{"id":2170,"date":"2006-10-25T00:00:00","date_gmt":"2006-10-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lambizioso-programma-dellitalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:14","slug":"lambizioso-programma-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/10\/lambizioso-programma-dellitalia\/","title":{"rendered":"L\u2019ambizioso programma dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Con un\u2019elezione giustamente definita plebiscitaria, l\u2019Italia \u00e8 divenuta membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cds) per il biennio 2007-2009. \u00c8 la sesta volta che essa viene eletta in Consiglio: l\u2019ultima fu per il biennio 1995-1996, mentre registr\u00f2 una sonora bocciatura a favore della Norvegia durante l\u2019elezione del 2000 (per il biennio successivo). Archiviata l\u2019euforia della vittoria, occorre ora chiedersi come l\u2019Italia utilizzer\u00e0 il biennio di permanenza in Consiglio. <\/p>\n<p>Nonostante sia un periodo estremamente breve, il Ministro degli Affari esteri Massimo d\u2019Alema ha tracciato un programma ambizioso, che si articola nei seguenti punti: 1) impegno per un ruolo sempre pi\u00f9 efficace delle Nazioni Unite e degli organismi multilaterali; 2) supporto per una riforma delle Nazioni Unite in senso democratico, rappresentativo e consensuale; 3) impegno a contribuire fattivamente alla soluzione delle controversie e delle crisi internazionali per garantire la stabilit\u00e0, lo sviluppo e la pace; 4) stretto coordinamento con i partner comunitari, in modo da rappresentare in Cds le istanze dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p><b>Obiettivo efficacia<\/b><br \/>Il primo punto, essendo il pi\u00f9 generico, \u00e8 insieme il pi\u00f9 facile e il pi\u00f9 difficile. L\u2019immagine delle Nazioni Unite si \u00e8 molto appannata, dopo la vicenda irachena e lo scandalo oil-for-food. Nel grande pubblico, le Nazioni Unite sono percepite come il governo mondiale (il che \u00e8 errato), ma le dimostrazioni d\u2019impotenza non giovano certo all\u2019effettivit\u00e0 dell\u2019organizzazione mondiale. Fanno nascere idee del tutto diverse, come le \u201ccoalitions of able and willing\u201d, che si manifestano in molti settori di competenza dell\u2019Organizzazione, a cominciare dal mantenimento della pace, alla lotta al terrorismo internazionale, o alla non proliferazione. Una politica per l\u2019Italia non \u00e8 quella di inseguire un multilateralismo che forse non c\u2019\u00e8 mai stato, ma di rendere le coalizioni ad hoc, che talvolta hanno funzionato e funzionano, complementari all\u2019azione delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>\tLa riforma delle Nazioni Unite in senso democratico, rappresentativo e consensuale \u00e8 forse l\u2019obiettivo pi\u00f9 ambizioso dei quattro proposti. Di per s\u00e9 le Nazioni Unite non sono un organismo \u201cdemocratico\u201d, essendo governate da una istituzione, il Cds, dove i cinque membri permanenti, con il loro diritto di veto, sono pi\u00f9 \u201ceguali\u201d degli altri. Finora i tentativi di riforma intrapresi dal Segretario Generale sono naufragati o hanno ottenuto scarso successo. <\/p>\n<p>A parte l\u2019annosa questione della riforma del Cds, su cui si dir\u00e0 tra breve, il lavori di questi ultimi anni hanno prodotto ben poca cosa: la costituzione di una Commissione per la costruzione della pace e la creazione di un Consiglio dei diritti umani, in sostituzione della Commissione dei diritti dell\u2019uomo. Ma la prima \u00e8 un organo burocratico che, senza risorse, non potr\u00e0 conseguire risultati pratici. Il secondo \u00e8 un organo elefantiaco, appena al di sotto del numero dei membri della Commissione dei diritti dell\u2019uomo, ma con gli stessi vizi. Ne fanno parte Stati il cui tasso di democraticit\u00e0 \u00e8 tutto da dimostrare. L\u2019Italia \u00e8 in corsa per la conquista di un seggio con mandato pieno nel 2007 e la presenza in seno al Cds dovrebbe favorirne l\u2019elezione. Naturalmente tutto il lavoro svolto negli anni scorsi per la riforma delle Nazioni Unite non deve essere lasciato cadere e deve proseguire, anche con l\u2019impegno dell\u2019Italia.<\/p>\n<p><b>I poteri del Cds<\/b><br \/>Piuttosto indico due punti \u201cminori\u201d su cui l\u2019Italia potrebbe dare un contributo in conformit\u00e0 alle sue tradizioni giuridiche. Il primo riguarda i poteri legislativi che si \u00e8 arrogato il Cds, difficilmente riconducibili allo statuto delle Nazioni Unite e in evidente contrasto con i propositi di rendere pi\u00f9 democratica l\u2019organizzazione. Negli ultimi anni, invece di ricorrere alla conclusione di trattati internazionali, che per entrare in vigore presuppongo la ratifica degli Stati, il Cds ha preferito percorrere una scorciatoia e adottare  risoluzioni che contengono una legislazione internazionale (ad esempio, in materia di terrorismo o non proliferazione): esse, entrando in vigore per tutti i membri delle Nazioni Unite appena sono adottate, premiano l\u2019efficienza, ma non la democrazia. L\u2019urgenza della situazione e la salvaguardia della pace probabilmente rendono tali risoluzioni improcrastinabili, ma sarebbe opportuno che la loro adozione fosse preceduta da un\u2019ampia consultazione.<\/p>\n<p>Il secondo ha per oggetto il deferimento dei responsabili di crimini internazionali alla Corte penale internazionale (Cpi). Il Cds ha il potere di deferire alla Corte il presunto reo, anche se questi non sia cittadino di uno Stato parte dello statuto della Cpi o il crimine non sia stato commesso nel territorio di quest\u2019ultimo. L\u2019Italia potrebbe farsi parte attiva del procedimento.<\/p>\n<p>Quanto all\u2019impegno a contribuire al superamento delle crisi internazionali, si tratta di una costante della politica estera italiana. Prova ne sia, da ultimo, il contributo dato alla soluzione della crisi libanese e alla partecipazione all\u2019Unifil. Per non parlare delle altre missioni in cui l\u2019Italia \u00e8 presente, ma senza sottacere il ritiro dal pantano iracheno che, peraltro, era nei programmi di governo. Ma non sarebbe il caso di ventilare iniziative pi\u00f9 ambiziose, tipo il dispiegamento di una forza d\u2019interposizione in Palestina?<\/p>\n<p>Il seggio europeo, in seno al Cds, \u00e8 stato un progetto italiano, gi\u00e0 formulato negli anni \u201890. Per quanto generosa, la proposta si scontra con l\u2019art. 4 dello Statuto delle Nazioni Unite, secondo cui solo gli Stati possono far parte dell\u2019Organizzazione. Il programma del governo Prodi \u00e8 ripiegato su una proposta giuridicamente pi\u00f9 fattibile, ma politicamente poco percorribile: quella di inserire nella delegazione italiana un rappresentante del Consiglio dell\u2019Unione europea (Ue) e un rappresentante di quello che viene indicato come il Ministro degli Affari esteri in fieri dell\u2019Ue (l\u2019Alto rappresentante per la politica estera e di scurezza comune, cio\u00e8 Solana). Ma la relativa decisione, affinch\u00e9 abbia una valenza politica e non sia un fatto meramente burocratico e occasionale, dovrebbe essere presa a livello di Consiglio dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>La Germania, che aspira ad un seggio permanente nel Cds non ne sarebbe entusiasta, come non lo sarebbero Francia e Regno Unito, che sono membri permanenti del Cds e la cui posizione di preminenza \u00e8 consacrata dall\u2019art. 19, ultimo comma, del Trattato Ue. \u00c8 vero che tale disposizione impone un obbligo di consultazione e di difendere le posizioni comuni. Ma a patto che queste ci siano! <\/p>\n<p>La guerra irachena e la divisione tra Francia e Regno Unito sono stati l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante, ma l\u2019elenco potrebbe continuare anche con episodi recenti avvenuti in seno all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite. I membri  europei del Cds informano gli altri membri dell\u2019Unione, ma sta di fatto che sulle questioni pi\u00f9 importanti, ad esempio in materia nucleare, la posizione occidentale \u00e8 il risultato di consultazioni a tre (Francia, Germania e Stati Uniti). Meglio quindi per l\u2019Italia proseguire con la strada intrapresa con la proposta <i>Uniting for Consensus<\/i>, che non prevede l\u2019aumento dei membri permanenti del Cds, ma solo di quelli non permanenti, con la possibilit\u00e0 di rielezione immediata dopo un biennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con un\u2019elezione giustamente definita plebiscitaria, l\u2019Italia \u00e8 divenuta membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cds) per il biennio 2007-2009. \u00c8 la sesta volta che essa viene eletta in Consiglio: l\u2019ultima fu per il biennio 1995-1996, mentre registr\u00f2 una sonora bocciatura a favore della Norvegia durante l\u2019elezione del 2000 (per il biennio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,103],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2170"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63651,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2170\/revisions\/63651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}