{"id":21770,"date":"2012-11-12T00:00:00","date_gmt":"2012-11-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/laraba-fenice-della-conferenza-sul-medioriente\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:23","slug":"laraba-fenice-della-conferenza-sul-medioriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/11\/laraba-fenice-della-conferenza-sul-medioriente\/","title":{"rendered":"L\u2019Araba Fenice della Conferenza sul Medioriente"},"content":{"rendered":"<p>Avr\u00e0 luogo la Conferenza sulla Zona priva di armi di distruzione di massa in Medio Oriente in programma per il 2012 di cui \u00e8 stato ampiamente riferito in precedenti articoli? Ormai siamo agli sgoccioli ed \u00e8 difficile immaginare che la Conferenza possa essere tenuta entro fine anno ad Helsinki, luogo programmato per l\u2019incontro.<\/p>\n<p>I tre co-sponsor  (Regno Unito, Russia e Stati Uniti) non hanno ancora diramato l\u2019invito, nonostante che il Facilitatore, nella persona del finlandese Lajava, abbia fatto il tour delle capitali interessate e messo a fuoco l\u2019architettura, con la definizione dell\u2019agenda, i paesi da invitare, le regole di procedura, ed i seguiti. Il tema \u00e8 stato ampiamente dibattuto nel secondo seminario del Consorzio dell\u2019Unione europea sulla non proliferazione svoltosi a Bruxelles il 5 e 6 novembre. <\/p>\n<p><b>Due prospettive a confronto<\/b><br \/>La Conferenza, che con ogni probabilit\u00e0 sar\u00e0 posticipata nel migliore dei casi al 2013, non dovrebbe durare pi\u00f9 di tre giorni, una settimana. Ma si tratterebbe solo del primo round. I seguiti non sono facili da immaginare. Si confrontano due scuole di pensiero. Secondo la prima, la Conferenza dovrebbe avere per oggetto solo le questioni espressamente dedicate alla sicurezza. <\/p>\n<p>A parere della seconda, \u00e8 difficile immaginare una regolamentazione della sicurezza, senza risolvere i nodi politici, che sono tanti e non consistono solo nella sistemazione del conflitto israelo-palestinese. Questa seconda scuola di pensiero sembra prevalere, o almeno ha riscosso la maggioranza dei consensi nel seminario di Bruxelles. Il seminario si \u00e8 svolto sotto gli auspici dell\u2019Ue, attore certamente importante. Ma non va dimenticato che la Conferenza di Helsinki porterebbe l\u2019imprimatur delle Nazioni Unite, che hanno proceduto, tramite il Segretario generale, a nominare il Facilitatore. <\/p>\n<p>L\u2019abbandono dell\u2019idea di una Conferenza per quanto possibile asettica, staccata dagli aspetti pi\u00f9 squisitamente politici, non \u00e8 del tutto convincente. La questione delle armi di distruzione di massa \u00e8 stata finora un tema di cui sono depositarie le elite mediorientali, espressione dei vecchi regimi, sopravvissute alla primavera araba. In fondo i negoziatori e gli esperti sono gli stessi. \u00c8 tutto da dimostrare che sia saggio, o almeno conveniente in termini di raggiungimento dei risultati, affidarsi all\u2019opinione pubblica e alle forze sprigionate dalla primavera araba. Tra l\u2019altro talune delle nuove elite non si sono ancora manifestate. Ad esempio al seminario di Bruxelles si \u00e8 notata l\u2019assenza di una delegazione diplomatica egiziana. Si rischia di prolungare inutilmente il processo. <\/p>\n<p>Contro l\u2019idea della Conferenza asettica si citano i risultati deludenti dell\u2019<i>Arms Control and Regional Security Working Group <\/i>(Acrs), che doveva accompagnare il processo di Madrid volto alla definizione della questione palestinese. Ma proprio per questo l\u2019Arcs, che si \u00e8 riunito nel 1992-1995, dimostra il contrario di quello che gli si vorrebbe imputare. Il suo fallimento si potrebbe attribuire non al fatto che l\u2019Acrs trattasse solo problemi di sicurezza, ma alla sua interconnessione con il parallelo processo politico. <\/p>\n<p>Non si nasconde che la sicurezza \u00e8 strettamente legata alla definizione del quadro politico. Occorrerebbe per\u00f2 una dimensione nuova della sicurezza e dimostrare che essa pu\u00f2 essere militarmente ottenuta senza il possesso di armi di distruzione di massa. <\/p>\n<p>In fondo una delle cause del fallimento dell\u2019Acrs \u00e8 stata la sua timidezza, essendo volto a discutere solo le Csbms e le misure di trasparenza, ma non le armi di distruzione di massa. Molti stati sono vincolati dai trattati che le bandiscono. Non per questo si sentono indifesi e alla merc\u00e9 di eventuali aggressori. <\/p>\n<p>Per il Medio Oriente occorrerebbe pensare ad un qualche meccanismo che garantisse la sicurezza degli stati privi di armi di distruzione di massa dopo la creazione della relativa Zona. Occorrerebbe cio\u00e8 pensare non tanto (o non solo) a garanzie negative, quanto a garanzie positive. La loro messa a punto dovrebbe implicare una sorta di patto di non aggressione e il soccorso dello stato attaccato da parte di stati estranei alla regione.<\/p>\n<p>In altri termini ci\u00f2 che qui viene proposto \u00e8 un processo inverso a quello generalmente auspicato.  Si definiscano i termini di una zona priva di armi di distruzione di massa. L\u2019acquisita sicurezza dovrebbe sprigionare un processo politico ed il conseguimento di obiettivi di <i>soft security<\/i>, a cominciare dai contatti tra persone, i diritti umani e la cooperazione economica. Per non parlare del terrorismo. Il primo obiettivo sarebbe quello di impedire che i terroristi si impadroniscano di armi di distruzione di massa, obiettivo poco credibile per le armi nucleari, ma niente affatto trascurabile per le armi chimiche o quelle biologiche.<\/p>\n<p><b>Nubi all\u2019orizzonte<\/b><br \/>Sulla Conferenza, qualunque sia il suo oggetto, si addensano ostacoli non trascurabili. Ne citer\u00f2 solo due, il primo insuperabile, qualora l\u2019evento temuto si realizzasse, il secondo di minore importanza e quindi risolvibile. L\u2019Iran ha annunciato che parteciper\u00e0 alla Conferenza di Helsinki. Il bombardamento dei siti nucleari iraniani, pi\u00f9 volte evocato, farebbe fallire ogni speranza di convocazione della Conferenza e ne minerebbe il fondamento. L\u2019esito delle elezioni americane sembra per il momento aver fugato questo pericolo. <\/p>\n<p>Il secondo riguarda la partecipazione della Palestina, che ha ribadito il sostegno a favore della Conferenza anche durante il convegno di Bruxelles. A che titolo parteciperebbe? Come Movimento di liberazione nazionale (Mln) o come stato? La Palestina ha ora aggiustato il tiro. Vista l\u2019impossibilit\u00e0 di divenire un membro delle Nazioni Unite, vorrebbe partecipare all\u2019Assemblea generale in qualit\u00e0 di osservatore, non pi\u00f9 come Mln (status di cui attualmente gode), bens\u00ec come stato non membro.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 gi\u00e0 stata sollevata in luglio alle Nazioni Unite in occasione del negoziato del trattato sul commercio di armi convenzionali ed ha tenuto in ostaggio il negoziato per tre settimane. Se la Palestina condizionasse la partecipazione (necessaria) alla Conferenza di Helsinki alla sua accettazione come stato, due dei co-sponsor (Regno Unito e Usa) porrebbero il veto alla Conferenza (per non parlare di Israele). Ecco che le questioni politiche farebbero di nuovo capolino e metterebbero in forse la stessa convocazione della Conferenza che dovrebbe essere invece dedicata esclusivamente alla sicurezza.<\/p>\n<p>In conclusione quello che viene qui proposto \u00e8 la convocazione di una conferenza dedicata esclusivamente ai temi della sicurezza, svincolata, per quanto possibile, dai temi pi\u00f9 squisitamente politici, estremamente conflittuali e per questo di difficile soluzione (al classico conflitto israelo-palestinese ora si \u00e8 aggiunta la guerra civile in Siria). La sicurezza dovrebbe far da detonatore al processo politico. Come garantire la sicurezza, una volta stabilita una zona priva di armi di distruzione di massa? Esempi di trattati di garanzia non mancano. Qualora la negoziazione di un trattato rischiasse di bloccare il processo, si potrebbe pensare ad una risoluzione del Consiglio di sicurezza che autorizzasse i tre co-sponsor, collettivamente o individualmente, ad intervenire in caso di aggressione ad uno stato della regione.   <\/p>\n<p> . <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avr\u00e0 luogo la Conferenza sulla Zona priva di armi di distruzione di massa in Medio Oriente in programma per il 2012 di cui \u00e8 stato ampiamente riferito in precedenti articoli? Ormai siamo agli sgoccioli ed \u00e8 difficile immaginare che la Conferenza possa essere tenuta entro fine anno ad Helsinki, luogo programmato per l\u2019incontro. 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