{"id":22030,"date":"2012-12-10T00:00:00","date_gmt":"2012-12-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lincerto-destino-di-gaza\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:16","slug":"lincerto-destino-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/12\/lincerto-destino-di-gaza\/","title":{"rendered":"L\u2019incerto destino di Gaza"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019operazione \u201cColonna di nuvole\u201d lanciata lo scorso 14 novembre da Israele ha confermato ancora una volta che il blocco della striscia di Gaza non \u00e8 riuscito a impedire l\u2019afflusso nell\u2019area di un numero crescente di missili. Ha invece rafforzato Hamas, fornendo nuovo impulso alla retorica ideologica che lo caratterizza. Oggi pi\u00f9 che mai, grazie anche alle recenti visite di Khaled Mashal (leader di Hamas in esilio), dell\u2019emiro del Qatar, del premier egiziano, del ministro degli Esteri turco e di quello tunisino, il movimento islamico si auto-presenta come l\u2019unica organizzazione palestinese in grado di sfidare sul campo Israele.<\/p>\n<p>Per contro, l\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese (Anp) del presidente Abu Mazen, il partner \u201causpicato\u201d da Washington, dall\u2019Ue e da Tel Aviv, ne \u00e8 risultata fortemente indebolita. L\u2019Anp, fatti salvi i suoi recenti successi alle Nazioni Unite, facilitati dalle considerazioni generate dall\u2019ultima campagna militare e accolti con una certa diffidenza in <a href= \" http:\/\/972mag.com\/a-sad-day-of-victory-in-ramallah\/61169\/\" target= \"blank\"><b><u> Cisgiordania<\/u><\/b><\/a>, continua infatti a venire <a href= \"http:\/\/www.aljazeera.com\/indepth\/opinion\/2012\/12\/2012122165114321474.html\" target= \"blank\"><b><u> accusata<\/u><\/b><\/a> di essere funzionale al mantenimento dell\u2019occupazione dei territori palestinesi; sotto l\u2019attuale governo Netanyahu, stando ai dati forniti di recente dal ministro delle Finanze israeliano Yuval Steinitz, il bilancio destinato ai territori occupati \u00e8 <a href= \"http:\/\/www.haaretz.com\/news\/diplomacy-defense\/netanyahu-s-government-has-quietly-doubled-funding-for-settlements-says-finance-minister-1.477204\" target= \"blank\"><b><u> raddoppiato<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Tanto l\u2019Egitto di Morsi (interessato a limitare l\u2019influenza dei \u201csalafiti massimalisti\u201d nel Sinai e nella striscia di Gaza), quanto Israele (alla ricerca di efficaci deterrenti che possano proteggere il paese dai missili che lo minacciano) e ovviamente gli stessi palestinesi hanno ragioni pi\u00f9 che mai evidenti per attuare un significativo alleggerimento di un blocco dimostratosi controproducente. In caso contrario, qualora la striscia di Gaza continuasse ad essere <a href= \"http:\/\/www.haaretz.com\/news\/diplomacy-defense\/wikileaks-israel-aimed-to-keep-gaza-economy-on-brink-of-collapse-1.335354\" target= \"blank\"><b><u> consapevolmente tenuta nell\u2019attuale stato<\/u><\/b><\/a>, a guadagnarne saranno i volti pi\u00f9 oltranzisti delle diverse parti in causa. Figure che sovente, al di l\u00e0 delle apparenze, sono funzionali le une alle altre.<\/p>\n<p><b>Tra piazza Tahrir e il valico di Rafah<\/b><br \/>Il cambiamento epocale innescato dalla rivoluzione di piazza Tahrir \u00e8 impresso in decine di luoghi-simbolo sparsi in giro per l\u2019Egitto. Lo avverti camminando davanti alla villa cariota dell\u2019ex dittatore Hosni Mubarak, ormai ignorata e abbandonata a se stessa. Te ne accorgi prestando attenzione alla nuova toponomastica delle maggiori citt\u00e0 del paese: le piazze, i ponti, le strade, gli ospedali e le 549 scuole dedicate all\u2019ex dittatore e ai suoi pi\u00f9 stretti familiari sono state ribattezzate a tempo di record attingendo soprattutto ai nomi dei principali \u201cmartiri\u201d della rivoluzione.<\/p>\n<p>A poco pi\u00f9 di trecento chilometri dal Cairo &#8211; cinque ore di viaggio tra sabbia ed edifici in costruzione &#8211; esiste un sito dove la cesura tra passato e presente e i riverberi della rivoluzione sono se possibile ancora pi\u00f9 evidenti. \u00c8 posto a pochi metri dal suolo egiziano, sul lato palestinese del valico di Rafah, uno dei luoghi pi\u00f9 desolanti dell\u2019intero Medio Oriente. Si tratta di un modernissimo terminal dotato di aria condizionata, marmi pregiati, legno, sedie in metallo, sale computerizzate e immagini che rimandano a ridenti spiagge. \u00c8 stato costruito in tutta fretta dai vertici di Hamas nei giorni successivi all\u2019elezione del presidente Mohamed Morsi.<\/p>\n<p>Allo squallore che caratterizza il lato egiziano del valico e ancor di pi\u00f9 alla decadenza che attanaglia la striscia di Gaza fa oggi da contraltare questa sorta di cattedrale nel deserto, una struttura \u201cfuori contesto\u201d che ha le sembianze di un piccolo aeroporto. Con tale iniziativa la leadership di Hamas auspica e fa pressioni affinch\u00e9 il nuovo Egitto che si sta delineando passi attraverso un completo smantellamento del \u201cblocco\u201d di Gaza (\u201cchiusura illegale\u201d, secondo la definizione dell\u2019Ong israeliana <i>Gisha<\/i>) e la libera circolazione della sua gente e delle sue merci.<\/p>\n<p><b>Sotto controllo<\/b><br \/>La parziale apertura del passaggio di Rafah &#8211; attivo al momento sei giorni su sette &#8211; era stata accolta gi\u00e0 nel maggio del 2011 con un certo sollievo, sebbene Il Cairo nutrisse e continui a nutrire un certo scetticismo, in primis legato alle sorti del Sinai. Anche in Israele &#8211; al di l\u00e0 di una comprensibile cautela e del timore che una completa apertura possa coincidere con un ulteriore afflusso di armi iraniane &#8211; \u00e8 opinione diffusa che l\u2019Egitto abbia in questo modo assunto su di s\u00e9 la \u201cresponsabilit\u00e0 degli abitanti di Gaza\u201d (Alex Fishman) e che grazie all\u2019apertura del valico Israele possa pi\u00f9 facilmente \u201cliberarsi di una serie di problemi\u201d (Shlomo Avineri).<\/p>\n<p>Paradossalmente sono tuttavia proprio i palestinesi a mostrare ancora oggi alcune delle perplessit\u00e0 pi\u00f9 concrete. Le voci di quanti riescono a passare la frontiera sono in questo senso sintomatiche: \u201cL\u2019apertura del valico &#8211; chiarisce Salim al-Hout, un commerciante originario di Khan Yunis &#8211; ha rappresentato per tutti gli abitanti di Gaza un passo di grande importanza, non solo simbolica. Tuttavia tale autorizzazione \u00e8 riservata solo ai residenti che siano in possesso di una carta di identit\u00e0 [hawiyya] approvata dalle autorit\u00e0 israeliane. Diverse migliaia di persone, soprattutto tra i 18 e i 40 anni, sono dunque ancora oggi impossibilitate a muoversi\u201d.<\/p>\n<p>Una delle preoccupazioni maggiori \u00e8 connessa agli aspetti economici. Sara Roy fece riferimento al concetto di \u201cde-sviluppo\u201d, ovvero il processo che pregiudica la capacit\u00e0 di un\u2019economia di crescere oltre un certo livello, impedendole di accedere alle risorse necessarie. Ai giorni nostri la \u201cmorsa\u201d che attanaglia Gaza si \u00e8 leggermente allentata a seguito degli accordi presi a margine dell\u2019ultima guerra tra Hamas e Israele.<\/p>\n<p>Tuttavia l\u2019impossibilit\u00e0 da parte dei pescatori locali di poter sfruttare in maniera adeguata lo spazio marino antistante Gaza, nonch\u00e9 la <a href= \" http:\/\/www.amnesty.org\/en\/news-and-updates\/report\/israel-rations-palestinians-trickle-water-20091027\" target= \"blank\"><b><u> quasi totale mancanza di acqua<\/u><\/b><\/a>  utilizzabile per il consumo umano e il divieto di esportare i propri prodotti in Cisgiordania, in Israele e nello stesso Egitto (l\u2019apertura del valico \u00e8 infatti riservata solo alle persone e non alle merci), restano problemi pi\u00f9 che mai attuali. Essi contribuiscono a paralizzare i settori agricoli, industriali e ittici, creando un\u2019economia locale sempre pi\u00f9 \u201cdrogata\u201d dagli aiuti internazionali.<\/p>\n<p>Un aspetto particolarmente rilevante in una societ\u00e0 afflitta da un tasso di disoccupazione vicino al<a href= \"http:\/\/www.icrc.org\/eng\/resources\/documents\/interview\/2011\/palestine-israel-interview-2011-05-19.htm\" target= \"blank\"><b><u> 40 percento<\/u><\/b><\/a>: \u201cIl timore \u2013 spiega Mohamed al-Sharif, tassista in pensione, nato nel 1941 a Najd (adiacente all\u2019odierna Sderot) e cresciuto a Jabalya &#8211; \u00e8 che da una parte si cerchi sempre pi\u00f9 di rendere invivibili le nostre vite e dall\u2019altra si incentivino le persone ad andarsene. Gli aiuti internazionali sono solo un palliativo. Ci trasformano in elementi passivi. Ci costringono a dover rendere conto a donatori quasi sempre tutt\u2019altro che disinteressati. \u00c8 un modo efficace per soffocare le nostre iniziative, le nostre aspirazioni. Se siamo arrivati a questo punto \u00e8 anche per colpa di Hamas. Ma Hamas \u00e8 una conseguenza, non il punto di partenza\u201d.<\/p>\n<p><b>Parlare con il nemico<\/b><br \/>A livello politico, una efficace riduzione della pressione su Gaza potr\u00e0 far registrare dei frutti concreti solo sul medio e lungo termine. Sul breve &#8211; a dispetto della carte fondanti, dei manifesti, delle affermazioni, nonch\u00e9 dei documenti programmatici prodotti da molteplici protagonisti di questa tragedia &#8211; non c\u2019\u00e8 altra strada se non quella di trovare una qualche forma di dialogo.<\/p>\n<p>In poco pi\u00f9 di un anno il premier israeliano Netanyahu ha trattato in due circostanze, sia pur indirettamente, con i vertici di Hamas. La prima durante lo scambio di prigionieri che ha portato alla liberazione di Gilad Shalit; la seconda poche settimane fa per raggiungere una tregua all\u2019ultima guerra di Gaza. Due importanti precedenti &#8211; certamente rischiosi, ma meno di ci\u00f2 rappresenterebbe il perpetuarsi dell\u2019attuale status quo &#8211; che potrebbero aprire nuovi spiragli: \u201cSe vuoi raggiungere la pace\u201d, not\u00f2 nell\u2019ottobre del 1977 l\u2019allora ministro degli Esteri israeliano Moshe Dayan, \u201cnon parli con i tuoi amici. Parli con i tuoi nemici\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019operazione \u201cColonna di nuvole\u201d lanciata lo scorso 14 novembre da Israele ha confermato ancora una volta che il blocco della striscia di Gaza non \u00e8 riuscito a impedire l\u2019afflusso nell\u2019area di un numero crescente di missili. Ha invece rafforzato Hamas, fornendo nuovo impulso alla retorica ideologica che lo caratterizza. Oggi pi\u00f9 che mai, grazie anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[124,95,99,115,135],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22030"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22030"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22030\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63012,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22030\/revisions\/63012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22030"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22030"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22030"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}