{"id":21810,"date":"2012-11-16T00:00:00","date_gmt":"2012-11-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-priorita-del-nuovo-bilancio-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:22","slug":"le-priorita-del-nuovo-bilancio-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/11\/le-priorita-del-nuovo-bilancio-ue\/","title":{"rendered":"Le priorit\u00e0 del nuovo bilancio Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il 29 giugno 2011 la Commissione europea ha definito la sua proposta riguardo al <i>Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2014-2020<\/i>, su cui si dovr\u00e0 raggiungere un accordo politico nella sessione speciale del Consiglio europeo del 22-23 novembre prossimo a Bruxelles. L\u2019accordo dovr\u00e0 avvenire sulla base delle indicazioni  presentate dal Presidente Van Rompuy d\u2019intesa con la Presidenza di turno cipriota e con il Presidente della Commissione. Il regolamento relativo al QFP deve poi essere adottato dal Consiglio all&#8217;unanimit\u00e0, previa approvazione del Parlamento europeo.<\/p>\n<p><b>Regola del pollice <\/b><br \/>Le indicazioni della Commissione sono gi\u00e0 molto modeste in quanto prevedono per i prossimi sette anni un ammontare complessivo di stanziamenti di impegno pari a \u20ac1.025 miliardi (1,05% del Pil europeo) e di  \u20ac972,2 miliardi (1% del Pil europeo) per gli stanziamenti di pagamento. A sua volta, la Presidenza cipriota ha presentato il 18 settembre un <i>Negotiating Box<\/i> senza precise indicazioni quantitative, ma che prevede principalmente una riduzione degli aiuti diretti agli agricoltori per finanziare le politiche di promozione della ricerca.<\/p>\n<p>Sulla proposta della Presidenza cipriota, in particolare sulla riduzione prevista di \u20ac50 miliardi rispetto all\u2019ammontare indicato dalla Commissione, si sono gi\u00e0 espressi in termini fortemente negativi i negoziatori del Parlamento europeo, affermando che queste proposte mettono in pericolo le politiche dell\u2019Unione. Ma alcuni paesi, in particolare nordici, spingono per ulteriori riduzioni delle risorse di bilancio disponibili per i prossimi sette anni.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, questa discussione sul bilancio tiene conto unicamente delle difficolt\u00e0 dei governi che sono stati costretti ad adottare politiche restrittive per consolidare in tempi brevi le finanze pubbliche, ma trascura totalmente i caratteri della situazione in cui si trova l\u2019Europa dopo l\u2019inizio nel 2008 e la pi\u00f9 grave crisi economica del dopoguerra. In particolare, un dibattito che prenda in seria considerazione il futuro dell\u2019Unione monetaria dovrebbe tener conto di questi punti:<\/p>\n<p>a)\tsenza sviluppo non \u00e8 possibile il consolidamento della finanza pubblica. \u00c8 una \u201cregola del pollice\u201d consolidata che per ogni punto in meno di crescita del Pil si generi automaticamente mezzo punto in pi\u00f9 di disavanzo, attraverso la contrazione delle entrate e l\u2019aumento della spesa pubblica per il <i>safety net<\/i>;<\/p>\n<p>b)\tla teoria degli effetti anti-keynesiani della politica fiscale, ossia che il consolidamento fiscale abbia effetti positivi sulla crescita, si fonda sull\u2019ipotesi che la riduzione dei disavanzi migliori le aspettative in quanto consente di prevedere una riduzione del prelievo, e quindi un aumento del reddito disponibile. Ma questa ipotesi \u00e8 contraddetta dall\u2019esperienza di tutti i paesi europei nel corso della crisi;<\/p>\n<p>c)\tl\u2019analisi di derivazione keynesiana \u00e8 stata recentemente confermata dal Fondo monetario internazionale (Fmi). In particolare, il capo-economista del Fondo Olivier Blanchard ha stimato un valore del moltiplicatore fiscale superiore a uno, e compreso fra 0,9 e 1,7. E questo significa che gli effetti restrittivi conseguenti a una contrazione del reddito disponibile a seguito di un aumento del prelievo sono normalmente maggiori della variazione della pressione fiscale;<\/p>\n<p>d)\tgli effetti di politiche restrittive condotte simultaneamente nei diversi paesi dell\u2019eurozona si rafforzano a vicenda in quanto la diminuzione del reddito in un paese si trasmette sul livello delle importazioni, e quindi sulle esportazioni degli altri paesi dell\u2019area;<\/p>\n<p>e)\tle regole del <i>fiscal compact<\/i> devono essere osservate in quanto non \u00e8 possibile fondare la ripresa sulla crescita del debito, ma se gli stati membri della zona euro sono obbligati al rigore, ossia a consolidare la finanza pubblica, all\u2019Europa spetta di sostenere la crescita.<\/p>\n<p><b>Ambizioni<\/b><br \/>Un dibattito serio sul bilancio pluriennale dovrebbe partire da queste considerazioni e definire un quadro di politica economica che consenta da un lato di portare a buon fine il processo di risanamento della finanza pubblica e, al contempo, di avviare una nuova fase di sviluppo dell\u2019economia europea. In proposito si possono avanzare sinteticamente le seguenti osservazioni:<\/p>\n<p>a)\tper sostenere la crescita occorre aumentare le dimensioni del bilancio. Se alcuni paesi non sono disposti ad accettare questa decisione, i paesi dell\u2019eurozona possono decidere di finanziare con nuove risorse un bilancio separato dell\u2019Unione monetaria destinato a sostenere lo sviluppo dei paesi membri, lasciando invariato all\u20191% il bilancio dell\u2019Unione;<\/p>\n<p>b)\tle nuove risorse possono essere fornite da una <i>carbon tax<\/i> (il cui gettito, sulla base di un tasso pari a \u20ac20\/tCO2 come proposto recentemente dalla Commissione europea, potrebbe superare i 50 miliardi di euro) e da una tassa sulle transazioni finanziarie;<\/p>\n<p>c)\til bilancio dell\u2019eurozona dovrebbe finanziare unicamente spese di investimento (infrastrutture, reti europee, banda larga) e beni pubblici europei capaci di favorire la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile e di garantire al contempo la competitivit\u00e0 delle imprese europee (ricerca e innovazione, istruzione superiore, energie rinnovabili, protezione dei beni naturali, artistici e culturali, mobilit\u00e0 dolce);<\/p>\n<p>d)\trisorse pari inizialmente a \u20ac50 miliardi potrebbero finanziare in pochi anni nuovi investimenti per un ammontare di circa 300-500 miliardi, garantendo un sostegno efficace alla ripresa dell\u2019economia europea e garantendo l\u2019avvio di un nuovo modello di sviluppo.<\/p>\n<p>Una politica di bilancio cos\u00ec rinnovata nei paesi dell\u2019eurozona rappresenterebbe un passo in avanti decisivo verso un\u2019Unione fiscale, che \u00e8 stata sostenuta anche dal governo tedesco. Anche se con l\u2019indicazione precisa che un\u2019Unione fiscale destinata a sostenere lo sviluppo e a promuovere il risanamento dei paesi deboli deve essere accompagnata dalla creazione di un istituzione politica europea dotata di adeguati poteri di controllo.<\/p>\n<p>L\u2019uscita dal tunnel della crisi favorita da una politica di investimenti e di produzione di beni pubblici europei garantirebbe al contempo il sostegno dell\u2019opinione pubblica per la fondazione di un\u2019Unione politica di natura federale, sia pure inizialmente limitata ai paesi dell\u2019eurozona.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29 giugno 2011 la Commissione europea ha definito la sua proposta riguardo al Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2014-2020, su cui si dovr\u00e0 raggiungere un accordo politico nella sessione speciale del Consiglio europeo del 22-23 novembre prossimo a Bruxelles. L\u2019accordo dovr\u00e0 avvenire sulla base delle indicazioni presentate dal Presidente Van Rompuy d\u2019intesa con la Presidenza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[139,133,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21810"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21810"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21810\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62662,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21810\/revisions\/62662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}