{"id":22040,"date":"2012-12-11T00:00:00","date_gmt":"2012-12-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sullenergia-leuropa-si-muove\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:16","slug":"sullenergia-leuropa-si-muove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/12\/sullenergia-leuropa-si-muove\/","title":{"rendered":"Sull&#8217;energia l&#8217;Europa si muove"},"content":{"rendered":"<p>Una rivoluzione tecnologica sta cambiando il mondo dell\u2019energia. Le considerazioni del recente articolo di Alberto Cl\u00f2 su &#8216;AffarInternazionali&#8217; sul forte impatto economico e geopolitico dell\u2019estrazione di idrocarburi non convenzionali (<i>shale gas e shale oil<\/i>) negli Stati Uniti sono del tutto condivisibili; danno conto dei cambiamenti straordinari che possiamo attenderci, forse anche da una nuova politica energetica di Obama.<\/p>\n<p>Resta da chiedersi se l\u2019Europa sapr\u00e0 trarre vantaggio da questo processo o se, come traspare dall\u2019articolo del professor Cl\u00f2, questa rivoluzione render\u00e0 ancor pi\u00f9 profondo il divario tra le due regioni, di fronte ad un\u2019Europa inerte e conservativa. La risposta non \u00e8 affatto scontata. <\/p>\n<p>Qualche mese fa il <i>Wall Street Journal<\/i>, come molti commentatori americani, attribuiva all\u2019Europa una debolezza strutturale che non avrebbe consentito di cogliere le opportunit\u00e0 aperte con la rivoluzione dello <i>shale gas<\/i> in termini di sviluppo industriale, competitivit\u00e0, sicurezza di approvvigionamento energetico, diversificazione delle fonti, miglioramento dell\u2019impatto ambientale, persino di crescita economica, che invece si percepiva per gli Stati Uniti.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\" IMAGE\/termini1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte: BP.<\/p>\n<p>Sarei ben pi\u00f9 ottimista, anche se riconosco i problemi e gli interrogativi aperti da una difficile transizione dopo la rottura, che ritengo ormai gi\u00e0 consumata, del modello di mercato energetico che per decenni ha dominato lo scenario europeo. Molto dipender\u00e0 naturalmente dalla percezione dei cambiamenti in corso e dalla dinamica di sistema che riusciranno ad avere governo, regolatori e imprese della filiera energetica europea.<\/p>\n<p><b>Nuovi fondamentali <\/b><br \/>I tasselli del nuovo scenario sono riconducibili a tre fronti. La prima discontinuit\u00e0 riguarda i nuovi fondamentali nel mercato del gas. Tradizionalmente la domanda di gas ha un andamento correlato alla crescita economica, e infatti si \u00e8 abbattuta nella crisi recente. Oggi invece nuovi elementi strutturali attribuiscono al gas, il meno inquinante tra i combustibili fossili, un nuovo ruolo in Europa e ne cambiano in prospettiva il peso relativo tra le fonti.<\/p>\n<p>Le politiche per il contenimento delle emissioni di anidride carbonica (CO2), la graduale <i>exit strategy <\/i>dal nucleare, il ruolo di <i>backup <\/i>svolto oggi dal gas per le energie rinnovabili caratterizzate da una produzione naturalmente intermittente e, da ultimo, la consistente riduzione del prezzo del gas sui mercati spot che ne favorisce l\u2019uso per la produzione elettrica, fanno prevedere alla <i>International energy agency <\/i>(Iea), nel recente <i>World Energy Outlook 2012<\/i>, una crescita importante nella domanda di gas dell\u2019Unione europea nei prossimi due decenni, sia pure al netto degli effetti della crisi economica. Anche per questo il ruolo del gas assume una valenza strategica nuova negli equilibri dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/termini2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte: BP.<\/p>\n<p>Sul fronte dell\u2019offerta la rottura col passato, per l\u2019Europa, \u00e8 pi\u00f9 profonda. L\u2019Europa importa oltre il 60% dei propri consumi di gas. All\u2019aumento del gas disponibile per la raggiunta indipendenza energetica americana, si aggiunge un nuovo elemento dirompente, lo sviluppo del mercato del gas liquefatto (Gnl) che arriva al mercato europeo trasportato per mare nei grandi <i>tankers <\/i>criogenici ed \u00e8 destinato a modificare profondamente la struttura dell\u2019industria del gas. Tra il 2008 e il 2012, a fronte di importazioni nette dell\u2019Ue stabili (250mmc), la quota di Gnl \u00e8 cresciuta del 15%, da 50 a 87 mmc.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento di rottura col passato \u00e8 poi rappresentato dalla crescita dei mercati spot, stimolata dall\u2019aumento del differenziale tra il prezzo del petrolio, cui sono indicizzati i contratti di lungo periodo di approvvigionamento del gas via tubo (<i>take or pay<\/i>) e il prezzo spot del gas venduto negli <i>hub <\/i>europei, fortemente ridotto a seguito della rivoluzione dello <i>shale gas<\/i> americano e della crescente penetrazione del Gnl. <\/p>\n<p>In soli due anni, il peso dei contratti <i>take or pay <\/i>nel portafoglio degli importatori europei \u00e8 sceso dal 79% al 69%, compensato dall\u2019aumento dei contratti spot dal 21% al 31%, mentre la proporzione del gas scambiato sugli <i>hub <\/i>\u00e8 salita dall\u20198 % al 58% tra il 2006 e il 2011.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo dunque l\u2019impatto del cambiamento che gi\u00e0 si rileva sul mercato energetico europeo, anche se \u00e8 difficile immaginare che nel breve periodo si sviluppi una produzione interna di <i>shale gas<\/i>, nonostante la presenza di riserve consistenti in Francia, Polonia, Ucraina: la densit\u00e0 abitativa del territorio europeo e le stringenti normative di protezione ambientale sono ostacoli obiettivi allo sviluppo di una produzione locale.<\/p>\n<p>Ma saranno sufficienti i volumi di gas a consentire all\u2019Europa una reale diversificazione delle fonti e ai nuovi <i>hub <\/i>a sviluppare una liquidit\u00e0 adeguata? Conoscendo l\u2019impegno del Qatar nella produzione di Gnl, l\u2019interrogativo principale riguarda ancora la politica americana: raggiunta l\u2019indipendenza energetica, gli Stati Uniti esporteranno gas? Interessi contrastanti emergono su questo fronte, poich\u00e9 le esportazioni farebbero lievitare il prezzo interno del gas, crollato un anno fa a 2 dollari per milione di <i>British thermal unit <\/i>(Btu) e oggi risalito intorno ai 3,5 dollari, ancora assai distante dai 16 dollari del mercato Lng in Asia e dai 10 dollari del mercato spot europeo.<\/p>\n<p>L\u2019esito di queste diverse tendenze non \u00e8 scontato, ma molti segnali sono favorevoli a uno scenario di esportazione. L\u2019allargamento del canale di Panama, che consentir\u00e0 il trasporto del gas da una costa all\u2019altra e poi verso il Pacifico e l\u2019Europa, sar\u00e0 concluso per il 2014; su entrambe le coste alcuni impianti di rigassificazione &#8211; predisposti per l\u2019importazione di gas liquido &#8211; sono oggi in corso di trasformazione per consentire flussi in senso contrario, di esportazione, mentre in Asia e in Europa si intensificano i progetti di costruzione di nuovi rigassificatori. \u00c8 verosimile ritenere che il volume offerto sar\u00e0 crescente e che l\u2019Europa rappresenter\u00e0 un significativo mercato di sbocco.<\/p>\n<p><b>Dilemmi europei <\/b><br \/>Il secondo tassello riguarda il cambiamento di regole e comportamenti nel mercato europeo. L\u2019insieme di regole introdotte dalla nuova Agenzia europea per l\u2019energia (Acer) \u00e8 destinato a creare un cambiamento dirompente nel mercato dell\u2019energia dell\u2019Ue, la cui portata non \u00e8 stata ancora del tutto percepita. <\/p>\n<p>Le nuove regole approvate da Acer aprono alla concorrenza la capacit\u00e0 di trasporto transfrontaliero del gas tra Paesi membri; ridimensionano il controllo sulla domanda locale, tradizionalmente svolta dai grandi intermediari degli Stati membri e di fatto abbattono le frontiere interne all\u2019Unione. Concorrono cos\u00ec, nei fatti, a costruire quel mercato unico dell\u2019energia che la Commissione auspica da ormai 17 anni e che il Consiglio europeo ha deliberato di completare entro il 2014. <\/p>\n<p>Alle nuove regole si stanno associando nuovi investimenti per sviluppare le infrastrutture che connetteranno le diverse parti dell\u2019Unione, portando il gas da paesi diversi.<\/p>\n<p>Il dilemma istituzionale risiede nella necessit\u00e0 di bilanciare due opposte esigenze nella transizione verso un nuovo modello: da un lato quella di aprire gli Stati membri all\u2019offerta dei mercati spot, pi\u00f9 vantaggiosa, dall\u2019altro quella di garantire stabilit\u00e0 di lungo periodo agli investitori per finanziare le infrastrutture che sono necessarie ad aprire il mercato europeo ad altre fonti.<\/p>\n<p><b>Nuovi rischi<\/b><br \/>Il terzo tassello, forse il pi\u00f9 ambizioso, riguarda la capacit\u00e0 delle imprese europee di ridefinire il proprio perimetro di azione nella filiera dell\u2019industria del gas. Una parte importante di esse, pi\u00f9 legata ai tradizionali contratti a lungo termine indicizzati al petrolio, sta soffrendo una importante compressione dei margini di profitto, se non rilevanti perdite. <\/p>\n<p>Alcuni tra questi operatori stanno rinegoziando con successo i propri contratti; il nuovo prezzo spot del gas che si contratta negli <i>hub <\/i>europei ha giocato un ruolo importante dando un punto di riferimento competitivo e forza negoziale agli importatori e contrapponendoli, spesso vincitori, negli arbitrati con Gazprom per rinegoziare i prezzi assai pi\u00f9 elevati dei contratti <i>take or pay <\/i>tradizionalmente indicizzati al petrolio. La stessa Gazprom \u00e8 dallo scorso 4 settembre oggetto di un\u2019indagine da parte della Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea, per accertare se essa stia ostacolando la concorrenza nei mercati del gas del Centro e dell\u2019Est Europa.<\/p>\n<p>I cambiamenti strutturali in atto stanno portando a un processo di \u201cdistruzione creativa\u201d, come lo avrebbe definito Schumpeter, cui le imprese europee sono chiamate a rispondere. Dalla loro capacit\u00e0 imprenditoriale e dalla lungimiranza di governo e regolatori per garantire una transizione ordinata a questo processo imprevisto di cambiamenti strutturali, dipender\u00e0 la possibilit\u00e0 dell\u2019Europa di trarre beneficio dal cambiamento  in termini di crescita e di indipendenza.<\/p>\n<p><b>Eppur si muove<\/b><br \/>La rivoluzione dello <i>shale gas <\/i>americano e lo sviluppo del trasporto via nave del gas liquido naturale trovano dunque un mercato europeo in forte cambiamento, potenzialmente pronto a cogliere la spinta propulsiva che da quei mutamenti esterni proviene.<\/p>\n<p>Certo, problemi complessi si aprono ora per affrontare una transizione non facile. Gli operatori del mercato europeo si trovano davanti a nuovi rischi e nuove incertezze. Derivano dalla volatilit\u00e0 dei prezzi spot, che richiederanno solidi strumenti di copertura finanziaria, da una diversa articolazione degli anelli della catena industriale, in cui per gli <i>shipper <\/i>e gli intermediari si stanno con difficolt\u00e0 definendo nuovi ruoli e la prospettiva di agire in nuovi mercati per ricostruire margini di profitto intaccati dal cambiamento repentino di prezzi, volumi e modalit\u00e0 contrattuali.<\/p>\n<p>La dinamica innestata ha introdotto una rottura inarrestabile in un equilibrio consolidato da decenni, nel quale due esigenze opposte devono oggi trovare un ragionevole equilibrio: da un lato quella di aprire anche il mercato europeo ai flussi di gas (spot e a lungo termine) che consentiranno di diversificare le fonti di approvvigionamento; dall\u2019altro l\u2019esigenza, altrettanto essenziale, di mitigare le condizioni di incertezza che questo sviluppo comporta, garantendo condizioni di stabilit\u00e0 e coerenza delle regole per consentire il finanziamento di investimenti di lunghissimo periodo che il sistema richiede. <\/p>\n<p>La scommessa non \u00e8 facile. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che di fronte allo sconvolgimento del mercato del gas mondiale, l\u2019Europa oggi non \u00e8 ferma.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una rivoluzione tecnologica sta cambiando il mondo dell\u2019energia. 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