{"id":2180,"date":"2006-10-26T00:00:00","date_gmt":"2006-10-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dalema-cosi-si-sblocca-il-processo-di-integrazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:14","slug":"dalema-cosi-si-sblocca-il-processo-di-integrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/10\/dalema-cosi-si-sblocca-il-processo-di-integrazione\/","title":{"rendered":"D\u2019Alema: cos\u00ec si sblocca il processo di integrazione"},"content":{"rendered":"<p>Ce n\u2019era bisogno. Finalmente alcune parole chiare sulla strategia dell\u2019Italia per fare uscire dalla grave crisi il processo di integrazione europea. Le ha pronunciate il ministro degli Esteri Massimo D\u2019Alema nel suo <a href=\"http:\/\/www.esteri.it\/ita\/0_1_01.asp?id=1732\" target=\"_blank\"><b><font color=\"Blue\">discorso del 25 ottobre<\/font><\/b><\/a> all\u2019Istituto Universitario Europeo. Sul Trattato costituzionale, in particolare, la tesi di D\u2019Alema \u00e8 precisa: \u00e8 necessario salvaguardare quel testo e ripartire da esso per inserire le modifiche che i no francese e olandese hanno rese necessarie. Non valgono quindi altre scorciatoie suggerite nell\u2019ormai lunghissimo \u201cperiodo di riflessione\u201d, siano esse il \u201cNizza plus\u201d o un minitrattato come vagheggiato da Sarkozy. <\/p>\n<p>Da questo punto di vista, il governo italiano si muove con maggiore decisione sulle posizioni di Angela Merkel, che per il momento non vuole neppure sentire parlare di rimettere in questione il Trattato costituzionale. In realt\u00e0 \u00e8 evidente che esso andr\u00e0 modificato, se non altro per l\u2019ovvio motivo che non potr\u00e0 essere ripresentato tale e quale a francesi e olandesi. Ma ci\u00f2 che \u00e8 importante \u00e8 che esso non venga accantonato o stravolto.<\/p>\n<p><b>Strumenti necessari<\/b><br \/>Il ragionamento di D\u2019Alema \u00e8 di costruire, quindi, una linea di difesa intorno al \u201ccuore\u201d del Trattato di Roma 2004, allo scopo di proteggere sia il largo consenso che su quel testo era emerso in sede di Convenzione, e poi di firma da parte dei 25 capi di Governo, sia la validit\u00e0 di alcune riforme istituzionali che danno all\u2019Unione gli strumenti di cui ha oggi assoluto bisogno. E qui va detto che l\u2019analisi di D\u2019Alema \u00e8 particolarmente interessante. <\/p>\n<p>Il ministro, infatti, nota che l\u2019Unione nei suoi primi cinquant\u2019anni di vita ha essenzialmente sviluppato le politiche e le regole \u201cinterne\u201d, dal mercato unico all\u2019Euro, dove d\u00e0 prova di essere piuttosto bene attrezzata ed efficace. Mentre ha invece trascurato la dimensione esterna, sia dal punto di vista delle politiche, a parte quella commerciale (e, aggiungiamo noi, dell\u2019allargamento), che da quello delle istituzioni. E oggi le sfide e la sicurezza dell\u2019Unione si trovano pi\u00f9 al di fuori dei propri confini  che all\u2019interno di essi. <\/p>\n<p>Nella politica estera e di difesa non basta certo la figura dell\u2019Alto Rappresentante a rendere credibile ed efficace il ruolo dell\u2019Ue nel mondo. Di qui la necessit\u00e0 di mantenere tutto quello che di buono si \u00e8 riusciti a inventare e poi a negoziare nel redigere il Trattato costituzionale. <\/p>\n<p>D\u2019Alema traccia perci\u00f2 un confine invalicabile: \u201cLa creazione di un Ministro degli Affari esteri, che presieda il Consiglio e faccia parte della Commissione; la designazione di un Presidente stabile del Consiglio europeo; l\u2019estensione del voto a maggioranza qualificata sulla base del principio della doppia maggioranza; l\u2019introduzione di meccanismi di democrazia diretta e di un pi\u00f9 chiaro sistema della ripartizione di competenze e delle fonti legislative; il conferimento di forza giuridica vincolante alla Carta dei diritti.\u201d  Si tratta di indicazioni precise su cui \u201cnon riteniamo ci siano spazi per un negoziato al ribasso\u201d.<\/p>\n<p><b>La questione dei confini<\/b><br \/>L\u2019altro tema forte dell\u2019agenda europea del ministro riguarda la questione dei confini dell\u2019Unione. Gi\u00e0 il sollevare il termine \u201cconfini\u201d \u00e8 un atto di coraggio in un\u2019Unione che ha una grande voglia di chiudere le porte, ma che non pu\u00f2 dichiararlo apertamente. D\u2019Alema taglia il nodo gordiano e fissa i confini del prossimo futuro. Dentro ci saranno Bulgaria, Romania, tutti gli stati e staterelli dei Balcani e, <i>dulcis in fundo<\/i>, la Turchia. Fuori Ucraina, Russia e stati dell\u2019ex-spazio sovietico nonch\u00e9 il Mediterraneo del sud. <\/p>\n<p>Questa visione far\u00e0 venire il mal di pancia a molti europei, Francia e Germania in testa, che vorrebbero bloccare tutto, o quasi, gi\u00e0 da subito e per molti anni a venire. Ma se le istituzioni saranno forti, anche i confini tracciati da D\u2019Alema saranno meglio digeribili. Istituzioni e confini sono quindi aspetti dello stesso problema: la sicurezza e la responsabilit\u00e0 dell\u2019Unione nelle regioni vicine. E che l\u2019Italia abbia una posizione finalmente chiara non \u00e8 cosa di poco conto in vista dei futuri negoziati sul Trattato costituzionale e sull\u2019allargamento.<\/p>\n<p><u>Per saperne di pi\u00f9:<\/u><\/p>\n<p>Gian Luigi Tosato, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=367\"><b><u>Per un rilancio dell&#8217;Europa &#8211;  Le ragioni della flessibilit\u00e0  <\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ce n\u2019era bisogno. Finalmente alcune parole chiare sulla strategia dell\u2019Italia per fare uscire dalla grave crisi il processo di integrazione europea. Le ha pronunciate il ministro degli Esteri Massimo D\u2019Alema nel suo discorso del 25 ottobre all\u2019Istituto Universitario Europeo. 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