{"id":22070,"date":"2012-12-16T00:00:00","date_gmt":"2012-12-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pro-e-contra-dellaccordo-di-libero-scambio-tra-ue-e-usa\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:15","slug":"pro-e-contra-dellaccordo-di-libero-scambio-tra-ue-e-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/12\/pro-e-contra-dellaccordo-di-libero-scambio-tra-ue-e-usa\/","title":{"rendered":"Pro e contra dell\u2019accordo di libero scambio tra Ue e Usa"},"content":{"rendered":"<p>Per la fine del 2012, pi\u00f9 probabilmente agli inizi del 2013, un gruppo di lavoro ad alto livello tra l\u2019Ue e gli Usa dovr\u00e0 fare delle raccomandazioni per un Accordo di libero scambio (Als) tra le due pi\u00f9 importanti aree commerciali del mondo. Per lungo tempo, l\u2019attenzione di quanti si occupano dello sviluppo dei traffici commerciali e dei loro positivi effetti sulla crescita si \u00e8 concentrata sulle relazioni degli Stati Uniti con la Cina, nonch\u00e9 sulle conseguenze che esse hanno avuto sulla delocalizzazione produttiva delle imprese americane, sullo squilibrio commerciale tra i due paesi, sul finanziamento del disavanzo pubblico americano da parte cinese, sul cambio manovrato dello yuan nei confronti del dollaro.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 ora?<\/b><br \/>Eppure, le cifre dell\u2019interscambio tra Usa ed Ue (485 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2012) sono molto pi\u00f9 importanti di quelle tra Usa e Cina (390 miliardi nello stesso periodo). Inoltre, gli investimenti esteri degli Usa in Europa sono pari a tre volte quelli effettuati in Asia, mentre l\u2019Europa ha investito negli Stati Uniti otto volte le somme impegnate in Cina e in India.<\/p>\n<p>Come mai si riscopre oggi l\u2019importanza di un accordo di libero scambio tra l\u2019Ue e gli Usa? Probabilmente, a causa della crisi economica che l\u2019Europa non sembra in grado di affrontare energicamente per la priorit\u00e0 accordata all\u2019austerit\u00e0 &#8211; in alcuni paesi certamente necessitata &#8211; e che anche gli Stati Uniti faticano a superare, non riuscendo a far diminuire il tasso di disoccupazione a un livello socialmente accettabile. Invero, si calcola, con molto ottimismo, da parte dei fautori di un tale accordo, che il tasso di crescita del Pil su ambo i lati dell\u2019Atlantico potrebbe aumentare dell\u20191,5%.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 mediamente i prodotti scambiati tra le due aree sono colpiti da dazi che non raggiungono in media il 3 %, l\u2019unica possibilit\u00e0 di ottenere un significativo aumento della crescita economica \u00e8 legato all\u2019eliminazione delle barriere non tariffarie, cio\u00e8 all\u2019armonizzazione degli standard regolatori, particolarmente importanti in settori come quello farmaceutico. Un\u2019altra ragione che spiega il ritorno di fiamma in Europa per un Als con gli Stati Uniti \u00e8 che il negoziato col Canada sul medesimo argomento sembra avere raggiunto lo stadio finale, e che quello con la Corea, paese dalla forte crescita economica e al decimo posto nell\u2019interscambio con l\u2019Europa, \u00e8 entrato in vigore con successo dal luglio del 2011.<\/p>\n<p><b>Gruppi d\u2019interesse <\/b><br \/>Se a livello macroeconomico v\u2019\u00e8 consenso sugli effetti favorevoli alla crescita di una riduzione delle barriere commerciali, a quello settoriale, accanto a comparti che si attendono vantaggi da un Als, ve ne sono altri che temono di essere pretermessi nel negoziato (ad esempio, agricoltori e allevatori americani contrari alla Politica agricola comune o alle regole europee sui prodotti geneticamente modificati) o addirittura danneggiati. I risultati ottenuti nell\u2019esemplare accordo con la Corea da parte dell\u2019Unione europea e dei suoi stati membri &#8211; si afferma &#8211; non pu\u00f2 dar luogo all\u2019aspettativa che l\u2019Ue sia in grado di ottenere un successo in tutti o quasi i settori nei negoziati per un Ales con economie di grandi dimensioni, le uniche in grado di avere un impatto effettivo sulla crescita e sull\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Per quale ragione? Prima di tutto, perch\u00e9 l\u2019Ue \u00e8 un\u2019area a bassa crescita da vari anni e quindi contrattualmente pi\u00f9 debole; secondariamente, perch\u00e9 l\u2019Ue non sembra pronta ai necessari<i> trade-off <\/i>tra settori fortemente competitivi sul fronte delle esportazioni e comparti stagnanti o sulla strada del declino; pare che i negoziati col Giappone e in qualche misura quelli con l\u2019India ne abbiano sofferto. Diventa quindi rilevante la strategia negoziale che a sua volta dipende, sul fronte interno, dalla capacit\u00e0 di fare compromessi equilibrati non solo tra i settori, ma soprattutto tra i 27 stati dell\u2019Unione prima del negoziato con la controparte e soprattutto durante le fasi critiche del medesimo.<\/p>\n<p>Nella sua comunicazione(1) agli altri organi \u201ccostituzionali\u201d dell\u2019Unione sulla modernizzazione degli aiuti di Stato (Mas), la Commissione ha scritto che per raggiungere alti livelli di occupazione, produttivit\u00e0 e coesione sociale, il mercato unico \u00e8 lo strumento essenziale per generare una crescita sostenibile. A sua volta, un efficace mercato interno richiede una regolazione che ne assicuri l\u2019integrazione attraverso i confini nazionali e una politica della concorrenza, compreso il controllo degli aiuti di Stato, che non sia distorta da comportamenti anticoncorrenziali delle imprese o degli Stati membri a favore di alcuni operatori e a detrimento di altri.<\/p>\n<p><b>Potenzialit\u00e0<\/b><br \/>Anche se determinati aiuti di Stato sono permessi per raggiungere obiettivi inclusi nella Strategia di Europa 2020 (ad es., l\u2019Agenda digitale per l\u2019Europa), alcuni Als bilaterali includono anche norme sui sussidi per disciplinare specifici aspetti non coperti dalla regolamentazione dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio; \u00e8 questo il caso dell\u2019Als con la Corea. Sar\u00e0 possibile avere una soluzione simile in un accordo con gli Stati Uniti? Difficile dirlo, data non solo la differenza di peso strategico, politico, economico e commerciale rispetto alla Corea, ma soprattutto, a mio avviso, per la mancanza nell\u2019ordinamento federale degli Stati Uniti di una norma simile a quella che nei Trattati dell\u2019Unione europea proibisce gli aiuti di Stato.<\/p>\n<p>Anzi, \u00e8 prassi corrente che uno stato federato, una contea o una citt\u00e0 cerchi con pubblico denaro di attrarre un\u2019impresa nel proprio territorio o di evitare che la medesima si trasferisca in altra giurisdizione; secondo un\u2019indagine(2) del <i>New York Times<\/i>, il totale degli incentivi concessi dai governi locali \u00e8 di oltre 80 miliardi di dollari l\u2019anno e il Texas \u00e8 lo stato che ne concede di pi\u00f9: oltre 19 miliardi l\u2019anno. Il settore manifatturiero, ovviamente, \u00e8 quello che ne beneficia maggiormente, seguito dall\u2019agricoltura.<\/p>\n<p>I diversi interessi settoriali come pure i differenti ordinamenti potranno bloccare i negoziati tra gli Usa da una parte e l\u2019Ue con i suoi stati membri dall\u2019altra? La risposta scontata \u00e8 che ci\u00f2 non accadr\u00e0 se v\u2019\u00e8 la \u201cvolont\u00e0 politica\u201d; all\u2019indomani dell\u2019elezione del presidente Obama per il secondo mandato, la cancelliera tedesca Merkel e il primo ministro britannico Cameron si sono espressi a favore dell\u2019Als tra le due sponde dell\u2019Atlantico. Il presidente Obama non risulta che abbia preso pubblica posizione sul tema; lo far\u00e0, dopo la sua inaugurazione, quando &#8211; si spera &#8211; far\u00e0 finalmente una visita a Bruxelles?<\/p>\n<p><font size=\"1\">(1) COM\/2012\/0209 final.<br \/>(2) Story L. (2012), \u201cAs Companies Seek Tax Deals, Government Pay High Price\u201d, <i>New York Times<\/i>, December 1st , secondo articolo di una serie intitolata \u00abUnited States of Subsidies: A series examining business incentives and their impact on jobs and local economies\u00bb.<\/font><\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la fine del 2012, pi\u00f9 probabilmente agli inizi del 2013, un gruppo di lavoro ad alto livello tra l\u2019Ue e gli Usa dovr\u00e0 fare delle raccomandazioni per un Accordo di libero scambio (Als) tra le due pi\u00f9 importanti aree commerciali del mondo. 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