{"id":21620,"date":"2012-10-26T00:00:00","date_gmt":"2012-10-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-primavera-araba-si-ferma-ad-algeri\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:28","slug":"la-primavera-araba-si-ferma-ad-algeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/la-primavera-araba-si-ferma-ad-algeri\/","title":{"rendered":"La primavera araba si ferma ad Algeri"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019inizio di ottobre l\u2019Algeria ha votato la fiducia all\u2019esecutivo guidato da Abdelmalek Sellal, che sostituisce il leader del Raggruppamento nazionale democratico (Rnd) Ahmed Ouyahia. Il cambio era atteso dalle elezioni parlamentari di maggio, in cui l\u2019Rnd non aveva brillato, ma l\u2019articolata composizione di interessi del sistema politico algerino ha determinato un ritardo di circa quattro mesi. La scelta di Sellal, tecnocrate non affiliato ad alcuna corrente ma considerato vicino al presidente Bouteflika, \u00e8 stata letta da pi\u00f9 parti come una vittoria di quest\u2019ultimo sull\u2019<i>establishment <\/i>militare e sulle personalit\u00e0 che aspirano a succedergli allo scadere del mandato presidenziale nel 2014.<\/p>\n<p><b>Nuova Costituzione <\/b><br \/>\nLa compagine di governo subisce poche variazioni rispetto all\u2019esecutivo uscente e vengono confermati tutti i dicasteri pi\u00f9 importanti. Anche il programma politico non presenta stravolgimenti: tra le prime misure, confermati il calmieramento dei prezzi per beni di largo consumo, elettricit\u00e0 e carburanti, il piano per la costruzione di nuovi alloggi e la strategia rivolta alla creazione di posti di lavoro.<\/p>\n<p>I prossimi mesi saranno decisivi per la riforma della Costituzione, che deve ridisegnare il quadro istituzionale per garantire stabilit\u00e0 dopo l\u2019uscita di scena di Bouteflika. Il premier Sellal cercher\u00e0 di portare avanti il progetto sponsorizzato dal presidente, ma proprio su questo tema potrebbero prodursi duri scontri politici tra i diversi gruppi di interesse.<\/p>\n<p>L\u2019altra grande questione che investe l\u2019agenda politica \u00e8 l\u2019energia. L\u2019aumento dei consumi interni e il declino produttivo dei giacimenti di petrolio e gas costringe l\u2019esecutivo a rilanciare l\u2019attivit\u00e0 esplorativa per non contrarre le esportazioni, che garantiscono il 70% delle entrate pubbliche. La carenza di elettricit\u00e0, invece, \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso fonte di proteste popolari. Entro la fine dell\u2019anno dovrebbe essere approvata la riforma della legge sugli idrocarburi che introdurr\u00e0 incentivi per i settori <i>offshore <\/i>e <i>unconventional<\/i>. Parallelamente, sono attesi investimenti per potenziare la generazione elettrica e muovere i primi passi nel settore delle energie rinnovabili.<\/p>\n<p><b>Vista dall\u2019Ue<\/b><br \/>\nL\u2019Algeria rappresenta un importante baluardo di stabilit\u00e0 in un Nord Africa sconvolto dalle \u201cprimavere arabe\u201d e l\u2019Unione europea, in forza dei legami economici ed energetici che intercorrono con Algeri, guarda con grande interesse alla tenuta del suo sistema politico-istituzionale.<\/p>\n<p>Il paese ha superato la fase pi\u00f9 accesa delle rivolte senza destabilizzazioni rilevanti e, grazie alla prosperit\u00e0 finanziaria generata dalle rendite (<i>revenues<\/i>) petrolifere, \u00e8 in grado di realizzare interventi socioeconomici per arginare il malcontento popolare. Nel breve termine, quindi, \u00e8 la successione al presidente Bouteflika a rappresentare il principale elemento di incertezza. Nei 18 mesi che separano il paese dall\u2019appuntamento con le presidenziali la competizione tra le elite di potere potrebbe farsi pi\u00f9 serrata, soprattutto in assenza di un candidato chiaramente favorito.<\/p>\n<p>Nel medio-lungo periodo, invece, malgoverno e condizioni socioeconomiche della popolazione sollevano timori sulla solidit\u00e0 del sistema. In assenza di meccanismi democratici capaci di incanalare il dissenso verso forme civili di protesta, le dinamiche demografiche (il 47% della popolazione ha meno di 24 anni) unite alla corruzione e alle scarse prospettive di sviluppo (disoccupazione giovanile oltre il 20%) costituiscono potenziali fonti di instabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Minacce dal sud<\/b><br \/>\nAl quadro di relativa stabilit\u00e0 interna al paese, si contrappone la crescente minaccia proveniente dal Sahel, in particolare dal nord del Mali, dove gruppi armati di etnia Tuareg e\/o legati ad Al Qaeda (Aqim, <i>Al Qaeda in the Islamic Maghreb<\/i>) hanno acquisito da mesi il controllo di vaste aree di territorio e conducono traffici illeciti e rapimenti, incontrando contrasto scarso se non nullo.<\/p>\n<p>L\u2019Algeria continua ad osteggiare le ipotesi di intervento internazionale, tenendo fede alla sua dottrina di non interferenza e temendo le ripercussioni interne di un\u2019operazione militare ai suoi confini. Il rischio che i movimenti eversivi e terroristici si rafforzino in tutto il Sahel, d\u2019altra parte, sta spingendo la comunit\u00e0 internazionale ad adottare delle contromisure. Il 12 ottobre scorso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cds) ha indicato un termine di 45 giorni entro cui pianificare un\u2019azione risolutiva. Il seguente vertice internazionale di Bamako del 19 ottobre, per\u00f2, non \u00e8 riuscito a mettere d\u2019accordo i divergenti approcci. L\u2019Ecowas (<i>Economic Community of West African States<\/i>) e la Francia spingono per l\u2019intervento militare. Gli Stati Uniti ed altre capitali africane, invece, sembrano preferire soluzioni pi\u00f9 prudenti.<\/p>\n<p>L\u2019azione bellica non sembra quindi imminente e ulteriori sviluppi potrebbero arrivare solo a fine novembre, in coincidenza con la scadenza indicata dal Cds. La posizione dell\u2019Algeria, in ogni caso, avr\u00e0 un peso decisivo. Nessun altro attore della regione pu\u00f2 infatti contare su una posizione geografica, una capacit\u00e0 militare e una esperienza in materia di lotta al terrorismo pari a quella di Algeri.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio di ottobre l\u2019Algeria ha votato la fiducia all\u2019esecutivo guidato da Abdelmalek Sellal, che sostituisce il leader del Raggruppamento nazionale democratico (Rnd) Ahmed Ouyahia. 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