{"id":2190,"date":"2006-10-26T00:00:00","date_gmt":"2006-10-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/non-una-colonizzazione-ma-unopportunita\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:14","slug":"non-una-colonizzazione-ma-unopportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/10\/non-una-colonizzazione-ma-unopportunita\/","title":{"rendered":"Non una colonizzazione, ma un\u2019opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il programma di sviluppo e costruzione del velivolo da caccia JSF (Joint Strike Fighter, F35 Lightning II) ormai avviato da circa un decennio, si sta proponendo come un episodio singolare nell\u2019ambito delle preesistenti e coeve collaborazioni industriali nel settore degli armamenti e segnatamente fra quelle (invero rare) che hanno interessato le due sponde dell\u2019Atlantico.<\/p>\n<p>Di fatto, nella seconda met\u00e0 dello scorso decennio il programma di ricerca Usa (a cui aveva gi\u00e0 aderito il Regno Unito) JAST (Joint Advanced Strike Technology) migr\u00f2 i propri fondamenti e le soluzioni tecnologiche individuate nel programma di sviluppo concettuale JSF, con l\u2019obiettivo di pervenire a un velivolo militare di nuova  concezione e adatto ai nuovi scenari post-guerra fredda.<\/p>\n<p><b>Un progetto collaborativi<\/b><br \/>La novit\u00e0 sostanziale da un punto di vista programmatico fu quella dell\u2019apertura del governo Usa ai partner per un progetto collaborativo, ancorch\u00e9 a guida statunitense, che era del tutto innovativo rispetto alle pseudo-collaborazioni aeronautiche transatlantiche precedenti, ridotte a poco pi\u00f9 di riproduzioni su licenza.<\/p>\n<p>La novit\u00e0, sostanziale da un punto di vista politico ed industriale, fu colta in Italia da quell\u2019accorto, lungimirante e genuinamente visionario uomo politico ed economista che era Beniamino Andreatta, allora Ministro della Difesa, che di fatto indirizz\u00f2 verso quel programma (peraltro gi\u00e0 all\u2019esame degli Stati Maggiori) l\u2019Aeronautica Militare nella persona dell\u2019allora Capo di Stato Maggiore Mario Arpino.<\/p>\n<p>In quel periodo gli Stati Uniti aprirono a dei partner selezionati la possibilit\u00e0 di partecipare alla fase di sviluppo del programma con investimenti propri, con uomini propri e con la propria industria, autorizzata a partecipare, anche se non in tutti i settori, alle gare per i vari sub-assiemi che si  svolgevano col criterio non del \u201critorno garantito\u201d, ma del \u201cmaggior valore\u201d delle offerte. Si veniva a stabilire cos\u00ec un sistema altamente  competitivo dove le vere capacit\u00e0 emergevano e la tecnologia poteva essere spinta verso il suo limite pi\u00f9 estremo, pur mantenendo costi sopportabili.<\/p>\n<p><b>L\u2019adesione italiana<\/b><br \/>L\u2019Italia ha aderito al programma con le necessarie autorizzazioni politiche nel 1998 per la fase concettuale e ha confermato la partecipazione nel 2002 per la fase di sviluppo investendo poco pi\u00f9 di un miliardo di dollari.<\/p>\n<p>Ad eccezione dell\u2019Australia, tutti i partner (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Italia, Olanda, Norvegia, Danimarca e Turchia) sono sulle sponde dell\u2019Atlantico e in considerazione di questo e della magnitudine del programma (prevede oltre 3.000 velivoli), si pu\u00f2 ragionevolmente affermare che l\u2019impresa possa essere il maggiore fattore abilitante per rompere le mura di cui si sono dotate in modo improvvido la \u201cfortezza America\u201d e la \u201cfortezza Europa\u201d. <\/p>\n<p>Di fatto la comunit\u00e0 JSF europea si sta attrezzando per organizzarsi e permettere un dimensionamento sufficiente e abilitante al dialogo e alle operazioni tecnico-burocratico-legali con il mastodontico alleato d\u2019oltre Atlantico; i canali informativi e di comunicazione sono stati aperti e, anche se timidamente, i primi risultati di una \u201ctwo ways street\u201d si stanno palesando (in questo momento decine di ingegneri di Alenia Aeronautica stanno operando e progettando parti di ala di JSF con sofisticatissimi strumenti nello stabilimento di Somigliano, in contatto video\/voce con i colleghi di Lockheed Martin, posizionati nello stabilimento di Fort Worth nel Texas).<\/p>\n<p><b>Interscambio in crescita<\/b><br \/>Dalla parte europea si sta creando un \u201cfootprint\u201d al programma  che porter\u00e0 i vari paesi a livelli d\u2019interscambio mai prima visti. E su questo filone Italia e Olanda sono state le prime a formalizzare un accordo, con il beneplacito del governo Usa, che prevede la costruzione in Italia dei velivoli dei due  paesi e l\u2019assemblaggio in Olanda dei motori degli stessi.<\/p>\n<p>In questo modo verr\u00e0 portata in Europa una capacit\u00e0 tecnologica non altrimenti raggiungibile sia per i tempi, sia per le risorse altrimenti necessarie a sviluppare e produrre un improbabile futuro sistema autoctono. Di converso si pu\u00f2 ragionevolmente sostenere che la creazione di un polo-sistema industriale europeo per il JSF potr\u00e0 far rimanere viva e creativa quell\u2019industria del settore che difficilmente troverebbe futuro in fantasiose evoluzioni di prodotti preesistenti che oltretutto sarebbero totalmente prive  di possibilit\u00e0 di marketing.<\/p>\n<p>Certamente tutta l\u2019operazione esige determinazione, capacit\u00e0 imprenditoriale e soprattutto scelta e volont\u00e0 politica, ma solo accettando le sfide e perseguendo con determinazione obiettivi ambiziosi, ma realistici si pu\u00f2 essere confidenti che esiste un futuro per l\u2019apertura competitiva dei mercati tecnologici, anche sulla direttrice transatlantica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il programma di sviluppo e costruzione del velivolo da caccia JSF (Joint Strike Fighter, F35 Lightning II) ormai avviato da circa un decennio, si sta proponendo come un episodio singolare nell\u2019ambito delle preesistenti e coeve collaborazioni industriali nel settore degli armamenti e segnatamente fra quelle (invero rare) che hanno interessato le due sponde dell\u2019Atlantico. Di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[72,96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2190"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2190"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2190\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61572,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2190\/revisions\/61572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}