{"id":22090,"date":"2012-12-18T00:00:00","date_gmt":"2012-12-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-kurdistan-nel-nuovo-medioriente\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:14","slug":"il-kurdistan-nel-nuovo-medioriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/12\/il-kurdistan-nel-nuovo-medioriente\/","title":{"rendered":"Il Kurdistan nel nuovo Medioriente"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito della primavera araba e delle molteplici situazioni di crisi degli ultimi mesi, un posto tutto particolare spetta alla questione curda, forse la pi\u00f9 sottovalutata nel nuovo scenario mediorientale. I regimi in cui si trovano le pi\u00f9 consistenti minoranze curde sono sottoposti a formidabili pressioni esterne, che pongono le premesse per la possibile creazione di nuove entit\u00e0 statali e, anche, di nuovi confini. Di ci\u00f2 sono consapevoli i curdi stessi, spesso protagonisti di iniziative che ne evidenziano il fermento.<\/p>\n<p><b>Autonomia curda in Iraq<\/b><br \/>Il fermento dei curdi esiste da prima della primavera araba, in particolar modo in Iraq. La caduta del regime di Saddam Hussein, in seguito all\u2019invasione americana del 2003, ha posto il problema della nuova struttura statale irachena. La celebre \u201cesportazione\u201d statunitense della democrazia nei paesi sottoposti a rigide dittature, ha avuto come risultato la creazione di uno stato repubblicano federale a Baghdad, con ampie autonomie per la regione del Kurdistan, al nord. <\/p>\n<p>La nascita della Repubblica autonoma del Kurdistan \u00e8 stata per\u00f2 vista con sospetto da tutti gli Stati vicini e confinanti, a partire dalla Turchia, storicamente impegnata a reprimere le istanze autonomistiche dei curdi nella regione sud-orientale dell\u2019Anatolia, in prossimit\u00e0 dei confini iracheni. Il modello autonomistico curdo in Iraq ha per\u00f2 manifestato, negli ultimi mesi, diverse disfunzionalit\u00e0: gli scontri tra Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno, e il governo centrale di Baghdad sono divenuti sempre pi\u00f9 frequenti e hanno messo in dubbio la stabilit\u00e0 istituzionale del paese nella sua interezza. <\/p>\n<p><b>Disputa sui pagamenti<\/b><br \/>Segnali di questa conflittualit\u00e0 si sono avuti anche il primo aprile scorso, quando il governo del Kurdistan iracheno (Krg) ha annunciato l\u2019interruzione delle esportazioni di petrolio. Lo stop \u00e8 stato motivato accusando il governo centrale di Baghdad del mancato versamento di 1,5 miliardi di dollari alle compagnie petrolifere che operavano in Kurdistan. La disputa sui pagamenti in realt\u00e0 si inquadrava in una questione ben pi\u00f9 ampia: Baghdad accusava il governo regionale curdo di negoziare e concludere accordi di esplorazione e sfruttamento delle risorse petrolifere con le principali compagnie del settore, senza la necessaria autorizzazione del governo centrale. <\/p>\n<p>Proprio come accaduto nell\u2019ottobre del 2011, quando la ExxonMobil aveva sottoscritto un contratto di produzione direttamente con le autorit\u00e0 del Kurdistan senza consultare Baghdad. Causando la reazione del governo di Nuri al-Maliki, che ha escluso la ExxonMobil, e le altre compagnie che hanno intrapreso simili azioni, dalle nuove gare per l\u2019esplorazione e lo sfruttamento delle risorse petrolifere irachene. <\/p>\n<p>Nuovi contratti sono stati firmati dal Kurdistan con le principali multinazionali del settore e, vista l\u2019impossibilit\u00e0 di convincere il Kurdistan e le compagnie a tornare sui loro passi, al-Maliki \u00e8 stato costretto a cedere: nel settembre scorso \u00e8 stato raggiunto un nuovo compromesso tra le parti, con Baghdad che ha ripreso a versare i pagamenti spettanti alle compagnie operanti nel Kurdistan.<\/p>\n<p><b>Pericolo di scontri armati<\/b><br \/>La disputa non riguarda solo questioni economiche ed energetiche, poich\u00e9 nelle ultime settimane ci sono stati nuovi segnali di scontro aperto. Molto pi\u00f9 significativi sono senza dubbio i recenti fronteggiamenti armati tra le parti, che il 23 novembre hanno causato una vittima e diversi feriti a Tuz Khurmato, una citt\u00e0 contesa dal Kurdistan iracheno e dal governo centrale. <\/p>\n<p>La motivazione principale di questi scontri \u00e8 la recente istituzione da parte di Baghdad di un posto di comando militare a Kirkuk, il <i>Tigris Operation Command<\/i>, responsabile del controllo delle zone settentrionali irachene, comprese quelle disputate con il Kurdistan. Tra le zone contese vi \u00e8 appunto Kirkuk, importante centro petrolifero, a maggioranza curda ma con forti minoranze arabe e turkmene.Il 28 novembre un accordo sembra aver stabilito una tregua e i primi contingenti iniziano a essere smobilitati da ambo le parti, scongiurando, almeno per il momento, lo scontro.<\/p>\n<p><b>Turchia e Siria <\/b><br \/>Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 interessante notare \u00e8 la presenza di vere e proprie dispute territoriali tra il Kurdistan e Baghdad, come se si trattasse di due entit\u00e0 indipendenti e separate, rispondenti a logiche sovrane e autonome. Il contesto regionale, in continua evoluzione e pieno di sviluppi imprevedibili, contribuisce ad accendere le tensioni. I continui attacchi aerei da parte delle truppe turche nei confronti dei ribelli del Pkk colpiscono spesso le zone di frontiera curde dell\u2019Iraq, provocando forti proteste a Baghdad. E la recente visita del ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu nel Kurdistan iracheno ha fatto infuriare l\u2019esecutivo di al-Maliki. Anche perch\u00e9 Davutoglu ha fatto tappa a Kirkuk, senza aver comunicato preventivamente le sue intenzioni a Baghdad. <\/p>\n<p>Questi nuovi rapporti tra la Turchia e il Kurdistan iracheno offrono ampie possibilit\u00e0 ai curdi, ma pongono seri dubbi sulla strategia di Ankara. Favorire la pi\u00f9 ampia autonomia del Kurdistan iracheno, o anche una sua indipendenza, potrebbe infatti rientrare nella strategia di eliminare un problema interno, favorendo lo sviluppo di uno Stato curdo che diventerebbe quasi sicuramente un problema esterno, almeno per l\u2019Iraq. <\/p>\n<p>Ma le possibilit\u00e0 che la nascita di un Kurdistan indipendente alimenti instabilit\u00e0 anche all\u2019interno dei confini turchi e nell\u2019intera regione sono elevate. Ne \u00e8 una dimostrazione la recente posizione assunta dalle minoranze curde in Siria, che cercano di restare neutrali durante la crisi tra i ribelli e il regime di Assad. E che, memori dell\u2019attuale apparente successo delle comunit\u00e0 curde in Iraq, hanno recentemente chiesto una riforma dello Stato siriano in senso federalista.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito della primavera araba e delle molteplici situazioni di crisi degli ultimi mesi, un posto tutto particolare spetta alla questione curda, forse la pi\u00f9 sottovalutata nel nuovo scenario mediorientale. 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