{"id":21950,"date":"2012-12-01T00:00:00","date_gmt":"2012-11-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-futuro-della-palestina-nelle-mani-di-hamas\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:18","slug":"il-futuro-della-palestina-nelle-mani-di-hamas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/12\/il-futuro-della-palestina-nelle-mani-di-hamas\/","title":{"rendered":"Il futuro della Palestina nelle mani di Hamas"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato il 29 novembre a favore dell\u2019affiliazione del Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) come membro osservatore. Lo ha fatto con una larga maggioranza (138 paesi favorevoli su 193, nove contrari, 41 astenuti), alla quale si sono aggiunti dei voti europei, in particolare \u2013 e a sorpresa \u2013 quello dell\u2019Italia (con l\u2019emergere di un inedita solidariet\u00e0 sud-europea sulla questione rispetto a un Nord Europa pi\u00f9 cauto). Quale significato ha questo sviluppo nell\u2019agitato contesto del Medio Oriente?<\/p>\n<p>Se, poco prima del gi\u00e0 previsto voto sullo status della Palestina alle Nazioni Unite, il destino non avesse causato la crisi di Gaza fra Israele e Hamas, per la quale in questo momento si sta trattando al Cairo, probabilmente la votazione avrebbe avuto minore rilevanza. E, forse, la posizione dell\u2019Italia sarebbe rimasta nelle mani della diplomazia invece che essere presa da Palazzo Chigi. <\/p>\n<p>Ma dopo due anni di primavera araba, la crisi di Gaza ha del tutto inaspettatamente riportato sul proscenio il conflitto palestinese-israeliano, accelerando i tempi di un ritorno che doveva comunque avvenire. Ed ecco che l\u2019affiliazione dell\u2019Olp all\u2019Onu, che l\u2019anno scorso aveva suscitato grande interesse, poi era stata bocciata, poi era parzialmente rientrata divenendo l\u2019affiliazione di uno stato osservatore, \u00e8 stata di nuovo percepita dall\u2019opinione pubblica mondiale come uno sviluppo importante.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/cartina_aliboni.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Vittoria di Pirro<\/b><br \/>Occorre sottolineare, tuttavia, che fra i negoziati indiretti in corso al Cairo fra Hamas e Israele e il riconoscimento dell\u2019Olp come osservatore all\u2019Onu \u00e8 decisamente il primo sviluppo a dare significato al ritorno del conflitto israelo-palestinese sulla scena. Il successo di Abbas all\u2019Onu resta limitato nel suo significato politico, specialmente nella percezione degli elettori palestinesi, che sin dall\u2019inizio avevano trovato la mossa piuttosto inutile.<\/p>\n<p>Allora, la decisione del governo di Ramallah di acquisire una posizione pi\u00f9 legittimante in seno all\u2019Onu fu presa per significare che il quadro degli accordi di Oslo (del \u201993-\u201995) era ormai finito. E che, dunque, invece di continuare a cercare inutilmente la pace in collaborazione con Israele, Ramallah cambiava quadro e partner: dal quadro di Oslo e dal patrocinio occidentale, al pi\u00f9 vasto quadro delle Nazioni Unite e al patrocinio del pianeta. <\/p>\n<p>Tuttavia, come questo cambiamento di quadro rafforzasse l\u2019Olp e i suoi obiettivi non era davvero chiaro. Avrebbe avuto senso se nel nuovo quadro si fosse rafforzato il sostegno degli europei e degli americani, ma non \u00e8 stato affatto cos\u00ec. L\u2019Olp si trova in mano un\u2019arma pi\u00f9 nobile ma un po\u2019 spuntata, perch\u00e9 nel frattempo la primavera araba ha rafforzato Hamas.<\/p>\n<p>Il rafforzamento di Hamas, come parte dell\u2019ascesa islamista nella regione, \u00e8 il fatto chiave. Gli europei che si sono spostati verso il voto a favore dell\u2019affiliazione dell\u2019Olp intendono avvicinarsi ai nuovi governi del Nord Africa e, pi\u00f9 in generale, all\u2019emergente asse sunnita. \u00c8 anche probabile che alcuni di questi stati europei, prima o poi, riconosceranno Hamas. <\/p>\n<p>D\u2019altra parte, \u00e8 evidente che i cittadini palestinesi sono soddisfatti del successo all\u2019Onu, ma continuano a pensare che questo successo ha poco a che fare con l\u2019obbiettivo dell\u2019autodeterminazione e, dopo la nuova crisi di Gaza e i suoi esiti politici, non possono che vedere in Hamas la vera leadership nazionale \u2013 anche se molti palestinesi continueranno ad avere riserve di altro genere nei confronti dell\u2019islamismo e dei Fratelli musulmani.<\/p>\n<p>Dunque, il quadro sta cambiando, ma non \u00e8 il nuovo quadro Onu di Mahmoud Abbas, presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 nazionale palestinese e dell&#8217;Olp, quello utile. Il quadro politicamente significativo \u00e8 quello in cui sta emergendo Hamas, anche se \u00e8 difficile dire come si articoler\u00e0 la nuova strategia, soppiantando il Quartetto e tutto il resto.<\/p>\n<p><b>Obama, Morsi e l\u2019Ue<\/b><br \/>Non \u00e8 chiaro se gli Usa siano consapevoli di questo. Le congratulazioni di Obama a Morsi per l\u2019intervento egiziano fra Israele e Hamas farebbero pensare di s\u00ec, ma il voto all\u2019Onu farebbe invece pensare di no. Probabilmente le circostanze all\u2019Onu non erano mature e, mentre la politica Usa sta in effetti guardando verso nuovi orizzonti, la retorica \u00e8 restata immutata. <\/p>\n<p>Come che sia, per gli Usa si annuncia un difficile passaggio da un quadro in cui avevano ormai il pieno controllo dell\u2019Alta Autorit\u00e0 e di Fatah, a un quadro in cui non controllano Hamas e devono affidarsi ad una mediazione egiziana ben diversa da quella di Mubarak e che non hanno avuto ancora il tempo di collaudare. Il riordino degli interessi di sicurezza occidentali in Medio Oriente dopo i cambiamenti apportati dalla primavera araba, che sembrava rinviato all\u2019avvenuta stabilizzazione dei nuovi regimi islamisti, invece con la crisi di Gaza \u00e8 gi\u00e0 cominciato.<\/p>\n<p>Quanto agli europei, a parte la frammentazione delle posizioni, non \u00e8 dato di sapere se stanno anche solo riflettendo alla necessit\u00e0 di ripensare la loro posizione trentennale alla luce di cambiamenti che, per altri versi, invece percepiscono.<\/p>\n<p>I s\u00ec all\u2019Onu della Francia, dell\u2019Italia e degli altri paesi che hanno votato per il riconoscimento dell\u2019Olp si preparano a spalleggiare (inutilmente) Abbas contro Hamas, o sono un passo verso una nuova linea, come qui sostenuto? Sono dettati da interessi nazionali tattici ed economici o sono l\u2019annuncio di una strategia? Sono passi concepiti in un\u2019ottica europea o solo nazionale? La risposta a queste domande non mancher\u00e0 di arrivare, e speriamo che sia una buona risposta.<\/p>\n<p>Malgrado circolino espressioni di rallegramento, come se il voto al\u2019Onu dovesse ora favorire una ripresa dei negoziati israelo-plaestinesi, \u00e8 vero il contrario: Israele \u2013 a meno di cambiamenti nelle prossime elezioni \u2013 non ha alcuna intenzione di aprire alcun negoziato e al voto dell\u2019Onu ha risposto annunciando nuovi insediamenti a Gerusalemme Ovest. <\/p>\n<p>Gli Stati Uniti credono che il negoziato possa risorgere ma che ci\u00f2 deve avvenire nel quadro storico aperto dai trattati di Camp David e poi da Oslo, anche se l\u2019amministrazione Obama ha fallito in modo particolarmente doloroso proprio in questa prospettiva. <\/p>\n<p>Gli europei, anche quelli che hanno votato s\u00ec, lo hanno fatto immaginando che Ramallah si autolimiterebbe e mai userebbe il suo posto nell\u2019Onu per adire la Corte internazionale contro Israele, ma neppure essi hanno pi\u00f9 idee su come riesumare il processo di pace. <\/p>\n<p>Questo non vuol dire che il negoziato sia morto per sempre: occorre per\u00f2 prendere atto che esso deve tenere conto degli attori oggi vincenti nella regione, considerare infine Israele un paese normale, e basarsi su un processo interamente diverso da quello che, gi\u00e0 morto prima della primavera araba, si \u00e8 con quest\u2019ultima completamente dissolto.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato il 29 novembre a favore dell\u2019affiliazione del Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) come membro osservatore. 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