{"id":21700,"date":"2012-11-05T00:00:00","date_gmt":"2012-11-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/governo-e-finmeccanica-il-convitato-di-pietra\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:25","slug":"governo-e-finmeccanica-il-convitato-di-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/11\/governo-e-finmeccanica-il-convitato-di-pietra\/","title":{"rendered":"Governo e Finmeccanica: il convitato di pietra"},"content":{"rendered":"<p>Se non interverranno fatti nuovi, il 2012 sar\u00e0 probabilmente destinato ad essere ricordato come uno degli anni pi\u00f9 difficili nella storia della Finmeccanica, nonostante abbia conseguito due importanti risultati sul mercato internazionale: la realizzazione, insieme all\u2019americana <i>Northrop Grumman<\/i>, di un sistema di comunicazioni sicure fra una cinquantina di sedi Nato sparse in ventotto paesi e la vendita di trenta addestratori M 346 ad Israele, uno dei pi\u00f9 esigenti clienti al mondo.<\/p>\n<p>&lt;b<br \/>\nDiversi i fattori negativi che stanno mettendo in difficolt\u00e0 il pi\u00f9 grande gruppo italiano impegnato nell\u2019area delle tecnologie avanzate. Alcuni fattori hanno cause esogene e colpiscono egualmente anche i competitori. La crisi economica e finanziaria, soprattutto europea, sta portando a significativi tagli degli investimenti nel settore della sicurezza e difesa e, pi\u00f9 in generale, in tutti i settori a prevalente domanda pubblica (come lo spazio) o nelle attivit\u00e0 supportate come la ricerca tecnologica.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia si profila un\u2019ulteriore riduzione e diluizione di alcuni importanti programmi di acquisizione, soprattutto se, a causa delle resistenze politiche, la riorganizzazione dello strumento militare proposta dal ministro della difesa Giampaolo Di Paola dovesse subire dei ritardi.<\/p>\n<p>Nel frattempo si sta verificando una totale assenza di nuovi programmi di collaborazione europea o l\u2019avvio di programmi esclusivi fra i maggiori paesi, che colpiscono particolarmente l\u2019Italia dove \u00e8 pi\u00f9 difficile avviare programmi alternativi nazionali o bilaterali per la limitazione dei fondi disponibili (ovviamente proporzionali al numero dei partecipanti) e dove solo la valenza politica di un programma \u201ceuropeo\u201d potrebbe consentire di raschiare il fondo del barile del bilancio statale.<\/p>\n<p>Per altro, non va sottovalutato un certo rigurgito \u201cautarchico\u201d (per ragioni sociali e politico-elettorali) in molti paesi industrializzati, Stati Uniti in primis, che riduce ulteriormente il gi\u00e0 difficile accesso ai loro mercati. A livello internazionale, la crisi economica sta spingendo anche alcuni potenziali clienti a rinviare o diluire i previsti programmi di ammodernamento. La competizione si \u00e8, quindi, fatta pi\u00f9 feroce in un mercato sempre poco trasparente, in cui tutti i mezzi sono utilizzati per acquisire nuove commesse.<\/p>\n<p><b>Nuovo ciclo <\/b><br \/>\nUnico aspetto positivo in quest\u2019anno sfortunato \u00e8 stato il fallimento della tentata fusione <i>Eads-Bae Systems<\/i>. In caso contrario Finmeccanica avrebbe rischiato di essere marginalizzata nel mercato europeo. Ma la nuova finestra di opportunit\u00e0 non potr\u00e0 durare a lungo. L\u2019equilibrio che ha caratterizzato l\u2019industria mondiale del settore si \u00e8 rotto dopo un decennio di sostanziale stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Come la dissoluzione del blocco sovietico e la conseguente riduzione della spesa per armamenti hanno portato alla concentrazione dell\u2019industria americana nella prima met\u00e0 degli anni novanta e a quella dell\u2019industria europea a cavallo del duemila, l\u2019attuale crisi economica \u00e8 destinata ad aprire un nuovo ciclo di ristrutturazione industriale. Nel caso <i>Bae Systems <\/i>tentasse un accordo transatlantico o si arrivasse alla costituzione di un nuovo grande gruppo fra <i>Thales, Dassault<\/i> e <i>Safran <\/i>(ancora pi\u00f9 \u201cfrancese\u201d di Eads) o, comunque, la struttura industriale europea si gerarchizzasse ulteriormente, Finmeccanica finirebbe in un angolo. A meno che non riesca a consolidare rapidamente una strategia di alleanze internazionali che la metta in sicurezza, anche se, forse, al prezzo di una minore autonomia.<\/p>\n<p>Questo obiettivo potrebbe essere meglio perseguito puntando ad integrazioni settoriali che non tocchino gli assetti proprietari dei gruppi coinvolti. Ed eviterebbe di cadere nella trappola delle sovrapposizioni di business e di prodotto che si verificherebbero puntando ad integrazioni a livello di gruppo.<\/p>\n<p>In ogni ipotesi di consolidamento di Finmeccanica si dovr\u00e0 accettare una perdita di autonomia, parziale o settoriale. Ma, grazie alla legge 56, voluta dall\u2019attuale governo, si potr\u00e0 comunque assicurare il mantenimento sul territorio nazionale delle capacit\u00e0 tecnologiche e industriali italiane (una volta che saranno completati gli adempimenti previsti).<\/p>\n<p>Non \u00e8, per\u00f2, una scelta delegabile alla sola Finmeccanica, perch\u00e9 \u00e8 in gioco il futuro dell\u2019intero paese nel delicato comparto dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa. Dovr\u00e0, quindi, esserci un diretto coinvolgimento del governo che, insieme a Finmeccanica, verifichi le diverse ipotesi perseguibili e costruisca le condizioni politiche, giuridiche, economiche ed industriali per adottare quella prescelta.<\/p>\n<p><b>Razionalizzazione<\/b><br \/>\nAltri fattori negativi hanno cause endogene e colpiscono solo Finmeccanica. Molti nodi sono ormai venuti al pettine: contratti internazionali assunti in perdita nello scorso decennio, forte indebitamento dovuto sostanzialmente ad un\u2019espansione troppo ottimista, eccessivo numero di settori in cui il gruppo \u00e8 impegnato (alcuni come energia e trasporti completamente separati dal <i>core-business <\/i>dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa), scarsa efficacia delle soluzioni adottate per il vertice aziendale dal socio di riferimento (il governo) da ormai pi\u00f9 di un decennio, insufficiente o ritardata razionalizzazione della struttura industriale (soprattutto a causa dei condizionamenti politici).<\/p>\n<p>A questo si \u00e8 cercato di porre rimedio con la strategia adottata dal nuovo vertice aziendale, scelto dal precedente governo e confermato da quello attuale: pulizia dei conti, riduzione del debito attraverso la dismissione dei settori non-core, concentrazione delle attivit\u00e0 elettroniche in una sola societ\u00e0, internazionalizzazione dei settori non in grado di reggere autonomamente la competizione internazionale.<\/p>\n<p>Finmeccanica attraversa, di conseguenza, una delicatissima fase in cui bisogna superare gli inevitabili ostacoli politici e sociali e le altrettanto inevitabili resistenze interne alla riorganizzazione del gruppo, mantenere la fiducia del mercato finanziario, cercare nuovi mercati di sbocco a livello internazionale (soprattutto trovando partner industriali locali e vincendo concorrenti agguerriti e fortemente sostenuti dai rispettivi governi), mettere in atto una strategia di consolidamento e razionalizzazione internazionale.<\/p>\n<p>Mai come in questo momento sarebbe stata richiesta, di conseguenza, una forte concentrazione di attenzione e credibilit\u00e0 esterna del vertice aziendale, oltre che uno stretto rapporto col governo e un suo forte supporto. In questo stesso periodo si sono, invece, aperte diverse indagini giudiziarie e ciascuna di esse si \u00e8 estesa in pi\u00f9 direzioni, come avviene quando comincia a rompersi una lastra di ghiaccio. Solo nei mesi futuri si vedr\u00e0 quanto sono fondate, ma, nel frattempo, l\u2019intero gruppo \u00e8 stato coinvolto, soprattutto nella sua immagine sul mercato internazionale e presso l\u2019opinione pubblica italiana.<\/p>\n<p>Queste indagini sono state, infatti, amplificate dai mezzi di comunicazione che, in alcuni casi, hanno presentato le esportazioni del gruppo come se fossero tutte coinvolte in attivit\u00e0 di corruzione internazionale e nazionale. Come a dire che politici e militari dei nostri pi\u00f9 importanti clienti, che sono anche paesi amici, sono o sono stati corrotti. Trattandosi di vicende cos\u00ec delicate, sarebbe stata, come minimo, auspicabile maggiore prudenza. Sarebbe bastato non fare circolare cos\u00ec tante informazioni durante le indagini ed aspettarne la conclusione. Ma, evidentemente, sono in gioco altri e diversi interessi.<\/p>\n<p><b>Momento delle scelte<\/b><br \/>\nIl governo ha, comunque, le sue responsabilit\u00e0. Finmeccanica \u00e8 una societ\u00e0 di cui lo Stato, tramite il ministero dell\u2019Economia, \u00e8 il socio di riferimento: designa la maggioranza dei consiglieri di amministrazione (alcuni sono dirigenti ministeriali) e i vertici aziendali. Eventuali attivit\u00e0 di corruzione internazionale sarebbero, quindi, motivo di gravissimo imbarazzo. Abbiamo un sistema di controllo delle esportazioni militari che viene presentato come \u201cil migliore al mondo\u201d e che impone alle imprese di dichiarare eventuali \u201ccompensi di intermediazione\u201d: se, nei casi contestati, \u00e8 stato fatto e se si dimostrer\u00e0 che vi sono nascosti pagamenti illeciti, significa che il nostro sistema di controllo richiede una profonda riorganizzazione.<\/p>\n<p>Abbiamo un servizio di <i>intelligence <\/i>che avrebbe potuto aiutare il governo a capire tempestivamente se sono state effettuate attivit\u00e0 illecite: in questo caso, prima ancora della conclusione delle indagini, si doveva e poteva intervenire per mettere in sicurezza Finmeccanica, le sue controllate e i suoi dipendenti (che non devono avere dubbi n\u00e9 sulla seriet\u00e0 della loro impresa, n\u00e9 sull\u2019attenzione e il sostegno verso quello che \u00e8 un asset del paese).<\/p>\n<p>Nessuno, a parte la societ\u00e0, sembra accorgersi che tutto questo rischia di penalizzare fortemente le nostre possibilit\u00e0 di esportazione proprio verso i pi\u00f9 importanti potenziali clienti di questo decennio: India, Brasile, Indonesia, Singapore, Russia.<\/p>\n<p>Il supporto dato da governo, Forze armate, diplomazia e amministrazioni pubbliche a Finmeccanica nelle sue campagne promozionali e i conseguenti accordi intergovernativi, rischiano cos\u00ec di risultare inutili o, peggio, coinvolgere ancora pi\u00f9 direttamente il nostro paese. E, indipendentemente dall\u2019esito delle indagini, \u00e8 stato creato un clima di sospetto intorno alle decisioni di questi paesi che potrebbe restare a lungo sullo sfondo dei nostri rapporti con loro. Imprevedibili sono, infine, i possibili effetti negativi sui potenziali partner industriali di Finmeccanica e sul nostro principale alleato, gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Mancano ancora due mesi alla fine dell\u2019anno. \u00c8 tempo che il governo affronti la situazione, considerando attentamente le implicazioni di ogni possibile decisione. \u00c8 tempo di aiutare Finmeccanica a sviluppare la sua strategia di razionalizzazione e internazionalizzazione e di rassicurare il mercato finanziario e il mercato internazionale della difesa che l\u2019Italia continuer\u00e0 a rimanere un attore nel settore dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se non interverranno fatti nuovi, il 2012 sar\u00e0 probabilmente destinato ad essere ricordato come uno degli anni pi\u00f9 difficili nella storia della Finmeccanica, nonostante abbia conseguito due importanti risultati sul mercato internazionale: la realizzazione, insieme all\u2019americana Northrop Grumman, di un sistema di comunicazioni sicure fra una cinquantina di sedi Nato sparse in ventotto paesi e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96,121],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21700"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21700"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64632,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21700\/revisions\/64632"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}