{"id":22000,"date":"2012-12-08T00:00:00","date_gmt":"2012-12-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-sanita-tra-europa-giappone-e-stati-uniti\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:16","slug":"la-sanita-tra-europa-giappone-e-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/12\/la-sanita-tra-europa-giappone-e-stati-uniti\/","title":{"rendered":"La Sanit\u00e0 tra Europa, Giappone e Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 4 novembre sul Corriere della Sera, Alberto Alesina e Francesco Giavazzi riprendevano un argomento molto discusso durante le recenti elezioni americane: quello della spesa sanitaria. I due autori auspicavano che anche in Italia lo stato non garantisse pi\u00f9 le cure per i pi\u00f9 abbienti, al fine di contenere la spesa pubblica. La preoccupazione per l\u2019insostenibilit\u00e0 della spesa sanitaria, senza nuovi strumenti di finanziamento (prevedibilmente a carico dei privati), \u00e8 stata ripresa il 27 novembre dal presidente Monti, che \u00e8 ritornato ripetutamente sull\u2019argomento.<\/p>\n<p>Per una valutazione macroeconomica comparabile della situazione sono andato sul sito <a href= \" http:\/\/databank.worldbank.org\/data\/home.aspx\" target= \"blank\"><b><u> World Development Indicators<\/u><\/b><\/a> della Banca Mondiale e ho estratto i dati relativi alla spesa sanitaria pro capite in dollari correnti, e in Parit\u00e0 di Potere d\u2019Acquisto costanti al 2005 (i PPP sono dollari con un cambio calcolato in modo da avere lo stesso potere d\u2019acquisto che negli Usa). Per un confronto sintetico tra paesi ho scelto tre anni di riferimento: il 2003, dieci anni fa nel pieno della presidenza G.W. Bush, il 2008 alla fine della stessa e all\u2019inizio della crisi finanziaria, il 2010, l\u2019ultimo con dati pubblicati e a met\u00e0 della prima presidenza Obama.<\/p>\n<p>Ho quindi estratto le quote della spese sanitarie complessive, privata e pubblica, sul Pil e sulla spesa pubblica complessiva. Per avere un indicatore sintetico, l\u2019insieme dei risultati conseguiti e dell\u2019onerosit\u00e0 necessaria a garantire l\u2019assistenza sanitaria ai pi\u00f9 anziani, ho estratto gli anni di speranza di vita alla nascita. Da questi dati, con alcune semplici elaborazioni e grafici, si ricavano alcune evidenti verit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/dicocco.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte dati: Banca Mondiale\t<\/p>\n<p>Si nota che esistono due modelli base di finanziamento della sanit\u00e0: l\u2019euro-nipponico, dove prevale il finanziamento pubblico e la spesa privata \u00e8 inferiore ad un quarto della spesa totale; l\u2019americano, imitato da Argentina Brasile e Cina, dove la spesa pubblica e quella privata sostanzialmente si equivalgono, e ovviamente si generano significative differenze nelle cure delle diverse classi sociali. Australia e Svizzera sono in una situazione intermedia.<\/p>\n<p>Si nota che la spesa totale Usa \u00e8 vicina al 18%, quasi otto punti sopra la media europea che \u00e8 leggermente superiore al 10%; Italia, Svezia e Giappone sono sotto la media europea, la superano i paesi a reddito pro capite pi\u00f9 elevato (la spesa sanitaria \u00e8 elastica); stanno sotto la media europea Australia, insieme ai paesi a redditi intermedi come Argentina, Brasile e Cina.<\/p>\n<p>Gli Usa spendono di pi\u00f9 sia nel pubblico sia nel privato, e la sola quota della spesa pubblica uguaglia quella totale di Giappone, Italia e Svezia. Il sostegno alle esigenze di assistenza dei pi\u00f9 poveri tramite sistematiche commesse, via assicurazioni, al sistema privato, senza la concorrenza di quello pubblico, risulta estremamente oneroso. Per contenere i costi complessivi della sanit\u00e0, appare essenziale la presenza di un consistente, eccellente servizio sanitario pubblico. Questo richiede tuttavia uno sforzo continuo per ottimizzarne la gestione.<\/p>\n<p>Il risultato sintetico di tutto ci\u00f2 che migliora la salute \u00e8 rappresentato dalla speranza di vita alla nascita (incluse la riduzione della mortalit\u00e0 infantile e quella al parto e per incidenti); questo indicatore \u00e8 anche usato in sede internazionale per l\u2019indice complesso di sviluppo umano (HDI). La speranza di vita alla nascita indica anche la tendenza all\u2019invecchiamento della popolazione e quindi alla crescita delle pi\u00f9 onerose cure dei vecchi. Quindi \u00e8 segnale di tensioni sui bilanci sanitari.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/dicocco2.jpg \" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte dati: Banca Mondiale<\/p>\n<p>La tabella ci mostra che ormai la speranza di vita alla nascita supera diffusamente i 70 anni per i paesi industrializzati, che \u00e8 crescente (meno negli Usa) che sono al livello pi\u00f9 basso dei paesi ricchi, che il Giappone \u00e8 in testa seguito dall\u2019Italia, che supera la media Ue (e quella dell\u2019area euro), mentre un paese socialmente evoluto come la Danimarca \u00e8 sotto. La differenza tra Danimarca e Svezia (che spende meno) mostra che un\u2019analisi completa richiederebbe d\u2019includere altri fattori oltre il livello di spesa sanitaria totale.<\/p>\n<p>Il confronto della spesa pro-capite espressa in dollari correnti (gioca l\u2019inflazione) e al tasso di cambio di mercato (che non gioca tra i paesi euro); se si escludono i paesi in via di sviluppo, emerge che nonostante le speranze di vita maggiori, le spese italiana e giapponese sono pi\u00f9 contenute e quella italiana si \u00e8 addirittura ridotta dal 2008 al 2010 (primi effetti crisi). Le dinamiche, in valore assoluto, nell\u2019Unione europea sono decisamente pi\u00f9 contenute dei paesi esterni: Giappone, Svizzera, Usa, Canada e Australia. Quindi gli Usa, dove il dibattito sulla spesa sanitaria \u00e8 acceso, farebbero bene a studiarsi attentamente il modello europeo mentre, anche durante le elezioni e affrontando i problemi fiscali, paiono ignorarlo.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/dicocco3.jpg \" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte dati: Banca Mondiale.<\/p>\n<p>I dati in moneta corrente rappresentano la quota annua di spesa sanitaria totale e in particolare quelli della quota pubblica consentono di valutare il peso sulla spesa delle amministrazioni registrata con gli stessi criteri, ma non consentono di valutare l\u2019evoluzione reale. Per depurare i dati dall\u2019inflazione e dalla variabilit\u00e0 dei cambi, usiamo i valori in Parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto (PPP) a prezzi costanti (anno base: 2005).<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/dicocco4.jpg \" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte dati: Banca Mondiale.<\/p>\n<p>Il grafico soprastante mostra l\u2019evoluzione della spesa sanitaria in termini reali dal 2003 sino al 2008 e al 2010. Si nota che dal 2003 al 2008 l\u2019aumento dell\u2019Italia \u00e8 del 30%, in media Ue, mentre resta sostanzialmente invariata tra 2008 al 2010. Questo significa un recupero dell\u2019inflazione tramite una revisione della spesa ed un recupero dell\u2019efficienza media. La media europea sale di altri 15 punti. L\u2019evoluzione della spesa Usa rispetto ai valori 2003 \u00e8 sostanzialmente di poco superiore a quella media europea. Fisiologicamente superiore l\u2019incremento dei paesi in via di sviluppo che stanno recuperando il ritardo rispetto a quelli sviluppati (la Cina nel 2010 ha un indice 250% sul 2003).<\/p>\n<p>Come mostra il grafico sottostante la quota italiana della spesa sanitaria su quella pubblica \u00e8 aumentata in Italia sopra le due medie europee (sotto quella Usa, i dati canadesi 2010 non sono disponibili); questo si verifica anche nel biennio della crisi quando altri paesi la stabilizzano, questo pu\u00f2 dipendere dall\u2019evoluzione negativa del Pil in Italia e conseguentemente delle risorse pubbliche. La tendenza pu\u00f2 aver allarmato il governo, dato che alcune Regioni si sono mostrate incapaci di un serio controllo della spesa sanitaria \u00e8 pu\u00f2 emergere al recupero di una spesa in linea con la media europea.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/dicocco5.jpg \" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte dati: Banca Mondiale.<\/p>\n<p>Anche se la politica sanitaria non \u00e8 tra quelle a coordinamento europeo, il grafico seguente mostra che esiste un modello europeo di politica sanitaria, condiviso con il Giappone. Esso \u00e8 caratterizzato da una spesa sanitaria per almeno \u00be pubblica, un servizio sanitario generalizzato e conseguentemente a prevalente produzione collettiva e non come imprese private remunerate tramite i rimborsi delle assicurazioni dei pazienti, che faticano a rinnovarle quando divengono affetti da patologie croniche e questo \u00e8 una concausa della minore speranza di vita.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/dicocco6.jpg \" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte dati: Banca Mondiale.<\/p>\n<p>Pare che seguire l&#8217;Europa potrebbero consentire agli Usa di contenere la spesa sanitaria. Lecito domandarsi perch\u00e9 la soluzione non venga seriamente discussa, neanche nelle universit\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 4 novembre sul Corriere della Sera, Alberto Alesina e Francesco Giavazzi riprendevano un argomento molto discusso durante le recenti elezioni americane: quello della spesa sanitaria. I due autori auspicavano che anche in Italia lo stato non garantisse pi\u00f9 le cure per i pi\u00f9 abbienti, al fine di contenere la spesa pubblica. La preoccupazione per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[73,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22000"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22000"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22000\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62660,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22000\/revisions\/62660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}