{"id":21880,"date":"2012-11-24T00:00:00","date_gmt":"2012-11-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-sinai-in-bilico-tra-egitto-e-israele\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:20","slug":"il-sinai-in-bilico-tra-egitto-e-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/11\/il-sinai-in-bilico-tra-egitto-e-israele\/","title":{"rendered":"Il Sinai in bilico tra Egitto e Israele"},"content":{"rendered":"<p>Sullo sfondo degli attuali rapporti tra Israele ed Egitto si intravede lo storico negoziato di Camp David del 1978, che permise agli Stati Uniti di mediare tra i due paesi garantendo una condizione stabile alla penisola del Sinai. Parlarne ancora pu\u00f2 sembrare un controsenso visto che Gaza sembra la prova del fallimento di quella lucida utopia. <\/p>\n<p>In realt\u00e0 si tratta di un fallimento parziale, poich\u00e9 l\u2019odierno assetto politico-militare della Striscia \u00e8 oramai fuori del campo di applicazione di uno dei due accordi conclusi da Carter, Begin e Sadat, e cio\u00e8 dal \u201c<i>Framework for Peace in the Middle East<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><b>Smilitarizzazione <\/b><br \/>Quello che conserva intatta tutta la sua validit\u00e0 \u00e8 invece il \u201c<i>Framework for the Conclusion of a Peace Treaty between Egypt and Israel<\/i>\u201d che \u00e8 stato poi seguito dall\u2019Accordo di Pace del 26 marzo 1979 (di seguito \u201cl\u2019Accordo\u201d) e dai relativi quattro Annessi, il quale, peraltro, stabilisce il confine tra i due paesi \u201csenza pregiudizio dello status della Striscia\u201d. <\/p>\n<p>In forza di questo accordo Israele accett\u00f2, nel 1982, di lasciare il Sinai, occupato durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967, smantellando insediamenti di coloni, basi militari ed installazioni petrolifere ed arretrando di 3 km. dal confine egiziano (la \u201cZona D\u201d). <\/p>\n<p>In contropartita Israele ottenne che fosse preclusa alle forze militari egiziane una zona ricadente tra i 20 ed i 40 km dai suoi confini (la \u201cZona C\u201d), ma accettando che l\u2019Egitto potesse presidiare militarmente la sponda orientale del Canale (la \u201cZona A\u201d). Entrambe le parti si impegnavano sia ad astenersi da atti di belligeranza, che a garantirsi reciproca sicurezza anche mediante l\u2019ausilio di una forza di pace.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/sinai1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><font size=\"1\">Fonte: MFO.<\/font><\/p>\n<p><b>Libert\u00e0 di navigazione ad Aqaba<\/b><br \/>Un ulteriore vantaggio fu acquisito da Israele sulla base dell\u2019Art. V dell\u2019Accordo secondo cui: a) alle navi di Israele o facenti capo a porti israeliani \u00e8 garantita, senza alcuna discriminazione, la libert\u00e0 di passaggio attraverso il Canale di Suez e le sue rotte di avvicinamento lungo il Golfo di Suez ed il Mediterraneo; b) lo Stretto di Tiran che separa il Sinai dalla Penisola Araba costituisce una via di libera comunicazione internazionale tra il Mar Rosso ed il Golfo di Aqaba (in cui vi \u00e8 il porto israeliano di Eilat).<\/p>\n<p>L\u2019inziale previsione di una forza d\u2019interposizione dell\u2019Onu fu osteggiata da Russia e Cina costringendo Usa, Egitto ed Israele a dar vita, con un Protocollo del 1981, ad un organismo ad hoc: la \u201c<i>Multinational Force and Observers<\/i>\u201d (Mfo) che \u00e8 in esercizio dal 1982.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti forniscono quasi la met\u00e0 del personale (1.656 componenti provenienti da 12 Paesi) oltre a erogare sostegno economico e militare ad Egitto e Israele ( nel 2010, rispettivamente 1,5 e 3 mld. di Dollari annui). <\/p>\n<p>Anche l\u2019Italia \u00e8 coinvolta attivamente nella Mfo in quanto, sin dal 1982, ne ospita a Roma la sede (inizialmente negli Usa) e fornisce un contingente navale di 3 pattugliatori della Marina Militare dislocati a Sharm el Sheikh che assicurano, in modo molto apprezzato, la libert\u00e0 di navigazione nello Stretto di Tiran.<\/p>\n<p> <b>Minaccia beduina<\/b><br \/>Dopo trent\u2019anni di routine lo scenario del Sinai, con la caduta di Mubarak, \u00e8 mutato. Ritirate, per fronteggiare i disordini interni, parte delle forze ivi stanziate, si \u00e8 creato un improvviso vuoto di potere nelle aree orientali in cui all\u2019Egitto \u00e8 consentito schierare: a) nella \u201cZona B\u201d, 4 battaglioni di \u201cBorder Units\u201d dotati di armamento leggero con il compito di garantire la sicurezza e supportare le forze civili  di polizia; b) nella \u201cZona C\u201d eguali forze di polizia in copresenza di unit\u00e0 della Mfo addette alla sorveglianza. <\/p>\n<p>In conseguenza si sono verificati numerosi attacchi di forze beduine fondamentaliste culminati ad agosto di quest\u2019anno nel tentativo, al valico di Rafah, di sconfinamento in Israele di un commando proveniente da Gaza costato la vita a 16 guardie di frontiera egiziane; a settembre vi \u00e8 stato uno scontro a fuoco al Campo Nord della Mfo. Ben 14 sono invece stati gli attentati al gasdotto egiziano che attraversa il nord della penisola per rifornire  Israele e Giordania e che di fatto ha ora cessato di funzionare. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/sinai2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><font size=\"1\">Fonte: Middle East Voices<\/font>.<\/p>\n<p><b>Risposta egiziana<\/b><br \/>Bench\u00e9 colto di sorpresa, il leader egiziano Morsi ha subito compreso che il pericolo insito nella minaccia poteva essere la perdita di controllo del Sinai che \u00e8 a tutti gli effetti sotto piena sovranit\u00e0 egiziana; Israele avrebbe potuto inoltre pretendere di sconfinare a titolo di legittima difesa. <\/p>\n<p>Pur se l\u2019Accordo del 1979 non lo prevede, risulta che forze militari egiziane sono intervenute con elicotteri armati nelle aree settentrionali e meridionali a rischio, con il consenso o addirittura su richiesta di Israele. <\/p>\n<p>Sembra anche che il presidente egiziano Morsi abbia dichiarato che per assicurare all\u2019Egitto il pieno controllo del Sinai poteva essere necessario modificare alcune clausole applicative dell\u2019Accordo (l\u2019ultima modifica, relativa al confine Egitto-Gaza, risale al 2007). <\/p>\n<p>La Mfo ha svolto sinora il suo mandato di supervisione in modo impeccabile, secondo I canoni dell\u2019imparzialit\u00e0 del <i>peace-keeping<\/i>. <\/p>\n<p>Per fronteggiare la nuova minaccia terroristica parrebbe ora necessario o consentire all\u2019Egitto una presenza militare nella \u201cZona C\u201d (che non sarebbe accettata da Israele) o affidare alla Mfo compiti di contrasto (che l\u2019Egitto considererebbe una violazione della propria sovranit\u00e0). <\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che la complessa architettura dell\u2019Accordo \u00e8 quanto mai solida e funzionale sia agli interessi di Egitto ed Israele, sia alla volont\u00e0 Usa di assumersi la responsabilit\u00e0 di preservare l\u2019equilibrio da essi faticosamente raggiunto. <\/p>\n<p>Tutti gli attori (tra i quali \u00e8 lecito comprendere l\u2019Italia in forza del suo ruolo) paiono perci\u00f2 consapevoli che non c\u2019\u00e8 alternativa all\u2019attuale configurazione della Mfo la quale, come evidenziato nel recente <a href= \"http:\/\/mfo.org\/assets\/docs\/annual_report_2012.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Rapporto del 2012<\/u><\/b><\/a>, contiene in s\u00e9 gli strumenti per garantire all\u2019Egitto di mantenere la sicurezza del Sinai. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sullo sfondo degli attuali rapporti tra Israele ed Egitto si intravede lo storico negoziato di Camp David del 1978, che permise agli Stati Uniti di mediare tra i due paesi garantendo una condizione stabile alla penisola del Sinai. 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