{"id":21920,"date":"2012-11-28T00:00:00","date_gmt":"2012-11-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/egitto-in-rivolta\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:19","slug":"egitto-in-rivolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/11\/egitto-in-rivolta\/","title":{"rendered":"Egitto in rivolta"},"content":{"rendered":"<p>Tornano le tende a piazza Tahrir. A quasi due anni dall\u2019inizio della rivoluzione che ha rovesciato il regime di Hosni Mubarak, decine di migliaia di manifestanti popolano nuovamente l\u2019epicentro della capitale egiziana.<\/p>\n<p>Anche se gi\u00e0 all\u2019inizio della settimana scorsa centinaia di persone erano scese in strada per chiedere la caduta del governo, la ristrutturazione delle forze armate e la condanna dei responsabili della morte dei martiri della rivoluzione, da venerd\u00ec le proteste si sono indirizzate soprattutto contro il decreto costituzionale emanato dal presidente islamista Mohammed Morsi, il 22 novembre.<\/p>\n<p><b>Salvezza nazionale<\/b><br \/>Attraverso questo provvedimento il capo di stato ha ampliato i suoi poteri tanto da renderli inappellabili, almeno fino all\u2019approvazione della costituzione e all\u2019elezione di una nuova assemblea del popolo. Le proteste sono state immediate e a mobilitarsi sono stati non solo il popolo di manifestanti di strada, ma anche i movimenti politici di opposizione, i sindacati e i palazzi del potere giudiziario.<\/p>\n<p>Nei tafferugli scoppiati tra manifestanti e polizia in tutto il paese si sono contati centinaia di feriti e tre morti. Ad Alessandria, i manifestanti si sono scontrati direttamente con i sostenitori del presidente, facendo temere un\u2019<i>escalation <\/i>di violenza interna che ha portato i leader di entrambe le fazioni a cancellare i cortei che rischiano di creare nuovi focolai di violenza. <\/p>\n<p>Alla manifestazione del 27 novembre hanno partecipato anche i lavoratori di Mahalla al-Kubra, l\u2019azienda tessile fuori dal Cairo dove il 6 aprile 2008 si svolse lo sciopero pi\u00f9 grande della storia dell\u2019Egitto contemporaneo.<\/p>\n<p>Opponendosi al ritorno di un nuovo faraone, l\u2019opposizione politica ha creato un fronte per la salvezza nazionale. Alla guida di questa coalizione c\u2019\u00e8 Mohammed El-Baradei, l\u2019ex segretario generale dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica, che ha coinvolto gli ex candidati alle presidenziali, sconfitti dal presidente in carica. <\/p>\n<p>Hamdin Sabbahi e Amr Moussa, ex segretario sella Lega araba, hanno accettato la proposta. L\u2019unico a non sciogliere ancora la riserva \u00e8 Abdel Moneim Aboul Fothou, l\u2019ex membro della Fratellanza musulmana che ha corso come indipendente.<\/p>\n<p><b>Transizione<\/b><br \/>Oltre ai cittadini e ai movimenti politici, a protestare sono stati anche i sindacati, <i>in primis <\/i>quello degli avvocati e dei giornalisti. A sorprendere \u00e8 stato anche il corteo partito dal sindacato degli ingegneri, tradizionalmente controllato dalla Fratellanza musulmana, che marted\u00ec ha mostrato l\u2019esistenza di istanze pi\u00f9 riformiste contrarie all\u2019accentramento di poteri annunciato dal presidente.<\/p>\n<p>A criticare la mossa di Morsi sono stati anche alcuni membri della sua squadra. Samir Morkos, l\u2019assistente copto del presidente per la transizione democratica \u00e8 stato il primo, gioved\u00ec sera, ad annunciare le dimissioni. Ahmed Fahmi, il Fratello musulmano che presiede la Shura, la Camera alta del parlamento egiziano, ha descritto pericolosa e divisiva la dichiarazione del presidente.<\/p>\n<p>Lo scontro pi\u00f9 violento \u00e8 stato quello con il potere giudiziario, innervosito della mossa con la quale Morsi ha imposto ai giudici il divieto di sciogliere l&#8217;Assemblea Costituente, obbligandoli anche a non impugnare le sue decisioni. <\/p>\n<p>In aggiunta, il presidente ha dato il ben servito ad Abdel Maguid Mahmoud, il procuratore generale gi\u00e0 in servizio durante il vecchio regime. Per risolvere questo scontro istituzionale, Morsi ha incaricato il ministro della giustizia Ahmed Mekki a trovare un punto di mediazione. Eppure, il Consiglio di Stato ha annunciato che il 4 dicembre si terr\u00e0 la prima udienza contro il decreto presidenziale.<\/p>\n<p><b>Economia<\/b><br \/>Oltre ai disordini nelle strade, la mossa a sorpresa di Morsi ha avuto conseguenze sulle gi\u00e0 precarie condizioni economiche del paese. Domenica la Borsa del Cairo ha sospeso la seduta per un eccesso di ribasso. Segnando il terzo record negativo assoluto della sua storia, il crollo ha portato a una perdita del 9,6%.<\/p>\n<p>Quella del 22 novembre non \u00e8 stata la prima mossa a sorpresa con la quale il presidente ha cercato di aumentare i suoi potere. Un precedente c\u2019era stato il 12 agosto quando, dopo la strage nel Sinai che aveva portato alla morte di quindici agenti egiziani, Morsi ha tentato lo scacco matto al vecchio Consiglio Supremo delle Forze Armate. Con un pacchetto di decreti, ha sostituito il generale Tantawi e i vertici dell\u2019esercito, ha abrogato le dichiarazioni costituzionali che riservavano all\u2019esercito rilevanti prerogative in materia di politica della difesa e le attribuivano poteri legislativi provvisori.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 in quella occasione Morsi aveva appena incassato un successo in ambito di politica regionale, sedando, almeno in parte, una guerriglia che si combatte sul fazzoletto di terra al confine con Gaza e Israele. Ora per\u00f2 la credibilit\u00e0 internazionale del presidente egiziano \u00e8 notevolmente aumentata. Morsi ha infatti emanato il nuovo decreto costituzionale poche ore dopo aver condotto Tel Aviv alla tregua con i palestinesi di Hamas che governano la striscia di Gaza.<\/p>\n<p><b>Usa e Ue<\/b><br \/>\u00c8 per questo che alcuni giornalisti di sinistra si chiedono che ruolo abbia giocato il sostegno internazionale incassato da Morsi nella sua decisione di emanare il decreto. Eppure, le Nazioni Unite si sono dette preoccupate per gli sviluppi egiziani, e marted\u00ec l\u2019Unione europea ha minacciato di ritirare il pacchetto di sussidi indirizzato al Cairo. <\/p>\n<p>A chiedere a Morsi di rispettare il sentiero della transizione democratica \u00e8 stata, marted\u00ec, anche la Casa Bianca. Nessuna reazione invece dal Fondo monetario internazionale, che ha assicurato che l\u2019assegno di 4,8 miliardi di dollari lungamente negoziato non tarder\u00e0 ad arrivare.<\/p>\n<p>La questione pi\u00f9 urgente sembra per\u00f2 la polarizzazione della societ\u00e0. Quella del 27 novembre \u00e8 stata una delle pi\u00f9 grandi manifestazioni dopo la caduta del vecchio dittatore. Il suo successo non \u00e8 stato garantito dalla Fratellanza musulmana, la forza pi\u00f9 organizzata a mobilitare i suoi sostenitori, che \u00e8 contraria a queste proteste.<\/p>\n<p>Per una volta l\u2019opposizione ha fatto vedere la sua forza. Al contempo per\u00f2 ha mostrato anche la sua eterogeneit\u00e0. Insieme a liberali, istanze su posizioni pi\u00f9 laiche, forze di sinistra e movimenti rivoluzionari, a Tahrir ci sono anche alcuni sostenitori del vecchio regime.<\/p>\n<p> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tornano le tende a piazza Tahrir. A quasi due anni dall\u2019inizio della rivoluzione che ha rovesciato il regime di Hosni Mubarak, decine di migliaia di manifestanti popolano nuovamente l\u2019epicentro della capitale egiziana. 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