p>\n<p><b>Questione politica<\/b><br \/>In proposito si \u00e8 gi\u00e0 aperto un balletto di ipotesi e scaramucce su chi dovr\u00e0 rappresentare l\u2019Ue. Il Trattato di Lisbona prevede vari figure di rappresentanza dell\u2019Ue sul piano esterno, a seconda del livello (ministeriale o di <i>high policy<\/i>) e del campo (Pesc o altre relazioni esterne). Per semplificare si pu\u00f2 dire che l\u2019Ue \u00e8 rappresentata, nella Pesc, dal presidente del Consiglio europeo ad alto livello e a livello ministeriale dall\u2019Alto rappresentante, mentre nelle altre materie dal presidente della Commissione al pi\u00f9 alto livello e ancora dall\u2019Alto rappresentante a livello ministeriale. Nessun ruolo spetta invece ormai alla presidenza di turno dei singoli Stati.<\/p>\n<p>Se si volesse risolvere la cosa da un punto di vista giuridico si dovrebbe dunque disquisire su competenze e livelli politici. \u00c8 il Nobel una questione di politica estera? In tal caso esso dovrebbe essere ritirato da Herman Van Rompuy. O invece esso rappresenta un riconoscimento all\u2019insieme delle politiche, per lo pi\u00f9 interne, che hanno nel tempo prodotto la pacificazione mediante integrazione, secondo il metodo sopra illustrato? In questo caso sarebbe il presidente della Commissione a poter rivendicare la consegna a nome dell\u2019Ue. Una soluzione salomonica, che non violerebbe nessuna norma del Trattato, sarebbe probabilmente quella di inviare entrambi i presidenti.<\/p>\n<p>Sarebbe invece sicuramente un grave errore lasciare che, in nome del suo doppio ruolo all\u2019interno della Commissione e del Consiglio, fosse l\u2019Alto rappresentante Ashton a ritirare il premio, perch\u00e9 ci\u00f2 significherebbe considerarlo una questione politicamente secondaria.  Per comprendere meglio, sarebbe come se, qualora un simile premio fosse attribuito all\u2019Italia, a ritirarlo non fosse n\u00e9 il presidente della Repubblica, n\u00e9 il capo del governo, ma il ministro degli esteri.<\/p>\n<p><b>Unit\u00e0<\/b><br \/>La questione \u00e8 per\u00f2 politica oltre che giuridica e merita soluzioni comprensibili, sia per i cittadini che agli occhi del mondo.  Sebbene il Parlamento europeo non abbia alcun potere di rappresentare l\u2019Ue sul piano esterno, una delegazione che comprenda i tre Presidenti (del Consiglio europeo, della Commissione e del Parlamento europeo) potrebbe forse meglio rappresentare l\u2019unit\u00e0 istituzionale dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Qualunque sia il numero dei rappresentanti che l\u2019Ue invier\u00e0 a ritirare il premio, \u00e8 importante che il messaggio che verr\u00e0 letto ad Oslo esprima unit\u00e0 (e non diversi approcci istituzionali) e sia all\u2019altezza dell\u2019occasione: le istituzioni devono evitare di trasformare in compito burocratico quella che deve invece essere un\u2019occasione storica di riflessione, prima di tutto per i cittadini.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I commenti che hanno fatto seguito al conferimento del Nobel per la pace all\u2019Unione europea costituiscono un termometro assai preciso &#8211; entusiasticamente caldo, gentilmente tiepido o gelidamente imbarazzato se non addirittura risentito- dell\u2019europeismo nei vari Stati membri. Il sarcasmo usato soprattutto dai giornali inglesi cerca di sminuire, non potendolo negare, il fatto che il Nobel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[83,139,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21590"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21590"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62664,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21590\/revisions\/62664"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}