{"id":21870,"date":"2012-11-23T00:00:00","date_gmt":"2012-11-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-priorita-di-obama-e-la-sicurezza-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:20","slug":"le-priorita-di-obama-e-la-sicurezza-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/11\/le-priorita-di-obama-e-la-sicurezza-dellue\/","title":{"rendered":"Le priorit\u00e0 di Obama e la sicurezza dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Non si \u00e8 ancora posata la polvere sulla battaglia per la riconquista della Casa Bianca che, in tema di sicurezza e difesa, Obama si trova gi\u00e0 a dover affrontare una situazione che pi\u00f9 complessa non si potrebbe immaginare. <\/p>\n<p>Ci sono problemi contingenti, serissimi, ma in ogni caso affrontabili, primo fra tutti la sostituzione di David Petreus al vertice della Cia e il difficile, ma non impossibile, negoziato con un Congresso politicamente non amico (almeno per quanto attiene alla Camera dei Rappresentanti), per evitare che il bilancio federale subisca deleteri tagli lineari. Provvedimento che anche in Italia \u00e8 stato sperimentato con ferite che non si sono rimarginate.<\/p>\n<p><b>Rifocalizzazione<\/b><br \/>Ma ci sono anche problemi di carattere pi\u00f9 strutturale, per affrontare i quali bisogna compiere scelte strategiche ed \u00e8 necessaria una visione di lungo termine,di cui le leadership occidentali sembrano avere perso la capacit\u00e0: sul fronte interno, un indispensabile chiarimento su ruoli e rapporti reciproci fra le diverse agenzie che a vario titolo si occupano di sicurezza (Cia ed Fbi <i>in primis<\/i>, ma non solo) e una gestione pi\u00f9 incisiva dei rapporti tra le tre (quattro con i Marines) forze armate. La cui endemica competizione intestina verr\u00e0 sicuramente acuita dai prossimi invitabili tagli e dalla rifocalizzazione della strategia globale.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 sul fronte esterno che \u00e8 bene che si tengano gli occhi bene aperti. Perch\u00e9 \u00e8 ormai chiaro che, anche se gli Usa hanno e manterranno nel futuro una capacit\u00e0 di azione militare su tutto il globo, le risorse disponibili, la capacit\u00e0 di reazione dei potenziali avversari, la ormai scontata asimmetricit\u00e0 di qualsiasi situazione conflittuale non consentiranno a Washington di mantenere il dichiarato livello di ambizione. Sar\u00e0 dunque fatale l\u2019orientamento verso un minore numero di teatri operativi, con un impegno ridotto di risorse, soprattutto quelle terrestri. <\/p>\n<p>Da qui la necessit\u00e0 di scegliere e rifocalizzare l\u2019attenzione, sfruttando anche l\u2019evoluzione di talune situazioni di mercato, prima fra tutte la ormai prossima autosufficienza energetica. La quale ridurr\u00e0 inevitabilmente l\u2019interesse verso aree come il Medio Oriente ed il Golfo Persico, una volta considerate prioritarie, a favore di quel Pacifico che presenta, per gli interessi americani, le sfide pi\u00f9 insidiose. Paradossalmente, solo l\u2019esistenza di Israele e l\u2019imperativo categorico per gli Usa di salvaguardarne sicurezza ed integrit\u00e0, hanno imposto e presumibilmente imporranno nel prossimo futuro a Washington di non abbandonare il Mediterraneo e l\u2019Europa al proprio destino.<\/p>\n<p><b>Responsabilit\u00e0 europee<\/b><br \/>Ma per gli europei il problema in ogni caso si pone: non possiamo pi\u00f9 cullarci nell\u2019illusione che, nelle crisi in atto e in quelle che si genereranno sulla nostra soglia di casa, gli Stati Uniti siano pronti a intervenire con la loro potenza militare, e neppure che siano disponibili a supportarci \u2018from behind\u2019, come fecero per l\u2019operazione <i>UnifiedProtector <\/i>in Libia. Ne consegue che dovremo cavarcela da soli, se vorremo cercare di proiettare un po\u2019 della necessaria stabilit\u00e0 nelle aree a noi prossime. Da qui l\u2019esigenza di affrontare il tema della capacit\u00e0 militare comune (non chiamiamola \u2018difesa\u2019, per non causare sobbalzi fra coloro che persistono ad illudersi che il concetto di sovranit\u00e0 nazionale abbia ancora, per qualsiasi paese europeo, un contenuto concreto). <\/p>\n<p>Sarebbe dunque necessario coordinare dismissioni e acquisizioni, collaborare senza remore nei progetti di maggiori dimensioni, che nessuno \u00e8 in grado di portare avanti da solo, addestrare insieme reparti e unit\u00e0, domani pi\u00f9 ancora che oggi. <\/p>\n<p>Nel momento attuale, infatti, grazie soprattutto alla missione Isaf in Afghanistan, i militari europei hanno imparato a conoscersi, ad operare insieme, a combattere fianco a fianco. Ma domani, quando il ritiro dall\u2019Afghanistan sar\u00e0 compiuto, le lezioni apprese verranno presto dimenticate, il personale sar\u00e0 soggetto alle naturali rotazioni ed avvicendamenti. Nel giro di tre anni quella che oggi \u00e8 una comunit\u00e0 di operatori coesa non esister\u00e0 pi\u00f9 e ricreare l\u2019amalgama necessaria a condurre con efficacia una missione militare internazionale coster\u00e0 un\u2019enorme fatica. Almeno se non si riusciranno a rivedere i criteri e le modalit\u00e0 di addestramento, che dovranno necessariamente essere prevalentemente internazionali (e quindi costose).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non dipende dalla vittoria di Obama. Anzi, se la Casa Bianca fosse stata conquistata dai Repubblicani, storicamente di tendenze isolazioniste, il problema si sarebbe posto in termini ancora pi\u00f9 stringenti. <\/p>\n<p>La consapevolezza che i tempi sono maturi e che il punto di non ritorno \u00e8 gi\u00e0 stato superato sembra farsi strada fra i nostri reggitori. Se le decisioni che dovranno essere prese indurranno qualcuno degli stati membri dell\u2019Ue ad un passo indietro (il Regno Unito, ad oggi, sta considerando concretamente l\u2019ipotesi di uscire dall\u2019Agenzia europea della difesa) occorrer\u00e0 farsene una ragione e salutare con favore una chiarezza che finora \u00e8 mancata. <\/p>\n<p>Il processo di armonizzazione finora impostato secondo modalit\u00e0 \u2018bottom up\u2019, ha ormai esaurito le sue potenzialit\u00e0. Non si potranno conseguire in futuro ulteriori significativi progressi, anche per le inevitabili resistenze delle burocrazie, se non ci sar\u00e0 una pressione determinante dall\u2019alto. Per questo \u00e8 giusto riporre aspettative nella sessione incentrata sui temi della sicurezza comune che prossimamente terr\u00e0 il Consiglio europeo: sar\u00e0 una buona occasione. Auguriamoci che venga adeguatamente sfruttata.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si \u00e8 ancora posata la polvere sulla battaglia per la riconquista della Casa Bianca che, in tema di sicurezza e difesa, Obama si trova gi\u00e0 a dover affrontare una situazione che pi\u00f9 complessa non si potrebbe immaginare. 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