{"id":21980,"date":"2012-12-05T00:00:00","date_gmt":"2012-12-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-sorpresa-delle-presidenziali-in-slovenia\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:17","slug":"la-sorpresa-delle-presidenziali-in-slovenia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/12\/la-sorpresa-delle-presidenziali-in-slovenia\/","title":{"rendered":"La sorpresa delle presidenziali in Slovenia"},"content":{"rendered":"<p>Domenica 2 dicembre, mentre in Italia si svolgeva il ballottaggio delle primarie del centrosinistra tra Bersani e Renzi, dall\u2019altra parte del confine aveva luogo l\u2019ultima fase delle elezioni presidenziali slovene. Protagonisti, l\u2019ex primo ministro Borut Pahor (socialdemocratico) e il presidente uscente Danilo Turk (sinistra liberale). Vincitore di larga misura \u00e8 stato Pahor, con mandato di un quinquennio a partire dal prossimo 22 dicembre. In Italia non se ne \u00e8 parlato granch\u00e9, anzi, quasi nulla. Ma l\u2019avvicendamento al vertice in questo paese confinante non \u00e8 affatto irrilevante. Lo sanno bene i cittadini del Friuli-Venezia Giulia (FVC), l\u2019interesse dei quali sembrerebbe diretto maggiormente ai rapporti di \u201cbuon vicinato\u201d piuttosto che alle stucchevoli beghe nazionali.<\/p>\n<p><b>Vittoria trasversale<\/b><br \/>Il nuovo presidente conosce bene l\u2019Italia. Nato nel 1963 a Postumia, ha trascorso la sua infanzia a San Pietro, a un passo dal confine con l\u2019Italia, e nel 1987 si \u00e8 laureato in scienze sociali all\u2019Universit\u00e0 di Lubiana. Iscritto all\u2019epoca, come quasi tutti durante il regime, alla Lega dei comunisti della Slovenia, divenne subito uno dei maggiori sostenitori dell\u2019ala riformista del partito, confluita dopo la secessione nel Partito democratico riformista, trasformatosi a sua volta, tra il 1997 ed il 2005, in Partito socialdemocratico. <\/p>\n<p>Parlamentare europeo, nel 2007 \u00e8 alla testa della formazione quando diventa seconda forza politica nazionale e, quindi, leader dell\u2019opposizione al partito di centro-destra del primo ministro Janez Jansa. Nel 2008 ottiene dal presidente Danilo Turk, suo attuale antagonista, l\u2019incarico di primo ministro di un governo di centro-sinistra, che mantiene fino alle elezioni del 2011, in seguito alle quali si avvicenda nuovamente con Janez Jansa, il primo ministro attuale. <\/p>\n<p>L\u2019elezione di Pahor non era data affatto per scontata, se si considera che al primo turno la distanza tra i due candidati era di soli quattro punti (Pahor 40% e Turk 36%). Nella tornata di domenica, a sorpresa, Pahor ha ottenuto il 67,4 per cento, contro il 32,6 di Turk. \u00c8 evidente, quindi, che il socialdemocratico neopresidente \u00e8 stato eletto anche da una porzione significativa di elettori del centro-destra, in un contesto in cui, come in Italia, la cos\u00ec detta \u201cantipolitica\u201d sta lasciando pesantemente il segno. Prova ne \u00e8 che l\u2019affluenza alle urne \u00e8 stata molto scarsa: ha votato poco pi\u00f9 del 40 per cento degli 1,7 milioni degli aventi diritto &#8211; la percentuale pi\u00f9 bassa dall\u2019epoca dell\u2019indipendenza, nel 1991.<\/p>\n<p><b>Fattori sorpresa<\/b><br \/>Gli analisti locali, italiani e sloveni, attribuiscono la sorpresa a vari fattori. Pahor \u00e8 riuscito a prevalere nonostante nell\u2019ultimo periodo in cui era stato a capo del governo il suo partito avesse perso tutte le sfide elettorali e non fosse riuscito a far approvare nessuna delle riforme presentate. I sondaggi davano per vincitore il presidente uscente, parlando anche di una possibile vittoria al primo turno. Una spiegazione pu\u00f2 avere origine dalla precaria situazione economica in cui si trova il paese. Il governo ha messo in atto una serie di misure economiche molto restrittive, al fine di evitare la richiesta di un programma di salvataggio all\u2019Unione europea. <\/p>\n<p>L\u2019economia slovena, infatti, ha dovuto affrontare una delle recessioni pi\u00f9 forti tra i paesi dell\u2019Eurozona: il prodotto interno lordo, dal 2009, si \u00e8 ridotto dell\u20198 per cento, causando un pesante calo delle esportazioni e un aumento della disoccupazione, che si avvicina al 12 per cento. In questo contesto Borut Pahor, nonostante la sua appartenenza al partito socialdemocratico, ha appoggiato in campagna elettorale le riforme del governo in carica, composto da una maggioranza di centro-destra, ottenendo cos\u00ec in ballottaggio un sostegno trasversale. Il liberale Danilo Turk era invece nettamente contrario alla severit\u00e0 delle misure governative, proponendo di avviare, in caso di sua rielezione, una serie di trattative politiche per la formazione di un governo tecnico in grado di affrontare al meglio la crisi economica. <\/p>\n<p>Nel paese il clima di tensione \u00e8 alto, le manifestazioni di protesta contro la disoccupazione si susseguono ed i fermi di polizia sono all\u2019ordine del giorno. Anche in Slovenia, la figura del presidente della Repubblica \u00e8 soprattutto di alta rappresentanza, ma, come in Italia, in questa difficile situazione e con un consenso bipartisan potr\u00e0 probabilmente avere un maggiore peso politico, in particolare nelle scelte pi\u00f9 strategiche. <\/p>\n<p><b>Buon vicinato<\/b><br \/>Per l\u2019Italia questo rapporto di buon vicinato \u00e8 importante. Non tanto perch\u00e9 rientra come dato di fatto nella politica dell\u2019Ue, ma perch\u00e9 localmente \u00e8 talmente sentito e voluto da aver anticipato di molto gli indirizzi comunitari. Un paio di esempi. \u00c8 datata 1978 \u201c Alpe Adria\u201d, la comunit\u00e0 di lavoro costituita con la firma di un protocollo di intesa tra gli organi esecutivi regionali di Baviera, Friuli-Venezia Giulia, Carinzia, Croazia, Austria Superiore, Slovenia, Stiria e Veneto, con il Salisburgo come osservatore attivo. Il territorio di Alpe Adria, dove tutte le decisioni locali, culturali, energetiche, di economia dei trasporti, turistiche, paesaggistiche e commerciali sono prese di comune accordo, abbraccia una superficie di oltre 136 mila chilometri quadrati ed \u00e8 la patria di circa 15 milioni di cittadini europei. Veri europei. <\/p>\n<p>L\u2019incostante &#8211; talvolta tragica &#8211; storia vissuta fino al 1945 \u00e8 stata di stimolo, anzich\u00e9 di ostacolo. Il legame \u00e8 particolarmente sentito e proficuo tra FVG, Slovenia e Carinzia. Altra iniziativa pi\u00f9 recente e strutturata \u00e8 il Gruppo europeo di cooperazione territoriale tra comuni (Gect), la cui diffusione, altrove rimasta lettera morta, \u00e8 auspicata dall\u2019Unione per tutta l\u2019Europa. Da noi, al contrario, il primo di questi gruppi \u00e8 gi\u00e0 attivo dall\u2019inizio del 2012, finalizzato all\u2019attuazione di programmi, progetti, azioni specifiche ed altro. Inutile dirlo, si tratta di quello tra comuni del FVG e della Slovenia. Il secondo \u00e8 in corso di finalizzazione tra comuni dell\u2019Alto Friuli e della provincia di Klagenfurt. \u00c8 per questo che l\u2019elezione di \u201duomini di confine\u201d come Pahor viene salutata con grande favore, anche questo trasversale, dalle nostre forze politiche locali. <\/p>\n<p>Ora \u00e8 pi\u00f9 facile comprendere il motivo per cui questo tipo di accadimenti oltre confine in Friuli Venezia Giulia sia seguito con crescente interesse: la Regione, assieme a Carinzia e Slovenia, costituisce un \u201cunicum\u201d sotto vari profili, e questo in un certo senso anticipa l\u2019Unione europea come tutti noi vorremmo che fosse. \u00c8 una piccola Europa che lega tre territori molto simili, riportandoli verso una sorta di identit\u00e0 comune che, dopo la caduta dell\u2019Impero austro-ungarico e salvo gli eventi bellici, non \u00e8 andata del tutto perduta. Potrebbe essere un buon esempio, oltre che un ottimo caso di studio per gli Istituti di formazione comunitari.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 2 dicembre, mentre in Italia si svolgeva il ballottaggio delle primarie del centrosinistra tra Bersani e Renzi, dall\u2019altra parte del confine aveva luogo l\u2019ultima fase delle elezioni presidenziali slovene. Protagonisti, l\u2019ex primo ministro Borut Pahor (socialdemocratico) e il presidente uscente Danilo Turk (sinistra liberale). 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