{"id":21640,"date":"2012-10-29T00:00:00","date_gmt":"2012-10-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/risposta-ue-al-terrorismo\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:27","slug":"risposta-ue-al-terrorismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/risposta-ue-al-terrorismo\/","title":{"rendered":"Risposta Ue al terrorismo"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda del giovane estremista Mohammed Merah che lo scorso marzo ha causato la morte di tre soldati francesi, un insegnante e tre bambini ebrei nel sud della Francia, e conclusasi con la morte dello stesso attentatore, costituisce solo l&#8217;ultimo tra gli episodi pi\u00f9 eclatanti che testimoniano il riaffiorare di diverse forme di minaccia terroristica in Europa.<\/p>\n<p>Il continente ha, infatti, una lunga tradizione di lotta a gruppi terroristici che ne hanno messo in pericolo per decenni la sicurezza. Per dare una dimensione al fenomeno, basti ricordare che l\u2019agenzia europea Europol riporta 174 attacchi terroristici negli Stati membri dell&#8217;Ue e 484 persone arrestate per reati connessi nel solo 2011 (dati EU <i>Terrorism and Situation Trend Report<\/i>, TE &#8211; SAT 2012).<\/p>\n<p><b>Azione comune<\/b><br \/>Se nel passato erano soprattutto gruppi di matrice nazionale (<i>Rote Arm\u00e9 Fraktion, Brigate Rosse, IRA ed ETA<\/i>) a compiere azioni terroristiche, gli attentati dell&#8217;11 settembre 2001 hanno evidenziato l&#8217;esistenza di una minaccia di portata globale che richiede una risposta altrettanto globale. Alla luce di quegli eventi, ed ancor pi\u00f9 in seguito agli attentati del marzo 2004 a Madrid e del luglio 2005 a Londra, gli Stati membri dell&#8217;Unione europea (Ue) hanno sviluppato una serie di politiche e misure volte a dare una risposta comune ad una minaccia che non conosce frontiere. <\/p>\n<p>L&#8217;azione dell&#8217;Europa non \u00e8 si \u00e8 limitata alle espressioni di solidariet\u00e0 atlantica verso gli Stati Uniti. Si \u00e8 tradotta, piuttosto, nella costruzione di un incisivo apparato politico-giuridico volto a rafforzare il coordinamento delle azioni degli Stati membri nel mantenimento della sicurezza al loro interno ed esteso fino alla proiezione della lotta al terrorismo verso Stati terzi.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero, infatti, che la responsabilit\u00e0 primaria della lotta al terrorismo resta una competenza degli stati nazionali, l&#8217;Ue ha tuttavia creato un quadro istituzionale e legislativo che intende facilitare l&#8217;azione delle autorit\u00e0 dei paesi membri attraverso, ad esempio, misure di coordinamento giudiziario e di <i>intelligence<\/i> in grado di rendere pi\u00f9 efficaci la prevenzione e la reazione ad attacchi terroristici. Nel dicembre 2005 l&#8217;Ue si \u00e8 cos\u00ec dotata di una Strategia antiterrorista che fissa priorit\u00e0 ed obiettivi del contrasto al terrorismo che poggiano su quattro pilastri: prevenire, perseguire, proteggere e rispondere.<\/p>\n<p>All&#8217;interno delle quattro aree di azione la Strategia indica una serie di misure da attuare al fine di combattere i fenomeni terroristici sottolineando tuttavia la necessit\u00e0 di rispettare e promuovere la democrazia e lo Stato di diritto. Con la decisione quadro del 13 giugno 2002 (2002\/475\/GAI), l&#8217;Unione ha inoltre adottato, prima organizzazione internazionale a farlo, una definizione comune del reato di terrorismo. Un risultato, quest&#8217;ultimo, tanto pi\u00f9 notevole se si considera che il mancato accordo sulla fattispecie criminale di terrorismo continua ad essere, da decenni, il vero ostacolo all&#8217;adozione di una convenzione universale in materia di lotta al terrorismo in ambito Onu.<\/p>\n<p>Dal punto di vista legislativo, \u00e8 stata poi di particolare rilievo l&#8217;introduzione nel 2002 del mandato d&#8217;arresto europeo, che ha sostituito le procedure di estradizione tra gli stati membri rendendo pi\u00f9 veloce ed efficace la cooperazione tra le magistrature dei vari paesi, quasi ormai agissero in un unico spazio di giustizia (basti pensare a complessit\u00e0, lunghezza e difficolt\u00e0 delle estradizioni per comprendere la portata di questo strumento). Ad esso si affianca da tempi pi\u00f9 recenti il mandato europeo di ricerca delle prove, anch&#8217;esso volto a facilitare la cooperazione giudiziaria penale.<\/p>\n<p><b>Nuove missioni<\/b><br \/>All&#8217;adozione di questi (ed altri) strumenti legislativi si \u00e8 affiancata un&#8217;opera di rafforzamento istituzionale, in particolare delle agenzie, come Europol ed Eurojust, la cui missione \u00e8 di favorire la cooperazione tra le autorit\u00e0 nazionali giudiziarie (Eurojust) e di<i> law enforcement <\/i>(Europol), in particolare attraverso lo scambio di informazioni investigative e di <i>intelligence<\/i>. Nuova \u00e8 invece l&#8217;istituzione della figura del Coordinatore europeo antiterrorismo, il cui mandato \u00e8 proprio quello di coordinare l&#8217;azione delle varie istituzioni Ue protagoniste della lotta al terrorismo cos\u00ec come il monitoraggio dell&#8217;attuazione delle politiche settoriali dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p> Alla dimensione interna, quasi \u201cnazionale\u201d diremmo, del coordinamento delle attivit\u00e0 investigative e giudiziarie, si affianca poi una dimensione esterna, pi\u00f9 propriamente politico-diplomatica, che riguarda l&#8217;azione svolta dall&#8217;Ue al di fuori dei suoi confini, in aree di particolare interesse dove l&#8217;instabilit\u00e0 e la presenza terroristica (soprattutto di matrice qaedista) minacciano direttamente ed indirettamente la sicurezza dell&#8217;Europa. \u00c8 d&#8217;altra parte la stessa Strategia del 2005 a fissare l&#8217;obiettivo di proteggere i cittadini dell&#8217;Unione combattendo la minaccia terroristica \u201csu scala mondiale\u201d.<\/p>\n<p>Questa crescente attenzione alla dimensione esterna si concentra oggi in particolare verso le minacce provenienti da paesi ed aree particolarmente esposte come Afghanistan, Pakistan, Yemen o la regione del Sahel in cui l&#8217;Ue vuole contribuire attivamente alla prevenzione e repressione del fenomeno terrorista. <\/p>\n<p>Proprio la crescita esponenziale dei rischi provenienti dalla fascia del Sahel ha indotto l&#8217;Unione a lanciare, lo scorso luglio, una nuova missione Psdc, Eucap Sahel. La missione mira a sostenere il Niger e possibilmente anche Mali e Mauritania, nel contrasto alle molteplici organizzazioni terroristiche (tra cui Al-Qaeda nel Maghreb Islamico \u2013 Aqmi &#8211; in cui \u00e8 confluito il gruppo salafita per la predicazione ed il combattimento gi\u00e0 attivo in Algeria negli anni novanta ed altri gruppi affiliati come Mujao e Ansar Dine).<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo sar\u00e0 essenzialmente quello di supportare le autorit\u00e0 locali nel rafforzamento delle loro capacit\u00e0 di prevenzione e lotta al terrorismo e contribuire allo sviluppo di strategie e misure nazionali di contrasto alle minacce.<\/p>\n<p>L&#8217;esigenza dell\u2019Ue di preparare una tale missione indica anche la presa di coscienza  di un nesso sempre pi\u00f9 profondo tra la sicurezza interna ed esterna, soprattutto di fronte ad una minaccia asimmetrica come il terrorismo. Da qui la necessit\u00e0 di coordinare politiche di sicurezza in una visione pi\u00f9 estesa. Per cui una missione di assistenza alla lotta al terrorismo in Niger diventa strumento di promozione della sicurezza anche dei cittadini dell&#8217;Ue, perch\u00e9 previene le possibili minacce asimmetriche che potranno provenire da quell\u2019area.<\/p>\n<p>In una prospettiva pi\u00f9 ampia, la missione Eucap Sahel sar\u00e0 anche un nuovo banco di prova per vedere se l&#8217;Unione riuscir\u00e0 a contribuire agli obiettivi di pace e sicurezza, democrazia e solidariet\u00e0 nelle relazioni internazionali sanciti dal Trattato di Lisbona.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda del giovane estremista Mohammed Merah che lo scorso marzo ha causato la morte di tre soldati francesi, un insegnante e tre bambini ebrei nel sud della Francia, e conclusasi con la morte dello stesso attentatore, costituisce solo l&#8217;ultimo tra gli episodi pi\u00f9 eclatanti che testimoniano il riaffiorare di diverse forme di minaccia terroristica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,110,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21640"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21640"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21640\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61943,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21640\/revisions\/61943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}